la mia londra….

la mia londra…..

le parole di annagrazia sono molto tristi, una versione di Londra davvero desolante. ma non stento a credere che sia vera. Londra può essere anche questo, ed è quello che cerco di far capire a tutti i ragazzi che scrivono su questo blog sperando di venire qui presto.

Londra è tante cose. molto dipende da qual’è la predisposizione con cui vieni, da cosa lasci in Italia, dalle tue esperienze passate e, ovviamente dal carattere e dalla sensibilità..Mi sono trasferita a Londra consapevole che la mia esperienza poteva risultare qualcosa di simile a ciò che ha descritto annagrazia, lo sapevo perchè ci avevo già vissuto qualche anno fa e avevo compreso i meccanismi assurdi in cui la città tende a coinvolgerti.

sono arrivata consapevole e ho lavorato per andare in direzioni diverse, per evitare determinate situazioni….oggi vivo in una casa accogliente e colorata, in un quartiere pulito e tranquillo dove le persone sorridono. faccio un lavoro che mi piace tanto, ho scelto uno studio piccolo, c’è un bel giardino di fronte, ed è fuori dal centro caotico e a 2 passi da casa. non prendo metropolitane grigie, non vedo facce tristi, ma quelle dei miei 5 giovani colleghi con cui lavoro ascoltando musica e scherzando.

i progetti sono bellissimi, si discute insieme, non siamo dei caddisti, facciamo tutti architettura.
quando esco dall’ufficio vado a correre ad hyde park, vedo scoiattoli, conigli, gazze, cigni e tanto verde da non sembrare nel centro di una metropoli..
ed è bellissimo, mi mette in pace col mondo.
i fiori me li porta sempre la persona che ho scelto come compagno di vita e che condivide con me questa difficile ma bellissima esperienza.
la malinconia c’è, spessissimo, ma cerco di resistere perchè so che sto crescendo e facendo esperienza per migliorarmi e per crearmi una professionalità con persone serie che riconoscono e apprezzano il mio valore. una professionalità che magari domani sarò in grado di riutilizzare in Italia.
grazie a questo blog e ai colleghi con cui lavoriamo siamo circondati da amici, e non c’è un week end in cui non abbiamo niente da fare…
tutto questo non è piovuto dal cielo. l’ho cercato e ho lavorato sodo per ottenerlo.
e questa è la mia Londra.
Londra può essere tutto e niente, bella e brutta, sporca e luminosa, esaltante e deprimente, un fiore profumato o appassito.
siamo noi a scegliere.a dettare le regole.
ma bisogna volerlo veramente. bisogna avere dentro la forza necessaria. le motivazioni vere.

se non c’è tutto questo, non solo a Londra, ma in qualsiasi altro posto che non sia casa nostra i nostri fiori appassirebbero subito….


in bocca al lupo a annagrazia e a tutti i ragazzi che stanno per arrivare.

rosy

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11 risposte a la mia londra….

  1. Roberto scrive:

    x domani
    ciao ragazzi,

    io non ci sarò perchè domani è il giorno del trasloco, poi ditemi com’è stato a Richmond…..

    x Stellina,
    da domani io e dorotea saremo a Southfield, sicuramente ti chiameremo per il giro turistico della zona!

    un saluto a tutti

  2. sara scrive:

    ciao
    finalmente riesco a scrivere anch’io!!
    ma state organizzando un party di benvenuto!??! 🙂

  3. Annagrazia scrive:

    la mia londra
    Londra è una città dura, per chi non la vive nel dorato mondo dei turisti.
    Le metrolitane sono grigie, i volti della gente indifferenti. Niente mi era familiare, niente riusciva a diventarlo. Mi aggiravo per ore nei luoghi più belli, da sola, e cercavo di assorbirne l’anima. Certe volte una comitiva di turisti riusciva a trasmettermi un po’ di entusiasmo, l’allegria dei ragazzi in gita scolastica mi risucchiava nel vortice delle risa e delle grida. Qualche parola d’italiano mi apriva il cuore, tornavo a casa rinfrancata.
    Tutto a Londra mi sembrava impermeabile.
    La casa nella quale abitavo era indifferente ad ogni camabiamento, ad ogni modifica. Volevo che fosse più accogliente, che parlasse di me, di noi…invece no. Non mi accettava. Passavo pomeriggi a modificare l’ordine degli oggetti sulle mensole, spendevo sterline su sterline per farmi consegnare tutti i giorni fiori freschi. Ma mi ingannavo, non esistono fiori freschi, non dentro casa mia almeno. Appena li sistemavo nei vasi cominciavano a puzzare di marcio e di camera mortuaria. Esasperata, li buttavo via. E così, fino a sera.
    Non posso rimproverarmi di non averci provato. Ho fatto finta di niente, per molto tempo. Ho finto di stare bene, ho finto di credere che fosse solo un momento, che tutto sarebbe andato bene dopo, nella speranza che una mattina mi sarei alzata e intorno a me le cose avrebbero cominciato a funzionare. A riconoscermi, ad amarmi.
    Non accadde mai

  4. Mari scrive:

    la “mia” Italia
    E’ già un ora che ho letto il post di annagrazia ma non ce la faccio proprio ad evitare di pensarci. Sia chiaro, non sono un architetto ma una studentessa in architettura e quindi non posso valutare l’ambiente professionale di Londra. Posso però raccontare la mia esperienza da ragazza italiana che ha vissuto per un po’ anche a Londra.
    Io sono originaria della Campania e sono cresciuta in una realtà che mi è sempre calzata male, parlo delle strutture, parlo dei miei bisogni verso cui non ho visto attenzione da parte di chi avrebbe dovuto soddisfarli… sono cresciuta in quell’Italia che funziona troppo male e dalla quale ti viene proprio voglia di scappare; io i paesaggi di cui parla la senese eleonora li ho visti di rado e nella mia mente sono schiacciati dalle immagini della spazzatura che abbiamo fuori le porte delle nostre case, delle case abusive che mi comprono la vista del golfo e che fanno tanti danni che mi hanno toccata anche da vicino.
    Ho molta stima x Londra, x il modo preciso e “leggero” in cui le cose funzionano lì. Sono riuscita a trovare lavoro in breve tempo, a sentirmi considerata quando non ero l’ultima arrivata e parlavo un po’ di inglese scolastico e smozzicato. Non ho vissuto in un bel quartiere nè fatto la turista spensierata. Nonostante tutto ho visto che di fondo lì c’è rispetto x i bisogni dlele persone, volontà di risolvere davvero i problemi e non “fingere” di farlo come accade qui da me.
    Scusate ma lo dovevo proprio dire!

  5. mario scrive:

    BritFlop
    Londra e’ piena, e dico piena, di Ferrari e auto simili, ma in Italia nn avevo mai visto un povero senza scarpe, a Londra ne ha visti con le pezze arrotolate ai piedi

  6. roy scrive:

    xmario
    …il paradiso non esiste su qsta terra, neanche a Londra..

  7. The English Settler scrive:

    La mia Londra
    Sto leggendo i numerosi post su londra e sinceramente mi aspettavo che l’argomento emergesse molto prima. E’ affascinante come una sola parola possa raccogliere la molteplicità di migliaia di significati. Londra: capitale del Regno Unito, e forse del mondo, si schiude come un romanzo: per affrontarla bisogna scomporla in capitoli, i capitoli in paragrafi, i paragrafi in frasi…Londra ha la capacità di rendere il suo indelebile passato parte del suo presente: storia e sperimentazione respirano all’unisono, creando commistioni e contrasti che tolgono il fiato. Si certo Londra è anche metropolitane grigie, la pioggia e il vento che affilate ti attraversano la schiena e l’indifferenza della gente prese dall’attivismo frenetico. Fermarsi a questi ultimi aspetti però sarebbe sintomo di un atteggiamento sentenzioso e superficiale, atteggiamento che Londra non merita. Comprensivo comunque nei confronti dell’esperienza di Annagrazia concludo con una citazione di un mio vecchio post:”Londra non è fredda, tutto dipende da come ci si pone nei confronti di questa città capace di regalarti, nel suo essere crogiuolo di culture e personalità, una visione globale e quindi superiore delle cose, e per ciò cogliete il meglio da questa straordinaria città”.

  8. Daniel scrive:

    La MIA Londra
    Ciao ragazzi, incredibile stamattina riesco a postare anche io…cavoli quanta gente nuova..non lo riconosco più questo blog…bello belllo…
    Come al solito si leggono messaggi positivi, carici e entusiasti, ma capita anche di leggere di persone che non ce la fanno, che la prendono male…
    Leggendo il post di Annagrazia ho notato una cosa…che le cose che faceva le faceva da sole…magari mi sbaglio, ma credo che questo sia un punto fondamentale dell ‘esperienza londinese, credo che sia vero che se anche sei nel posto piu bello del mondo ma sei da solo…ci si sente ANCORA piu soli…ma sta a noi darsi da fare e cercare di conoscere gente..e credetemi qui a londra è VERY EASY…non ci sono scuse…qui siamo per lo più tutti stranieri, lontani dalle famiglie e dagli “Amici di sempre”, per questo molto desiderosi di fare amicizia e sentirsi “più a casa”…. Un consiglio ai nuovi londoners.. non demoralizzatevi, siate attivi e vedrete che in poco tempo come dice anche Rosy, non avrete abbastanza weekend da dedicare a tutte le persone che conoscete!!:)
    un abbraccio a tutti
    Daniel

  9. silvia scrive:

    Lunedi`….
    Iniziare il lunedi` leggendo il post di Annagrazia e` un po’ come mangiare un English Breakfast alle 7.30 del mattino…
    ieri pomeriggio stavo giusto pensando a queste cose…il problema e` che non riesco a capire se Londra mi piace o no. Ma vedo che va a momenti e che dipende dal mio stato d’animo. Ieri ero alla Tate Modern a vedere la Esposizione Global Cities e a sentire una conferenza sulla relazione Guerra-citta`. E ho pensato che solo a Londra ho cosi` tante possibilita` di vedere e sentire cose. A volte ho come un senso di claustrofobia, ho paura che Londra mi inghiottisca, e che con le sue promesse di lavoro e soldi mi impedisca di tornare in Italia o in Spagna. Ma poi mi fermo a pensare e dico: chi mi impedisce di tornare indietro? Se proprio mi sento soffocare mollo tutto e torno a Torino. Certo si vive peggio nel campo lavorativo, ma se proprio si vuole tornare in qualche modo si fara`, d’altronde mica tutti i miei compagni di facolta` sono andati all’estero!
    E allora mi sento meglio, perche` sento che lo stare a Londra e` una scelta, che c’e` alternativa e se proprio sto male torno indietro. Io credo che sia questo il segreto, spremere da Londra il piu` possibile, ma sempre coscienti che abbiamo scelto di stare qui e che, mal che vada, si torna a casa.

  10. silvia scrive:

    Rileggendo…
    Rileggendo la prima fase che ho scritto…
    Intendevo dire che la mail di Annagrazia e` difficile da digerire…ma nel senso che e` molto vera e sentita…e purtroppo posso ben capire il suo punto di vista.
    Non volevo dire che fosse noiosa,
    Scustae, volevo chiarire perche` rillegendola mi sembrava che si potesse intendere male.

  11. The English Settler scrive:

    Remember…
    Ah ragazzi dimenticavo di dirvi: “Who is tired of London, is tired of Life”