{"id":2355,"date":"2012-01-26T10:56:04","date_gmt":"2012-01-26T09:56:04","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.professionearchitetto.it\/giordanaquerceto\/?p=2355"},"modified":"2012-01-26T11:16:00","modified_gmt":"2012-01-26T10:16:00","slug":"open-space-yes-please","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.professionearchitetto.it\/giordanaquerceto\/2012\/01\/26\/open-space-yes-please\/","title":{"rendered":"OPEN SPACE? yes please.."},"content":{"rendered":"<p>Finalmente il file autocad dallo studio di architettura di Berlino \u00e9 arrivato.<br \/>\nPer cui con molta serenit\u00e1 e con tutte le misure mi sono messa a progettare la nostra futura casetta.<br \/>\nCerto ci vuole pi\u00fa lucidit\u00e1 e che cuore nel progettare una casa per se stessi. Molto pi\u00fa di quanto pensassi.<br \/>\nAd esempio volevo una camera per gli ospiti. Ma quali ospiti? A Barcellona casa mia era sempre piena di amici, ma ad Amburgo, con questo freddo, non viene nessuno!<br \/>\nE se proprio dovessero venire, un divano letto, nello studietto, va piu che bene. Stesso discorso digasi per le camere dei bambini! e se un secondo figlio non arrivasse? e se arrivassero gemelli?\u00a0In sostanza abbiamo deciso, al momento, \u00a0di suddividere la casa nella seguente maniera:<br \/>\n2 camere da letto, 2 bagni, uno studietto mini, una lavanderia e un open space con cucina. In realt\u00e1 se tra 10 anni, per un nonno che viene a vivere da noi, o per un ragazzo che chiede la sua indipendenza, si potrebbe ancora una volta creare una camera da letto, sacrificando, ahim\u00e9 l\u00b4open space!<br \/>\nIn realt\u00e1 questa ultima decisione \u00e9 stata un p\u00f3 combattuta. Ho domandato ai miei numerosi amici in facebook, cosa ne pensassero e devo dire che molti sono a favore e tanti altri contrari. Di sicuro sono d\u00b4accordo con chi afferma che disegnare gli spazi in cui muoversi nella quotidianit\u00e1, pensando a grasso e padelle sporche, puzze di uovo e pesce, \u00a0potrebbe realmente basarsi su una idea fuori moda e diciamola tutta, un p\u00f3 triste.<br \/>\nInoltre ho riletto una parte dell\u00b4intervista fatta a Kengo Kuma e che trovate nel mio libro. Eccola:<\/p>\n<p><span style=\"color: #800000\">Quindi il nuovo minimalismo si contraddistingue per leggerezza e transitoriet\u00e0. Lei pensa che l\u2019incursione delle nuove tecnologie digitali e l\u2019invasione dei media nella vita moderna hanno anche contribuito ad alterare i modi in cui lo spazio viene percepito e utilizzato dall\u2019uomo?<\/span><\/p>\n<p><em>Sicuramente le nuove tecnologie digitali hanno una importanza non indifferente sul concetto dello spazio, ma io vedo soprattutto in Giappone un cambio di concezione spaziale dovuto ad altri fattori.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel concetto tradizionale utilizzato nell\u2019architettura occidentale sussiste un gioco nel quale esistono continue occlusioni. Per esempio in un edifico il ruolo dei muri e delle finestre \u00e8 fondamentale, l\u2019idea di chiudere gli spazi d\u00e0 vita a una barriera tra il soggetto e l\u2019oggetto.Lo spazio quindi rimane congelato in una sua intrinseca staticit\u00e0. Nella filosofia orientale, invece, a dominare la scena sono solo le superfici orizzontali, pavimento e soffitto, e questa fa coesistere lo spazio dei vari ambienti in una continua fluidit\u00e0. In questo caso le entit\u00e0 sono tre: dinamismo, tempo e spazio.<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019idea di suddividere gli spazi solo per rispondere a una domanda concreta di superfici che rispondano, a loro volta, a un concreto utilizzo non \u00e8, a mio avviso, una condotta ideale di progettazione. Significherebbe effettuare una analisi delle porzioni spaziali attraverso le quali il tempo non scorrerebbe mai. Progettare una pianta per me significa ricercare i pendii e le inclinazioni esatte attraverso un gioco di livelli, significa immedesimarsi nel soggetto che percorrer\u00e0 quei campi, creare attrito. Questa \u00e8 una chiave fondamentale per poter effettuare un programma progettuale che dia un risultato spazio-temporale.<\/em><\/p>\n<p><em><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finalmente il file autocad dallo studio di architettura di Berlino \u00e9 arrivato. Per cui con molta serenit\u00e1 e con tutte le misure mi sono messa a progettare la nostra futura casetta. 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