the insects are huge

the insects are huge and the poisons have all been used,

and the drugs won’t kill your day job, honey…

(Beck Hansen)

fiorefiorefiorefiorefiorefiorefiorefiorefiorefiorefiorefiorefiorefiorefiore appassitofiorefiorefiorefiorefiorefiorefiorefiore

Il weekend e’ gia’ qui, col suo bagaglio di piatti da lavare, pulizie di casa da fare, sonno arretrato, stanchezza mortale, desideri di varia natura (spesso in aperto contrasto fra loro). Londra con le sue 1000 proposte, tutte strettamente a tempo determinato, io con il mio circo violento e la voglia di atemporale indeterminato… qualche volta ci incontriamo, se sono in vena di compromessi. E al solito, l’angoscia del venerdi’ (presto, consulta l’agenda…possibile che non ho nulla da fare???) e’ solo dietro l’angolo… mi vedo sul letto, sguardo al soffitto (non viola come quello del cielo in una stanza, pero’ le pareti si’ sono viola… ma divago), nodo alla bocca dello stomaco che monta, freneticamente cercando un modo di ammazzare il tempo prima che ammazzi me. Un gioco di scacchi, un disco dei radiohead o dei Sigur ros, la cosa che non voglio mai fare, quella che voglio fare sempre.

Ho il tema per questo weekend:

riposo!

baci a tutti…xxxcuore

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2 risposte a the insects are huge

  1. stella scrive:

    sfogo di un architetto deluso
    Anche io ricordo i tempi in cui mangiavo davanti al computer durante la mia pausa pranzo…Allora maledicevo quella tremenda abitudine ma oggi…oggi mi trovo a rimpiangere la mia decisione di aver lasciato Londra. Laureata da tre anni in architettura a firenze, dopo vari sfruttamenti sottopagati in studi “pseudo-importanti” comincio a dubitare fortemente sul valore di questa laurea e a credere a chi mi diceva “ma sei pazza ad iscriverti in architettura? non c’è lavoro”. Purtroppo è la verità. Certo si può sempre fare quella infinita gavetta che forse, in età avanzata, dopo anni di sacrifici e di solo lavoro, ti può anche portare ad avere un minimo di tranquillità e autonomia…Ma è per questo che abbiamo studiato 10 anni???..ah dimenticavo possiamo sempre sperare di vincere 1concorso come architetti del comune..Però penso anche a quanto mi sentivo sola lassù, a quanto mi mancava il sole, l’aria tiepida, le canottiere a maggio. Certo avevo più soldi, ma non ripagavano i bellissimi tramonti sull’Arno a cui ero abituata…Insomma la vita è fatta di scelte.
    Io non so se allora ho scelto bene. Forse tornerò a Londra, boh..Comunque ti ringrazio
    Federico perchè grazie a te vivo un pò della magica Londra che è sempre nel mio cuore.
    Buona fortuna a te e a tutti gli architetti del futuro.

    STELLA

  2. maurizio scrive:

    riflessione
    Non sono il + indicato per dire certe cose, inquanto sono ancora uno studente che nella prorpia vita non si è mai potuto staccare, se non per pochi giorni, dal proprio paese. Però da quello che io riesco a leggere da quello che scrivi, penso che forse dovresti pensare a cambiare………… magari altro paese o nazione e quindi altro posto di lavoro.
    Ovviamente è solo quello che penso io e forse a davvero poca importanza!!!
    Come ogni persona sognatrice prossima alla laurea in architettura immagino di lavorare fuori dall’italia: inghilterra , germania, usa, australia………….. Ma unltimamente comincio a pensare che bisogna stare e lavorare dove si riesce ad avere un minimo di felicità.

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