{"id":760,"date":"2010-07-27T00:00:00","date_gmt":"2010-07-27T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.professionearchitetto.it\/giordanaquerceto\/2010\/07\/27\/27-luglio-2000-2010-il-mio-decennio-a-Barcellona\/"},"modified":"2010-07-27T00:00:00","modified_gmt":"2010-07-27T00:00:00","slug":"27-luglio-2000-2010-il-mio-decennio-a-barcellona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.professionearchitetto.it\/giordanaquerceto\/2010\/07\/27\/27-luglio-2000-2010-il-mio-decennio-a-barcellona\/","title":{"rendered":"27 luglio 2000-2010: il mio decennio a Barcellona"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: xx-large;color: #800080\"><strong><span>27 luglio 2000-2010<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: xx-large;color: #800080\"><strong><span>10 anni Barcellonesi<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000000\"><span> <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000000\"><span>\u201c Allora andiamo a casa tua, prendi tu la valigia verde e io mi carico lo zaino\u201d. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000000\"><span>Ah. Non dobbiamo vederla prima, prendo la stanza a botta sicura?\u201d<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000000\"><span>\u201cBeh si\u201d<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000000\"><span>Con questa frase, Laura mi aveva appena buttato in faccia la prima secchiata d\u2019 acqua fresca barcellonese. Il taxi mi aveva appena lasciato a plaza del Pedr\u00f2, in pieno Raval. Era il 27 Luglio 2000.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000000\"><span>La Rambla del Raval era un ammasso di pietre racchiuse da lamiere forzate e sfondate qua e l\u00e0, ma con i lavori attivi\u2026<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000000\"><span>A parte gli scarafaggi nel mobile sotto il lavello della cucina, nella casa non c\u2019 era nessuno. Gli altri compagni di casa erano in vacanza. Giusto il tempo di pagare 45.000 pesetas per il mese di agosto a Marta e lei sgusci\u00f2 via. Nella rampa delle scale si sentiva uno strano eppure fortisismo odore di cipolla sin dalla mattina. Odore al quale poi in futuro avrei fatto il naso. E sentivo spesso il ticchettio della forchetta contro il piatto, ma l\u2019 universo tortilla per me era ancora sconosciuto e non collegavo il tutto.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000000\"><span>Anche Laura part\u00ec e rimasi completamente sola in una citt\u00e0 che non conoscevo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000000\"><span>Il giorno seguente arriv\u00f2, Blanca. Al citofono mi disse che doveva stampare delle cose con la stampante di Marta. Le aprii.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000000\"><span>Nel nostro comunicare strampalato riuscimmo a capirci alla perfezione. Mi chiese cosa mi sarebbe piaciuto vedere in citt\u00e0 e le dissi senza esitare \u201c La Sagrada Famiglia\u201d. Scendemmo gi\u00f9 per le Ramblas, prendemmo la linea verde del metr\u00f2 e poi facemmo un cambio con la linea blu. Blanca faceva la fioraia ed era innamorata di un ragazzo di colore, che aveva conosciuto per strada\u2026<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000000\"><span>L\u2019 impatto con il Tempio di Gaud\u00ec, fu enorme. Pelle d`oca.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000000\"><span>E da allora sono passati 10 lunghi anni.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000000\"><span>Anni in cui ho amato e odiato i catalani mille volte fino ad arrivare a capirli un po\u2019 di pi\u00f9 mentre valicano l\u2019 assoluta seriet\u00e0 mai disgiunta da una misurata nonchalance.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000000\"><span>I primi anni furono quelli in cui abbondarono le feste piene di colorate sangrie artigianali, nonch\u00e8 tossiche e canne fatte con dell\u2019 erba scadente o con fumo mischiato allo sterco dei cammelli e proveniente dal Marocco, seduti a mangiare dei falafel sui divani, lasciati negli appartamenti da chiss\u00e0 chi.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000000\"><span>Ascoltavamo Manu Chao, i Man\u00e0 e Estopa, al lume di lampade mezze coperte dai foulard indiani paiettati.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000000\"><span>Erano feste in cui si vedono tizi allampanati, pallidi, alcuni con gli occhi sempre all\u2019 erta in modo un po\u2019 inquietante. Nell\u2019 istante in cui i nostri sguardi si incrociavano, cominciavamo tutti a parlare senza battere ciglio, senza prendere fiato. Il pi\u00f9 delle volte veniva la polizia perch\u00e8 i vicini si lamentavano..<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000000\"><span>Del primo periodo a Barna, ricordo con immutabile affetto Elena e Luigi.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000000\"><span>Elena, mi chiamava alle 2.00 di notte chiedendomi se dormivo e se avevo del Martini.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000000\"><span>\u201cok lo porto io, devo parlarti\u201d Che notte quella! Ad asciugare le sue lacrime e ridendo e ironizzando sulle nostre sconfitte amorose. Noi due, pianeti luccicanti al di sotto di una piccola luna fredda, a cercare di capire cose che non hanno risposta. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000000\"><span>25 e 26 anni. Io ero capace di non stirare a casa mia e poi andavo da Luigi e stiravo le sue camicie. Che trio Luigi, Elena ed Io.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000000\"><span>Cazzarola.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000000\"><span>Poi loro sono tornati in Italia, io sono rimasta. Finito il corso alla UAB e i lavoretti come hostess, cominciai a lavorare negli studi di architettura, imparando, assorbendo come una spugna e ingoiando tutto quello che non va. Le feste cambiavano, erano cene a base di vini dai 5 euro in su e dagli antipasti tutti uguali ma il pi\u00f9 delle volte apparecchiati con fantasia. Incontri in cui il numero delle diverse nazionalit\u00e0 era un continuo crescendo. Gli anni centrali della mia decade Barcellonese mi videro inquadrata a fare spesse volte il Vitel Tonn\u00e8. A pensarci bene \u00e8 da una vita che non lo faccio, ho sempre pensato che fosse una ricetta per un piatto prelibato e raffinato.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000000\"><span>La presa di coscienza verso una citt\u00e0 carnevalesca dal punto di vista sessuosentimentale, non tard\u00f2 ad arrivare e la mia concezione nei confronti di Barcellona camb\u00f2 radicalmente da liberale ed emancipata a altamente superficiale. Cosa che ancora penso.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000000\"><span>Attraversai anche il periodo magnetico-repellente che aument\u00f2 la confusione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000000\"><span>Poi le storie degli ultimi tre anni si sanno gi\u00e0, viaggi, esperienze, persone, incontri ecc.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000000\"><span>Traslochi, scatoloni, 45\u00ba gradi a Dubai, &#8211; 10\u00ba ad Amburgo, la stesura del libro, capatine sporadiche a Barcellona de ves en cuando.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000000\"><span>Il prossimo racconto, presot on line! \ud83d\ude09<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>27 luglio 2000-2010 10 anni Barcellonesi \u201c Allora andiamo a casa tua, prendi tu la valigia verde e io mi carico lo zaino\u201d. 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