Pesce quattoridicesimo: Giallo

Pesce

quattoridicesimo: Giallo di Spagna

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Giallo di Spagna. Come il suo “pane”, che in Italia ricorda la dolcezza e la morbidezza. O come il colore visto dall’aereo della sua terra. Volate a Siviglia e guardate dal finestrino una mattina di luglio. Vi sembrerà di sorvolare il deserto. Africa dell’Europa, estesa piattaforma di terra in cui starsene larghi: non come nel nostro stretto Stivale, in cui siam costretti a entrarci in numero ancora maggiore (40 milioni loro, 57 noi)

Spagna giovane, adolescente eterna. Avere solo trent’anni per una democrazia vuol dire essere in piena forma. Atletica e Atlantica, cerniera tra due, tre, quattro mondi. Tutte le Afriche, le centro, le sud Americhe e le Europe si coagulano qui, in questo quadrilatero, che insieme al Portogallo è stato per più di duemila anni terra di frontiera con l’infinito prima, con la speranza poi.

Chiusa e aperta, poi di nuovo chiusa, poi di nuovo eccetera. La sua società ha avuto la storia più tormentata di tutti gli stati con profonda identità nazionale. Nessun impero è stato talmente grande, ha influenzando mezzo mondo e poi è così sprofondato. Nessuno stato si è mai alzato in maniera così vigorosa da una dittatura.

Le certezze evaporano sotto il sole iberico. Saltano gli stili: riesci a malapena a distinguere gli esempi dorici, ionici e corinzi che studi in terza media. Il Kitsch impera, per fortuna: Dalì e Gaudì non potevano avere altra patria. E il kitsch evoca l’inqualificabile.

Qualificare la società spagnola non si può. Cattolica o laica? Irriverente o conservatrice?

Non ce lo dice nemmeno un esito referendario: insomma, ‘sta Spagna è europea o isolazionista?

Il significato di quell’astensione è solo l’ennesimo mistero in una terra che ne è fitta quanto l’Italia. Rifiuto (“meglio astenersi che vendersi” dice giordana giordanarch@hotmail.com, replicando alla mia opinione di ieri) o semplicemente “indifferenza”? O “poca informazione”?

A dire com’è fatta questo popolo non ci riesci nemmeno dopo che, come chi scrive, hai fatto un anno di erasmus lì ,in Andalusia.

E forse nemmeno una vita è sufficiente a capire le manifestazioni contraddittorie di quell’impenetrabile segreto in fondo alla sua storia e alla sua terra.

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