Ciao Kemper
Morte, violenza, sopruso, sono certamente degli argomenti importanti, che vanno al nocciolo della condizione umana. Di sicuro se ne parla a stufa nei giornali di nascita (aborto, diritti del nascituro, fecondazione, tutti argomenti importanti, eh!) e di morte. È ciò che sta nel mezzo che è stato rimosso dalla coscienza critica. Tra la nascita e la morte, a cavallo di una bara, come diceva Beckett, c’è una intera generazione che è stata rimossa dal dibattito politico, direi addirittura dalla coscienza civile. Una intera generazione impossibilitata ad avere figli, a sposarsi, a crescere. Impossibilitata ad ammalarsi, ad avere un infortunio. Che se si rompe un braccio muore di fame. Una generazione intera dimenticata dai politici dai giornali dai sindacati dalle televisioni: problema irrisolvibile, meglio non parlarne, meglio archiviarlo. A me piace leggere e sapere delle Brigate Rosse, ma mi piacerebbe si dicesse perché ammazzavano e gambizzavano: sostanzialmente per i diritti dei lavoratori. Finita quell’era, siamo ripiombati nel far west. C’è il mio amico L. che lavora per l’ASL da cinque anni con contratto a progetto (senza ferie pagate, senza malattie, senza liquidazione, senza previdenza) e siccome è illegale che questo tipo di contratto venga reiterato per più di due volte, lui viene licenziato ogni fine dicembre per essere riassunto a inizio gennaio. E dico questi trucchetti li fa l’azienda sanitaria nazionale… Settecentomila (settecentomila!) lavoratori come me in Italia fanno parte del cosiddetto “popolo della partita IVA”, che lavorano sostanzialmente alle dipendenze senza avere alcun diritto, neanche mezzo, neanche quello di essere pagati. Infatti non solo il mio ma molti datori di lavoro utilizzano il ritardo nei pagamenti per tenerti vincolato al posto di lavoro, tipo caparra, tipo buona uscita all’incontrario. La mia collega se ne è appena andata lasciando quattro mesi di stipendio. Ora, io se dovessi andarmene senza venir pagato, mi porto via il plotter e l’hard disk del mio PC. Ma si ammetterà che questa non è una soluzione, che il diritto di un lavoratore in una società normale non possa essere vincolato ad atti di forza. Che la sopravvivenza di una generazione non possa essere regolata dalla legge della giungla. Ma d’altronde? Potrei forse andare al sindacato a protestare? Il sindacato di cosa? Questo per me è far west, è truffa legalizzata e omicidio di una generazione. Penso che chi legge sappia bene di cosa sto parlando.
Una letteratura “non reazionaria”, che vuole mordere sul presente, parla di questo, secondo me. Non cerca un movente per l’assassinio di Kennedy (Ellroy).

Laureato lo scorso ottobre allo IUAV, sto lavorando da settembre nel cuore del nordest. Nel frattempo ho inviato una cinquantina di curriculum, preso undici aerei lowcost e fatto colloqui di lavoro un po' ovunque, come in un ospedale in cui ogni malato è posseduto dal desiderio di cambiarsi di letto: c’è chi vorrebbe dolere accanto alla stufa e chi crede che guarirebbe se solo potesse avere il posto accanto alla finestra.
smack!
sedativi
Leggendo questo dialogo a distanza fra te e kemper, mi viene in mente di come questo revival letterario e televisivo degli anni di piombo sia una sorta di esorcismo per scongiurare che accada di nuovo. Le condizioni di disagio sociale, di disparità fra ricchi e poveri ci sono. Sono le stesse di allora. Allora ti mando Lucarelli in TV a ricordarti com’è andata a finire, male, molto male. C’è molto di vero in quello che dice, ma anche molte cose non dette.
La censura è la stessa di allora, sottile, furba, implacabile. Questa informazione che finge di non schierarsi è peggio di quella di parte. Tende a sedare le reazioni della gente. Ma quanto può durare ancora il giochetto?
in una sera come questa
in una sera come questa abbiamo scritto due cose completamente opposte. che nervi vedere che chi vale..come te e lo so perchè ti ho conosciuto e ti si nota… non sia ripagato…
in bocca al lupo..metti una bottiglia nel frigo non si sa mai…
Noir e dintorni
http://www.nazioneindiana.com/2005/11/18/la-vie-en-noir/
Un bacio da Dublino!!
dove sei?
Un bacio!!!
che uomo meraviglioso….
Popolo della P.Iva
ciao, arrivo al tuo Blog tramite Giordana.
Sono un graphic designer, e anche nel nostro campo si lavora con P. Iva, in 5 anni che lavoro non sono mai stato assunto, ultimamente ho lavorato addirittura per ENI, mi chiamavano consulente, facevo il dipendente, risultato: ferie e malattie non pagate e a luglio mi hanno salutato senza un preavviso decente. Tra l’altro nel nostro settore c’è un pericoloso gioco al ribasso di gente che lavora davvero per quattro soldi. Che tristezza.
..la voce del popolo maschile grida più forte..per ora..