Londra, Natale e crisi

Cronache dal fronte…..

Ascoltando “Don’t panic” dei Coldplay

Ricordo ancora il giorno in cui ascoltai per la prima volta questa canzone……era la mia prima volta a Londra, Covent Garden era un mondo nuovo ed io un ragazzino alla sua scoperta. Ricordo ancora gli odori e i suoni, le urla dei Buskers circondati da centinaia di persone. Ricordo che mi sentivo
grande in quel momento e questa canzone era la colonna sonora perfetta…..come quando ci si immagina i protagonisti di un film. Niente panico dice la canzone……ma il panico a Londra c’è e si inizia a toccare con mano. I giornali parlano di effetto domino secondo il quale la crisi a livello alto e virtuale si sta propagando rapidamente verso l’economia reale, quella dei comuni mortali in parole semplici.
Alcuni nostri amici stanno pagando la crisi a proprie spese. Molti studi non assumono più e anche colossi come Foster e Roger stanno prendendo decisioni che si rifletteranno sulla vita di molte persone.
La crisi c’è e si sente. La gente ha paura e si vede. Londra si prepara ad un Natale di sorrisi forzati per spingere tutti noi a spendere e a credere nella ripresa.

A tutti quelli che pensano di venire a Londra……fatelo con i piedi di piombo e armatevi di pazienza, oggi la situazione è ben diversa da quella di un anno fa.

Oltre alla crisi finanziaria, affronto in questi mesi anche una “mini crisi” interna allo studio Future Systems. Ormai è ufficiale, tutte le riviste del settore in Inghilterra ne hanno dato notizia circa un mese fa. Jan Kaplicky e Amanda Levete prenderanno strade diverse. Il nome dello sudio lo terrà il vero fondatore, l’anima dei Future Systems ed io fortunatamente andrò con lui. La situazione negli ultimi mesi si era fatta difficile, l’atmosfera rilassante di due anni fa è ormai cosa passata. Quindi ringrazio e attendo con impazienza questo travagliato ma salutare cambio di realtà. Il 2009 si preannuncia un anno insolito…..da una parte la crisi, dall’altra l’enorme voglia di fare cio’ che io e Rosy stiamo coltivando.

Lo ripeto ogni giorno a tutte gli amici, a mio avviso LONDRA è il miglior posto dove stare in questo momento…….ma noi sIamo in due a farci forza l’un l’altro….e questo conta.

Vinicio Capossela canta “Non e’ l’amore che va via”……ed io divento malinconico.

Il natale oramai alle porte non aiuta….
Quest’anno….. il primo natale che farò lontano dalla mia famiglia. Il primo in 33 anni. Ma tutto ha un senso, sarà anche il primo natale da sposato e credo sia giusto dare vita a una nuova tradizione.
Del resto da pochi giorni sono diventato zio

di un capelluto piccolo energumeno di nome Pietro ed i miei saranno persi nei preparativi e nei
regali….a discapito di gatto Torakiki che probabilmente non sarà più oggetto di attenzione da parte di mio padre come una volta.
Natale a Mestre scorrerà come tutti gli anni. La gente brontolerà dicendo che tutto non è più come una volta. I commercianti piangeranno il morto.

Dopo le fatiche dello shopping i bar saranno presi d’assalto da infreddoliti clienti bisognosi di cioccolate calde. La Feltrinelli verrà presa d’assalto dopo un intero anno di deserto. La gente si parerà a festa per andare al centro commerciale e da Galliano la gente farà la fila per avere uno spritz. I miei compagni di calcetto si troveranno a festeggiare un campionato iniziato bene ma che inesorabilmente volgerà al peggio. Mio padre chiederà a mia madre se anche quest’anno sarà il caso di fare l’albero e mia madre dirà di no, quest’anno non serve. Il giorno dopo mia madre addobberà un bellissimo albero e Torakiki la starà a guardare in attesa di poter salire sulla scala. Anche quest’anno probabilmente a Mestre non nevicherà ma mio padre, irriducibile, resterà in attesa. Un giorno lo sento…verrà accontentato. Sulla porta di casa una bella ghirlanda di agrifoglio verrà appesa e ogni sera qualcuno accenderà le luci dell’albero. Il profumo di bucce di mandarino scaldato sulla stufa si alternerà a quello di grani d’incenso che mio padre rubò in qualche chiesa un pò d’anni fa. Come ogni anno mia madre preparerà troppe cose da mangiare e mio padre come ogni anno brontolerà. Ad un certo punto, rigorosamente prima di mezzanotte, mio fratello deciderà di aprire i regali. Tutto questo ho
nella mente se chiudo gli occhi e mi rendo conto di amarlo. Amo tutti gli eccessi e le contraddizioni di questa tradizione. Amo l’odore del vin brulè
che ti salva dal freddo in piazza Ferretto e odio quel ragazzino che un notte me ne rifiutò un bicchiere perchè non ero andato a messa. Amo l’odore
di aghi di pino e il silenzioso suono delle luci intermittenti sull’albero. La scatola bianca e verde del torrone Pernigotti e i buchi per gli occhi
nelle scatole dei pandori. Amo l’immagine di mia madre e mio padre giocare a briscola vicino al fuoco e con un bicchiere di vi
no davanti. La serenità
di quell’immagine la porto e la porterò con me perchè tutto questo mi appartiene e la voglio proteggere.

Sono queste piccole cose rimaste nella tua mente che ti riscaldano durante alcune notti……quelle notte nelle quali le tue debolezze ti spingono a
porti domande sul perche’ ostinarsi a rimanere lontano da casa…..dai tuoi affetti, dai tuoi piccoli luoghi comuni……

Londra e’ sempre li fuori. Gigante e spaventosa. Al solo avventato pensiero di poterla conoscere un brivido scorre lungo il collo. In una metropoli
come questa il solo ricordare il tragitto di un autobus ti fa sentire orgoglioso…..quasi parte reale di questo mondo. Ma e’ tutta un’illusione, non
ci si deve illudere. E’ semplicemente una sensazione passeggera.


Noi siamo positivi, io piu’ che mai. Di tornare indietro ora non se ne parla…..anche se la mancanza di alcuni affetti si fa ogni giorno piu’ greve.

Non e’ un momento facile per nessuno. Ma io, sara’ per incoscienza o stupido ottimismo…….guardo avanti e mi sento fortunato.


Good luck guys!


Filippo

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4 risposte a Londra, Natale e crisi

  1. irene scrive:

    pre-natale
    Filippo, bel post pre-natalizio.
    La descrizione di tutto quello che gira intorno al Natale non poteva essere piu azzeccata; mi ci ritrovo anche perche’ questo per me sara’ il ritorno al Natale tradizionale al freddo dopo tre anni.
    E’ stato proprio grazie alle sensazioni che tu descrivi che l’anno scorso ho preso la decisione di tornare in Italia, decisione sciagurata direi adesso perche’ dopo aver spedito curricula in ben 13 paesi europei ho ricevuto poche risposte positive e solo dalla nostra Italia e cosi’ mi ritrovo a fare i conti per capire se tra ritenute e contributi ci salta fuori l’affitto…
    vabbe’ almeno avro’ il mio Natale.

    Londra e’ lontanissima, irraggiungibile: ora non bastano piu’ coraggio, iniziativa, inglese… ma piu’ si allontana e piu’ vorrei raggiungerla, come sempre accade.
    mi devo ancora giocare la carta restauro/conservazione… allora vado alla pagina accanto e scrivo a Eleonora.

    Ciao!
    irene

  2. Daniela V. scrive:

    ma allora
    non siamo solo noi italiani i pestiferi che vedono tutto nero.. anche gli inglesi si apprestano ad essere così.. oppure sono i tanti italiani?
    Filippo, bel post, ma… forse le cose non si stanno mettendo così male come pensiamo.. oggi leggevo su ansa che sono state prese delle altre misure massicce per evitare la recessione.. ora dove sto, di crisi non mi sembra essercene.. ovviamente non è l’Italia… però per quel che mi riguarda bisogna vedere se mi devo mettere a piangere o accade una svolta.. e dire che 4 giorni prima di partire mi avevano chiamato a colloquio…

  3. massimiliano scrive:


    Cara Rosy ti sei sposata un poeta!
    Filippo leggendo questo tuo post non ho potuto trattenermi…bellissimo!
    A volte capita anche a me di ripercorrere quei momenti e rivivere il tutto come in brevi fotogrammi. molti la chiamano nostalgia ma io la definirei passione per ogni attimo del passato! vivo cosi’ intensamente ogni attimo della mia vita che, appena e’ passato, bello o brutto che sia, e’ gia’ uno struggevole ricordo!
    adesso smetto di essere mieloso!
    Qui negli USA la crisi si taglia con il coltello! i market sono deserti, grandi colossi come gruppi bancari hanno “coperto” l’insegna, e ogni giorno chiude un marchio diverso. ma!!!
    ma…non troverai nessuno, per strada o nei TG o nei talk show, lamentarsi pubblicamente!
    Il tutto viene affrontato con un’orgoglio, una forza e una dignita’ incredibile. Yes we can continuano a dire! anche se nel cuore si pensa “we could” o meglio “could we?”.
    la cosa che mi fa’ inc***** di piu’ di questa crisi, e’ che coincide con gli anni piu’ importanti della nostra crescita professionale!
    Ma noi siamo forti, siamo cresciuti a nutella e Goldrake!
    Torno al mio tacchino di thanksgiven (che dopo 4 ore di forno dovrebbe essere quasi pronto) e vi saluto!

  4. massimiliano scrive:


    ps: mi sono dimenticato una “G” nello scrivere giorno del ringraziamento…ma meglio cosi’ tradotto diventa determinazione! 😉