A Pamplona avevo cambiato due case, la seconda ero andato a vivere con Santi e Gonzalo, i miei compagni di sbronze, che avevano avuto una occasione per un appartamento lasciato sfitto. Era un grande attico su un edificio moderno, di fronte al parco, con una terrazza di 40mq che girava su due lati, grandi porte-finestre che si affacciavano dalla sala verso un soggiorno all’aperto con tavolo, sedie da giardino che avevamo recuperato un po’ alla volta, una tenda per il sole, e piante di tutti i tipi (he he…
In pratica vivevamo all’esterno, c’era sempre un bel caldo secco, l’aria tersa, le montagne chiare oltre la conca. Io avevo portato il tavolo da disegno in terrazza di fronte alla mia camera e costruivo plastici a petto nudo sotto il sole. Santi si occupava di giardinaggio e ascoltava Bob Marley, aveva buone vibrazioni, diceva, faceva crescere forti le sue coltivazioni.
Mentre scrivo sono al lavoro, con Radio3 sulle cuffiette, e esce una versione di Clandestino cantata dalla brasiliana Adriana Calcanhoto, e ecco, quell’anno era appena uscito il disco di Manu Chao che per molti di noi è stato un disco importante, minimo e geniale -8 accordi per 16 canzoni- e a Pamplona era in ogni bar, lo ballavamo ogni sabato, aleggiava sempre nell’aria, a me aveva anche cambiato il modo di vedere la città. Poi sai, le cose cambiano, mi aspetto sempre troppo da tutti così mi deludo e perdo entusiasmo, ma forse è normale.
Se no ascoltavo la radio, hanno una radio pubblica meravigliosa, io stavo sempre sintonizzato su Radio Tres, conoscevo a memoria tutta la programmazione, da Area Reservada a Flor de Pasion sulla musica brasiliana, e finalmente da mezzanotte all’una A todo Jazz condotto da Juan Claudio Cifuentes – “Cifu por los amigos, que sois todos vosotros…”- con sigla Milestones, a cui avevo scritto anche diverse lettere…
E’ il mio zahir in questo periodo la Spagna, la mia idea fissa, forse perché è estate e io vedo il sole attraverso le sbarre delle veneziane dell’ufficio sempre abbassate, forse perchè a Barcellona c’è il Sonar, forse perché il mio biglietto da 0,01€ per Barcellona rimarrà virtuale. (Anzi se qualcuno lo vuole glielo regalo). Io non posso partire perché licenziandomi non posso prendere ferie durante il mese di preavviso… così San Firmin salta anche quest’anno… Vabbè lo studio dove vado a lavorare rimane chiuso tutto agosto e stamattina mi è venuta l’idea folle mentre sfrecciavo in autostrada… agosto in sud America… adesso accarezzo solo timidamente l’idea e non vedo l’ora di tornare a casa stasera per mettere su Latino America di Gato Barbieri e sognarci sopra…

Laureato lo scorso ottobre allo IUAV, sto lavorando da settembre nel cuore del nordest. Nel frattempo ho inviato una cinquantina di curriculum, preso undici aerei lowcost e fatto colloqui di lavoro un po' ovunque, come in un ospedale in cui ogni malato è posseduto dal desiderio di cambiarsi di letto: c’è chi vorrebbe dolere accanto alla stufa e chi crede che guarirebbe se solo potesse avere il posto accanto alla finestra.