{"id":13,"date":"2008-03-15T00:00:00","date_gmt":"2008-03-15T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.professionearchitetto.it\/alecarlini\/2008\/03\/15\/Tibet-strage\/"},"modified":"2008-03-15T00:00:00","modified_gmt":"2008-03-15T00:00:00","slug":"tibet-strage","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.professionearchitetto.it\/alecarlini\/2008\/03\/15\/tibet-strage\/","title":{"rendered":"Tibet, strage&#8230;."},"content":{"rendered":"<h2><!-- fine occhiello --><\/h2>\n<h1><span style=\"font-size: xx-small\">Buongiorno a tutti , ho preso degli stralci di articoli del solito quotidiano nazionale, \u00e8 un argomento troppo importante e va diffuso&#8230;<\/span><\/h1>\n<\/p>\n<h1><\/h1>\n<h1><strong>strage nelle vie Lhasa<br \/><\/strong><!-- fine titolo --><\/h1>\n<h3><!-- inizio sommario --><\/h3>\n<div><!-- inizio foto1 --><!-- fine foto1 --> <\/p>\n<p><!-- inizio dida --><\/p>\n<\/p><\/div>\n<p>Se fino a ieri polizia ed esercito cinese avevano adottato una tattica di repressioni mirate, oggi le truppe sono state impiegate in tutto il distretto cittadino e altre sono in arrivo con la nuova linea ferroviaria da Pechino e Golmud destinata &#8211; nei progetti &#8211; a portare &#8220;ulteriore progresso&#8221;. <\/p>\n<p>Riferiscono testimonianze agghiaccianti di sparatorie dalle auto in corsa contro manifestanti e semplici cittadini tibetani incontrati al loro passaggio. Il numero delle vittime varia dai dieci morti denunciati dai media cinesi e dalle autorit\u00e0 (quasi tutti commercianti, titolari e dipendenti di alberghi) ai cento accreditati dallo stesso governo tibetano in esilio. <\/p>\n<p> La polizia ha dato tempo ai rivoltosi di consegnarsi entro la giornata di luned\u00ec, promettendo un trattamento di favore. Vuol dire che dopo l&#8217;ultimatum la situazione peggiorer\u00e0 ulteriormente. <\/p>\n<p> Ormai \u00e8 data per scontata, anche se non ufficialmente, la notizia dello stato d&#8217;emergenza nella capitale, ma anche in altre citt\u00e0 come Chengdu nel Sichuan, dove vive una grande comunit\u00e0 tibetana. Qui le truppe hanno circondato i quartieri &#8221; a rischio&#8221; e tagliato la corrente elettrica, nell&#8217;intento &#8211; tra l&#8217;altro &#8211; di non esacerbare gli animi con le immagini delle rivolte di Lhasa diffuse invece nel resto della Cina. <br \/> <!--inserto--><\/p>\n<div> <!-- oas_rich('middle'); \/\/--> \/\/ &#8211;&gt; \/\/ &#8211;&gt; \/\/ &#8211;&gt; \/\/ &#8211;&gt; \/\/ &#8211;&gt; <\/div>\n<p><!--\/inserto--> <br \/> &#8220;In realt\u00e0 il governo mostra solo ci\u00f2 che vuole&#8221;, ci hanno detto diversi familiari di residenti con i quali abbiamo parlato a Dharamsala. La televisione nazionale del partito trasmette senza censure le immagini delle rivolte nell&#8217;intento affatto nascosto di mostrare il volto violento di questo popolo che distrugge negozi, auto, strutture pubbliche, uccide cittadini inermi e ferisce i poliziotti. Ma l&#8217;esasperazione &#8211; da quanto risulta ormai chiaro dalla reazione che coinvolge ogni strato della societ\u00e0 tibetana &#8211; era ormai alle stelle. <\/p>\n<p> Ieri \u00e8 emersa dalle conversazioni con numerosi tibetani a Dharamsala e al telefono da Lhasa che tra i motivi scatenanti della protesta c&#8217;\u00e8 stata la decisione degli Stati Uniti di declassificare la Cina nell&#8217;elenco dei paesi che violano i diritti umani. La concomitanza con i 49 anni della mancata insurrezione del 59 contro le truppe di Pechino e l&#8217;approssimarsi delle Olimpiadi ha convinto molti monaci e giovani ad utilizzare il possibile impatto mediatico per mostrare al mondo ci\u00f2 che davvero sentono e pensano i tibetanti dopo 60 anni di occupazione. <\/p>\n<p> Per il secondo giorno consecutivo centinaia di residenti del villaggio di Nyangra a 50 chilometri dalla capitale sono scesi in strada per protestare contro la repressione dei monaci di Sera, uno dei pi\u00f9 grandi monasteri del Tibet. Dopo il tentato suicidio di due religiosi (vedi le foto di Lobsang Kelsang e Lobsang Damchoe) di un altro centro monastico, Drepung, che lottano tra la vita e la morte, un terzo monaco di Ganden si \u00e8 dato alle fiamme e non \u00e8 sopravvissuto. <\/p>\n<p> Ancora incerte le conseguenze di altre manifestazioni nelle regioni lontane dal Tibet centrale dove si trova Lhasa. Di certo la gente \u00e8 scesa in piazza a Shigatse, sede del grande monastero di Tashilungpo del Panchen lama, la seconda figura del buddhismo tibetano dopo il Dalai. L&#8217;importanza di Shigatse \u00e8 legata a uno dei pi\u00f9 gravi motivi di risentimento dei tibetani verso le autorit\u00e0 cinesi. Il Panchen insediato a Tashilungpo infatti \u00e8 stato scelto dai cinesi dopo aver fatto sparire nell&#8217;ormai lontano 1995 un bambino di appena cinque anni considerato la vera reincarnazione dal Dalai lama e dagli abati del monastero. <\/p>\n<p> Non \u00e8 per\u00f2 il solo &#8220;reincarnato&#8221; deciso a tavolino dal partito: con una nuova legge ogni cosiddetto Buddha vivente deve essere sottoposto al vaglio politico dei dirigenti comunisti, e i tibetani hanno temuto di vedersi privare anche dei maestri spirituali che avevano finora alleggerito la pesantezza della condizione di servi e prigionieri dei nuovi padroni nel loro stesso paese. <\/p>\n<p> L&#8217;altra regione strategica dove dilagano le rivolte \u00e8 Pashu, nel Kham, una regione di confine abitata da fiere trib\u00f9 guerriere e molto devote al buddismo. Le notizie giunte tra i profughi in esilio sono di un impressionante movimento di truppe che hanno bloccato tutte le strade d&#8217;accesso al distretto. <\/p>\n<p> Nella citt\u00e0 degli esuli a nord dell&#8217;India gruppi di religiosi e laici attraversano le strade del villaggio tibetano di McLeod Ganji con bandiere e striscioni gridando tutta la loro frustrazione. Se da una parte sono entusiasti della rivolta dei loro fratelli e parenti, dall&#8217;altra temono che i rapporti di forza impari possano trasformarsi in un bagno di sangue ben pi\u00f9 grave delle cifre riferite finora. Gi\u00e0 giungono voci di retate e arresti notturni nelle abitazioni dei tibetani sotto osservazione o riconoscuti durante le manifestazioni. <\/p>\n<p> Il Dalai lama ha invitato sia i cinesi che i suoi fedeli ad evitare ogni violenza, ma \u00e8 ormai chiaro che la situazione \u00e8 sfuggita di mano a tutti. Da sempre una grossa fetta della popolazione non riusciva ad accettare la posizione non violenta assunta dal leader spirituale, soprattutto perch\u00e9 il controllo e la repressione si accompagnava a una situazione economica disastrosa per la grande maggioranza dei tibetani. Gran parte dei posti di lavoro va infatti da mezzo secolo ai nuovi arrivati cinesi che costituiscono la maggioranza della popolazione. Invece di assumere tibetani, dei quali non si fidano, richiamano i loro parenti da altre regioni della Cina. Negli ultimi anni il business con l&#8217;arrivo massiccio di turisti dall&#8217;Occidente \u00e8 cresciuto enormemente, e per evitare contatti troppo diretti tra dissenzienti e stranieri in quasi ogni monastero sono stati collocati falsi monaci e lama istruiti dal partito. Lo stesso Dalai lama nel suo ultimo discorso aveva sottolineato le &#8220;massicce violazioni dei diritti umani&#8221; nel suo paese, e non aveva cercato di dissuadere i giovani tibetani partiti in marcia da Dharamsala il 10 marzo scorso per raggiungere il confine cinese in occasione delle Olimpiadi. <\/p>\n<p> <!-- do nothing --> Dopo quattro giorni la polizia indiana, su ordine del governo preoccupato per le possibili crisi di relazioni con la Cina, li ha fermati e arrestati. Ma lunedi prossimo ne partiranno altri 44, gi\u00e0 pronti a raggiungere la citt\u00e0 dove sono detenuti i loro compagni.<\/p>\n<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.altri stralci&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.<\/p>\n<\/p>\n<p>Sono passati quasi vent&#8217;anni ma il Tibet non ha mai smesso di essere una polveriera dove si accumulano le tensioni create dalla politica di &#8220;assimilazione forzata&#8221;.<\/p>\n<p>Sentono che il tempo gioca contro di loro, per l&#8217;invasione continua di immigrati &#8220;han&#8221; (l&#8217;etnia maggioritaria cinese) che sconvolge gli equilibri della popolazione locale e ne snatura l&#8217;identit\u00e0 culturale.<\/p>\n<p>Mentre a Lhasa vige il terrore poliziesco, a poche ore di volo Pechino si appresta a celebrare i Giochi come una prova della sua apertura verso il resto del mondo, accogliendo milioni di turisti stranieri.<\/p>\n<p>Ora o mai pi\u00f9: \u00e8 il sentimento che ha spinto molti tibetani a scendere in piazza. C&#8217;\u00e8 la speranza che nell&#8217;anno delle Olimpiadi, con gli occhi del mondo puntati su Pechino, Hu Jintao avr\u00e0 qualche esitazione prima di ordinare una nuova carneficina.<\/p>\n<p>Con realismo e moderazione, il Dalai Lama ha smesso da decenni di rivendicare l&#8217;indipendenza e chiede solo una ragionevole autonomia.<\/p>\n<p>Il regime pu\u00f2 contare anche su un consenso reale fra la maggioranza dei cinesi s<br \/>\nulla questione tibetana. Imbevuti di nazionalismo fin dalle scuole elementari, imparano sui manuali di storia solo la versione della propaganda ufficiale: il Tibet \u00e8 &#8220;sempre&#8221; appartenuto alla Cina.<\/p>\n<p> Nazionalismo cinese, superiorit\u00e0 demografica, sviluppo economico, sono i rulli compressori che lavorano ad appiattire il Tibet. Mentre la nuova ferrovia rovescia fiumane di &#8220;coloni&#8221;, vasti quartieri di Lhasa gi\u00e0 hanno subito uno stravolgimento: ipermercati, shopping mall di elettronica, banche e uffici turistici sono gestiti prevalentemente dai cinesi han, pi\u00f9 istruiti e abili negli affari. Lo stesso turismo di massa violenta l&#8217;anima dei luoghi: il Potala Palace, ex dimora del Dalai Lama trasformato in museo, \u00e8 circondato dai torpedoni, invaso da comitive cinesi volgari e arroganti.<\/p>\n<p>Al di fuori del Tibet la Cina ha altri 150 milioni di buddisti praticanti: guai se dovesse insinuarsi nel resto del paese l&#8217;idea che la religione pu\u00f2 diventare il tessuto connettivo di una societ\u00e0 civile autonoma.<\/p>\n<p>Le olimpiadi cominciano ad essere un momento spinoso nel quale per\u00f2 potrebbe esserci la possibilt\u00e0 per le minoranze di esporsi ai media e con la visibilit\u00e0 forse difendersi dalle represioni cinesi che avrebbero paura dell&#8217;opinione generale dei suoi partner commerciali occidentali.<\/p>\n<\/p>\n<p><strong>si moltiplicano le discussioni nei forum<\/strong><\/p>\n<p>(<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/2008\/03\/sezioni\/esteri\/tibet-scontri-lhasa\/protesta-su-internet\/www.tibet.net\"><span style=\"text-decoration: underline\">www.tibet.net<\/span><\/a>) (<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/2008\/03\/sezioni\/esteri\/tibet-scontri-lhasa\/protesta-su-internet\/www.studentsforafreetibet.org\"><span style=\"text-decoration: underline\">www.studentsforafreetibet.org<\/span><\/a>) (<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/2008\/03\/sezioni\/esteri\/tibet-scontri-lhasa\/protesta-su-internet\/www.tibet-cafe.net\"><span style=\"text-decoration: underline\">www.tibet-cafe.net<\/span><\/a>) (<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/2008\/03\/sezioni\/esteri\/tibet-scontri-lhasa\/protesta-su-internet\/www.tibetanuprising.org\"><span style=\"text-decoration: underline\">www.tibetanuprising.org<\/span><\/a>) (<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/2008\/03\/sezioni\/esteri\/tibet-scontri-lhasa\/protesta-su-internet\/www.tibetchat.tibetsearch.com\"><span style=\"text-decoration: underline\">www.tibetchat.tibetsearch.com<\/span><\/a>) (<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/2008\/03\/sezioni\/esteri\/tibet-scontri-lhasa\/protesta-su-internet\/www.chinadaily.com.cn\"><span style=\"text-decoration: underline\">www.chinadaily.com.cn<\/span><\/a>) (<a href=\"http:\/\/en.beijing2008.cn\/\"><span style=\"text-decoration: underline\">http:\/\/en.beijing2008.cn<\/span><\/a>)<\/p>\n<\/p>\n<p> abbracci per tutti..a presto<\/p>\n<\/p>\n<p><span style=\"color: #c0c0c0\">alessandro carlini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #c0c0c0\">a r c h i t e t t o<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tibet, strage&#8230; <a href=\"https:\/\/blog.professionearchitetto.it\/alecarlini\/2008\/03\/15\/tibet-strage\/\">[continua]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":20,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-13","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.7 - 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