Signori, è con sommo piacere, e un po di emozione, che posso comunicarvi…
che le formiche si sono arrese! La guerra è finita!
Dopo una serie di scontri sanguinosissimi, con numerose vittime da una parte e dall’altra, stamattina possiamo confermare il loro ritiro dal fronte. Attendiamo a breve una comunicazione ufficiale e la loro richiesta di armistizio.
La guerra è stata dura, priva di alcun tipo di reciproca-tolleranza, sfociata dopo una serie di tentativi vani, in uno scontro all’ultimo sangue. Dopo aver tentato le soluzioni filo-ambientaliste (silicone per chiudere i buchi e il glassex per modificare i loro equilibri olfattivi), dopo aver fatto ricorso alle inutilissime trappole (ho una serie di mini pala-eur sotto il lavandino ancora adesso), le ho guardate l’altra sera. Le ho guardate mentre, in fila, incolonnate, procedevano, lavorando gomito a gomito per un bene comune, lungo la difficile strada evolutiva. Stavo per desistere, poi ho pensato alla guerra fredda, ai segreti di stato, alle religioni, al denaro, al terrorismo, alle guerre con milioni di vittime per gli interessi di pochi, a George W. Bush e ho fatto con loro quello che Dio avrebbe dovuto fare con noi se ci avesse amato veramente: le ho sterminate. Ho usato, mi dispiace ammetterlo, un veleno che ho dovuto impiegare in dosi talmente massicce da far cadere alcuni della tribù, vittime dell’inesorabile fuoco amico.
Ma alla fine, abbiamo vinto. Ora, per dirla all’americana, che abbiamo esportato la democrazia alle formiche, posso costruire quell’oleodotto per quella società di cui sono il maggiore azionista!
Come avrete capito, in questo non-ponte mi sono divertito parecchio con la caccia all’insetto e tutta una serie di faccenduole domestiche con cui non vi annoio oltre il dovuto…
Ok, chi è lo spiritoso che ha detto “Tanto, ormai…“?!
A quanto pare, il pugno di mail nella mia casella, da l’idea che la mia odissea personale, al secolo Tesi di Laurea, vi interessi parecchio, piccoli guardoni… ok, proseguiamo nel racconto.
Dove eravamo rimasti? Al prof che scopriva che ero un suo laurenado… eh già, perchè il mio relatore ha letteralmente “scoperto” che facevo parte del clan. Dopo avergli anticipato la cosa alla fine del quarto anno (“Vorrei che fosse il mio relatore” dissi io speranzoso “Ne sono lusingato” rispose lui con un tono con cui noi normalmente diciamo “E’ pulito!” al semaforo) mi presentai con tonnellate di materiale. Diversi amici, sotto tesi o laureati, mi avevano anticipato il corso degli eventi
“Vedrai che ti frenerà un po. All’inizio si parte sempre sportivi, pieni di voglia di fare. Tranquillo, passerà…”
“Il freno del professore?”
“No,la voglia di fare”
Il professore, contento di vedermi, come lo è un attore porno quando scopre, il mattino del primo ciak, uno sfogo sospetto non mi fece parlare. Constatò come fossi pieno di foto (72, vorrei ricordare) e di rilievi (pdf -> dxf), mi mollò due libri da leggere.
Eh?!
2 libri?
Sì sì, sono 2 libri
Ma… ma che libri?
“delirious new york” di koolhaas e “lezioni americane” di Calvino
Rimasi un po perplesso. Oserei dire “scoraggiato“. Ma, pensai, qui si fanno le cose per bene. Non è un laboratorio di progettazione, dove in 3 mesi serve un progetto finito! NO! Qui ci vuole pazienza e ricerca. Mi misi di buzzo buono e divorai i due libri. Tornai alla carica, immaginando una tavola rotonda col professore, dove si parlava di architettura, di emozioni, di pensieri, di segni significativi. Con uno svogliato “ah, già finito?!” mi mollò il numero di telefono di una collega dicendomi “mettiti d’accordo con lei per i turni“. Prego? Già, perchè le revisioni si fanno a rotazione secondo turni a organizzazione interna. Organizzazione interna? Sì, nel senso che NOI decidiamo quando andare da lui. Per la serie “Fate come cazzo volete, io non ci voglio entrare“.
Primo galvanizzato pensiero: autogestione. Crede nelle nostre capacità di giudizio
Secondo pensiero un po meno galvanizzato: ma non è che non ci vuole tra le palle?
Optando per una ben più realistica “seconda opzione“, presi contatto con gli altri dannati e in silenzio occupai il mio posto nel limbo dei laureandi.
Ohhhhhh, poco dopo il fiume Acheronte, poco prima della famosa porta d’accesso alla città dolente, Dante aveva raffigurato il limbo come un luogo in cui i non-battezzati, passavano l’eternità sospirando di dispiacere per non aver potuto vedere e ammirare Dio (in soldoni). Se il buon Alighieri avesse studiato alla facoltà di architettura, avrebbe dipinto il suo limbo in modo un po diverso: tutti carichi di tubi, cartelline, pc portatili, borse, in piedi, in fila, fuori da una porta chiusa, sospirando e bestemmiando tutto il creato. Sì, direi che più o meno sarebbe stato così. Ovviamente la porta non sarebbe rimasta eternamente chiusa, noooooo! Ogni tanto da lì sarebbe uscito un professore sostenendo una delle seguenti:
a. torno subito
b. il tempo di mangiare un panino
c. oggi non posso, tornate tra 3 mesi
d. ah, era per oggi?
La ricerca è pazienza, mi suggerirà qualcuno di voi… sì, ok… ma non pago 2 rate l’anno di tasse universitarie per essere paziente, no? E non mi sembra che lorsignori siano molto pazienti quando consegno un documento in ritardo o pago un po più in là la suddetta rata, no?
Detto questo… La prima revisione è assimilabile, in termini più o meno metaforici a CAPORETTO. Non vuole parlare di libri. No. Libri? Che libri? Ma co-come… quelli che mi ha dato da leggere? Ah… e che libri ti avevo dato da leggere? …oh non importa. Vabbè, che vuoi? Co-come che voglio… tesi… laurea… professione… eh, e di che parliamo? Ma porc… ecco le foto, ecco i rilievi, ecco quello che vorrei fa… EH NO! I primi mesi è ricerca! Se ti vedo con la matita in mano entro i prossimi 6 mesi, ti spezzo tutte le dita! Fila in biblioteca a studiare! Ok, cerco qualcosa in particolare? Il prossimo! Professore, scusi, cerco qualcosa in particolare? Per favore, sto facendo revisione!
Anche qui, un piiiiicolo momento di sfiducia.
Ma mio padre conferma: la ricerca è importante! Dovrai concentrarti e seguire un iter di ricerca molto serio!
Ah! Grazie papà. Sapevo di poter contare su di te. Allora vado in biblioteca a spaccarmi!
Bravo!
…Papà?
Dimmi
Mi oriento su qualcosa in particolare?
Per favore, sto facendo revisione!
Arrivato in biblioteca, ti atteggi i primi 10 minuti (ahah, io faccio la teeeeeesiiiiii). Per poi scoprire che il limbo ha aperto diverse succursali da queste parti. Noti qualcuno che ha tra le mani materiale dei mercati generali
(sibilando) ciao
(sibilando) ciao
fai i mercati generali?
No, l’area dell’ostiense
ah! io faccio i mercati
progettazione?
riuso!
Bello!
Grazie! (o cacchio… mi ha detto “bello”… devo ricambiare in qualche modo… che posso dire, senza essere banale?!) …bella anche l’area dell’ostiense (bravo… no, complimenti, proprio bravo…)
…grazie
Seeeeenti, ma tu stai cercando materiale? (eh no, in biblioteca ci sta perchè la cucina è buona)
Sì
Io sono al primo giorno di “caccia”. Ma non so che pescare… verso cosa mi dovrei orientare?
Per favore, sto facendo revisione!
Il lavoro chiama… ragazzuoli, il dramma continua. Non vi arrendete! Resistere, resistere, resistere! Un abbraccio immenso a tutti!
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Questi sono i diari del Dott. Quasi Arch. Simone.
La sua missione è quella di esplorare strani nuovi contratti, alla ricerca di nuove forme di lavoro e nuove possibilità, per lavorare là dove nessuno ha mai lavorato prima. (na-nanana-nanana-nanananana-nana-nanana...) la posta:
- 17/05/2010 soniasei diventato un po' troppo pigro...dammi una buona notizia...magari ti sei sposato! ( non sto scherzando!) che tutta questa crisi ... [leggi tutto »]
- 08/08/2009 soniaciao ciao come stai? sono a roma per agosto....che fine hai fatto? scrivimi se vuoi perchè poi a settembre sono di nuovo ... [leggi tutto »]
- 04/08/2009 valerio ferrettibrutto porcu preso da un apatia(quasi paralisi) classica di questi giorni pre-ferie,cazzeggiavo su internet ed ho beccato il tuo fottuto blog ... [leggi tutto »]
- 01/07/2009 gionnise ci sei baatti un colpo Ciao Simone il desaparecido, dacci un segno ogni tanto! io durante la tua assenza sono diventato ... [leggi tutto »]
- 24/02/2009 StefaniaFinalmente! Grazie per avermi regalato qualche sorriso. I tuoi racconti sono piacevoli, hanno un carattere “fresco”, pur avendo argomentazioni serie come le ... [leggi tutto »]
- 10/01/2009 katyx francesca "il lavoro non manca...mancano ovviamente i soldi". mi sono persa qualche passaggio? nel tuo studio si lavora, te 6 una ... [leggi tutto »]
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numero chiuso
Io l’università l’ho seguita con solo altri 149 studenti del mio anno.
Se fossi stato in un’università zeppa probabilmente (certamente)non mi sarei mai laureato……
Il numero chiuso mi ha permesso di avere: un computer in facoltà ogni tanto, un tavolo molto spesso, i professori quasi sempreed anche la loro relativa puntualità.
Poi ho avuto l’opportunità di conoscerli perchè ci trovavamo a mangiare allo stesso tavolo, alcuni di loro ci hanno amorevolmente accompagnato in gita per l’europa.
Le revisioni le facevo nel loro ufficio perchè più comodo per entrambi e tante volte di sabato.
Per me il numero chiuso è servito.
Sarò stato fortunato?