L’altro giorno ho fatto un colloquio di lavoro in uno studio a Venezia. Avevo preso appuntamento per le cinque, poi la mattina mi chiamano di anticipare alle quattro, e io al lavoro avevo un dettaglio di una scala urgente da finire e spedire a Londra in giornata, così riesco a liberarmi solo alle tre e mezza, monto nella mia Panda, mi metto in autostrada, sparato a centoquaranta, roba che mi ammazzo, arrivo alla circonvallazione di Mestre e mi impantano nel solito traffico. In dieci minuti dovevo uscire dall’ingorgo, arrivare a Piazzale Roma, parcheggiare, correre a Dorsoduro e trovare lo studio. Mi viene in mente di chiamare Enrico di Porto Marghera, e lui tipo Wolf “risolvo problemi” di Pulp Fiction mi dice di parcheggiare in un distributore e arriva al volo a prendermi e mi mette giù a Venezia.
Lo studio era bello, a due piani, soppalcato, pieno di luce, di bei progetti appesi alle pareti, edilizia civile, residenziale, di tutto. Il colloquio è informale, rilassato, a momenti divertente. Come quando guardando la mia brochure mi fa riferito a un volantino con Hemingway in posa da pugile “Che fisico di merda… Sul mio genere… Anche lui, troppi aperitivi…”
“Oddio brutto fisico… Non so lei ma io non avrei voluto trovarmelo fuori da un bar de L’Avana che mi fa ‘Hey tu bastardo nazista’ “
Questo deve averlo convinto. Mi ha proposto un vero lavoro da vero architetto, non da operaio-disegnatore o da impiegato alienato, un lavoro qualificato, addirittura ben pagato. Gli ho detto che gli avrei fatto sapere che ci avrei pensato. Così, tanto per non saltare dalla sedia e abbracciarlo al di là della scrivania…
Esco volando, Enrico mi raggiunge e gli offro cinquantadue spritz e brindo a Hemingway che mi ha portato bene.

Laureato lo scorso ottobre allo IUAV, sto lavorando da settembre nel cuore del nordest. Nel frattempo ho inviato una cinquantina di curriculum, preso undici aerei lowcost e fatto colloqui di lavoro un po' ovunque, come in un ospedale in cui ogni malato è posseduto dal desiderio di cambiarsi di letto: c’è chi vorrebbe dolere accanto alla stufa e chi crede che guarirebbe se solo potesse avere il posto accanto alla finestra.
Devo proprio metterlo?
,che niente niente non ti fá trovare ció che cercavi e ti fá cercare poi quel che neppure immaginavi di trovare..
Peccato,diobono,a fine giugno ancora sar´qui (forse apostrofarlo con ‘peccato’ proprio non é opportuno,la contropartita paga).Peró sicuro che a fine agosto un salto ce lo fó,a Fiesta!,che é ora di smetterla di lagnare i deficit culturali del nostro nordest aseno e crasso
..strana lotteria dei nostri tempi,la ricerca via Google( vedi ‘Barcellona+Capossela’
(l’oggetto,s’intende,ché non so mai che scriverci)
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evviva, ce l’hai fatta, felice per te.
per me…
gira la ruota!!!!!
..anch’io sono felice per te…anche se non sempre lo so dimostrare….
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bea toni!!!
Auguri di cuore….