data stellare 08.03.2007

Giornataccia oggi. Ho fatto il “branduardi“, come lo chiamiamo con gli amici: esci di casa per UNA cosa e a catena ti ritrovi con tutto il resto. Per capirci: dovevo uscire per portare un foglio in un ufficio. Ok, ma visto che non è troppo distante dalla mia dentista (una ragazza della nostra età. Fanculo i vecchi tromboni! Se non ci diamo da lavorare tra di noi…) le porto l’ortopanoramica che ho fatto (colgo l’occasione per augurare il male più grande all’inventore dei denti del giudizio). Ok, allora porto il foglio e porto l’ortopanoramica. Aspetta però: potrei anche passare dal falegname qui sotto e ordinare quel legno per le mensole. Bene, porto il foglio, porto l’ortopanoramica, ordino il legno. Eh però abbiamo fatto male i conti e a venerdì con la spesa non ci arriviamo. Vabbè, lungo la strada c’è il supermercato e prendo le cose che mancano. Allora porto il foglio, porto l’ortopanoramica, ordino il legno, faccio la spesa. E a pranzo? Ma a chi gli va di cucinare dopo una mattinata così! Oggi zozzata: tramezzini! Tra l’altro passo di fronte a quel bar che li fa buonissimi. Insomma: porto il foglio, porto l’ortopanoramica, ordino il legno, faccio la spesa, prendo i tramezzini che al mercato mio padre comprò… capito adesso?
Meno male che avevo comprato Rat-Man! Dio ragazzi, che fumetto! Lo leggevo in autobus e ridevo da solo… mi avranno preso per scemo! Ma se posso darvi un consiglio: provatelo! Leo Ortolani, l’autore, è un geologo, ma nessuno è perfetto! In fin dei conti, anche noi siamo architetti, no?
Ma veniamo a noi: non sono contento, sono lusingato che la posta qui si sia “mossa” sul dibattito. Il tema è scottante e attuale ragazzuoli. Alla giustissima domanda “cosa possiamo fare per farci sentire?Purtroppo non ho risposta. Se ci fosse, se fosse lampante ed efficace, l‘avrebbero già usata i poveri ricercatori che sono sfruttati e pagati quanto se non peggio di noi. Mentre vorrei che ci fermassimo a fare un ragionamento. Io non sono rimasto a Roma perchè non avevo voglia di partire. L’ho fatto per motivi personali/sentimentali, ma avevo il biglietto di sola andata tra i denti. Conosco “l’estero” molto bene. Ho avuto la fortuna di viaggiare molto e conoscere non solo l’aspetto “turistico” delle maggiori metropoli europee. Se avevo deciso di partire era proprio per quel senso di “provincialismo” che questo paese comunica dopo aver conosciuto una fettina del resto del globo. Stipendi da fame, in nero, manovre da furbetti di quartierino. E’ innegabile: l’orticello, in Italia, non è l’eccezione, ma la regola. Non a caso è il paese dei condoni: oggi faccio il furbo, domani pago meno di quello che avrei pagato se fossi stato ligio alle regole, e sono cmq un cittadino di serie “a”.
No. Sei un cialtrone di seria “a”. Sei il peggiore dei ladri. Sei l’ultimo dei delinquenti. Ma questa ottica, spesso regolarizzata da politichetti e policanti a colpi di sanatorie, è ormai radicata nella generazione a noi antecedente. E loro, che hanno lo scettro del potere in mano, forgiano il belpaese a immagine e somiglianza di questo “credo”. Figuriamoci se voglio affermare “fuori sono tutti buoni, belli, bravi e non ci sono ingustizie”. Mi limito a denunciare, in questo blog, un malcostume che qui sembra molto più evidente che altrove.
Ci sono persone che partono per ambizione.
Ci sono persone che partono perchè hanno finito la pazienza.
Ci sono persone che partono perchè non ce la fanno più.
e
Ci sono persone che NON partono perchè non possono permetterselo.
Ci sono persone che NON partono anche per pigrizia.
Ci sono persone che NON partono perchè non ne hanno la possibilità.
In nessun caso, acceterò MAI la definizione “restano qui per 300 euro solo perchè non se la sentono di provarci, però hanno la dignità di non lamentarsi…“.
Per una cosa, in questo blog, ho sempre battuto: chi parte non è più eroe o più vigliacco di chi resta. Quale sarebbe il punto? O parto o devo stare zitto? Devo accettare il lavoro in nero, le angherie dello sfruttatore, lo sfruttamento stesso? Chi resta, ricordiamolo SEMPRE, potrebbe avere una voglia FOTTUTA di partire ma non può. Per scelte di vita che sono completamente estranee dal contesto dell’architettura, per rimanere vicino a qualcuno che da solo non potrebbe restare. Trovo inammissibile un ragionamento che porti a dire “Non sei voluto partire, allora stai zitto!”. Che razza di logica è?
Non è questo il punto? E’ che chi accetta robe da 300 euro ha “perso”? Guardiamoci in faccia: chi deve lavorare DAVVERO, e non per CV, carrierismo o ambizione, non accetta gli stage a 300 euro. Chi rischia lo sfratto, la strada, la fame, piuttosto rimanda il sogno di essere un architetto e scarica la cassetta di frutta ai mercati generali a 600 euro e SOPRAVVIVE fino a momenti migliori. Il problema è proprio quello che ho descritto ieri: gli stage inutili, i rimborsucci spese, lo Sfruttamento con la “s” maiuscola avvengono proprio perchè sul mercato del lavoro entrano persone che non hanno la voglia REALE di lavorare e potrebbero rimanere a casa tranquillamente, visto che di soldi ne hanno molti. Poi ci sono le eccezioni del caso: chi accetta lavori a 300 euro perchè non c’è alternativa e fancazzisti a contratto da 1200 euro netti al mese. Non voglio metterla su alta, ragionando di pusher a 1500 euro al mese. Io credo che sia un delinquente tanto il venditore di morte, quanto lo sfruttatore. Credo veramente che l’unica differenza tra uno spacciatore e un architetto che offre uno stage di un anno a 250 euro al mese sia che il primo NON è iscritto a un albo. Quale altra differenza c’è? Entrambi vendono disperazione, sfruttano le persone in difficoltà e si arricchiscono senza dar di conto allo stato. Beh, magari il pusher non chiama il suo luogo di vendita “studio”, e “la prima è gratis“, mentre il cialtrone te le fa pagare tutte… ma sono dettagli!
Detto questo: ragazzi, non dobbiamo mai criticare la scelta “singola”, ma il caso. Se iniziamo a darci dei “cretini” perchè restiamo e dei “vigliacchi” perchè partiamo, non faremo altro che crearci altri problemi e inasprirci inutilmente l’un l’altro. Il problema non è partire o restare, ma il sistema che ti obbliga a partire alla ricerca di qualcosa di meglio o restare e soffrire un mercato fatto da cialtroni e ladri!
Detto questo, mi metto al lavoro ragazzuoli!
Un abbraccio grande a tutti!

PS Auguri a tutte le pupe!!! baci

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5 risposte a data stellare 08.03.2007

  1. giovanni scrive:

    x Giusy
    Non vorrei essere frainteso, anche io sono deluso della situazione ma come tanti ho fatto un’esperienza all’estero e sono tornato solo perchè adulato da alcune promesse ma già dopo 6 mesi sono già girato male e comincio a valutare le alternative.
    La mia amica è stata non fortuanata ma brava, ha insistito ha fatto scelte coraggiose ed è stata ripagata.
    500 euri al mese ad Amsterdam sono meglio di 500 a Reggio Emilia o Bologna, il CV cresce le esperienze sono migliori e si lavora meglio.
    Ho amici che restano qui per 300 euro solo perchè non se la sentono di provarci, però hanno la dignità di non lamentarsi….
    L’importante è la consapevolezza di quello che si sta facendo.
    Buona architettura a tutti.

    PS ad Amsterdam la maggior parte dei miei conoscenti erano dottorandi: stipendio doppio o triplo rispetto a noi, valore riconosciuto alle loro ricerche possibilità vere di lavorare ed affermarsi……..
    dopo uno sceglie cosa vuole fare l’importante è sapere che l’alternativa esiste.

  2. giusy scrive:

    ?
    riporto dal messaggio precendente: “Ho amici che restano qui per 300 euro solo perchè non se la sentono di provarci, però hanno la dignità di non lamentarsi…. ” come???? no…senti…non esiste! io ce l’ho con chi propone uno stipendio da 300 euro, più che con chi l’accetta. non esiste davvero, dobbiamo pretendere rispetto e non accettare credendo che tanto non trovo di meglio!

  3. Silvia scrive:

    la dignità….
    la dignità dovrebbe averla chi ti propone un lavoro e non è disposto a pagarti!!!!!!……ma dove sta scritto che la dignità sta nel farsi sfruttare!…..scusa giovanni, ma io non credo che i giovani architetti non debbano essere pagati almeno quanto tutti gli altri giovani che hanno la fortuna, per scelta o meno di fare lavori con un contratto e uno stipendio minimo salariale che gli consenta di essere autosufficienti a trent’anni!!!…..hai mai provato a chiedere un mutuo alla banca con un netto annuo fatturato derivato da questi stipendi che ci vengono proposti?…be prova, tornerai deluso e avrai ottenuto solo delle “grasse risate” da parte degli impiegati della banca….

  4. giovanni scrive:

    R:?
    Mi sembrava che il mio discorso palesasse il fatto che io sono il primo a difendere la nostra dignità di Architetti, ma dato che viviamo nel palese dei balocchi……..non sono altrettanto convinto che la soluzione dei nostri problemi sia alle porte.
    Con l’esempio fatto volevo sottolineare che si sceglie di lavorare per 300 euro perchè almeno come la vedo io, non ci provano a trovare qualcos’altro, non se la sentono di provarci…e alla fine se non ci provano dovrebbero avere la consapevolezza di quello che fanno e non senza lamentarsi!!!

    La difesa della dignità stà anche nel non accettare compromessi, difendere la propria professionalità e le proprie competenze.

    Se non mi paga, non lavoro semplice io non accetto questi ricatti poi ci sono altri che lo fanno….

    Poi sui mutui e le politiche della casa bisognerebbe aprire un Blog a parte…..

    Spero di aver chiarito il mio punto di vista
    Giovanni

  5. Paolo scrive:

    riproviamo??
    …parlando di cose “serie”:
    l’ esame di stato lo facciamo nuovamente a Roma?? Se mi hanno bocciato l’ultima volta mi bocceranno per sempre…

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