Se Dio vuole (vuoi?)

Se Dio vuole (vuoi?) ho finito, salvato e mandato i files per la grafica del cd di Porfirio Rubirosa: copertina più libretto di sedici pagine. Un lavoraccio. Magari dopo la presentazione, pubblico qui qualche immagine, ne vado piuttosto fiero. Verrà bene, stampa permettendo: non dev’essere un genio della grafica, lo stampatore. L’altro giorno ho fatto le quattro di notte per stampare i pdf da inviargli, e poi ho perso tutta la mattina e parte del pomeriggio per mandare cinquanta mega di files. Alle cinque del pomeriggio mi manda una e-mail: NON VEDO ALCUN FILE PDF. MANDAMI URGENTEMENTE I PDF. Panico. Non risponde al telefono, il cellulare è sempre occupato. Totale aveva ricevuto i miei files, ma non aveva riconosciuto il formato .rar, che è la compressione usata da windows, lo sanno tutti, quasi tutti. Almeno i grafici, anche quelli MACghesboroni…

Vabè poi esco, lascio la casa così com’è, tipo Centro Sociale dopo un concerto di Marilin Manson. Esco che c’era Daniele, Alberto e un po’ di fioi venuti a festeggiare Checco, finalmente avvocato. Non sarebbe stato costretto a trasferirsi in Venezuela come promesso. La prima cosa che mi dice, ‘sto Matto: “Finalmente posso aprire la casa editrice!”

Ok, vaneggio per Venezia, mille rossi, mille sigarette, mille ciacole, al solito.

Parentesi cicche: La coscienza di Toni. In teoria avevo smesso di fumare (asma, paranoie varie…) per circa due anni: solo un pacchetto da dieci il sabato, o una sigaretta scroccata ogni tanto collo spritz. Poi da ‘sta estate ho ripreso come un drago, ma non c’ho bisogno fisico ne l’abitudine. Le compro solo quando sono di festa o in mood pessimo. (Ossia un giorno si e uno no). Poi schifato le butto via. Anche ieri dopo aver fumato tutta la notte, in botta tornando a casa compro un pacchetto. Ne fumo una poi, disgustato, lascio il pacchetto sopra al ponte dei Tre Archi. Non son poi tornato a riprenderlo dopo un quarto d’ora?

Stamattina mi sveglio coi polmoni in fiamme. Brutto, vecchio, nervoso. Ma poi mi passa subito, guardo un pezzo di tg-varietà e torno di umore leggero. Decido di andare in piscina. Ho una specie di visione, non tanto della piscina, quanto del post piscina: la doccia automatica, la pelle ruvida che sa di cloro, pulito come ti pare di non esser mai stato, i muscoli compatti, i pettorali duri.

Ho una teoria, che vado in piscina più per la doccia post piscina che per nuotare. Sensazione di pace, testa sgombra, purezza, morfina nel cervello, deserto bianco. Come alcune deliziose volte dopo aver fatto l’amore. Anche nuotando ogni tanto sensazione di abbandono, ma capita più spesso in mare, è complicato in piscina con tutta ‘sta gente. Ma oggi ho culo, siamo solo tre per corsia qui a San Alvise. La piscina più bella del mondo, credo, per quanto non le abbia viste tutte: è di mattoni a vista e capriate di legno, e l’arco centrale chiuso da una vetrata incornicia la laguna. Il livello della vasca è allo stesso livello del mare, e puoi vedere i vaporetti che vanno a Murano.

Riesco abbastanza a rilassarmi. Mi ritrovo che nuoto con gli occhi chiusi, come mi capita sempre in mare, e a volte mi ritrovo non so dove.

Anche ballo con gli occhi chiusi. Mi piace tanto ballare e non so da quando ho sta mania di ballare cogli occhi chiusi. Di sicuro mi ricordo a Pamplona Maria Jesus che mi fa, Anche tu balli con gli opcchi chiusi! -Vorrei saper dattilografare meglio per poter anche scrivere con gli occhi chiusi, mi ricordo di averle risposto. Ogni tanto mi capita di rispondere la cosa giusta. Da allora c’ho pensato un sacco: Hemingway scriveva in piedi, secondo me strizzando gli occhi come per prendere la mira col fucile. Bukowski con gli occhi chiusi sicuramente, seguendo solo il battito cupo della macchina da scrivere sulle pareti. Kerouac anche scriveva con gli occhi chiusi, canticchiando, battendo ogni tanto il pugno sul tavolo, preso “dall’occhio dentro l’occhio”. O dalle anfetamine?

Ho una teoria, che ascolto jazz perché è una musica che si suona ad occhi chiusi, e si sente. Gli altri li esclude, li perde dietro a un labirinto di note, li relega dietro una cortina di suoni. I primi anni che facevo radio ero scarsissimo, e tenevo ‘sto programma, Free Jazz, a orari notturni impossibili. Ogni sera davo il numero di telefono, ma non mi ha chiamato mai nessuno. Però mi divertiva, era come parlare nel microfono verso niente, come mandare messaggi nella bottiglia da un’isola deserta al terzo piano di via Battisti.

Toni Manero ad occhi chiusi ascoltando Sweet Soul Music sabato scorso a Lavarone

Sto sognando di essere in queste condizioni magiche, colla macchina da scrivere in apnea sott’acqua. Poi un ciccione mi viene addosso e tutto si rompe. Guardo l’orologio, solo trequarti d’ora, però mai fermato.

Vado alla doccia e sto bene, e mi dico, basta Toni, basta vitaccia basta cicche basta alcol. Esco e mi viene voglia di mangiare una pizza surgelata colla coca cola. Una specie di simbolo di purezza, la pizza con la coca cola, l’annuncio di un nuovo Toni. Cerco un negozietto ma il treno dei desideri nei miei pensieri all’incontrario va e finisco al Billa dove compro quattro stronzate, un po’di verdura, candele, yogurt: una spesa molto new age. Arrivo alla cassa e mi accorgo che mi son dimenticato la pizza… Ma non ho voglia di rifar la coda. Berrò solo la coca, penso, sarà dal ‘89 che non bevo una coca-cola. Senza Cacique intendo…

Arrivo a casa e mi vien male. Felpe e maglie sul divano, due lampadine rotte, il secchiaio con una pila di piatti sporchi, ci sono scarpe ovunque, la tavola è ancora apparecchiata da giovedi e il telefono non ha alcuna chiamata senza risposta. Ci son più sentimenti che parole, penso, e più ancora sigarette spente nelle mie tazzine di caffé, bicchieri dagli orli rossi, amicizie scadute come yogurt nel frigo, vecchie bollette. Devo fare ordine, mi dico, perciò mi metto nella mia cuccia, per terra sopra al cuscino rosso, accendo il computer e mi metto a scrivere.

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9 Responses to Se Dio vuole (vuoi?)

  1. immersi
    “ci sono più sentimenti che parole…..amicizie scadute, vecchie bollette.”
    mi hai letto nel pensiero. Situazioni analoghe, pensieri e sentimenti confusi, tutto si sovrappone, non solo i vestiti sulla poltrona.
    Sorrido nel leggere i miei stato d’animo sul tuo blog.

    cecilia says:

    finalmente!!!
    …la vida es tan hermosa!!!

    Tiziana says:

    Ciao
    Sono arrivata qui casualmente…. credo sia un blog interessante …. io ne ho uno ma… decisamente dal taglio diverso … ti aspetto

    A presto
    Tiziana

    http://spaces.msn.com/members/amorisbullonati/

    Tiziana says:

    Ciao
    Sono arrivata qui casualmente…. credo sia un blog interessante …. io ne ho uno ma… decisamente dal taglio diverso … ti aspetto

    A presto
    Tiziana

    http://spaces.msn.com/members/amorisbullonati/

  2. mi manchi
    che fine hai fatto?
    mi manchi…

  3. Elena che fai ci provi? ehhehe

  4. …ci provo anch’io…

  5. IO non sono io
    Non vorrei fare troppo il precisino ma per scongiurare incomprensioni vi invito a evitare di firmarvi come: IO, me, yo, I, Antonio, Antoniuti, Toni, e tutti i corollari tipo Toni Montana, Toni Tornado, Toni Love, Toni Caraffa, Toni Manero: tutti i diritti sono registrati.

  6. sei sparito!
    Ehi,dove sei?