data stellare 25.11.2006

Cominciamo col mandare un abbraccio enorme a tutti i ragazzi che mi hanno scritto. Non siete soli ragazzi!
Ho letto, specialmente nel post di gemelli-trincea, tanto rancore… so cosa provi. Ho collaborato per un periodo con una piccola impresa edile. La faceva da padrona nel suo “quartiere”: non si dipingeva una parete senza che venissero chiamati loro. Avevo stretto amicizia col proprietario (un autentico pezzo di pane), che in tutti i modi aveva cercato di farmi “entrare” nel giro, facendomi disegnare mobili, trovando soluzioni per gli interni e via dicendo. Due i finali:

1. dopo aver preso i disegni, i novelli “clienti” sparivano. Non ho mai saputo se in giro c’è qualche mio “figlio”. Il proprietario della ditta non è mai riuscito (e preferisco pensare riusciuto… non voglio metterla sul piano della volontà) a farsi dare i “miei” soldi. Credo nella sua buona fede, perchè talvolta si è offerto di pagarmi lui la parte pattuita, impegnandosi a dare poi direttamente la caccia al cliente inadempiente (senza risultati).

2. si concludeva con un “sì bello, ma in questo quartiere lavora un geometra anziano che ha il “monopolio”. Noi ci fidiamo di lui”. Ovviamente il cliente svaniva con i disegni, dopo aver giurato fedeltà al vecchio tecnico. In questo finale, il figlio è il mio (con le dovute modifiche della moglie del cliente, che ha immediatamente vantato la totale maternità del progetto).

Ragazzi, purtroppo in questi giorni posterò un po di meno (come lunghezza e come frequenza), visto che Martedì e Mercoledì ho l’esame di abilitazione. Tutti gli abilitati, se possono, sprechino due preghiere per me e tutti quelli che saranno lì in trincea con me. Cercherò di postare la prosecuzione del rapporto col cliente appena posso (il protagonista sarà il “progetto” in un esilarante rapporto a 4: la bocca dell’architetto, il suo cervello, il cliente e sua moglie… spero piaccia! sorriso)
Anzi, se qualcuno potesse inviarmi nei prossimi giorni le 100 domande, sarei un bel passo avanti (sim_too@hotmail.com)!
Dita incrociate… vado a cercare un paio di esempi per la relazione tecnica!
…Dio mio… che acidità di stomaco fiore appassito

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4 risposte a data stellare 25.11.2006

  1. beppe scrive:

    incredibile…
    …come la figura tipo che hai descritto e definito è straordinariamente vicina agli architetti dove io ho prestato i miei umili servigi. La carta da riciclare…ahhahahhah…giustissimo per carità, ma sentirsi in colpa per aver sprecato un A3 quando a malapena riesco a fare la spesa è assurdo.
    Ma io ne sono convinto prima o poi il giocattolo si romperà, quando noi per primi inizieremo a non svendere la nostra fatica e (perchè no) la nostra formazione e esperienza, allora la cosa per questi nuovi signorotti dovranno per forza cambiare. In bocca al lupo

  2. maristella scrive:

    Complimenti
    per le tue capacità di scrittura! Secondo me potresti provare a farne un lavoro. Non sto ironizzando, sei proprio bravo!
    Per quanto riguarda la professione di architetto, io lavoro in una Società di Ingegneria da due anni e mezzo, perchè i piccoli studi sono pieni di pezzenti e sfruttatori. Anche gli ingegneri sfruttano eccome, ma almeno hanno più lavoro e possono permettersi di pagarti un migliaio di euro netti al mese con continuità.
    Certo ,a volte bisogna accontetntarsi di disegnare sezioni stradali e profili idraulici…(impianti fognari)!!!

  3. francesca scrive:

    Disillusa
    Ciao Simone! é la prima volta che leggo il tuo blog..inutile dirti che hai ragione! Io ho 30 anni, non ho ancora terminato architettura a causa di vicissitudini personali…ho un contratto a tempo INdeterminato all’ikea e mi rendo conto di essere fortunata! Ma questi 3esami che mi mancano non cambieranno di sicuro la mia vita visto quali sono le prospettive…Se ripenso a quando mi sono iscritta, all’entusiasmo, alle aspettative..ma il sistema universitario, certi professori (per fortuna non tutti) e soprattutto la consapevolezza che dopo tanti anni di sacrifici, di studi, di rinunce in nome di un forte e viscerale amore per l’Architettura tutto questo non sarà valso a nulla…beh, di certo ora “sono scesa dalla nuvoletta”. Dall’anno prossimo mi trasferisco in Germania, dove la laurea ha ancora un significato e un architetto è ancora un architetto, mentre qui è tutto in mano ai geometri..Ho fatto mille lavori, di tutti i tipi e quante volte mi sono sentita dire che non volevano laureandi, quasi a farmi pesare il fatto che non mi fossi fermata alla terza media!!!Ma se viviamo in un Paese dove la cultura deve precluderti di lavorare allora il mondo procede davvero al contrario!!!Nessuno se ne rende conto? Nessuno si accorge di questa situazione? Intendo chi le cose potrebbe davvero cambiarle…

  4. Gemelli scrive:

    Trincea
    Ciao Simone, ho letto con il sorriso sul volto ma con la rabbia dentro queste tue righe di cristallina verità….io mi sono laureato a 30 anni e dopo due giorni dalla discussione della tesi ho superato l’esame di stato…quindi ho avuto da subito le carte “in regola” per fare il libero professionista…da studente ho praticamente sempre collaborato con studi di architettura anche di un certo spessore, ovviamente senza retribuzione e addirittura mi portavo da casa computer e monitor da 17 pollici….(il portatile era pura utopia…), ho lavorato molte volte anche di notte quando si doveva consegnare un concorso….
    appena laureto sono entrato in uno studio di piccole dimensioni e da subito ho iniziato a “produrre” dato che cad 2D-3D, photoshop e max erano già di mia conoscenza…due anni in cui ripeto producevo e anzi insegnavo comandi di cad ai titolari (!!!)….due anni praticamente senza contratto in cui mi veniva dato solo un rimborso spese…..STIPENDIO è quando una persona singola riesce a pagarsi un minimo di alloggio ed almeno un pranzo al giorno…..
    quando ho chiesto un aumento mi sono sentito dire che piuttosto di pagarmi di più preferivano non prendere altri lavori…..(qui non servono commenti)….in compenso LORO si facevano 2, 3 volte le ferie in un anno……
    Ho così deciso di andarmene e fortunatamente ora lavoro in uno studio molto più serio che paga in maniera sufficiente e con fattura…questo per 8 ore al giorno…alla sera arrivo a casa e mi dedico ad una serie di commesse che sono riuscito ad ottenere anche grazie a qualche lavoro fatto in maniera GRATUITA per amici, parenti ecc…
    lavoro “per me” quindi quasi tutte le sere e molti fine settimana e la cosa è molto dura ma non ci sono altre strade da percorrere se non hai il padre con uno studio…forse un giorno questi lavori mi permetterenno di essere davvero indipendente e soprattutto libero, ho studiato Architettura perchè l’amo e perchè è il mestiere più bello del mondo…ma bisogna avere la fortuna di poterlo fare, in Italia l’Architettura è considerata solo come scenografia, serve solo a far bello qualcosa, far capire al committente che esiste qualcosa di più profondo è difficilissimo……anche perchè è il committente stesso che si sente “progettista”…..in ben due incontri con committenti che intendevano realizzare una casa si sono presentati con foglii millimetrati in cui avevano disegnato piante e prospetti della casa dei loro sogni…. il mio compito sarebbe stato quello di “mettere in bella” il LORO progetto….non vi dico cosa c’è su quei fogli….gli ho conservati…..vi giuro vien da piangere…..anni di università, corsi, conferenze, libri, mostre in giro per l’Italia, nottate a progettare, fatica mentale e fisica….e LORO si disegnano la casetta di Biancaneve e i sette nani e pretendono di realizzarla…certo i Sig. Geometri lo fanno, ne conosco almeno una decina, in 2 giorni presentano un progetto i comune…non PERDONO certo tempo a fare schizzi….siamo pazzi??? e chi li paga???….fotocopiano il progetto del cliente X alla rovescia ed ecco ottenuto il progetto per il cliente Y, opprtunamente dimensionato in base al lotto di terreno…..
    Mi fermo qui perchè questo è uno sfogo e quello che dico lo sappiamo tutti….scusatemi…posso solo dire che chi ha deciso di fare questo mestiere lo deve amare come si ama una donna…o si ama o non si ama…..e se si ama bisogna combattere, bisogna lottare ogni secondo per ottenere almeno una parte di quello che desideriamo, ho capito che ancor prima di disegnare bisogna instaurare un rapporto di fiducia con il committente….portarlo dalla nostra parte…non è facile ma fa parte del gioco, ripeto il nostro mestiere non sempre è capito…e nemmeno le parcelle….per loro pensare non costa…le notti a fare schizzi non vengono rimborsate da nessuno, sarà solo l’opera realizzata, grande o piccola che sia, a compensare le nostre fatiche, solo Lei ci darà la forza e la carica di continuare…io la vedo così, una guerra di trincea.
    Grazie e scusate lo sfogo.

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