caaaaaaldo

sono tornata a casa una settimana, perchè l’ultimo elemento della dinastia dei pini (ma l’ultimo per davvero eh!), la diletta sorella, si è brillantemente laureata. in impeccabile italian style abbiamo saputo la data esatta pochissimi giorni prima, il che mi ha permesso di regalarmi il lusso, a maggio, di prenotarmi un’intera settimana di tuscan sun. che a onor del vero c’è stato, pure troppo. non ero più abituata al caldo vischioso di firenze, che ti paralizza le meningi prima ancora che il corpo. dopo aver dormito si e no 5 ore a notte a causa del caldo, generalmente riacquistavo l’uso della parola e la facoltà di coerente pensiero attorno a mezzogiorno, giusto in tempo per la signora fletcher. le facoltà cerebrali e sensoriali attutite mi hanno consentito di vivere, come dire, meno di petto la vexata quaestio del lodo alfano, delle intercettazioni, dell’iniziativa boomerang di grillo, guzzanti eccetera. è stata una dimensione molto intima, anche perchè erano anni che non passvo una settimana di fila in casa, nella mia camerina con la carta da parati consumata, le mie foto di quando ero grassottella, la contrada del drago in ogni angolo delle pareti, la foto del primo compleanno di una bimba imbronciata, biondissima e di celeste vestita. ho ritrovato odori, suoni, ritmi, procedure, assurdità. è stato come riindossare le vecchie ciabatte, che a volte tornano male, o sono scomode, di certo non ci cammineresti tutta la vita. ho aperto l’armadio centrale, quello con l’anta grossa. qui sono da sempre custoditi i più reconditi segreti, o meglio ancora le cose più importanti, stratificate nel corso di almeno 20 anni. la collezione dei profumini (più di 100!), il libretto, l’argilla in polvere per la maschera all’argilla, bollettini pagati negli anni novanta, pupazzini…queste erano le cose importanti per me fino a poco dopo la laurea, prima di lasciare stabilmente questa camera forse per sempre. cose che fino a poco tempo fa (anche solo fino alla scorsa estate) non avrei mai buttato…e che in questi giorni sono stata tentata di volare nel cestino. tanto cambiano le prospettive, forse con la distanza, forse con i 30anni. forse con una rinnovata o acquisita consapevolezza che quello di cui ho bisogno per sentirmi io alla fine sono solo io, il mio cervello e poco altro. escludendo ovviamente gli affetti, ma stiamo parlando di altro. forse è questo che mi fa sentire me stessa, mai sola o sperduta, in un minuscolo monoloculo di kilburn, da dove vedo passare e fermarsi le overground. ed è questo che mi fa sentire, in mezzo alla folla e al casino, un essere pensante e volente; o in mezzo alla solitudine non sempre, ma spesso, una paperella di plastica che non affonda mai e che alla fine si ritrova sempre a capino insù. non mi mancava firenze, che ho vissuto con la spensieratezza dell’universitaria che per l’estate ha finito gli esami e se ne riparla a settembre; non mi mancavano le polemiche inutili che sento per strada, i concittadini che invece di parlare berciano, non mi mancava il caldo che mi ha trasformato le gambe in due zampogne e le lenti a contatto in due fette di lardo di colonnata. mi mancava, ma non lo sapevo, la vita “serena” di tanti anni fa, dove le preoccupazioni avevano un altro sapore e un altro impatto su di me…non erano, come dire, strutturali, esistenziali. generalmente passavano a esame superato. a proposito di preoccupazioni strutturali: sono circondata, come è comprensibile, di coetanei che si sposano e soprattutto si riproducono. la notizia che non mi ha fatto dormire la seconda notte di permanenza (a parte il caldo il rumore e le zanzare) è stata la nascita del bambino di un’amica, libera professionista solo di nome e non di fatto, odontoiatra. appresa la lieta novella della gravidanza, il principale dell’amica, a sua volte sedicente amico, le aveva assicurato che, in virtù dell’amicizia che li legava, le avrebbe mantenuto il posto. naturalmente non le si erano manco rotte le acque che era già stata “allontanata”. da febbraio è la mamma felice di un matteo (per fortuna il marito lavora) ma disoccupata. lo so che non vi racconto novità, che al posto di odontoiatra poteva esserci scritto commercialista, avvocato, ingegnere, architetto…tutti sulla stessa barca, che sta affondando nemmeno tanto lentamente, il cui timone è in mano a un gruppo di delinquenti a cui interessa fondamentalmente mettere al sicuro il deretano proprio e quello di amici e parenti. per parte mia…l’avete visto “mediterraneo”? forse avevo 13 anni quando uscì, ma una frase mi colpì, all’inizio. quando il tenente descrive i propri uomini: avevano tutti quell’età in cui non sai ancora se metter su famiglia o perderti per il mondo.
bene. da via aretina, firenze, per oggi è tutto. prossima puntata da loveridge road.
vi abbraccio

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6 risposte a caaaaaaldo

  1. fiorella scrive:

    londra
    Ciao Eleonora,

    Mi chiamo Fiorella e sono ingegneressa!!. Vorrei sapere se sai se a Londra esiste un museo dedicato a AGATHA CHRISTIE, devo partire sabato e oltre al luogo vorrei vedere il suo museo, sono una sua fan.

    Complimenti per il blog, ma come fatte a avere tempo per fare un blog? Non ci sono mai riuscita, mah sara’ più per pigrizia, ogni volta che devo rovistare tra i miei pensieri mi ci perdo !!! O mi fanno perdere … i fantasmi altrui.

    abbracci

  2. ele scrive:

    per fiorella
    fiorella…ammetto la mia profonda ignoranza, non lo so! francamente non l’ho mai incrociato, anche leggendo le guide di londra che in questi anni e mesi mi sono passate tra le mani. so che lei ha vissuto per molti anni a west hampstead, so che esiste la sua casa, ma nn sono in grado di dirti se ‘ stata adattata a museo o qualcosa di analogo.
    e la cosa peggiore, lo ammetto, e’ che anche io sono fissata con lei e ho letto tutti i romanzi (almeno di poirot non me ne e’ mancato uno!).
    mi dispiace :-)
    anyway…buon viaggio e buon soggiorno a londra!

  3. Maria scrive:

    informazioni
    Ciao Eleonora,
    sono Maria e mi sono laureata a Napoli a marzo. Complimenti per il tuo blog.. guardandolo mi è venuta la voglia di venire a Londra, anche se non nascondo la paura soprattutto per la lingua. Ma tu credi che venire cosi, alla ricerca di un lavoro, possa servire?Sinceramente vorrei specializzarmi nel settore dell’illuminotecnica, li è una materia richiesta??
    Grazie
    Ciao

  4. Maria scrive:

    informazioni
    Ciao Eleonora,
    sono Maria e mi sono laureata a Napoli a marzo. Complimenti per il tuo blog.. guardandolo mi è venuta la voglia di venire a Londra, anche se non nascondo la paura soprattutto per la lingua. Ma tu credi che venire cosi, alla ricerca di un lavoro, possa servire?Sinceramente vorrei specializzarmi nel settore dell’illuminotecnica, li è una materia richiesta??
    Grazie
    Ciao

  5. giordana scrive:

    numero di rosy
    ciao !

    vorrei il cellulare di rosy x farle gli auguriiiiiiiiiiiiiii me lo mandi via mail???

    aiutami please!!

    grazie!

  6. dav scrive:

    cambiato zona?
    Ciao Ele!
    un po’ che nn c si scambia messaggi…
    ma hai cambiato zona?
    Loveridge road sta a Kilburn…o sbaglio, credevo fossimo ancora “vicini di casa” in quel di Dalston…

    dav

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