{"id":425,"date":"2007-06-17T00:00:00","date_gmt":"2007-06-17T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.professionearchitetto.it\/giordanaquerceto\/2007\/06\/17\/Ho-appena-finito-di\/"},"modified":"2007-06-17T00:00:00","modified_gmt":"2007-06-17T00:00:00","slug":"ho-appena-finito-di","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.professionearchitetto.it\/giordanaquerceto\/2007\/06\/17\/ho-appena-finito-di\/","title":{"rendered":"Ho appena finito di"},"content":{"rendered":"<p> Ho appena finito di ingurgitare in modo animale i resti di salsicce e becon del brunch, fatto ieri mattina alle mie amiche canadesi e americane, e le uova sbattute appena fatte, affinche il tutto sia un autentico replay di ieri.. <\/p>\n<p> ho deciso che cos\u00ec va bene&#8230;.copio e incollo. <\/p>\n<p> <font size=\"6\" color=\"#800080\">ARCHITECTURE IN JAPAN<\/font> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 8pt\"><font>Per scrivere questo articolo sull\u2019architettura giapponese, l\u2019architetto Querceto, ha rinunciato a due sane giornate di mare e sole, ha studiato ben tre testi :<span> <\/span>e una rivista dedicata sull\u2019architettura e la storia nipponica: Arquitectura in Japan, serie della Taschen, curata da Philip Jodido, un autore americano gi\u00e0 citato in questo blog, e che io ammiro molto per la capacit\u00e0 di sintesi e rapida trasmissione dei significati architettonici che descrive, facendone un\u2019attenta analisi. Secondo testo: Contemporary japanese architects, sempre della Taschen, ma stavolta l\u2019edizione del testo in mio possesso \u00e8 vecchiotta, risale al 1994, \u00e8 curata da Dirk Meyhofer e gli scritti che affiancano quelli di quest\u2019ultimo sono di un professore della facolt\u00e0 di architettura di Tokyo: Katsushiro Kobayashi, un<span> <\/span>tipo che a dir la verit\u00e0, analizza l\u2019architettura del suo paese, con un occhio estremamente critico, e che non nego mi piacerebbe intervistare.<\/font><\/span><span style=\"font-size: 8pt\"><font>Il terzo testo \u00e8 un volume dell\u2019enciclopedia italiana edita da<span> <\/span>Repubblica, la Storia, recentemente pubblicata e che io trovo alquanto affascinante per le schede aggiuntive, debitamente approfondite.<\/font><\/span><span style=\"font-size: 8pt\"><font>La rivista spagnola \u00e8 del 1991, un numero monografico di A&amp;V, interamente dedicato all\u2019architettura giapponese.<\/font><\/span><span style=\"font-size: 8pt\"><font>Le correnti di pensiero, inutile dirlo, convergono<span> <\/span>profondamente su alcuni temi e divergono totalmente su altri. Per non appesantire troppo, questo scritto, ho deciso di riportare e commentare, solo i concetti oggettivi e i principi su cui si basava e si basa, l\u2019architettura del Giappone.<\/font><\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 8pt\"><\/span><font color=\"#ff0000\"><span style=\"font-size: 8pt\"><font><span> <\/span><\/font><\/span><span style=\"font-size: 8pt\"><font>Alti-bassi demografici.<\/font><\/span><\/font> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 8pt\"><\/span><span style=\"font-size: 8pt\"><font>Nel 1942 la citt\u00e0 di Tokyi contava 6,9 milioni di abitanti. Nel settembre del 1945, i decessi e le emigrazioni, fecero calare vertiginosamente la popolazione, fino a contare 2.770.000 di cittadini.<\/font><\/span><span style=\"font-size: 8pt\"><font>Nel 2005 la popolazione totale del Giappone girava intorno ai 127.417.244 abitanti, di cui il 10% residente in Tokyo. Case o conigliere? Viene spontaneo chiedersi\u2026<\/font><\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 8pt\"><\/span><span style=\"font-size: 8pt\"><font color=\"#ff0000\">Scempi.<\/font><\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 8pt\"><\/span><span style=\"font-size: 8pt\"><font>Come nell\u2019europa del post-guerra, anche in Giappone, sci fu la necessit\u00e0 di costruire in fretta e con poche risorse economiche. L\u2019iter che provoc\u00f2 gli stessi scempi in Italia, lo conosciamo bene. Successivamente l\u2019esplodere dell\u2019economia del paese, dette piede ad una \u201cimplacabile logica commerciale\u201d anche nell\u2019investimento architettonico, dove si tenne ben poco in conto l\u2019estetica. Al seguito di queste costruzioni frettolose e poco riflettute, si perse buona parte di quella bellezza di una tradizione vecchia di secoli.<\/font><\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 8pt\"><font color=\"#ff0000\">WRIGHT<\/font><\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 8pt\"><\/span><span style=\"font-size: 8pt\"><font>A questo punto devo inserire una piccola nota, curiosa per altro, ponendo sull\u2019attenzione il fatto che i Giapponesi hanno il prurito nelle mani quando si tratta di demolire, (ma di questo parleremo in seguito.) non guardano in faccia nessuno. Infatti, riuscirono a demolire anche Wright. Non posso fare a meno di metter in chiaro questo dolente punto:<\/font><\/span><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><span style=\"font-size: 8pt\"><em><font>\u201cSul sito, al di sotto degli otto piedi del suolo superficiale, c\u2019erano da sessanta a settanta piedi di morbido fango. Il fango apparve come un elemento di fortuna, ottimo ammortizzatore per le terribili scosse. Perche non farci galleggiare sopra il fabbricato?una nave da guerra galleggia sull\u2019acqua salata\u2026.\u201d<\/font><\/em><\/span><span style=\"font-size: 8pt\"><font>Erano le ideee dettate da Wright per l\u2019imperial hotel a Tokyo. Demolita nel 1967 questa eccentrica struttura divenne famosa per essere sopravvissuta all\u2019orribile terremoto del 1923, consolidando ulteriormente la reputazione di cui gi\u00e0 godeva Wright.<\/font><\/span><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 8pt\"><font color=\"#ff0000\">LE 4 GENERAZIONI<\/font><\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 8pt\"><\/span><span style=\"font-size: 8pt\"><font>Prima, durante e dopo questi scempi facevano capolinea, le famose<span> <\/span>generazioni di architetti giapponesi. C \u00e8 chi parla di <strong>4 generazioni<\/strong>, includendo <strong>nella prima<\/strong> con la figura predominante di Kunio Mayekawa, che aveva lavorato con le Corbusier e dal quale assorb\u00ec una notevole influenza (1905) Allievo di quest\u2019ultimo e portatore delle stesse dottrine, Kenzo Tange, il primo architetto giapponese a me noto da anni, vedi centro direzionale di Napoli. Con questi due grandi architetti, si dice\u2026si sia raggiunto un delizioso esercizio di integrazione tra una architettura moderna<span> <\/span>che stabilisce un fluido dialogo con il linguaggio architettonico tradizionale. Un esempio effettivamente rappresentativo \u00e8 il ginnasio olimpico<span> <\/span>di Tange a Tokyo. La curva della copertura, che termina angolare verso l\u2019alto, richiama fortemente quella degli antichi templi, ma \u00e8 inserita in un formalismo nuovo e dinamico. <\/font><\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 8pt\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/instruct1.cit.cornell.edu\/courses\/arch339\/images\/olympictange.jpeg\" border=\"0\" width=\"436\" height=\"292\" \/><\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 8pt\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.caroun.com\/architecture\/architects\/k-tange\/kenzotange1.jpg\" border=\"0\" width=\"433\" height=\"279\" \/><\/span> <\/p>\n<p> <font><strong><span style=\"font-size: 8pt\">La seconda generazione<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 8pt\"> \u00e8 quella capeggiata da Kurosawa, Isozaki, Maki, appartenenti al gruppo metabolista.<\/span><\/font><span style=\"font-size: 8pt\"><font>Relazionavano l\u2019architettura con lo squama organico-cellulare, osseo, endocrino,, circolatorio, con i cicli metabolizzanti e lo sviluppo degli organismi degli<span> <\/span>esseri viventi. Un edifico di case unifamiliari, poteva essere identificato come un albero, dove il tronco costituisce il nucleo di comunicazioni verticali e istallazioni. I rami rappresentavano i corridoi di accesso alle case, che in questo caso, divise in cellule abitative, avevano a che fare con le foglie.<span> <\/span>Sulla base di queste utopiche idee, nascono<span> <\/span>la citt\u00e0 elicoidale di Kikutake e la citt\u00e0 aereo di Isozaki.<\/font><\/span><font><strong><span style=\"font-size: 8pt\">La terza generazione<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 8pt\"> secondo il mio punto di vista, corrisponde a quella divulgata nelle nostre facolt\u00e0 1 decade fa. Parliamo infatti della generazione , il cui leader \u00e8 Tadao Ando. Tra gli altri, Riken Yamamoto, Toru Muratami, Shin Takamatsu.<\/span><\/font><span style=\"font-size: 8pt\"><font>A differenza della precedente generazione che in balia della megalomania iniziale delle sue pianificazioni teoriche, basate su giochi di piani e volumi, tralasciava i dettagli per manifestare tutto il suo entusiasmo verso la composizione generale, la terza generazione, si accosta con<span> <\/span>maggiore attenzione ai problemi di piccola scala, Ma soprattutto pone l\u2019accento su di una elevata sensibilit\u00e0 estetica.<\/font><\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 8pt\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/kwc.org\/blog\/archives\/resources\/2005\/ando.church%20of%20light2.jpg\" border=\"0\" width=\"210\" height=\"280\" \/><\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 8pt\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.pritzkerprize.com\/images\/churchx2.gif\" border=\"0\" width=\"320\" height=\"231\" \/><\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 8pt\"><\/span><span style=\"font-size: 8pt\"><font>Che Tadao Ando era un ex pugile, e che non ha nessuna formazione accademica, riferente all\u2019architettura tanto meno, e che si form\u00f2 come un autodidatta, e che nel 1976, si fece notare per una casa progettata per se stesso, son cose che si leggono molto poco sul suo conto.<\/font><\/span><span style=\"font-size: 8pt\"><font>Dir\u00e0 di se:<\/font><\/span><span style=\"font-size: 8pt\"><em><font>\u201c\u2026\u2026L\u2019architettura da me pensata, continua la tradizione compositiva moderna, come del resto la sua metodologia formale, con l\u2019unica differenza che io procuro di enfatizzare il contesto geografico e naturale, cos\u00ec come l\u2019eredit\u00e0 storica e culturale. L\u2019intento \u00e8 quella di personalizzare la modernit\u00e0 mediante la semplice ma potente estetica concettuale, propria del Giappone.\u201d<\/font><\/em><\/span><span style=\"font-size: 8pt\"><font>La <strong>quarta generazione<\/strong><span> <\/span>\u00e8 quella composta dagli eredi di un gran caos nel mondo dell\u2019architettura e della costruzione.<\/font><\/span><span style=\"font-size: 8pt\"><font>Team Zoo, Mozuna, Hasegawa e Takamatsu, esplorano nuovi cammini, elargendo il peso dei manufatti e delle ideologie antecedenti. Operano, disegnando un panorama alquanto variegato e con traiettorie molto singolari, personali. La somma di questi stili, attualmente sembra riscuotere pi\u00f9 favori, rispetto a quella bipolarit\u00e0 tra il profilo giapponese e l\u2019ombra straniera\u2026 <\/font><\/span> <\/p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho appena finito di ingurgitare in modo animale i resti di salsicce e becon del brunch, <a href=\"https:\/\/blog.professionearchitetto.it\/giordanaquerceto\/2007\/06\/17\/ho-appena-finito-di\/\">[continua]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":2043,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-425","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.7 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Ho appena finito di - Giordana, next stop: Hamburg<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/blog.professionearchitetto.it\/giordanaquerceto\/2007\/06\/17\/ho-appena-finito-di\/\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"giordana querceto\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"5 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/blog.professionearchitetto.it\/giordanaquerceto\/2007\/06\/17\/ho-appena-finito-di\/\",\"url\":\"https:\/\/blog.professionearchitetto.it\/giordanaquerceto\/2007\/06\/17\/ho-appena-finito-di\/\",\"name\":\"Ho appena finito di - 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