“il dito nella piaga”

Ieri, su di un volo che mi portava a Copenhagen mi e’ capitato tra le mani un interessantissimo articolo scritto su “la Repubblica” che penso possa servire da risposta a tutti quelli che possono cadere nel “luogo comune” che, chi e’ lontano dall’Italia, sia necessariamente “anti-Italia”.

L’articolo e’ scritto da Giulio Ferroni, e per chi lo volesse leggere nella versione originale lo trova pubblicato interamente sul numero di “Reset”.

riporto l’introduzione che penso possa trovare tutti daccordo:

“…la grande arte italiana, proprio per amore del paese, e’ stata molto spesso anche “anti-italiana”. In piu’ di una circostanza e’ stato necessario mettere il dito nelle piaghe e riflettere sulle vicende tremende che inducevano e inducono a pensare che l’Italia potrebbe essere un paese molto piu’ bello e vivibile se solo si liberasse da certi mali radicati in profondita’. la presenza di questa tensione critica, rivolta a denunciare con rabbia i mali del paese, conduce ancora oggi molti a denunciare come anti-italiani autori e scrittori che se ne fanno carico (nota del blogger: e mi ci infilo dentro).

possiamo definire “anti-italiani” Roberto Saviano autore di Gomorra?

Anti-Italiano Dante nel canto VI del Purgatorio “Ahi, Serva Italia…”?

continuando fino a Leopardi nel ‘Discorso sopra lo stato presente dei costumi degli Italiani”?

Concludendo penso sia scontato sottolineare che se mi trovo qui a scrivere un blog in Italiano…poi cosi’ “anti-italia” non lo sono! E con me anche gli altri come me! se poi sono capitate tutte a Mister Mee…che c’entro io!

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8 risposte a “il dito nella piaga”

  1. Roberto scrive:

    diversamente fuso (orario)
    buongiorno a Max e a tutti, leggo con attenzione questo blog e con ancora piu’ attenzione i commenti dei vari expats e non.
    Se posso dire la mia, dopo aver passato un periodo in Spagna e ora essere da un paio di anni in Cina, non posso che confermare tutto quanto qui scritto, sia da parte dei sostenitori dell’Italia che da parte dei critici.
    Penso sia fuori di dubbio che il nostro e’ veramente un Bel Paese, ottimo per vivere, piu’ difficoltoso per lavorare, ma impagabile sotto certi aspetti (arte,cultura, cibo, stile di vita). Tutti aspetti che banalmente dovrebbero essere “usati” dai vari governi per promuovere il sistema e per esportare il sistema, ma come sappiamo ci sono delle difficolta’, culturali e di atteggiamento. Non e’ un caso che qualunque dominazione straniera dal 1400 in poi abbia riscontrato questo problema nell’indole italiana o italica. Immagino sia un problema di dna.
    Detto questo, viste le possibilita’ attuali di comunicazione e di apertura globale dei mercati, perche’ discutere tanto. Chiunque puo’ decidere di lavorare e vivere dove vuole su questo globo (per lo Spazio ci stiamo ancora organizzando), sapendo cosa lascia e cosa trova. Ma l’Italia rimane sempre nel cuore, come una seconda casa, come una villeggiatura, come quando si ritorna a casa dei genitori la domenica.
    buona giornata a tutti

  2. Matteo scrive:

    ancora sugli Italiani
    Ciao Max, anch’io come molti ho letto il tuo post e mi sono trovato totalmente d’accordo.
    I vari aspetti che hai elencato (e altri legati alla difficolta’ di lavorare) sono le motivazioni che mi hanno spinto a cercare fortuna in Asia; ogni volta che leggo un giornale italiano o parlo con qualche amico che e’rimasto la sensazione di amarezza per l’immagine che offriamo di noi stessi aumenta. Forse ha ragione Roberto, quando si chiede il motivo di preoccuparsi tanto.
    Io credo che ci si preoccupi tanto proprio perche’ l’Italia e’ piu’ di una seconda casa, e tutti vorrebbero ri-trovarla ogni volta migliorata, o almeno non peggiore di come l’avevamo lasciata, invece negli ultimi tempi e’ questo che mi sembra stia succedendo.
    Pero’…proprio ieri, dopo aver condiviso il tuo post, ho visto un amico olandese (architetto) in Cina da 10 ann,i che mi ha raccontato del suo ultimo soggiorno nel Belpaese per lavoro: era rimasto favorevolmente colpito perche’ gli automobilisti si fermavano per lasciar attraversare i pedoni!!Sul momento gli ho risposto che era stato fortunato, io ho rischiato spesso la vita attraversando la strada, ma ora mi chiedo: non e’ che a forza di criticare giustamente cio’ che non va rischiamo di non vedere piu’ gli aspetti positivi?
    Scusate per la lunghezza del post,
    Buona lavoro a tutti.

  3. Marco scrive:

    …precisazioni…
    Ho letto con interesse tutti i commenti seguiti al mio messaggio…solo alcune precisazioni:

    - non è mia intenzione difendere a priori l’italia. E’ evidente che i problemi sono molti. Ma io credo che ci siano degli aspetti e delle realtà positive del nostro paese e che sia necessario metterle in evidenza il più possibile sopratutto all’estero, perchè è da queste reltà ed attraverso queste realtà che il nostro paese funziona e può continuare a crescere. Anche io ho studiato all’estero (Londra circa un anno)e ho lavorato all’estero (Barcellona circa un anno)…beh…non ho mai sentito un inglese o uno spagnolo parlare male del proprio paese così come fanno normalmente gli italiani…e problemi ce ne sono anche li…

    -per quanto riguarda gli stipendi…beh…per esperienza personale ti assicuro che se sei da solo sia a londra che a barcellona con uno stipendio da architectural assistant non puoi permetterti di affittare una casa da solo (a meno che tu non voglia uno studio di una stanza con letto e cucina tutto insieme) o accedere ad un mutuo per comprarne una…sei costretto a vivere insieme ad altri ed a fare la vita che fa qualunque neolaureato italiano in architettura…se sei in due probabilmente ce la puoi fare…ma questo anche in italia però…è vero però che, almeno in inghilterra, puoi crescere, anche a livello economico, più facilmente che in italia…

    - ancora due parole sulle realtà asiatiche in cui molti di voi mi sembra che vivano…saranno pure il paradiso degli alti stipendi e delle nuove architetture ma mi aspetterei da voi, oltre alle lodi di tutto questo, anche qualche critica sul prezzo pagato dalla società per avere tutte queste architetture e tutti questi alti ma pochi stipendi : il sistema politico cinese è un sistema dittatoriale che non rispetta nessuna forma di dissenso ed in cui i diritti umani sono calpestati ogni giorno, il sistema politico di singapore è un sistema che definire democratico è quantomeno coraggioso, diciamo che è un paese autoritario in cui tutto è “molto controllato” ed in cui il governo passa di padre in figlio, in thailandia il colpo di stato light è il normale modo per passare da un governo all’altro, anche in malesia non si può parlare di democrazia…insomma in asia l’unica democrazia nel senso vero della parola è quella indiana…tutto questo per dire che si, criticate pure l’italia per i marciapiedi sporchi, i taxi, il fatto che non vi servano il martini nel bicchiere giusto, la metropolitana che puzza, la gente non legge…ma allora siate coerenti e raccontate anche l’altra faccia della medaglia dei paesi/paradisi in cui vivete…almeno voi che potete(?)…

  4. Max scrive:

    una…per tutti!
    eccomi all’angolo della posta! ;-)
    Purtroppo il tempo e’ un po’ tiranno e non riesco a scrivere direttamente a tutti quanti come vorrei! ma…a tutti in una!

    x Teresa:
    qualche cosa che non puoi assolutamente perdere a Singapore? la piu’ importante: un aperitivo con Max! :-) teniamoci in contatto!

    x Francesca:
    Benvenuta! ;-)

    x Marco:
    Sfatiamo il mito dell’Italiano che parla male dell’Italia, e’ che a volte siamo piu’ critici con le cose e persone…alle quali teniamo di piu’!
    resta in contatto! ;-)

    x Giordana: ;-)

    x Mila:
    Mi inserisco a pieno titolo nell’elenco dei tuoi amici. :-)

    x Antonio:
    non c’e’ dibattito tra di noi! la pensiamo allo stesso modo!

    x paolo:
    non confondiamo gli immigrati con gli expats! anche se il concetto puo’ sembrare molto simile, situazioni socio-economiche e differenti periodi storici ne hanno completamente ridefinito il senso logico.
    ma che ben venga l’appuntamento tra 40 anni! magari con una bella bottiglia di Chianti (bevuta sul posto) a ricordare “mr Mee” e scoprire come e’ solamente un caso isolato del passato! ;-)

    x Roberto: come si usa dire nei blog: quoto! ;-)

    x Matteo: rischiando di essere ripetitivo: quoto pure te! e sei libero di dilungarti quanto vuoi ;-)

    bene! risposto a tutti e grazie (a tutti, tutti) di aver contribuito a questa bella chiacchierata!

  5. Giordana scrive:

    x Paolo
    Io , si io, presente! Ovvio che dopo una eventuale pensione/ etá voglio tornare in Italia.Ma che scherzi? Il sole, il mandolino, il mangiare, le librerie e il cinema nella mia lingua fantastico!Ma hai detto bene, quando siamo in pensione, quando é il momento di lavorare e trarre soddisfazioni dal lavoro meglio starne fuori, almeno adesso.
    L a scuola?proprio qualche giorno fa dicevo a mia madre, se dovessi avere dei figli in Germania, vorrei che l´adolescenza la passassero in Italia, con la letteratura italiana a scuola e chiacchiere con ragazzi italiani sani che corrono dietro le fanciulle a differenza dei tedeschi. Peró a 13-14 uno se ne sbatte dei soldi.lavoro-casa-bollette-soddisfazioni etc.etc….
    rendo l ídea?

  6. giordana scrive:

    x Marco
    A BARCELLONA ho avuto uno stipendio intorno ai 2000-2400 euro negli ultimi 5 anni 2004-2008 e pagavo una casa di 600 ( con 4 stanze)
    dipende…tutto dipende se cerchi la casa a piazza Catalogna é ovvio che ne paghi 1000, se sei appena laureato é ovvio che guadagni 1200 euro. ( ovvio aBCN non in Italia). todo depende………..
    rendo l´idea?

  7. Roberto scrive:

    proprita’ relative
    salve a tutti e grazie all’autore di questo blog di trovare sempre una parola per tutti.Volevo appoggiare un altro mattoncino al discorso expats. Ritengo che ognuno di noi abbia delle priorita’ relative nei diversi periodi della vita, quindi ognuno di noi puo’ decidere o accettare delle situazioni di vita o lavorative, ovunque nel mondo.Vivendo in Cina quasi tutto l’anno, mi accorgo di quanto perdo rispetto al vivere nella mia Nazione natia…dico perdo perche’ sento che sto perdendo qualcosa, purtroppo questa sensazione la avevo anche in Italia, e credo che parecchi di quelli che partecipano a queste duscussioni, sappiano a cosa mi riferisco. Ogni Paese ha le sue difficolta’, ma tutto e’ in un sistema di priorita’ relative.
    Concordo pienamente con Paolo, l’adolescenza in Italia ha avuto un sapore particolare, ed e’ quel sapore che cerco ogni giorno con la memoria qui in Cina.
    Saluti a tutti

  8. Francesco scrive:

    Singapore
    Ciao,

    Mi chiamo Francesco, e svolgo la professione di progettazione d’interni a Bergamo.. Per caso, tenendo monitorato il link di “Professione architetto” ho letto i Tuoi post..Ti faccio davvero i miei complimenti per come sei riuscito a descrivere Singapore… una città magnifica dove si soffoca dal caldo e dove i condizionatori a temperature “glaciali” ne diventano protagonisti.Io ci sono stato circa un anno fa e nn vedo l’ora di ritornarci…davvero una città Magnifica! La gente della zona è molto ospitale e dal punto di vista dell’architettura è davvero stupendo!.. Sicuramente avrai occasione di girare ma ti consiglio di fare un salto al 71° piano, al New Asia Bar,merita… e poi, dal punto di vista di design che cosa dire del complesso teatrale a forma di durian!? Penso, sia davvero una cosa stupenda…P.S: non farti mancare una buonissima colazione da Starbucks.. In bocca al lupo, Per il tuo soggiorno a Singapore…Francesco.

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