Stamattina ho telefonato a

Stamattina ho telefonato a Lucas a Barcellona. Non mi ha raccontato niente di speciale, ne io l’ho costretto a raccontarmi scoop su ciò che provano gli spagnoli, su come ha vissuto questa settimana ecc. È stata una telefonato normale, formale, triste. Non l’avevo più sentito dopo il tredici marzo, gli avevo solo mandato una timida e-mail giovedì sera con ancora negli occhi le immagini del telegiornale della sera. Non ci potevo credere, ho dovuto guardare tre tg e due approfondimenti per convincermene. Il giorno dopo sono andato in stazione a comprare El Pais e come si sa tutti gli articoli attaccavano l’ETA.

Due anni fa ero a San Sebastian per la fiesta di natale che è l’occasione per stappare le prime bottiglie di sidra di mele che si versa nei bicchieri alzando la bottiglia in alto sopra la spalla col braccio teso dalla distanza di più di un metro facendo scendere un rivolo di vino che schiuma nel bicchiere. È una festa popolare, la gente arriva da tutti i pueblos della zona e in piazza si gioca alla lotteria con in palio “el cerdo mas gordo del Pais Vasco”, il maiale più grasso della regione. Noi avevamo comprato una montagna di biglietti e deciso che se avessimo vinto il maiale sarebbe stato mio e me lo sarei dovuto portare in Italia, in aereo, al guinzaglio. Passando davanti al municipio vedo appesi a una finestra degli enormi striscioni con scritte in Euskera per me incomprensibili in verde e rosso, i colori Baschi. Uno però non lasciava dubbi, c’era un disegno raffigurante un uomo con un passamontagna nero seduto in trincea dietro un nido di mitragliatrice. Vivendo nel Pais Vasco capisci quanto è sentita la questione dell’indipendenza però un conto è vedere nei bar i manifestini politici Euskal presoak Euskal Herrira, o la bandiera Basca che pende dal bancone di un appartamento di studenti, un conto è vedere uno striscione inneggiante l’ETA appeso alla finestra del municipio liberty di San Sebastian. Chiedo a Natali, a Lucas cosa significhino quei cartelli, ma ottengo solo risposte vaghe, silenzi. Hanno spesso gli spagnoli questo modo di rispondere in silenzio. Dei silenzi molto significanti.

Era anche il modo che usavano per protestare contro gli attentati separatisti, un silenzio compito e dignitoso, fiero. Una mattina presto stavo scendendo verso l’università. Passo per il centro e c’era della gente ferma immobile davanti al municipio di Pamplona, dei gruppi di silenzio. Guardavano avanti con gli occhi fissi nel vuoto. Chi passava vedeva la scena e solo immaginando cosa era successo si fermava accanto agli altri, muto. Dopo poco il gruppo più numeroso con la sindaco in prima fila si volta e ritorna dentro al municipio. La piccola folla si disperde. Avevano ucciso nella notte una guardia civil mentre metteva la macchina in garage, con un colpo sulla nuca, come alle vacche nei macelli.

Chissà che silenzio c’era la settimana scorsa per le strade.

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8 commenti a Stamattina ho telefonato a

    adriana dice:

    vedi napoli e poi muori???e il resto del sud, allora?!
    ciao, antonio!
    mi ha divertito molto leggere il tuo articolo sul portale.
    per me, questi sono i pochi legami che ho col mio paese, in questi mesi.
    sono, infatti, all’estero per uno stage, dopo avere cercato per mesi un lavoro”al nord”dell’italia-diventato, lo sottoscrivo!!!, molto più “sud” del mio sud…
    come te, anch’io sono architetto, e come te, sogno di andare lontano dalla città dove ho studiato(pescara!).forse mi baglio, ma per ora, vedere nuovi paesi e nuovi modi di vita, beh!, è più di un’esperienza professionale pure e semplice…
    come dici tu, napoli è vita…forse troppa, per i miei gusti!
    sono cresciuta in un paese abbastanza vicino alla campania, continuamente preso dall’assalto dai napoletani, e non sono cosi’ convinta che sia il top, tra i nostri connazionali…ma la mia opinione non fa testo!!!è vero, comunque, che a parità di disponibilità e vitalità, il nord non puo’ proprio competere:sempre tristi, voi nordisti!!!,sempre indaffarati, stressati…ma che palle!!!
    quanto alla bellezza delle donne di napoli, penso abbia ragione. come, forse tutte le donne del sud, sono autentiche, comenaturacrea(per citare proprio una pubblicità del sud!).che dirti:in bocca al lupo per la tua nuova vita in questa città unica ed ineguagliabile(in ogni senso…Smilie: ;).
    …forse la vecchina è stata la tua buona stella!!!

    adriana

    l'aspirante....architetto.... dice:

    ….la solita storia….speriamo comunque in bene….
    beh….proprio la solita storia….
    riusciamo ad apprezzare solo quello ke non abbiamo…o meglio x apprezzare quello ke abbiamo, dobbiamo riusicre ad osservarlo alla giusta distanza…ma quante cose ke in italia non abbiamo ! ….purtroppo una triste storia….
    beh….sono un arch di quasi 32 anni, laureato e scappato da napoli ( x adesso ! ma certo il “bordello” di napoli non é ke mi manca sul serio ! )….sto “investendo” in un paese non lontano dall’italia…ke pure mi fa tanto soffrire….la fortuna aiuta gli “audaci” ma sempre serve un po’ di fortuna ! ….ma almeno qui riesci a trovare lavoro, quello vero, con firme nero su bianco e contributi x la “pensione”…anzi é il lavoro ke trova te ( soprattutto, senza essere assolutamente un “fenomeno” ! ) ….qui lontano da casa il problema principale quando sei da solo, completamente da solo….sono gli spostamenti da una zona all’altra x lavoro o colloqui….la “fatica collaterale” dell’esperienza….ho 2 piccole esperienze di lavoro all’attivo nel paese….ma non riesco a trovare ancora “pace”….mi sposto dove trovo lavoro, ma é davvero faticoso….ho appena finito di traslocare in attesa della lettera/contratto di assunzione x il mio terzo lavoro….vedremo ke succederà….ke dire, solo ke vale la pena lasciarli tutti ” a bocca asciutta” i nostri potenziali “datori di lavoro” in italia….la professione d’architetto in italia praticamente non esiste ( ho cercato qualcosa ma…..meglio stendere un “velo pietoso” ! ) ….nel paese dove sono l’architetto é uno dei professionisti + rispettati e col maggiore reddito….attore della dinamica del cambiamento sociale e del paesaggio urbano e non solo….non ho nostalgia ancora di napoli ( gente x strada sempre….beh sarà forse la disoccupazione ! ) e del mare ( arriverà…quella arriverà di sicuro prima o poi ! )….ma certo ke non é un’avventura semplice….un piccolo consiglio x finire ? …riunitevi in gruppi ben “affiatati” , scegliete una destinazione e partite alla conquista della vostra/nostra meritata rivincita….e senza andare a sbattere a migliaia di km da casa….il nostro puo’ essere uno dei “mestieri” + belli ke ci siano….senza parlare necessariamente di esperienze in studi con centinaia di “impiegati”….e se non si é da soli….quasi é una passeggiata…a patto ke abbiate una buona predisposizione x una lingua straniera ed al sacrificio….ovviamente ! …in bocca al lupo a tutti….coraggiosi e non !
    PS ah…xké sono cosi’ anonimo nella mia lettera…beh xké ( senza generalizzare, please ! ) quando sono stato meno anonimo in altre occasioni e molto simili….sono stato assalito da “colleghi” italiani in crisi ke mi hanno “sukkiato” infos varie e poi sono scomparsi, molti senza neanke un “grazie”….e quello da solo spesso basta….siencerly !

  1. la magia di Napoli
    ….Grazie per avermi fatto rinnamorare della città in cui vivo…vista con gli occhi con cui sei riuscito a vederla tu effettivamente è la città più bella del mondo!!!!

  2. welcome
    buongiorno e benveuto!!!! Smilie: :)
    ehehe….e’ proprio vero che la nostra condizione di neoarchitetti e’ uguale dovunque!!!!! io mi sono laureato a luglio al politecnico di milano e come te ho vagato e scritto, scritto e vagato!!!
    ma in fondo non e’ stato male…….ora so cosa volgio fare da grande e ci sto provando…anche se per vie traverse, piano piano, un piccolo passo per volta, sono sicuro che le cose verranno!!!
    in bocca al lupo antonio Smilie: ;-)
    a presto
    luca

  3. tieni duro
    sono una napoletana che ha appena concluso la sua esperienza all’università di napoli (Architettura ovviamente), cerco di andare un pò in giro e, come te, mando curriculum su curriculum, vorrei trovare una città come Napoli: dove la gente ti parla anche se nn ti conosce e nn ha quel particolare atteggiamento di diffidenza che le persone del nord hanno verso chi nn conoscono, con il sole per 350 giorni l’anno, e questo mare a cui sarò inevitabilmente legata per sempre; solo che probabilmente come te, ho bisogno di allontanarmi, vivere sola, camminare sulle mie gambe e vedere che ce la posso fare, che tutto quello che mi ha spinto ad andare avanti nn era solo un sogno……….Questo per dirti che Napoli ed i suoi abitanti sapranno accoglierti benissimo e sono sicura che tu riuscirai ad ambientarti tra loro.Buona Fortuna

    daniela dice:

    procedimento inverso…
    Ciao bellissima “confessione” accorata e spontanea.
    Io da Napoli sono trapiantata a Milano. Un destino abbastanza classico, ma questo già lo saprai.
    Ti auguro il meglio, anzi di più.
    Daniela

    antonella dice:

    inboccallupo
    mi sto x laureare in architettura a napoli(ma sono lucana)..è 1 città bellissima ke ti può offrire tanto!ti auguro di poterla vivere come ho fatto io..qui l’architettura e l’arte trasudano da ogni pietra e nn hai mai il tempo di annoiarti!
    inboccallupo cmq!
    ciao antonella

    andrea pacciani dice:

    Architettura e tradizione
    “In generale scommetto che, come Venezia, Napoli nel turista medio crea ripugnanza e fascino… Fascino per il pittoresco, come nella scena di un teatro, repulsione per i vicoli bui, la sporcizia delle strade, la decadenza degli edifici. Io sono solo affascinato, dalla vita che scorre nei vicoli come sangue nelle arterie, mi piace il tempo che si deposita nei palazzi come nel vino, cambiandone il sapore, l’uso, la funzione, lasciando solchi come le rughe su un viso. Le città si trasformano, l’intonaco cade, i mattoni si crepano, gli edifici si assestano storgendo gli infissi. Ma vorrei vedere come sapranno invecchiare le varie city, americane, di Londra, di Parigi, quando finirà questa crescita economica, quando queste facciate in vetro saranno da cambiare e magari non ci saranno i soldi per farlo, 25 anni è la vita di una facciata, mica cento, e non è che si creperà l’intonaco, semplicemente si sgretolerà il silicone che le tiene su, e ‘ste facciate saranno da smontare e buttare via: rimarranno delle patetiche travi in acciaio con dei solai appiccicati sopra.”

    Bravo, hai capito molto dell’architettura, si impara più per le strade delle città storiche che in facoltà; non so se allo IUAV ti hanno mai parlato di come continuare a fare architettura tradizionale: il mio mestiere è quello di continuare a costruire oggi le case e le città come allora perchè queste sensazioni che tu provi oggi girando per i vicoli di Napoli le possano provare i nostri nipoti anche nei nuovi quartieri che oggi realizziamo; è un modo bandito dalle facoltà, dalle isituzioni e dalle riviste in Italia, meno all’estero, ma se ti piacciono le sfide e capisci che di fatto si vive meglio nelle case e le città del passato piuttosto che in qualsiasi posto della modernità posso darti qualche dritta; se sei abbagliato da Koolhas o da meraviglie digitali cancella questa mail

    Andrea Pacciani Architetto in Parma