Vedi Napoli…

Ho pensato molto a come iniziare il blog, una introduzione, una presentazione o che so io –poi mi capita di finire a Napoli per un colloquio di lavoro- e decido di buttarmi a capofitto nella rubrica qui e adesso da una piazzetta del quartiere San Lorenzo, Napoli.

Brevemente: ho letto un annuncio sulle offerte di lavoro di Professionearchitetto, e lo studio proposto mi piaceva, concreto e realista, occupato in costruzioni civili a grande scala, così ho mandato un cv, mi hanno risposto invitandomi a un colloquio, ho chiesto un giorno di ferie dal lavoro e preso un aereo Venezia-Napoli. Ieri ho fatto il colloquio e oggi, sabato, me la spasso per la città, faccio un po’ il turista.

Sono finito in un Bed and Breakfast gestito da Andrea, 24 anni, che mi fa, “Lì c’è la tua camera, qui la mia, quella è la cucina, il frigo, se vuoi mettere la tua spesa o cucinare fai come se fossi a casa tua”. Un appartamento da studenti a tre stanze più che una pensione. Stamattina ci troviamo tutti per colazione e scopro chi occupava la stanza affianco, un veneziano, ti pareva, con la sua ragazza napoletana. Ci scopriamo entrambi da venexiani allucinati per come usano la macchina: un ora nel traffico per un percorso che a piedi ci metti mezz’ora. Poi il discorso nostalgico. Gli dico “Chissà, anche Venezia doveva essere così vitale fino a cento anni fa”.

“Anche solo cinquanta anni fa se pensi che aveva il doppio di abitanti”. Già, fa impressione vederla adesso ostaggio di turisti e biennalisti, accesa solo durante il carnevale e le feste consacrate, la vera vita cittadina sempre più relegata, sempre più underground, troppo legata all’Università. Napoli sembra palpitare ovunque, a tutte le ore, sembra respirare, trasudare.

Sto camminando da tutto il giorno perdendomi per i vicoli, più o meno fregandomene dei discorsi (luoghi comuni?, verità?) sulla pericolosità di certe strade, certe zone: “Entra ovunque, rispondi a tutti. Non ti ammazzeranno più che se tu non fossi già cadavere”. Ma non è che io sia matto o in cerca di guai, e se mi squadrano due ragazzini in motorino faccio finta di niente e cambio strada. Solo che non sono disposto a perdermi il meglio, i vicoli in discesa, le piazzette che si aprono tra le case, i portoni di legno che si aprono su piccole oasi: corti di palazzi con grandi scalinate neoclassiche e i panni stesi ad asciugare tra le palme.

In generale scommetto che, come Venezia, Napoli nel turista medio crea ripugnanza e fascino… Fascino per il pittoresco, come nella scena di un teatro, repulsione per i vicoli bui, la sporcizia delle strade, la decadenza degli edifici. Io sono solo affascinato, dalla vita che scorre nei vicoli come sangue nelle arterie, mi piace il tempo che si deposita nei palazzi come nel vino, cambiandone il sapore, l’uso, la funzione, lasciando solchi come le rughe su un viso. Le città si trasformano, l’intonaco cade, i mattoni si crepano, gli edifici si assestano storgendo gli infissi. Ma vorrei vedere come sapranno invecchiare le varie city, americane, di Londra, di Parigi, quando finirà questa crescita economica, quando queste facciate in vetro saranno da cambiare e magari non ci saranno i soldi per farlo, 25 anni è la vita di una facciata, mica cento, e non è che si creperà l’intonaco, semplicemente si sgretolerà il silicone che le tiene su, e ‘ste facciate saranno da smontare e buttare via: rimarranno delle patetiche travi in acciaio con dei solai appiccicati sopra. Fantascienza? Mica tanto se si discute di costruire un Gughenheim a Rio che costi di manutenzione annuale un decimo del suo prezzo di costruzione –come dire che avrebbe una vita di dieci anni! Questa è fantascienza.

Mentre sto scrivendo sotto al sole in un bar bevendo una birra, si siede qualcuno al mio tavolo: una vecchina, carica di borse per la spesa, mi chiede se può riposarsi un attimo. Chiacchieriamo, le racconto perché sono qui. E’ acuta, mi dice che una volta si faceva il contrario, si andava al nord a cercare lavoro. “Speriamo che vi troviate bene a Napoli. Siete bello e gentile, magari vi trovate pure una fidanzata”. Le spiego la mia teoria che le ragazze di Napoli sono le più belle d’Italia, con questi visi da antiche romane, gli zigomi alti, le guance scavate, il mento leggermente sfuggente, gli occhi lunghi che ti guardano e dicono, “Madò quanto sì bello!”

“Ma le piacerebbe qui?”, mi fa la vecchina.

“Signora… è la città più bella d’Italia”.

“Eh si… Come si dice… Vedi Napoli e poi muori”.

Un buon augurio, mi sembra. Io posticipo sempre.

Categoria(e): Senza categoria

7 commenti a Vedi Napoli…

  1. che strano…
    io sto per laurearmi a pochi passi da dove stai bevendo la tua birra e non faccio altro che pensare che per fare l’architetto e guarire dal fascino ovattato di “questo letto”me ne devo solo andare ed ecco che uno fa’ il migrante al contrario…buona fortuna!
    …che in certi giorni d’inverno in cui tu forse sei abituato alla plumbea nebbia veneziana questa è davvero la città più bella del mondo… e davvero ti viene voglia di alzarti al sole e magari, tra una chiacchiera e l’altra…lavorare!

    C.

  2. BEA STORIA ANTONIO!!!
    Coincidenze ci hanno fatto incrociare diverse volte ma abbiamo realmente condiviso un solo ed interessante discorso al sapore di rosso e grappa in un delirante WE novembrino.
    (hai capito chi sono?)
    Trovo per cui straordinario ritrovarti, leggerti e conoscerti qui e particolarmente eccezionale il fatto che sia capitata nella tua pagina per caso.
    A presto
    s.

    arianna dice:

    napoli
    mi ha affascinato la lettura che hai dato di Napoli…beh fa sempre questo effetto all’inizio ma ti assicuro che viverci ogni giorno è molto pesante, tutti quelli che tu hai visto come cose negative che fanno da contorno ad un quadro pittoresco a lungo andare diventa l’unica ragione per cui te ne vuoi scappare…è solo uno sfogo da chi ci vive da 8 anni per studi.
    ciao sono arianna, collega napoletana disoccupata in quanto qui le opportunità sono veramente poche

  3. benvenuto
    ciao,
    sono simone, altro blogger del sito…
    benvenuto nel blog
    ciao
    simo

    antonella dice:

    …che bella visione…
    che bella visione di napoli, condivido tutto quello che hai scritto. e’ una citta’ stupenda, ricordo con grande calore gli anni trascorsi li. in bocca al lupo per il lavoro , fammi sapere ciao….(ah, mi rendo conto che tu di me non sai nulla, allora.: antonella, architetto laureata a napoli, faccio la libera professione vivo vicino benevento, e mi piace molto lo sport, il teatro, cinema, musica, lettura,) ci si rilegge ciao

  4. UP DOWN
    Deve esserci in filo invisibile tra napoli e venezia ma che a volte si manifesta nelle forme più strane.
    Dopo aver toccato con mano la efficientissima realtà del nord est
    (conegliano veneto, per la precisione) la mia anima meridionale mi richiama ancora a napoli.
    Con un effetto sorpresa: uno dei mei migliori amici attuali è diventato un venexiano che lavora qui a napoli da un pò.
    Aspettiamo tue notizie.
    Intanto benvenuto

  5. concorde con arianna
    forse è il nuovo che ci attrae…
    e mentre io vorrei scappare verso il nord…
    tu descrivi questa città dove vivo così bene!
    Napoli non offre molto…almeno a noi laureati
    napoletani…..in architettura!
    Visita la nostra sede… quel meraviglioso palazzo…dove ascoltare un professore che spiega è impossibile….Napoli è una contraddizione che sembra avere un suo fascino….nascosto! Cmq ben venuto!