IL DONO Il dono

IL DONO

Il dono è quella cosa, come dice Andrea Branzi, che distingue un progetto inutile ed insulso da uno valevole e ricco. E’ una prova e un esercizio di generosità intellettuale da parte del progettista che fa sì che l’oggetto, l’edificio o quale che sia l’oggetto della progettazione, abbia un qualcosa in più. Un qualcosa che non è necessariamente connesso alla funzione e all’uso, un qualcosa di gradito e inaspettato e sorprendente. Può essere un colore vibrante, una luce che ti mette a tuo agio, un fiore che ti trovi improvvisamente davanti agli occhi.

Vorrei che tutti i progettisti di qualunque cosa, dai piani urbanistici alle tazzine da caffè ai vagoni ferroviari, si sintonizzassero su questo concetto. Forse questo sarebbe già un passo verso un mondo migliore?

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P.S.: il ciccione non c’è più. Le nostre vite hanno preso percorsi diversi. Sono triste. Stanotte l’ho sognato che tremava sudava e vomitava, in mutande in piedi su un piatto di carta poggiato sul pavimento con dentro un trancio di pizza schifosa di quella che vendono alla stazione. Io mi avvicinavo per calmarlo e lui mi guardava con gli occhi spiritati. Qualunque sia il significato recondito non credo sia un’immagine di amore. Più roba da Linda Blair.

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Una risposta a IL DONO Il dono

  1. mi. scrive:

    bacon
    il tuo sogno mi ha suggerito i quadri di Bacon, che ne raffigurano gli amanti nudi, lividi, stravolti nei volto e nel corpo come solo lui sa fare…
    londra era bellissima col sole..l’ho amata visceralmente come si ama un animale bello e affascinante che non puoi avere, come il pazzo e irrequieto di cui mi sono invaghita, che mi ha sedotta e ora è prossimo ad avventurarsi dall’altra parte del mondo..
    non tutto vien per nuocere, dicono.

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