mi unisco al popolo delle magliette rosse
mi unisco al popolo delle magliette rosse
Cittini! Sono Eleonora, laureata nel 2004. Toscana fiera fino al midollo, ho rimbalzato tra Firenze e Siena per tre anni, per poi cedere a una vocina che da troppo tempo mi chiamava lontano. E ora, abbandonata la città dove il rosso del mattone si sposa col bianco del travertino, da sotto la diletta Torre del Mangia mi sono spostata sotto al Big Ben. Una senese a Londra... o Londra alle prese con una senese?
x Eleo
è stato un piacere cara!
a prestoooo
lu
aderisco!
anch’io mi unisco…
brava Eleonora!!!!
lu
idem
grande eleonora!! mi unisco anche io!
relazione paesaggistica e complimenti
ciao sono un collega ing ambientale, scusa se ti do del tu e se mi permetto di darti del collega ma nn amo l’etrna diatriba tra ing e arc..cmq ti volevo solo dire che anche se è quasi mezzanotte di venerdi mi ero appena messo a lavoro per una relazione paesaggistica per un cliente che volevo finire per lunedi e per curiosita mi sono messo a cercare in rete qualcosa da cui trarre spunto e tra questi e uscita la tua pagina…mi ha fatto sorridere il tuo racconto e ti volevo fare i complimenti….
un saluto
relazione paesaggistica e complimenti
ciao sono un collega ing ambientale, scusa se ti do del tu e se mi permetto di darti del collega ma nn amo l’etrna diatriba tra ing e arc..cmq ti volevo solo dire che anche se è quasi mezzanotte di venerdi mi ero appena messo a lavoro per una relazione paesaggistica per un cliente che volevo finire per lunedi e per curiosita mi sono messo a cercare in rete qualcosa da cui trarre spunto e tra questi e uscita la tua pagina…mi ha fatto sorridere il tuo racconto e ti volevo fare i complimenti….
un saluto
relazione paesaggistica e complimenti
ciao sono un collega ing ambientale, scusa se ti do del tu e se mi permetto di darti del collega ma nn amo l’etrna diatriba tra ing e arc..cmq ti volevo solo dire che anche se è quasi mezzanotte di venerdi mi ero appena messo a lavoro per una relazione paesaggistica per un cliente che volevo finire per lunedi e per curiosita mi sono messo a cercare in rete qualcosa da cui trarre spunto e tra questi e uscita la tua pagina…mi ha fatto sorridere il tuo racconto e ti volevo fare i complimenti….
un saluto
Rieccomi…
Ciao Ele…
manco da diverso tempo…vedo però che non sono l’unica…(d’altra parte il mio prof. d’italiano diceva che se non si hanno cose interessanti da dire è molto meglio stare zitti!)D’altra parte sul tema annoso dell’espatrio che, come ho potuto vedere, è quello che ti tormenta in questo momento, non so dare consigli perchè mi riguarda poco e non perchè la mia condizione qui sia perfetta (anzi!!!). Più che altro per i seguenti, fetosi, aspetti del mio carattere. 1.Estrema razionalità/incapacità di lasciare il certo (anche difettoso e problematico) per l’incerto;3. Spirito di avventura pari a quello di Paperino+ Paperoga messi insieme! 3. disillusione per la condizione GLOBALE dell’architetto e dell’architettura anche all’estero per la serie “non è tutto oro quello che luccica”…;4. “capa tosta” cronica e volontà di fare e dire qualcosa, anche piccola e insignificante, proprio qui e non altrove (anche perchè se molliamo tutti rimangono veramente solo i vecchi tromboni…);5. coglionaggine nel credere che quanto al punto 4 si POSSA fare…
Ammiro però molto chi riesce a sciogliere (anche con sofferenza) i lacci che lo legano ad una situazione troppo pesante da sopportare soprattutto perchè, per affrontare la battaglia dei punti 4 e 5, bisogna avere una riserva di energia che ognuno deve andare a cercare dove sa e dove può (a volte però non è troppo lontano e basta saperla vedere)…quindi Ele se credi vai a londra, ricarica le pile ma torna perchè qui ci servono architetti e architettesse con le p..le!
P.S. mi sembrava che questo scritto di Neruda si adattasse perfettamente alla situazione…
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
(Pablo Neruda)