Buon natale!

Scrivere un blog comporta l’accettazione di un principio fondamentale: ti metti in piazza. Quindi diventi criticabile, attaccabile… ci sarà chi ti legge e ti approva, chi chiude a metà del post scuotendo la testa, chi addirittura ti scrive per farti i complimenti. Poi c’è chi non la vede come te e ci tiene a fartelo sapere.
Inutile dire che se lasci i post di congratulazioni, a meno di non voler instaurare un piccolo regime, così devi fare con le critiche. Ma sono anche dell’idea che chi non ti sopporta, può serenamente deambulare lontano dal tuo blog.
E’ quindi inutile anche dire come questo mio post di oggi sia rivolto in particolare a stefano, che ha pensato bene di lasciarmi un suo pensiero in bacheca.
Non volevo creare un caso diplomatico, preferisco smembrare il messaggio, al fine di chiarire bene ogni punto e snocciolare ogni problema:

mi spiace per come sono andate a finire le cose con il lavoro.

ti ringrazio. Ogni forma di appoggio è gradita

Certo è che sei veramente un lamentone. Per come scrivi e per quello che racconti. Ti lamenti di ogni cosa, ma sembra (dico sembra) che ti piaccia essere dipendente o subordinato.

Non so se l’hai notato, ma il taglio del mio blog, gentilmente ospitato da professionearchitetto, è volutamente… come dire… “lamentone”? Nei miei scritti, descrivo il mondo del lavoro esasperando le situazioni al fine di ottenere il riso. I toni sono volutamente ironici, sarcastici e scherzosi, così da ottenere, da una storia negativa, un sorriso. E’ come se entrassi a teatro per assistere ad uno spettacolo comico e sostenessi uscendo “eh ma qui si è solo riso e scherzato! Non si è parlato di cose serie!”. Mi limito a farti presente che sei nel posto sbagliato…

Chiarisciti il fatto che se tale sei (anche se solo temporaneamente) sei un costo che deve produrre qualcosa, e come tale perfettamente sostituibile.

Il blog non si intitola “LA MIA STORIA LAVORATIVA”, ne ho mai parlato di Simone come pezzo fondamentale del sistema Italia. Ho sempre parlato, CASOMAI, del LAVORATORE come elmento fondamentale. C’è modo e modo di vederla… io penso a PERSONE che meritano una giusta PAGA per poter VIVERE e contribuire a rimettere in moto l’economia. Altri come costi che producono e possono essere sostituiti al fine di arricchire un (già) ricco datore di lavoro che necessita solo di un altro bungalow alle barbados… son punti di vista

Se in più nell’ambiente lavorativo metti quella saccenza in terza persona che usi in queste pagine, devi essere realmente inospportabile.

Credo che tu sia estremamente contento di non avermi come collega… Io non mi pronuncio: tendo a non giudicare le persone solo dopo aver letto un loro scritto. Preferisco parlarci. Se può aiutare a completare il quadro, moltissimi dei miei ex colleghi sono ancora in contatto telefonico con me, andiamo spesso fuori insieme, usciamo… insomma, credo di risultare abbastanza simpatico. Ma se mai dovessimo finire a lavorare insieme, prometto di non rendermi troppo insopportabile con te. Promesso!

Tira fuori le palle, valuta bene le opportunità offerte e quelle che ti puoi creare tu, magari insieme ad altri,

…non so perchè ma per un attimo mi è sembrato di essere in campagna elettorale… c’è voglia di crescereeeeee…. che siamo tantissimiiiiiii…
Preferisco pensare alle cose vere e di tutti i giorni. E poi, scusami se te lo faccio notare, ma non credo che tu conosca molto la mia storia personale, quindi temo che non sia nella posizione per invitarmi a tirar fuori i miei attributi e, nel caso siano già fuori, di quanto… Insomma, non credi di aver un filino esagerato?

ed evita di ammorbarci (chiaro che possiamo non leggerti, ma non aggiungi nulla alle pagine delle esperienze professionali di questo sito) delle tue turbe tardo-adolescenziali.

Hai retto abbastanza bene fino a questo punto, poi hai preferito usare un altro “timbro”. Mi limiterò a sostenere che le uniche persone cui devo render conto di quello che scrivo, sono i ragazzi della redazione di professionearchitetto. E finchè nella mia casella non arriverà una mail con indicazioni circa i miei post, non credo che cambierò modo di vederla. Mmmmh… Quindi… Sì, credo proprio che ammorberò i miei lettori con le mie turbe tardo-adolescenziali. Il bello è proprio questo: posso farlo finchè voglio! E, cosa ancora più bella: non sei obbligato ad essere tra i miei lettori! Insomma: tutti felici!

Nessuno ti deve niente per natura, conquistati stima e “autorevolezza” nell’ambbiente professionale, anche guardando cosa vuol dire nell’ambiente che ben conosci tenere in piedi una struttura in uno studio professionale.

Nel momento in cui offro un servizio professionale, nel momento in cui da me è pretesa una prestazione professionale, PRETENDO di essere trattato come un professionista ed esser pagato come tale. Se mi offri paghe da saltimbanco, avrai un comportamento ed una professionalità da saltimbanco. E’ talmente lineare che non richiede ulteriori spiegazioni. Tu mi devi qualcosa nel momento in cui lavoro per te. Mi devi soldi, rispetto, correttezza… ed in base al contratto, mi devi tfr, ferie, permessi, malattia. Non vuoi darmeli? Ok, nessun problema… non lavorerò per te. Se poi era un “tu” rivolto a Simone e non narrativo… Sembra quasi che la cosa diventi un attacco personale! Sicuramente sto fraintendendo! Non mi conosci, come potresti volermi elargire perle di saggezza non richieste circa la stima e l’autorevolezza che suscito in colleghi e clienti? Sicuramente ho frainteso io

Prendi quello che ti è successo come pretesto per cambiare registro e rimboccati le maniche.

Cambiare registro? Rimboccarmi le maniche?! Scusa Stefano, ma… “cambiare registro”, in che senso? Che ne sai a che punto sono le mie maniche?! Smettere di chiedere cose che mi spettano di diritto, come una paga decente e iniziare finalmente a lavorare da schiavo sottopagato come impone oggi il comune costume? Francamente questa non l’ho capita davvero… La mia disoccupazione, fortunatamente, è durata meno di 3 settimane, quindi direi che il mio registro va abbastanza bene, così come l’altezza delle mie maniche…

C’è sicuramente bisogno più di gente per bene che di lamentoni, in ogni campo.

Questa la sottoscrivo. Ma ripeto: stai sbagliando teatro… E’ probabile che ora mi arrivi un bel post pieno di “come sei andato in acido”, “se te la sei presa così allora ho colpito nel vivo” eccetera eccetera… Sono serenissimo ma anche convinto che non sia il caso di riempire il blog e la posta del blog di una conversazione a due che abbia come centro il mio… com’era? “Registro”. Quindi se vuoi controbattere al fine di costruire un dialogo, ti lascio la mia mail privata: sim_too@hotmail.com
Sono sicuro che troveremo un punto d’accordo. Di sicuro non sei qui per “flammare”, provocare e cercare la rissa, vero?

Buon Natale, S.

Buon natale anche a te!
E, ovviamente, BUON NATALE A TUTTI RAGAZZUOLI!

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18 risposte a Buon natale!

  1. Francesca scrive:

    per stefano
    Allora, cerco di contenere la mia rabbia e di parlarti civilmente.
    Troppo facile sarebbe dirti che non conosci Simone. Se lo conoscessi sapresti che tutto è tranne che un lamentone. Che non è saccente, che le palle ce le ha eccome, che ha passione e voglia di lavorare. Che non si tira mai indietro, che le maniche se le rimbocca e se le è sempre rimboccate. Che ha reagito al licenziamento il giorno stesso e già ha trovato chi ha intuito e crede nelle sue potenzialità e capacità. Che non si è pianto addosso un solo momento (e ne avrebbe avuto tutto il diritto). Che è un professionista serio, responsabile, capace, dotato. Che è affidabile e su di lui si può contare, come professionista e come uomo. Che è altruista e crede in valori e ideali che vanno ben oltre i confini della sua sfera personale. Che è coerente con se stesso e ciò in cui crede, e lo è tutti i giorni, nella vita quotidiana, dove è più difficile tradurre le parole in azioni, in fatti che concretizzino ciò che sei e per cui ti impegni.
    Potrei andare avanti in un elenco molto lungo, ma ripeto: troppo facile. Tu non lo conosci, non sai chi è. Allora ti dico un’altra cosa. Di solito quando non si conosce saggio sarebbe sospendere il giudizio. Perché se si giudica senza conoscere (e spesso anche conoscendo) non si sta giudicando, si sta “pregiudicando”. I tuoi sono pre-giudizi, costruiti sulla base dei tuoi pre-concetti (nel senso letterale del termine: concetti e conseguenti giudizi che vengono “prima” dell’esperienza, “prima” della conoscenza, “prima” del vissuto, e di conseguenza hanno ben poca sostanza). E aggiungo che anche dopo l’esperienza, la conoscenza, il vissuto, giudicare resta un atto presuntuoso, che è alla base di intolleranze e incomprensioni, che non tiene conto di bisogni e motivazioni, che innalza muri e definitive chiusure.
    Non so perché tu abbia lasciato un commento così rabbioso e rancoroso. Potrei divertirmi a pre-giudicare un po’ anch’io: invidia? frustrazione? coda di paglia? rimpianti? infanzia difficile? stress? litigio con la morosa? odio per il Natale? merda calpestata con le scarpe nuove comprate con mille sacrifici per un colloquio poi magari andato pure male? mitomania?
    Spero basti per farti capire la pericolosità di giudizi e pregiudizi. Concludo con un consiglio privo di recriminazioni: prova a leggere un po’ di filosofia fenomenologica ed esistenzialista (Husserl e Sartre per esempio), aiutano a riflettere e stimolano il pensiero.
    A te, Simo, non serve che dica nulla, già sai tutto.

  2. Elisa scrive:

    cambiamo mentalità
    Oh Stefano dai rilassati e dicci la verità! hai letto solo le prime tre righe del post di dicembre e poi ti sei stufato vero? 🙂
    Perchè da quello che hai scritto sembra che tu non abbia letto molto di questo blog…
    Sarà un’impressione…

    Tralasciando le opinioni personali sulla persona di Simo (sono estremamente di parte e poi non voglio andare OT), volevo solo fare un’osservazione su una cosa che hai detto e che secondo me rappresenta uno dei motivi per cui il mondo del lavoro attuale fa tanto schifo.
    Tu, e molte altre persone purtroppo, consideri un lavoratore solo come un costo che deve produrre e per di più perfettamente sostituibile, ma non ti rendi conto che è proprio questa la mentalità che in questi anni ha portato l’Italia allo scatafascio, che abbassa la qualità del lavoro e gli stipendi, che fa emigrare le persone capaci verso altri paesi che li considerano unici anzichè sostituibili?
    Da qui mi dispiace dedurre, caro Stefano, che o sei un povero sfruttato che ha ormai chinato il capo a questa logica di mercato, o sei uno di quei cialtroni che tutti conosciamo che di questa logica si sono fatti i primi rappresentanti e sostenitori.
    Mi dispiace ma non sono d’accordo nel pensare che il mio lavoro lo può fare chiunque e nessun lavoratore dovrebbe esserlo. Ognuno di noi, con la laurea poi ancora di più, acquisisce capacità uniche che lo rendono diverso da un altro. Cambiamo la mentalità del mercato! Cambiamo la mentalità del datore di lavoro!
    Cambieremo anche la mentalità di quei lavoratori che la pensano come Stefano.
    Buon Natale!

  3. stefano scrive:

    l’unico che
    ha capito il tono pare essere Simone.
    In ogni caso ringrazio Elisa e Francesca per i consigli e le letture proposte.
    Tralascio le motivazioni ipotizzate da Francesca sul tono rancoroso, nulla di ciò, nemmeno rancore.
    I blog di chi scrive delle proprie esperienze professionali sono da me letti da tempo con molta passsione. Sono interessanti. Offrono uno spaccato delle esperienze di vita sia di quello che offre il mercato professionale sia di come reagiamo alle varie vicissitudini professionali e private.
    Il tono che da sempre usa Simone nel suo blog (e chiaramente ne convengo, può fare ciò che desidera in questo suo angolo) è polemico con alcuni dati del mondo degli studi professionali. Ed è anche giusto sotto alcuni punti di vista che tale sia. I modi di descrivere invece (ma è solo un parere perosnale non condivisibile) sono lunghi e un po’ lamentoni. Se fosse più secco e diretto otterrebbe probabilmente una diversa presa in chi legge interessato alla tematica.
    Sono anzi contento che S abbia già avviato altra esperienza lavorativa, e immagino, Elisa, non sia perchè ha in tasca una laurea in architettura, che notoriamente non vale nulla. Purtroppo aggiungo. E, che mi voglia credere o meno, ne parlo con cognizione di causa ed esperienza pluridecennale.
    In questi blog spesso si coglie anche la personalità, certo nel grande numero dei messaggi/articoli che vengono lasciati, dei “proprietari” o quantomeno l’atteggiamento che scelgono di avere su queste pagine. Se S è più costruttivo e solido di quanto appare qui, è una cosa bella per lui e bella per chi gli sta dando o gli darà lavoro.
    Sul concetto di sostituibilità, certo nella brevità o malainterpretazione di questi messaggi, si potrebbe molto parlare. In generale, molti di voi giovani usciti dalle facoltà di architettura non avete una cognizione esatta di cosa sia il mercato professionale di quel campo. Non parlo della retribuzione, ma soprattutto di cosa significhi e come si svolga questo mestiere con tempi nella norma molto lunghi rispetto, ad esempio, un’altra attività imprenditoriale. Quindi, anche se con laurea, quando accetti di essere pagato a progetto o ancor di più come dipendente, caffè o fotocopie è normale che si facciano. Non sposta il tuo essere lavoratore specializzato. Se dopo aver fatto il caffè, risposto al telefono e fatto un paio di fotocopie o archiviato una pratica, fai quello che devi fare e lo fai bene e pro-attivamente, probabilmente avrai modo di “emergere” dalla base dei “tutti-uguali” ed essere, non dico indispensabile, ma almeno specializzato su alcuni temi di lavoro. E acquisire “autorevolezza” anche all’interno di una struttura professionale, grande o piccola, strutturata o easy, è la chiave per acquistare consapevolezza del proprio ruolo rispetto allo straccio di laurea che si è presa. Clienti e datori di lavoro o partners o colleghi, sapranno che per fare una cosa potranno venire da voi e da lì potrete costruire altro. Insomma, trovare una propria strada all’interno della vastità di campo che questo mercato offre è fondamentale. I tempi non sono affatto brevi, ma questo è in buona parte (non solamente) legato ai tempi propri dell’edilizia e delle costruzioni, oltre che ai suoi costi. Chi si fa una casa (andando da uno studio di architetti) o meglio un edificio per uffici o altro complesso edilizio, spende dai 400.000/500.000 euro in su. Chiaro che non vuole parlare con 26/30enni che non ispirano molta garanzia di poter governare al meglio tutti gli aspetti del progetto (quelli finanziari, le economie necessarie, le scelte in relazione a queste prime due cose, i rapporti con le imprese e l’autorevolezza nei loro confronti ecc), per cui è meglio crescere “in aiuto” o insieme a professionisti più strutturati ed esperti per qualche anno e solo dopo poter dir la propria a 360 gradi. Prima si rischia di fare “gli architetti” e discutere quasi solo degli aspetti formali (spesso senza averne cognizione perchè non si sanno governare gli effetti voluti o non si sa esattamente come produrli) e cadere nell’insipienza di tutto il resto (che in un processo realizzativo è molto di più rispetto alla forma/estetica/funzionalità).
    Buone feste anche a voi.

  4. Elisa scrive:

    Ripeto:
    cambiamo mentalità! 🙂
    Stefano non fa che confermare il motivo per cui molti giovani talentuosi si ritrovano disoccupati nel vostro settore (io non sono laureata in architettura, non sono proprio laureata)!
    Perchè un 30enne non sarebbe in grado di trattare con dei clienti? Passi il giovincello 26enne fresco di laurea che molto probabilmente è il primo a tirarsi indietro (anche se non è detto), ma molti dei ragazzi che escono da architettura sanno già muoversi in quel mondo, visto che sanno benissimo che i datori di lavoro, come Stefano stesso del resto ci ha detto, considerano la loro laurea uno straccio non sufficiente per essere assunti o ricoprire ruoli di responsabilità!

    Insomma mi sa che un pò ci ho indovinato nel mio ultimo post! Posso dire “la seconda che ho detto!” 😀

  5. stefano scrive:

    rispondo ad Elisa
    Elisa, rispondo alla questione 26/30enni.
    La maggior parte (non tutti ma molti di più della metà di tutti) dei 30enni non sa nemmeno come e cosa sono le tasse da pagare, il regime iva, come fare un mutuo, come investire i soldi, e tante altre cose della vita “reale”. Perchè? Semplicemente perchè ancora sta a casa dai genitori o pensano a loro ad alcune delle cose sopra. Insomma non hanno mai (o quasi) maneggiato cifre, soldi, preso decisioni importanti, cambiato cose ecc. Non si può dare in mano ad un 26/30enne di questo tipo il governo di un qualsiasi affare da 500.000 euro in su. Considerato poi che sono anche quasi totalmente privi di esperienze manageriali, organizzative, direzionali e gestionali (e spesso anche imprenditoriali). Spesso poi danno soluzione talmente astruse o “di disegno” a quesiti professionali che ad un uomo qualunque (in grado di spendere le cifre in gioco) fanno venire il latte alle ginocchia. Magari si impuntano su una forma o un materiale o altro di formale e non sanno come comportarsi nel gestire una o più imprese durante i lavori o addirittura in fase di offerte. Naturale, le lavatrici (e da lì in su)nell’80% dei casi le fa ancora mamma: quale grande esperienza di vita vuoi mai che abbiano avuto e possano trasmettere (sottoforma di “autorevolezza” e “fiducia”)?
    Non tutto è così, ma la % più elevata sì. Considera quanti architetti ci sono in Italia e quante persone che hanno bisogno di un servizio di un architetto (aggiungi anche di quegli ingegneri che fanno il medesimo lavoro, o di geometri magari per questioni meno complesse) e vedi che se non ti dai da fare tu, il mercato è talmente saturo che nessuno, nemmeno le strutture professionali, potranno darti una mano.

  6. Da scrive:

    26/30 enni
    io di solito leggo e basta questo blog che trovo divertente, ma alle affermazioni di stefano credo debba rispondere.Ha ragione elisa e le tue affermazioni generaliste su quello che è il mondo dei 30enni di oggi lo dimostrano. io non sono una di quei giovani che descrivi, me ne sono andata da casa a 22 anni, mi sono pagata l’università da sola ed ora collaboro e faccio esperienza in uno studio, e come me ne ho incontrati tanti (e le mamme di oggi lavorano non stanno acasa a far lavatrici!).
    Certo che dei piani finanziari, organizzazioni manageriali ne sappiamo poco.. con capi come te che fanno fare il caffè e le fotocopie non impareremo di certo.
    A questo punto posso ringraziare di avere un titolare che mi insegna le diverse fasi di questo lavoro, le fotocopie le facciamo tutti lui compreso, ma il caffè caro Stefano ce lo offre al bar quando andiamo in cantiere!
    impara e medita: sono i cialtroni come te che fanno del male alla società.
    Da

  7. trilly scrive:

    nn resisto
    come Da…..a questo giro nn posso proprio esimermi dal replicare, perchè a sentire parlare Stefano mi viene la pelle d’oca.
    Caro buon VECCHIO stefano architetto…
    mi piacerebbe proprio sapere una cosa: te come hai fatto ad imparare a gestire ‘sti grandi progettoni da 500000 €? forse hai avuto la fortuna di avere un padre architetto o ingegnere? …
    OPPURE hai avuto la fortuna di trovare un CAPO intelligente e lungimirante che ti ha insegnato QUALCOSA SUL CAMPO PROFESSIONALE, giorno dopo giorno, cantiere dopo cantiere??? qualcuno insomma ben lontano dal tuo modo di pensare?
    qualcuno che crede nelle capacità POTENZIALI di un architetto 26 enne e ed è in grado di capire che se gli viene data la possibilità UN LAUREATO E ABILITATO è in grado di affiancarti, di contribuire al tuo lavoro, di potergli delegare parte del tuo lavoro in maniera responsabile.
    MA ICCHè SIAMO TUTTI DEMENTI SECONDO TE NOI 26ENNI?
    6 un persona così tristemente superficiale…
    e credo la poca scarsità di vedute…che io riscontro tipica della classe dirigenziale di 50 e 60 enni di oggi…abbia rovinato un pianeta…
    tutti ben ancorati alla propria seggiola..in ogni campo…in ogni settore…”TANTO ‘STI PISCHELLI NN SANNO FARE ‘NA …”.
    svegliatevi x favore…stai parlando con gente laureata e specializzata in project management…forse fantascienza per quelli della tua generazione…
    io porto avanti tranquillamente da sola il 50% dei lavori e si parla di importi molto + alti di 500000 €..quello che mi manca lo aggiungono le persone x cui lavoro..che credono in me e nelle mie OTTIME capacità di giovane architetto, laureato, specializzato e abilitato.
    ma cosa dovrei fare per lavorare??? DARTI UN TANTO AL MESE?? PERCHè TE SEI IL MAESTRO CON TANTA ESPERIENZA NEL GESTIRE LE IMPRESE??
    ma per cortesia…speriamo sia una lobby allo sfascio quella di professionisti di così poco spessore.
    buone feste a tutti.

  8. stefano scrive:

    mi spiace
    mi spiace nuovamente soprattutto perchè prendendo solo una parte di ciò che ho scritto, Trilly, hai attaccato senza farne una regola più generale.
    Purtroppo, pensiero mio, ben oltre la metà dei giovani neolaureati ha troppe pretese di concludere cose subito non avendone le capacità in toto (su alcune cose certamente sì, ma non sul generale). E certamente lavori da 400/500.000 euro di costo di costruzione sono “piccoli” ma sono quelli corrispondenti ad una casa privata abbastanza grande, un target che potrebbe essere appetibile anche per giovani professionisti. Da lì in su sono tutti più complessi, specie se pubblici o legati a grandi aziende, anche 15.000.000 di euro ed oltre. Certo ce ne sono anche di più complessi ma noi siamo arrivati solo sino a lì.
    Certo anche che sono “affiancato” da alcuni giovani 30enni e sono anche molto felice di contribuire attivamente alla loro crescita, ed in certi casi anche autonomia professionale. E percepiscono un compenso molto più che dignitoso con benefit e anche incentivi di produzione. Anzi, alcuni di loro, cresciuti, sono soci con lavori che danno loro molta soddisfazione. Penso tu abbia, Trilly, un po’ travisato e continuato su quella strada. Nessuno qui e spero altrove paga (in senso metaforico o addirittura letterale) per lavorare.
    Seggiola, lobby, sfascio, spessore, vecchio… mi spiace per te vedere quanto ti urtino certe cose. Non era mia intenzione e quindi ti prego di scusare le mie parole anche quelle più bonarie e caute delle tue.
    Buon anno a tutti!

  9. sonia scrive:

    ah, simo!
    ah simo ma che ce sprechi tempo a ribattere a quel post insulso! ma chi è poi ‘sto giudice da strapazzo? dimme er cognome tipo Piano, Fuksas o qualche altro paravento che crede d’esser in gamba come noi che ce semo fatti da soli e se famo strada sena trucchetti!?ma questi c’hnno tutto lo stesso odore!!!!tipo: io lavoro perchè valgo!!!!ah,ah,ah raccontale ai bimbi ma oggi manco loro credono piu alle favole!
    mi spiace perchè ho letto che sei stato licenziato, scrivimi sulla mia email se vuoi venire in francia perchè da settembre sto li e magari è la volta bona che ce conscemo! ti scrivo in romano perche mi manca Roma …e mi sei simpatico …scusa ma non sono riuscita a leggere tutta la tua risposta senza arrabbiarmi e non ho neanche letto il post ( ani qual è questo genio?) sena arrabbiarmi! tu sei uno dei pochi che mi ha fatto ridere in questo pianto italico, ciao ciao sonia

  10. sonia scrive:

    ah, simo!
    ah simo ma che ce sprechi tempo a ribattere a quel post insulso! ma chi è poi ‘sto giudice da strapazzo? dimme er cognome tipo Piano, Fuksas o qualche altro paravento che crede d’esser in gamba come noi che ce semo fatti da soli e se famo strada sena trucchetti!?ma questi c’hnno tutto lo stesso odore!!!!tipo: io lavoro perchè valgo!!!!ah,ah,ah raccontale ai bimbi ma oggi manco loro credono piu alle favole!
    mi spiace perchè ho letto che sei stato licenziato, scrivimi sulla mia email se vuoi venire in francia perchè da settembre sto li e magari è la volta bona che ce conscemo! ti scrivo in romano perche mi manca Roma …e mi sei simpatico …scusa ma non sono riuscita a leggere tutta la tua risposta senza arrabbiarmi e non ho neanche letto il post ( ani qual è questo genio?) sena arrabbiarmi! tu sei uno dei pochi che mi ha fatto ridere in questo pianto italico, ciao ciao sonia

  11. sonia scrive:

    ah, simo!
    ah simo ma che ce sprechi tempo a ribattere a quel post insulso! ma chi è poi ‘sto giudice da strapazzo? dimme er cognome tipo Piano, Fuksas o qualche altro paravento che crede d’esser in gamba come noi che ce semo fatti da soli e se famo strada sena trucchetti!?ma questi c’hnno tutto lo stesso odore!!!!tipo: io lavoro perchè valgo!!!!ah,ah,ah raccontale ai bimbi ma oggi manco loro credono piu alle favole!
    mi spiace perchè ho letto che sei stato licenziato, scrivimi sulla mia email se vuoi venire in francia perchè da settembre sto li e magari è la volta bona che ce conscemo! ti scrivo in romano perche mi manca Roma …e mi sei simpatico …scusa ma non sono riuscita a leggere tutta la tua risposta senza arrabbiarmi e non ho neanche letto il post ( ani qual è questo genio?) sena arrabbiarmi! tu sei uno dei pochi che mi ha fatto ridere in questo pianto italico, ciao ciao sonia

  12. rossana scrive:

    ma chi è qesto pazzo?
    RIPORTO STEFANO:
    “ed evita di ammorbarci (chiaro che possiamo non leggerti, ma non aggiungi nulla alle pagine delle esperienze professionali di questo sito) delle tue turbe tardo-adolescenziali”
    ma chi è questo pazzo che si permette di parlare in questo modo?!??!?!?
    tira fuori le palle…..turbe adolescenziali…….il qui presente Manager super fichettoso…forse forse …..dal momento che il suo lavoro sicuro ce l’ha ….forse forse….invidia la personalità di Simone……Stefano basta un click…..e cambi pagina…e poi il tuo tono ….forse quello però con un click non si cambia!

  13. rossana scrive:

    ?
    però……prima ti insulta e poi nasconde la mano?
    che classe!?!?!?!
    e questa email…alquanto viscida sul fatto che lui ama far crescere professionalmente i giovani 30 enni???????
    e poi perchè chiami SImone TRILLY??????
    ti consiglio vivamente di vedere in tv (cartone o film è uguale )LA FAVOLA DI NATALE (il vecchio avaro che non ha amici ed ha paura di morire da solo )e di chiederti se VERAMENTE hai la stima (che pensi di avere) dai tuoi colleghi architetti o forse perchè in tempi di recessine bisogna far buon viso a cattivo gioco….
    da mettere in evidenza due cose : la prima è che non conosco personalmete Simone (non sono amica, parente, fidanzata od altro) Seconda cosa…..risparmiami come ragalo di natale ….però è passato…come buon proposito 2009…..una tuo post di risposta con questo tono bonario e altezzoso…..penso sempre che irritare una persona e poi riderci sopra camuffandosi dietro scuse inconsistenti sia semplicemnte poco SIGNORILE ,confido nel tuo silenzio da signore -spero- alla mia lettera…..ah dimanticavo……”ti prego di scusare le mie parole anche quelle più bonarie e caute delle tue.
    Buon anno “

  14. sonia scrive:

    ah dimenticavo…
    PER STEFANO:
    perchè non chiami TRILLY la tua fidanzata?
    e ti fai una vacanza per rilassarti …

  15. stefano scrive:

    per sonia e rossana
    ho risposto ad un messaggio che era firmato “trilly” e non sapevo fosse lo stesso simone, tutto qui. Lontano da ogni offesa a lui e ad altri suoi amici. Forse è il caso che una vacanza dall’acidità la faccia anche tu. Riposiamoci entrambe. Ciao!

  16. rossana scrive:

    per stefano e….ancora stefano
    mi dispiace averti colpito nel vivo, dal momento che mi rigiri l’invito di Sonja ad andare in vacanza!
    veramente mi dispiace!!!!!!
    anche perchè da quello che scrivi capisco che non ti rendi davvero conto delle persone che involontariamente offendi ,
    cmq il mondo è grande e c’è posto per tutti, non trovi 🙂 ?
    buone vacanze allora,ciao Rossana

  17. stefano scrive:

    per rossana
    siccome mi chiedevi tu perchè io chiamassi simone “trilly”, rispondevo (anche a te, oltre che a sonia) che non sapevo fossero la stessa persona. Pensavo si capisse, ma mi sono sbagliato. Il resto (vacanza) era indirizzato a chi, per la verità con qualche acidità, giusta o sbagliata, me ne ha offerta una.
    In ogni caso una vacanza non fa male a nessuno, ma non volevo metterti in mezzo anche per questo. Da parte mia seguirò il consiglio di sonia.
    Ciao!

  18. rossana scrive:

    stefano
    adesso veramente sono d’accordo con te …..una vacanza non fa mai male 😉
    magari ci incontriamo – in vacanza – e diventiamo amici!

    ………mi rendo conto che questo blog si sta traformando in una chat!
    senza ironia auguri per il nuovo anno perchè questi sono veramente tempi duri per tutti!
    e tutta questa -giustificata-tensione per il lavoro, fa perdere di vista altre cose importanti della vita e dei rapporti ,ciao

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