Eccomi qua, seduto davanti

Eccomi qua, seduto davanti ad un minuscolo monitor di un minuscolo internet point che sembra tenga aperto solo per me. Nella testa echeggiano ancora le note dei Clash, che quasi a farmi sentire già a Londra, rappresentano la colonna sonora di questi ultimi giorni veneziani.

Il Natale ormai lontano si è portato con sé tutto quel baccano che colora le strade colme di negozi e una sorta di malinconia mista a soddisfazione per esserne usciti vivi anche questa volta.

Ho sempre affrontato l’enorme dispendio di energie che la ricorrenza impone con una certa dose di ottimismo e gioia, entusiasmo e allegria non potendomi annoverare tra la schiera di quelle centinaia di persone che nei giorni natalizi diventano tristi e brontolanti in attesa che tutto passi….ma questa volta qualcosa è stato diverso. Sono tornato da Modena con un grande ottimismo e con la convinzione che questi pochi giorni sarebbero passati velocemente e senza il peso di un’attesa, ma dopo aver incontrato vecchi amici che non incontravo da molto tempo, è subentrata in me una sorta di insofferenza…..un’insofferenza legata più ai luoghi che alle persone.

I motivi potrebbero essere molti tra i quali forse i più determinanti l’avere ormai la testa proiettata verso Londra al quale si aggiunge il rendermi conto di quanto le cose intorno a me siano cambiate e di quanto io stesso sia cambiato. Mi spiace, nel passeggiare per le strade della mia città, rendermi conto di quanto tutto ciò che vedo non mi manchi, non mi renda malinconico per l’imminente abbandono. Tutto sembra annebbiato da ciò che mi aspetta, dalla nuova vita che tra breve inizierà e dalle paure e dai dubbi che questa porta con sé.

Così tra una paranoia e l’altra (lo ammetto, sono un po’ paranoico!) resto in attesa del primo capodanno per il quale non mi preoccuperò minimamente di feste o cenoni, mi limiterò a scegliere solo qualche buon film (a proposito, qualcuno ha consigli?) per far passare velocemente le ore per poi andare a letto relativamente presto ed arrivare all’aeroporto in condizioni umane.

Ma torniamo alle mie peripezie per quanto riguarda la cosa più difficile da ottenere a Londra (almeno per la mia piccola esperienza): IL CONTO IN BANCA.

Io e Rosy ci siamo presentati nella filiale armati di grandi sorrisi, un’ostentata simulata serietà e ciò che ritenevamo la nostra arma segreta: una dichiarazione da parte del mio studio nel quale si attesta il mio impiego full-time presso la propria struttura. A renderci ancor più sicuri di noi stessi ecco Carlotta, una collaboratrice dello studio che gentilmente si è offerta di accompagnarci (forse conosceva l’insita difficoltà della richiesta).

Pochi secondi dopo essere entrati siamo stati accolti da un funzionario di origini asiatiche che con un sorriso a 300 denti sembrava dire: eccone altri due!

Carlotta è andata avanti per spiegare la situazione e spianarci la strada (ho pensato io) per tornare dopo circa 15 minuti con un’espressione colma di compassione mista a speranza.

-“Mi spiace ma non possono aprire un conto a chi non ha nemmeno una residenza.”

Ma io una residenza ce l’ho.

-“Ma non hai bollette pagate”

No, devo ancora trasferirmi, cosa devo fare? Pagare le bollette di chi vive oggi in quella stanza?

Carlotta però è riuscita a farsi spiegare come aggirare il problema.

Sembra che sia sufficiente presentarsi con un estratto conto da parte della mia banca italiana nel quale però figuri l’indirizzo di dove risiederò a Londra. In teoria, così facendo potrò essere considerato degno di un conto bancario (certo che se vedono il mio estratto conto n Italia…..si faranno una pessima idea di me).

Ultimi saluti quindi, ultimi pieni di Spritz (quanto mi sono mancati a Modena!), ultima partita a calcetto con i miei ex compagni di squadra! (ho male alle gambe da tre giorni). Ulime serate a Venezia tra un’ombra ed un cicchetto in quella che è stata in realtà la mia vera casa! Ora devo proprio iniziare a fare ciò che mi angoscia maggiormente: iniziare a preparare le valigie ben sapendo che ciò che dimenticherò…..non lo potrò utilizzare per almeno 3 o 4 mesi…..

Intanto Torakiki mi guarda ignaro di ciò che lo aspetta da qui a 5 mesi, lui si preoccupa solo di mangiare (è già ingrassato di un etto!), tanto a lui che importa? Non può sapere che dovremo pagare per lui un biglietto che costerà probabilmente un occhio della testa…anche a causa del suo peso…speriamo bene!

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2 risposte a Eccomi qua, seduto davanti

  1. tommaso scrive:

    MAINDEGAP
    Ma cosa volete sperare!
    Noi italiani all’estero siamo visti come i marocchini in Italia!
    D’altra parte con le università che ci troviamo cosa possiamo pretendere???

  2. rosy scrive:

    marocchini?…. xTommaso
    veramente durante i colloqui che ho fatto tutto mi sono sentita tranne che trattata da marocchina…altro che marocchina …se ai marocchini in Italia dessero opportunità lavorative come quelle che mi hanno oppena offerto in inghilterra non credo che le cose andrebbero così male nel nostro paese…scusa ma in quale paese estero sei stato?…
    io direi cosa vuoi sperare tu a rimanere in Italia!?!