{"id":116,"date":"2006-12-01T00:00:00","date_gmt":"2006-12-01T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.professionearchitetto.it\/mindthegap\/2006\/12\/01\/Trovare-lavoro-a-Londraparte\/"},"modified":"2006-12-01T00:00:00","modified_gmt":"2006-12-01T00:00:00","slug":"trovare-lavoro-a-londraparte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.professionearchitetto.it\/mindthegap\/2006\/12\/01\/trovare-lavoro-a-londraparte\/","title":{"rendered":"Trovare lavoro a Londra\u2026parte"},"content":{"rendered":"<p><font color=\"#0000ff\">Trovare lavoro a Londra\u2026parte prima<br \/>Considerazioni generali: inglese si o no?<br \/>(post di Rosy, notare colore blu!)<\/p>\n<p>Allora\u2026vorrei cominciare a parlare un po\u2019 dell\u2019argomento cruciale che credo interessi molti dei lettori di questo blog, a giudicare dalle testimonianze che abbiamo ricevuto\u2026<font color=\"#993366\"><font color=\"#0000ff\">ovvero.<\/font><\/font><strong><font color=\"#993366\">..come si fa a trovare lavoro a Londra?<\/p>\n<p><\/font><\/strong>Dunque, a poco a poco cercher\u00f2 di spiegare tutto quello che so, dal curriculum ai colloqui, con vari links annessi e connesi, prima per\u00f2 vorrei fare delle premesse.<br \/>Io attualmente ancora sono alla ricerca e ho sempre fatto di testa mia, nel senso che non ho avuto indicazioni da nessuno, insomma sono un autodidatta, diciamo che mi sono un po\u2019 buttata allo sbaraglio\u2026<br \/>Quello che sono riuscita a rimediare fin\u2019ora sono stati un bel contratto di lavoro per Filippo (vedi post precedente) e una serie di colloqui (interviews) per me, alcuni sostenuti due settimane fa, altri ancora da sostenere nella settimana tra il 12 e il 17 di Dicembre. Tuttavia c\u2019\u00e8 da dire che, oltre ad avere avuto gi\u00e0 un\u2019esperienza lavorativa a Londra circa 4 anni fa (ho fatto uno stage nell\u2019ambito del Progetto Leonardo), \u00e8 da pi\u00f9 di un anno che sto cercando di esplorare il mondo del lavoro inglese nel campo dell\u2019architettura, sia tramite il web sia tramite le varie conoscenze che lavorano nel Regno Unito, quindi diciamo che di informazioni ne ho acquisite moltissime.<\/p>\n<p>Ad ogni modo quello che racconter\u00f2 \u00e8 ovviamente legato alle mie esperienze personali, e non escludo assolutamente l\u2019esistenza di altre strade o di altri riferimenti importanti per trovare lavoro a Londra.<br \/>Quello che posso dire anzi \u00e8 che vale tutto e il contrario di tutto.<br \/>Non credo infatti che la possibilit\u00e0 di avere un lavoro nella capitale inglese sia necessariamente vincolata a degli elementi standard, vedi il livello d\u2019inglese, le modalit\u00e0 di impostazione del curriculum vitae, l\u2019assistenza delle agenzie di recruitment (che l\u00ec funzionano molto bene, dicono\u2026) ecc ecc, ovvero non che queste cose non contino, ma secondo me non sono decisive. Se avete letto il post precedente forse vi sarete resi conto che Filippo ha praticamente trovato lavoro da un giorno all\u2019altro, in pi\u00f9 dall\u2019Italia e con un livello di inglese fondamentalmente scolastico\u2026<br \/>Con questo attenzione, non voglio dire che l\u2019Inghilterra \u00e8 il paese di bengodi e si trova subito lavoro e non ci sono difficolt\u00e0, anzi\u2026il caso di Filippo \u00e8 piuttosto raro, e quindi non va preso come termine di paragone\u2026Diciamo che \u00e8 stato abbastanza fortunato..dico abbastanza perch\u00e9, nonostante quello che vi racconta, nel 3D lui \u00e8 molto molto molto ma moooooolto bravo, oltre ad avere competenze di graphic design molto ampie e variegate, e questo \u00e8 stato immediatamente riconosciuto dallo studio a cui aveva mandato il portfolio\u2026<br \/>C\u2019\u00e8 anche da dire che il suo profilo professionale, p\u00f9 legato all\u2019immagine, \u00e8 meno vincolato all\u2019aspetto normativo, che invece tocca pi\u00f9 da vicino noi architetti e che purtroppo ci penalizza un po\u2019 di pi\u00f9 quando si va a lavorare in un paese straniero.<br \/>Insomma tutto questo per dire che per trovare lavoro in UK contano tante cose, non ultima anche un pizzico di fortuna, della serie capitare al momento giusto nel posto giusto, ma soprattutto conta essere molto determinati e consapevoli delle proprie capacit\u00e0.<\/p>\n<p>Una cosa che ho capito facendo i primi colloqui a Londra \u00e8 che l\u00ec davvero non ci si pu\u00f2 improvvisare, sono estremamente esigenti (anche nelle modalit\u00e0 di impostazione dei colloqui), e soprattutto estremamente settoriali. Molte volte noi architetti italiani siamo abituati a lavorare senza un orientamento specifico, o meglio sono pochi alla fine quelli che hanno la fortuna di lavorare esclusivamente nel settore in cui, per laurea o per altri titoli, o semplicemente per passione, sono specializzati..diciamo che noi ci troviamo quasi sempre a fare un po\u2019 di tutto, anche perch\u00e9, data la carestia generale, gli studi stessi fanno un po\u2019 quello che capita ( a dir la verit\u00e0 anche a volte sconfinando in ambiti che con l\u2019architettura hanno ben poco a che fare\u2026.).<\/p>\n<p>Ecco in Inghilterra non \u00e8 proprio cos\u00ec.<br \/>La prima cosa da capire \u00e8 il campo d\u2019interesse e isolarlo: progettazione, interni, restauro e conservazione, progettazione urbana, grafica 3D, architettura dei trasporti, design, cad\u2026Non che non ci siano studi multidisciplinari, ma solitamente sono organizzati in sezioni con diversi responsabili e i ruoli sono ben distinti\u2026della serie non vale la regola del tutti fanno tutto.<br \/>Una volta capita questa cosa secondo me bisogna valutare un attimo quelle che sono le effettive e reali competenze nel campo. Inutile dirlo, avere una buona esperienza in un determinato settore associata ad un buon livello di lingua sono le carte vincenti per trovare un buon lavoro in fretta, tuttavia questo non significa che chi non le possiede non possa riuscire ugualmente. Bisogna semplicemente accettare di partire da un livello pi\u00f9 basso da quello che si avrebbe (diciamo pure che si dovrebbe avere) in Italia, se si ha la competenza ma non la lingua, pi\u00f9 basso ancora se non si ha n\u00e9 la competenza n\u00e9 la lingua.<br \/>Solitamente i livelli sono legati alle figure junior, middle e senior, appunto in base agli anni e alle esperienze di lavoro, e a loro volta ognuno di questi ruoli ha altre diramazioni. Quello che voglio dire \u00e8 che se uno ha gi\u00e0 un po\u2019 di esperienza in Italia, per\u00f2 non ha un gran livello d\u2019inglese, magari potr\u00e0 iniziare come caddista, come junior o assistant (tutti lavori che comunque sono si gran lunga meglio retribuiti che in Italia), col tempo e il migliorarsi della lingua potr\u00e0 sicuramente avere pi\u00f9 responsabilit\u00e0 e, tra virgolette, avanzare di ruolo.<\/p>\n<p>Per chi invece ancora ha poca esperienza anche in Italia, e per di pi\u00f9 parla poco l\u2019inglese, la cosa che mi sentirei di consigliare, premesso che un corso intensivo d\u2019inglese prima di partire sarebbe utile a tutti, a meno ch\u00e8 non abbiate gi\u00e0 avuto esperienze nel Regno Unito, \u00e8 di preventivare un periodo di 6\/7 mesi per calarsi un po\u2019 nella realt\u00e0 linguistica. Il ch\u00e8 vuol dire che, a meno che non si abbiate (beati voi!) risorse per sostenervi in altro modo a Londra, citt\u00e0 notoriamente non proprio economica, prendere in considerazione, ahim\u00e8, la possibilit\u00e0 di fare un lavoro diverso dall\u2019architetto. Dico ahime perch\u00e9 so benissimo che con una laurea sulle spalle e magari anche qualche anno di lavoro non \u00e8 facile andare al lavorare al Mac Donalds o robe del genere, tuttavia le opportunit\u00e0 sono tante, e solitamente in un tempo pi\u00f9 o meno di 6\/7 mesi, sempre se si \u00e8 sufficientemente determinati, si riesce ad ingranare con la lingua e a cominciare a cercare qualcos\u2019altro\u2026D\u2019altronde \u00e8 per questo che i neolaureati sono in questo senso avvantaggiati a fare questo tipo di passo, perch\u00e9 se da una parte non hanno ancora l\u2019esperienza, dall\u2019altra magari si fanno un po\u2019 meno problemi ad accettare un lavoro pi\u00f9 umile all\u2019inizio rispetto a chi, magari pi\u00f9 grandicello (vedi la schiera dei trentenni a cui appartiene anche la sottoscritta), ha gi\u00e0 un\u2019esperienza e un ruolo sulle spalle, probabilmente per\u00f2 non riconosciuti e valorizzati in Italia\u2026 (capito Valentina?).<\/p>\n<p>Ma vorrei a qsto proposito riportare le parole del nostro vicino di blog Simone:<br \/><font color=\"#993366\"><br \/>Domandatevelo una volta per sempre: \u00e8 pi\u00f9 difficile imparare una nuova lingua e vedere i propri genitori una volta all&#8217;anno o combattere per un posto in un call center e vivere da frustrati per tutta la vita?<br \/><\/font><br \/>Insomma io credo che la lingua non sia un vero ostacolo se veramente volete iniziare a lavorare a Londra, ancora pi\u00f9 importante \u00e8 la determinazione.<br \/>Se poi davvero non sapete proprio niente niente niente d\u2019inglese, al punto che non capite se vi chiedono \u201cwhat\u2019s<br \/>\n your name?\u201d, beh, allora forse vi conviene optare per la Spagna\u2026.<br \/>Scherzi a parte, conviene sempre andare la dove si possono sfruttare al meglio le proprie potenzialit\u00e0 e in Europa di contesti lavorativi interessanti ce ne sono tanti, quindi, soprattutto se non siete propriamente dei neolaureati, scegliete con coscienza un luogo dove vi potete mettere in gioco con pi\u00f9 facilit\u00e0 e magari con un livello di rischio un po\u2019 pi\u00f9 basso.<br \/>Fermo restando che secondo me pi\u00f9 vuoto di quello che c\u2019\u00e8 attualmente in Italia non si pu\u00f2 trovare, quindi coraggio a tutti quelli che hanno voglia di saltare!<\/p>\n<p>Baci a tutti<\/p>\n<p>Rosy<\/p>\n<p>PS Nel frattempo, per chi volesse farsi un\u2019idea di chi sono gli italiani a Londra e magari cercare qualche lavoro per cominciare a mantenersi mentre si impara la lingua consiglio i siti:<br \/><font color=\"#993366\"><br \/>www.italianialondra.com<br \/>www.italiansoflondon.com<\/font><\/p>\n<p><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trovare lavoro a Londra\u2026parte primaConsiderazioni generali: inglese si o no?(post di Rosy, notare colore blu!) 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