a Malmö il progetto Bo01 : la città del futuro.

 

2006

Nella primavera del 2005 feci un viaggio nella penisola scandinava. Doveva essere solo un breve soggiorno a Stoccolma, ma la curiositá e la insostenibile leggerezza degli amici che mi ospitavano, un tedesco e una napoletana, mi portarono fino a Malmö per vedere l´allora eccentrico Turning Torso, la torre alta 140 mt di Calatrava e poi da lí il passo fino a Copenaghen fu breve. Dopo una nottata nel treno proveniente da Stoccolma, entrammo in un negozio piccolissimo annesso ad una pompa di benzina, ci rinfrescammo e ricomponemmo e andammo a fare una sostanziosa colazione a buffett nell´Hotel a 4 stelle Baltzar.

Dopo aver fotografato la piazza, c´era da approfittare perché con le prime luci del giorno non c´erano molte persone e le panchine in ferro battuto e le statue di bronzo si fotografavano facilmente, senza essere costretti a  dribling acrobatici. Aspettammo che almeno l´ufficio informazioni di Malmö, quello adiacente alla stazione ferroviaria, si aprisse per ricevere una mappa e qualche info su come raggiungere il Turning Torso.

L´operatore non fu esattamente chiaro, anzi fu abbastanza confuso. Una cosa era chiara seguire il fiume e attraversare dei binari. Bisognava andare a piedi, perché il quartiere circostante stava appena nascendo e non vi erano bus, tantomeno in un giorno festivo ( era sabato o domenica).

Con l´aria fresca e una pesante nebbia sui nostri capi ci incamminammo lungo il marciapiede che costeggiava il fiume. Dopo un lasso di tempo che evidentemente ci parve lunghissimo, arrivammo stanchi e infreddoliti sotto la torre ruotante di Calatrava, per sentirci dire che all´interno l´edificio non si poteva visitare. Ispezionammo il quartiere che aveva tutta l´aria di un futuro di una area residenziale e aspettamo che svanisse un pó la nebbia per fotografare l´edificio per intero.

2011 All´epoca non sapevo che il Turning Torso faceva parte di un progetto integrato ad una miriade di micro progetti sostenibile che avrebbero dato vita a Bo01.

I parametri su cui si basava il progetto sperimentale si basavano su:

  • modelli speciali di produzione e consumo
  • efficienza nell´uso dell´energia
  • conservazione delle risorse
  • riciclo e riutilizzo die rifiuti
  • tecnologia ambientalmente responsabile
  • creazione di zone verdi
  • introduzione di criteri ecologici nell´intorno urbano.

 

Per dare atto a questi progetti, in una cittadina come Malmö di 270.000 abitanti approssimativamente di cui il 36% di stranieri, afgani, iraqueni e iraniani,il governo svedese attraverso il Lokala investeringsprogram (LIP) e numerose imprese private hanno contribuito con ben 27 milioni di dollari americani. Per promuovere iniziative eco-sostenibili.

Ma diamo uno sguardo concreto al quartiere cosí come lo si puó ammirare oggi giorno.

Il progetto Bo01, sigla che deriva dalla parola svedese “bonollet” che significa abitare, conta circa 800 abitazioni di altezza medio bassa, Dato il clima rigido della zona, le facciate degli edifici rivolte a sud, sono interamente vetrate in modo da catturare i raggi solari e ridurre l’impiego della climatizzazione artificiale. Ampi spazi verdi circondano le abitazioni, ben servite non solo dal trasporto pubblico locale, ma anche da una fitta rete di piste ciclabili. La mobilità sostenibile ha un ruolo rilevante in questo quartiere, in cui gli abitanti, grazie ad un servizio di Car Sharing, possono condividere le automobili offerte dal comune di Malmo e usufruire di una serie di auto elettriche, a gas metano e ibride appartenenti alla Comunità prenotabili via internet.

Largo spazio alle energie rinnovabili con impianti eolici, fotovoltaici che rendono gli appartamenti indipendenti energeticamente, impianti di recupero di gas dalle biomasse e di utilizzo del calore del mare. Gli appartamenti in pratica producono da fonti rinnovabili tutta l’energia che consumano. Una filosofia encomiabile, da diffondere anche in altri quartieri europei per far valere la sostenibilità. Non a caso il quartiere Bo01 è stato scelto dalla Comunità Europea e dal Dipartimento Europeo per l’Energia, come uno dei migliori esempi per l’applicazione dell’utilizzo di energia rinnovabile in Europa.

Pala eolica – E’ alta 80 metri e ogni anno produce l’energia necessaria ad alimentare 200 appartamenti.

Bacini d’acqua – L’acqua viene conservata in bacini naturali di roccia a 90 metri di profondità, che la tengono calda d’inverno e fresca d’estate.

Pannelli solari – Sono disposti su una superficie di 1400 metri quadri e distribuiti in nove edifici.

Celle fotovoltaiche – Si trovano su un solo edificio ed occupano una superficie di 120 metri quadri. Producono ogni anno energia per 4 appartamenti.

Bo01 è stata definita la città del futuro e ci auguriamo che saranno davvero così ecosostenibili le città degli anni a venire.

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