Eccovi alcune info che spero possano essere d’aiuto a chi e’ intenzionato/a a oltrepassare i confini del belpaese con l’intento di fare un’esperienza professionale all’estero e non sa’ ancora come “presentarsi” in un contesto professionale internazionale.
Durante le mie frequentazioni nella bacheca“serve un consiglio” qui nel portale di ProfessioneArchitetto mi e’ capitato diverse volte di ricevere molte mail di persone che chiedevano info su come impostare un CV per cercare lavoro all’estero e su come presentare un portfolio.
English!
Per molti potra’ sembrare una premessa banale ma per poter lavorare all’estero bisogna necessariamente avere una conoscenza della lingua (in questo caso inglese) che ci servira’ per comunicare negli USA, in oriente, e in tutti quei paese dove il piu’ delle volte, pur non essendo richiesta la conoscenza della lingua ufficiale locale (esempio l’arabo se vorremo lavorare negli Emirati, o il Mandarino o il Cantonese se vorremo lavora in China, ecc…) e’ pero’ tassativamente necessaria una conoscenza discreta della lingua inglese e, dove per discreta, non si intende canticchiare i ritornelli della “hit parade” del momento, o pensare di sopravvivere grazie agli slogan pubblicitari piu’ celebri: enjoy it! Take your time! Have fun! Ma saper sostenere una conversazione.
Spero di non apparire troppo duro ma tantissime volte mi e’ capitato di leggere CV che vantavano una conoscenza buona dell’inglese ed erano sterili della ben che minima struttura grammaticale e di sintassi.
O altre volte di ricevere CV in Italiano con la richiesta di tradurli in Inglese e con la premessa “se poi mi assumono vado a studiare l’inglese”.
Il CV
Un buon Curriculum Vitae, o resume, deve contenere in un max di due pagine tutte quelle caratteristiche essenziali, dell’esperienza professionale e del background accademico, che possano ben evidenziare il valore aggiunto che possiamo fornire.
Impostazione:
dati:
nome e cognome, indirizzo di residenza, contatti telefonici e posta elettronica (meglio se usiamo un’indirizzo di posta elettronica contenente il nostro nome e non indirizzi fantasiosi quali “trottolino amoroso@… ; pippo25@…. ; ….mi e’ successo di leggere pure questo!!!)
professional experience:
Indicare in ordine decrescente, dalla piu’ recente andando in dietro (max 10 anni con esperienze rilevanti), tutte le piu’ significative esperienze professionali svolte, indicando:
- nome dello studio/azienda (es: NomeStudioArchitettura e associati)
- periodo della nostra collaborazione (es. May 2005 – Present)
- breve introduzione alle progettualita’ svolte dallo studio/azienda (es. Master Planning, workspace design, FF&E (Furniture Fixtures and Equipment) and graphic design; Schematic and Development design;Construction Documents and Specifications; Construction Administration and MEP; Interface with consultants, vendors and technical ecc…
- posizione ricoperta all’interno dello studio (pur non esagerando…andateci giu’ duro! Magari non spacciatevi per Senior Architect se abbandonate la postazione cad solamente per la pausa pranzo ma… andateci comunque giu’ duro perche’… come dicono le testimonials della L’Oreal “perche’ voi valete!”)
- progetti svolti all’interno dello studio indicando: titolo del progetto, luogo, superficie di progetto, tipo di intervento e vostro contributo al progetto.
Education:
indicare tutti i titoli accademici, certificazioni (spendibili in ambito internazionale) e masters acquisiti (magari non quelli di 4 ore…)
Skills
- la propria lingua madre e l’elenco delle lingue straniere conosciute con associata una veritiera valutazione: basic, intermediate, advanced, conversational, fluent.
- Tutti i programmi grafici/di scrittura e di presentazione conosciuti, cominciando in un primo blocco, contenente quelli con buona conoscenza e continuando con un’elenco di quelli anche “limitamente” conosciuti.
- Avete un grande talento con matite e pennelli? Con balsa e colla a cera? Non dimenticate di elencarlo perche’ in molti studi sono molto richieste figure professionali con uno spiccato senso artistico.
Hobbies & Sports? No thanks!!!
Potra’ sembrare un no scontato o forse, per chi passa le domeniche a fare puzzle, una vera e propria cattiveria, ma un CV deve essere una fotografia esatta della vostra preparazione e competenza professionale (strettamente professionale) tutto il resto, se degno di nota, sara’ indicato nella lettera di presentazione.
LETTERA DI PRESENTAZIONE:
la lettera di presentazione deve poter riassumere in poche righe:
il nome (of course!)
una brevissima introduzione di se stessi, come si e’ arrivati a scrivere a quel determinato indirizzo (un’inserzione, una conoscenza, un particolare website ben fatto) e se conosciamo lo studio perche’ di fama internazionale, indicare il perche’ siamo interessati a quel determinato studio. (evitare “paraculate” del tipo: “sin da piccolo avevo il poster in camera…” della starArchitect alla quale scrivete, o della sua piu’ celebre opera, perche’ tanto non sara’ la “starArchitect” in questione a compiacersi leggendo la vostra mail ma molto probabilmente una segretaria che la detesta dal piu’ profondo perche’ in attesa di un aumento! J
di fondamentale importanza e’ indicare il valore aggiunto che la candidatura potra’ fornire allo studio/azienda destinatari del resume:
Ottimo team player, instancabile lavoratore (ma gli straordinari si pagano!!!) perfetto conoscitore di un determinato programma grafico, o tutte quelle attivita’ svolte o qualita’ che vi rendano “unici’ o perlomento accattivanti dal punto di vista professionale.
PORTFOLIO:
Il portfolio allegato e’ come un rasoio della Gillette! Se con un buon CV avete “alzato il pelo” con un buon portfolio lo “staccate alla radice”!
Inutile sottolineare che, nella preparazione di un portfolio ci si divide in due gruppi:
chi ha gia’ una significativa esperienza professionale alle spall,e e chi si e’ da poco affacciato al “favoloso” mondo del lavoro.
Per il primo gruppo non saro’ certo io a dover spiegare come si prepara un portfolio…
Per il secondo gruppo (o per chi sta in bilico tra il primo e il secondo) ecco alcuni suggerimenti:
ogni progetto riassunto in una singola slide! So che andate fieri delle vostre meravigliose sezioni, prospetti e 99 rendering (uno piu’ bello dell’altro) presi da ogni angolazione ma in un portfolio dovete comunicare il vostro approcio progettuale in modo convincente e riassuntivo.
Ogni slide (max 2 per progetto) deve/devono contenere:
- Titolo/ sottotitolo (dateci dentro con poesia e semantica)
- Concept progettuale riassunto in uno schizzo/immagine
- Un rendering
- Una pianta/planimetria/prospetto o sezione che possano essere veramente rappresentative del progetto
- Un determinato materiale (se ha determinato un particolare approcio progettuale)
- Una brevissima descrizione del progetto
- Una fotografia (se il progetto e’ stato realizzato)
Non avete nessun progetto da inserire? Non e’ consigliabile supplire a questa mancanza assumendosi la paternita’ della “casa del fascio” di Terragni!!!
Potete invece inserire
- la vostra tesi di laurea (se progettuale o comunque rappresentabile graficamente) e in questo caso sono ammesse piu’ di 2 slide! (non tutta please)
- la vostra partecipazione ad un concorso di architettura o design (non importa se avete vinto il concorso … l’importante e’ partecipare)
- se gia’ lavorate in uno studi
o siete autorizzati dal sottoscritto a salvare su CD un paio di files delle progettualita’ che vi hanno visto coinvolti (magari chiedendolo gentilmente al titolare dello studio, e non vedo il perche’ non dovrebbero autorizzarvi dal momento che avete dato il vostro contributo). - No studio e no competitions? No problem! Investite un po’ di tempo a “ipotizzare” un probabile progetto che potrebbe ben rappresentare il vostro talento! (progettuale!) … insomma chi riceve il vostro portfolio dovra’ pur farsi un’idea di cosa valete professionalmente!
Portfolio! Spedire o non spedire? Allegare o non allegare?
I punti sopra elencati si riferiscono, ovviamente, ad una selezione “inviabile”di lavori del vostro portfolio, perche’ quello originale lo esibirete in tutta la sua bellezza 3D solamente in occasione di un colloquio di lavoro. (e in quello siete liberi di inserici anche quel maledetto particolare architettonico che vi ha tenuti svegli 3 notti!)
Generalmente un portfolio si allega ad una mail di presentazione (insieme al CV tassativamente in formato PDF) nei seguenti formati:
- formato PDF (max 2/3 MB altrimenti, se non espressamente richiesto, risulterete sin da subito “antipatici” e poco professional a chi si ritrova la posta elettronica “intasata” dalla carica degli altri 101, della giornata, prima di voi!)
- formato HTML: e’ quello che sinceramente consiglio perche’ ha le seguenti caratteristiche: molto professional, attuale, denota sin da subito una vostra dimestichezza con l’attrezzo a cristalli liquidi grazie al quale vi state presentando e state leggendo questo post, e libero da ogni “peso” ma dove, con un semplice link potrete sfoggiare tutte le vostre abilita’ con i piu’ innovativi programmi grafici (magari presentato in Flash?! Wow, outstanding!)
Bene, qualcuno ad “ArtAttack” direbbe: fatto?!
Siete pronti per spedire il tutto! Ma a chi? E dove?
Le vie da seguire sono le seguenti:
- avete sempre sognato di lavorare per Norman Foster o Zaha Hadid? Perche’ no! L’indirizzo dove spedire, lo sapete meglio di me che e’ segnalato sul loro sito web, nell’area generalmente indicata con “careers”
- avete letto (magari nelle news di ProfessioneArchitetto.it ) di un nuovo studio che ha vinto una competition o si e’ distinto per qualche particolare progettualita’? benissimo! Approfittatene per prendere spunto della “buona novella” per presentarvi a loro e magari approfittandone dell’occasione per congratularvi con loro del successo ottenuto. Perche’ no? Darete l’idea di essere aggiornati sul panorama architettonico contemporaneo e … un complimento (se non mieloso) fa’ sempre piacere!
- Tutte le grandi citta’ internazionali hanno un’associazione di riferimento di Architetti. Associate in google la vostra destinazione preferita con la scritta “Institute of Architects” e (generalmente) dovreste trovare il sito internet di riferimento, con la possibilita’ (gratuita) di inserire offerte di collaborazione o rispondere a richieste di lavoro. Se non vi sara’ possibile accedere all’area “offerte di lavoro” gratuitamente, se siete seriamente interessati a quella determinata area del globo, potrebbe valere la pena di associarvi (se rientra nel vostro budget) magari solamente come “allied” (ma prima verificate che una volta iscritti sia possibile accedere ad un servizio di ricerca di lavoro)
- “le pagine gialle degli architetti” ci sono molti portali internet di architettura che hanno l’elenco dei vari studi di architettura del mondo (es.www.vitruvio.ch/arc/architectsite/architectsite.php oppure www.world-architects.com/ ) e quindi possono diventare un ottimo spunto per raccogliere indirizzi e-mail di studi, persino in Antartide (forse ho esagerato! Ma se il vostro sogno e’ costruire innovativi Igloo … provare … si puo’!)
- Fare un login (gratuito) ad alcuni siti internet come Monster, jobsdb ecc … (con suffisso internet del paese dove vogliamo trovare lavoro es: .us, .com.hk, .com.sg,) non vi garantira’ di trovare un lavoro nell’immediato ma vi consentira’ di essere contattati da recruiters oppure head hunters (cacciatori di teste) che monitorano costantemente i CV inseriti per aggiornare i loro database ai quali fanno riferimento molti studio di architettura alla ricerca di professionisti con competenze specifiche.
PARTIRE PRIMA O PARTIRE DOPO
Prima di avventurarsi dall’altra parte del mondo (o anche in Europa) sarebbe auspicabile aver almeno seguito i punti sopra elencati e, per testarsi con l’inglese e con un “mini test” di un colloquio, aver almeno sostenuto qualche conversazione telefonica con qualche head hunter. Mai e sottolineo mai pagare nessuno!!! Generalmente non succede, ma in momenti di recessione economica i “furbi” sanno illudere molto bene chi cerca lavoro.
Se invece siete decisi a partire, potete permettervelo in termini economici e di tempo e avete le idee chiare circa la destinazione esatta per le vostre aspirazioni professionali, vi consiglio di fare un soggiorno “test” di un mese in quella destinazione (se quelle dei tempi della scuola le chiamavano “vacanze-studio” questi li potremmo chiamare “field trips”.
Una volta arrivati a destinazione potrete comprare una scheda telefonica (generalmente direttamente all’aeroporto) con un numero locale (praticamente una scheda ricaricabile) cosi’ che i vostri contatti segnalati sul CV siano piu’ “local” e il vostro potenziale colloquio sia piu’ facilmente effettuabile “face to face”.
Per chi cerca lavoro nel territorio della Comunita’ Europea il problema “permesso di soggiorno” non si pone, ma per chi vuole fare l’esperienza “oltre oceano” in paesi come: USA, China e oriente in generale, Emirati, Australia, ecc. … diciamo che potrebbe esserci qualche “rallentamento”.
Generalmente, in tutti i paesi del mondo, per ottenere un permesso di soggiorno (work visa) bisogna essere “sponsorizzati” dallo studio/societa’ che vi vuole assumere e, dal momento che questo rappresenta un costo per il datore di lavoro (in alcuni casi come per gli Stati Uniti anche molto significativo) diciamo che in questo determinato momento di incertezze economiche puo’ creare un piccolo ma significativo ostacolo. Ma molto dipende dal tipo di posizione richiesta e da tutti quegli elementi che possano “distinguervi” rispetto ad un candidato “indigeno”.
Cocludendo se state cercando un’esperienza lavorativa all’estero solamente ed esclusivamente per sentirvi come i protagonisti di un’episodio di “Friends” o perche’ la vostra massima aspirazione e’ sorseggiare mojito sulle bianche spiagge di Miami Beach vi consiglio caldamente di non avventurarvi in un ginepraio perche’ abbiamo tutti la grande fortuna di avere un passaporto con un meraviglioso nome scritto sul fronte: Italia! Se invece pensate che le vostre ambizioni professionali e il vostro talento siano poco comprese nel “bel paese” allora concedetevi pure questa chance e investite su voi stessi perche, pur se complessa, vi regalera’ un’esperienza professionale e di vita … priceless!!!

Si può conciliare l'attività di architetto con quella di communication designer? Si può trascorrere felicemente 6 anni negli USA e cominciare una nuova avventura dall'altra parte del globo? Si può vivere in un luogo dove tradizione e futuro s'incontrano e dove convivono in pace etnie e credi religiosi differenti? Si può avere i piedi per terra e la testa tra le nuvole? Sono Max. Questo è il mio blog, e questa è la mia nuova città: Singapore.
accessibilità…
Caro Max,
sono sempre la Mila dell’altro giorno che ti ha fatto gli in bocca al lupo. Ho letto il post sulle barriere architettoniche: la sensazione che hai avuto te, in USA, sul fatto che ci fossero molti più disabili è la stessa che ho avuto io, anni fa, girando nel nord Europa, precisamente in Danimarca e nella Germania del nord. Ad Hannover, a Lubecca, a Copenaghen sembrava che il 30% dellla popolazione fosse su una sedia a ruote…Delle due l’una: o sono tutti disabili oppure i disabili lì hanno molti meno problemi a fare una vita normale! E come te mi sono risposto che doveva essere la seconda…
Sull’Italia purtroppo ti devo dire che non è così cambiata la situazione, e te lo dico con cognizione di causa perchè me ne sto occupando direttamente come architetto, lavorando a delle ricerche su questi temi. Quello che non è molto cambiato (per ora) è l’approccio culturale, il fatto che moltissimi tecnici delle PA e degli studi privati pensano che l’accessibilità sia una scocciatura…E nemmeno la normativa finora non ha molto aiutato in questo senso, essendo vecchia limitata a ristrette categorie di disabili…L’unica cosa positiva in tutto questo è la formazione agli specialisti, che piano piano sta andando avanti…Ma ti assicuro che siamo molto molto lontani dalle situazioni che hai visto te in USA e io nel nord Europa…!!
un saluto
una lettrice ringrazia
grazie per questo splendido post su cv e portfolio per lavorare all’estero.
x Lauretta
il blogghista ringrazia!
uau!
Grazie mille per questo riepilogo!…:D
i curricula
Ciao, mi chiamo stefania, sono architetto e ho letto il tuo particolare e dettagliato post sulla compilazione del cv, portfolio, ecc..
Ti assicuro che non basta.
Perchè come dici tu, a leggere il cv, molto spesso, è un addetto interno all’azienda/ studio, che non ha nessun interesse a valuare le effettive capacità di un candidato. C’è una diffusa superficialità e nessuno ha la pazienza di leggersi due paginette. Non so cosa serva perchè il proprio curriculum salti agli occhi di chi lo valuta!!!
Comunque i tuoi suggerimenti li ho trovati precisi ed hai diffuso con estrema chiarezza i punti salienti di un buon cv…..hai aiutato coloro che si muvono alla ricerca di un lavoro. Occorre più solidarietà tra colleghi, e tu, con il tuo post ha dimostrato di voler condividere le tue conoscenze.
Buon lavoro!!!
australia
ciao max volevo da parte tua un conforto in merito ad una mia partenza, direzione australia più precisamente Brisbane, ho già un appoggio sul posto e la mia idea è fare l’architetto li mi occupo di interior design e in particolare di retail hotel e qualsiasi spazio che rigurda l’ospitalità. ti ringrazio anticipatamente e a presto. attendo tue news. grazie. Seby
non solo inglese…

aggiungerei, se Max me lo consente, che spesso l’inglese nn basta se si cerca lavoro in paesi non anglofoni. Ho notato che ultimamente pensare “intanto vado e poi imparero la lingua” nn funziona piu. Quindi se le intenzioni sono di lavorare in uno stato estero in cui si parli altro rispetto all’inglese, è imperativo conoscere la lingua locale. La conoscenza dell’inglese sarà considerata un plus
Poi puo sempre capitare di mandare il proprio cv a qualcuno che proprio in quel preciso momento ha bisogno di un architetto che parli italiano…ma questi sono casi rari
B.
3 in 1
3 risposte con precedenza alle signore:
x Bruna: Max consente…consente!
x Stefania: in ambito internazionale generalmente c’e’ una persona: Human resources Director che e’ pagata proprio per leggere! poi molto dipende se si risponde ad un’offerta di lavoro o se ci si “auto-presenta”, in questo caso il “segreto” e’ saper creare una presentazione ad hoc che sappia evidenziare, sin della prime righe, IL contributo che possiamo dare allo studio/azienda.
x Sebastiano: conosco Brisbane solo come turista e il mio contributo sara’ limitato solamente a dirti che ‘e un paradiso!!! dal punto di vista professionale hai un grande “valore aggiunto” perche’ hai gia’ individuato nell’Hospitality un segmento in fortissima crescita (specialmente qui in Asia e Australia) e dove molti studi di Architettura sono costantemente alla ricerca di questa figura all’interno del loro organico, e specialmente se parliamo di luxury Hospitality. Verifica solamente se la laurea Italiana in Architettura e’ riconosciuta e se no, quali sono le formalita’ per poter essere operativi. un’ultima info: da tre giorni il governo Australiano ha ridimensionato le modalita’ per il rilascio dei visti di soggiorno per stranieri e, se fino a tre giorni fa’ entrava veramente di tutto, adesso l’obbiettivo e’ l’alta specializzazione! a prescindere da cosa sceglierai… tutto il meglio per te!!!
Grazie per la chiarezza e per la precedenza
!
Non sono pronta ad andare fuori dal nostro paese, mi manca la conoscenza di una lingua straniera, o meglio la capacità di saper conversare in maniera fluente l’inglese.
Mi auguro di poter presto spiccare il volo, perchè qui la professione non è valutata e rispettata. basta solo pensare alla valutazione dei curricula! Anche se poi non saprei neanche in quale paese potrei fare quello che so fare! Guardando europaconcorsi ci sono tantissmi studi ma come si fa a scegliere?
Il curriculum letto da un addetto che viene pagato appositamente??? Giusta cosa, ma non da noi!
Al massimo viene letto da un/a segretario/a stanco e scocciato che deve fare anche altro!!!!
è questo il grave problema!
grazie Max,
Singapore
Grazie per i bei post che scrivi..mi stai facendo scoprire un paese di cui non mi ricordavo piu’ l’esistenza..;)
Grazie!
Sydney…
Ciao MAX e complimenti per il blog! A MArzo andrò a Sydney e non avendo nessun contatto di lavoro direttamente sul posto stò mandando CV e cover letter a molti Studi di progettazione di Sydney.
Qualsiasi suggerimento consiglio sulla professione di Architetto a Sydney è graditissimo.
Buona serata,
Ulderico
Ciao Ulderico,
benvenuto nel blog e grazie.
Io purtroppo Sidney la conosco solamente come turista e non posso darti nessuna info utile per quanto riguarda l’aspetto professionale.
L’essere gia’ a Sidney da Marzo ti favorira’ sicuramente nell’organizzazione dei vari colloqui…vale la solita regola: super CV e strepitoso portfolio!!!
tutto il meglio per te! e rimaniamo in contatto che quando ti sarai sistemato, e ricapitera’ qualcuno che cerca info su Sidney…Ulderico sara’ di grandissimo aiuto!!!
Ciao Max
ho 29 anni pugliese e da due anni sono laureato in architettura…
Innanzitutto volevo complimentarmi con te per il blog che trovo di grande utilità; soprattutto per un giovane architetto che, con poca esperienza lavorativa, si affaccia nel mondo del lavoro.
Da due anni collaboro presso uno studio di progettazione e posso già ritenermi fortunato visto il grande periodo di crisi che stiamo affrontando. Molti miei amici/colleghi sono ancora in cerca di uno studio dove iniziare la propria esperienza. Nonostante l’ottimismo per il futuro ultimamente avverto l’esigenza di un cambiamento,di ampliare il mio bagaglio culturale oltre che confrontarmi con una realtà diversa dalla nostra. La mia attenzione è rivolta verso gli States ed in particolare Miami e d’intorni, ho dei parenti che vivono a Fort Lauderdale (aeroporto a te caro). La mia difficoltà iniziale è reperire contatti che mi possano orientare/aiutare a trovare uno studio che possa offrirmi un esperienza lavorativa. Seconda difficoltà è la lingua, nel mio caso basic, pertanto mi chiedo se sia necessario frequentare un corso presso una scuola linguistica oppure migliorarla stando sul posto.
Mi son dato una scadenza, per aprile farò quello che chiami tu “soggiorno test” e ti sarei grato se volessi darmi qualche consiglio. A presto
Pietro C.
p.s. Auguro a tutti un Buon Natale e un Buon 2011