{"id":18,"date":"2006-01-02T00:00:00","date_gmt":"2006-01-02T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.professionearchitetto.it\/pescipensieri\/2006\/01\/02\/Appunti-di-un-soggiorno\/"},"modified":"2006-01-02T00:00:00","modified_gmt":"2006-01-02T00:00:00","slug":"appunti-di-un-soggiorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.professionearchitetto.it\/pescipensieri\/2006\/01\/02\/appunti-di-un-soggiorno\/","title":{"rendered":"Appunti di un soggiorno"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"> <strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Appunti di un soggiorno a Salvador<\/span><\/strong><font size=\"3\"> <\/font> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"> <font size=\"3\"><\/font> <\/p>\n<p> <font size=\"3\"><font><span><\/span><\/font><\/font> <strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><\/span><\/strong><span><\/span><strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">La lingua <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Dopo un mese, nonostante fossi dotato di uno spagnolo fluente, il portoghese lo masticavo ancora con difficolt\u00e0. Contemporaneamente mi accorgevo quanto fosse diversa la gente che incontravo ogni giorno e poi ogni sera: ora vicina ora lontana dai miei costumi. Ora americana, ora un po\u2019 europea. Contadina oppure urbana. <\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Educata o cafona. <\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Ragazze che ci stavano subito e altre che se la tiravano all\u2019infinito. Ricchi e poveri, belli e brutti, neri bianchi, marroni, manovali coi calli dappertutto e figli di pap\u00e0 in locali esclusivi, costellavano questo mondo. L&#8217;unica cosa che li accomunava era la lingua, che appunto non capivo.<\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"> <\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Ignorando la lingua ignoravo una delle poche cose che teneva insieme questi individui cos\u00ec diversi. Probabilmente era meglio cos\u00ec. Le differenze venivano meglio a galla, e io non facevo che meravigliarmi in continuazione.<\/span><font size=\"3\"><font> <span><\/span><\/font><\/font><font size=\"3\"> <\/font> <\/p>\n<p> <font size=\"3\"><font><span><\/span><\/font><\/font><strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Le cose rotte <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Il Brasile pieno \u00e8 di cose rotte e sembra che col tempo abbia affinato una convivenza perfetta con i difetti e con le cose che funzionano a met\u00e0. <\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Si chiama jetinho brasileiro. <\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Hai presente quando dopo due anni non ti funziona pi\u00f9 il cellulare e ti accorgi che bisogna dargli un piccolo colpetto per continuare a farlo funzionare? Col tempo l&#8217;abitudine di quel colpetto si integra perfettamente con l&#8217;uso del tuo cellulare, diventa un gesto compulsivo del quale nemmeno ti accorgi pi\u00f9, come il gesto di accensione o di spegnimento, o di ricarica della batteria. Colpetto dopo colpetto riesci ancora ad utilizzare quel cellulare ancora per molto tempo. <\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"><\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Ecco che hai imparato a convivere con un difetto, come se ci avessi adeguato il tuo comportamento, se ti ci fossi modellato attorno. Il Brasile \u00e8 un paese di eterni colpetti per far funzionare le cose&#8230;<\/span><font size=\"3\"> <\/font><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Gli italiani e i Brasiliani si somigliano, artisti delle cure pi\u00f9 geniali, pi\u00f9 che delle prevenzioni.<\/span><font size=\"3\"> <\/font> <\/p>\n<p> <font size=\"3\"><font><span><\/span><\/font><\/font><strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Gli Italiani a Salvador <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Gli italiani che incontri a Salvador, sono un estratto di Italia, una specie a parte, una categoria da studiare. C&#8217;\u00e8 chi ha cambiato vita, chi ha cambiato moglie, chi ne ha solamente affiancata un&#8217;altra a quella in Italia, chi ha trovato l&#8217;amore in una bellezza locale vent&#8217;anni pi\u00f9 giovane. Chi \u00e8 arrivato convinto di trovare antiche esotiche culture, chi semplicemente in fuga, o semplicemente in vacanza. Per molti i tropici rappresentano una vera e propria fuga esistenziale (Vado in Messico cantava Vasco Rossi Voglio andare a vedere), l&#8217;arrivo di un viaggio in una ipotetica altra realt\u00e0. Costoro dopo un po\u2019 si deludono. Il mondo infatti un po&#8217; ovunque tutto uguale. Insomma ingenui compratori di souvenir, o viaggiatori della mente con sandali o braccialetti hippie, li riconosci sempre come riconoscibilissimi turisti, bench\u00e9 questa definizione possa andare ad alcuni di loro, un poco stretta. Che palle una settimana che va avanti questo forr\u00f2, mi dice una ragazza di loro, stufa di un genere musicale qui in voga. Prima o poi si incontrano pure quelli che ti spiegano filo per segno, con professionalit\u00e0 acquisita dall&#8217; esperienza, il locale particolare su quell\u2019isola particolare, il percorso tipico con cucina tipica. Sono i consulenti tecnici dell\u2019edonismo, si improvvisano guide turistiche come se ci si trovasse a disneyland, nonostante questa citt\u00e0 abbia parecchi cazzi per la testa in pi\u00f9 di disneyland.Il loro edonismo tecnico stride con la realt\u00e0. O forse no. Forse l\u2019edonismo \u00e8 uno dei tanti tasselli di questo quadro variopinto.<\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"> <\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><\/span><strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Un capo <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Guardavo le facciate fatiscenti, ma bellissime, scorrere oltre il finestrino del nostro camioncino. Colorate di toni accesi, giallo azzurro verde acqua. Avanzavamo molleggiando su strade mal asfaltate, tra costruzioni consunte, sporche di vita, trasudanti e disinvolte: erano lo specchio perfetto dei loro abitanti. Le favelas che qui si chiamano invas\u00f5es si erano moltiplicate con una velocit\u00e0 sbalorditiva e in pochissimo tempo. Brulicavano e proliferavano, come veri e propri esseri viventi animati da uno scandire del tempo rapido e tropicale.Lo stesso ritmo con cui le ruas di questa citt\u00e0 sud-americana, brulicavano di bambini scalzi o al massimo in ciabatte di plastica e pantaloncini. Ai tropici non c\u2019\u00e9 vita, ma brulichio. Poi incontrammo uno della comunit\u00e0. Aveva un fare ovviamente carismatico, da guappo napoletano: sfrontato e fanfarone. Si metteva al centro dell\u2019attenzione gestendola con maestria, conoscendo a memoria le regole del suo gruppo. Della sua comunit\u00e0 egli era l\u2019espressione pi\u00f9 luminosa e il suo finto Rolex, pesante, non era una nota stonata in quel panorama di miseria, ma era un simbolo, la sua divisa, il complemento di un ruolo ben preciso: il capo. Si muoveva con gesti larghi, e lo spazio teatrale a disposizione delle sue braccia era ampio e gonfio d\u2019aria. Era puro populismo allo stato grezzo e puro, rivelatore, senza tv mediaset senza adunate di massa. <\/span><span><\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Era un populista in ciabatte e rolex finto, sporco di polvere, ma disposto a trattare.<\/span><font size=\"3\"><font> <span><\/span><\/font><\/font><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"> <\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"> <\/span><strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><\/span><\/strong><span><\/span><strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><\/span><\/strong><span><\/span><strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">L&#8217; immagine e la realt\u00e0 <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><span> <\/span>\u00c8\u2019 curiosa la relazione tra la realt\u00e0 di un paese e l\u2019immagine che esso d\u00e0. Per esempio l\u2019immagine del Brasile all\u2019estero, affascinante e romantica per lo pi\u00f9 cercata dal visitatore esterno. Il turista vuole un\u2019immagine del Brasile. Paga per questo. Il posto si conforma a questa volont\u00e0. In un certo senso questo posto non rifugge d<br \/>\nall\u2019etichetta che gli si d\u00e0, ma si sforza di confermarla. Sembra si riveda in continuazione negli occhi di chi lo guarda, alla ricerca di cosa sia. Probabilmente un gringo, uno straniero, ha un\u2019immagine pi\u00f9 definita, anche se semplificata e banale, di ci\u00f2 che il Brasile possa essere, pi\u00f9 di quanto la abbiano gli stessi brasiliani. Va a finire che questi ultimi, un po\u2019 frastornati, si identifichino in questa immagine, non avendone un\u2019altra altrettanto facile da consumare. E cos\u00ec, vedi eserciti di riscoperti capoeristi, novizi del candombl\u00e9 un po\u2019 improbabili, hawaianas (marchio brasiliano, ma paradossalmente marchio distintivo di ogni gringo) a tutto spiano calzate un po\u2019 impacciatamene dai locali che le comprano proprio grazie ai turisti che le hanno comprate e mostrate prima. Il rischio dell\u2019identit\u00e0 di Salvador, ma suppongo anche di altre citt\u00e0 di marcata vocazione turistica di questa nazione-litorale, quello di conformarsi a teatrino per la volont\u00e0 di turisti voraci in cerca di emozioni e esperienze esotiche.<\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"> <\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><strong> <\/strong><\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"><\/span><strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Certi anziani <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Certi anziani che salgono sull\u2019autobus qui a Salvador, mi ricordano i vecchi di paese di quando ero bambino in alcune fotografie degli anni 70. Pantaloni stretti in vita e sotto larghi a zampa, e con occhiali a goccia tipo Ray Ban, adesso inconsapevolmente ritornati di moda. Quei vecchi, che li hanno portati da sempre, sembra che lo sapessero&#8230;<strong> <\/strong><\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"> <\/span> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"> <strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Qualit\u00e0 <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">La qualit\u00e0 la misura dell\u2019estetica della vita. L\u2019estetica la misura della qualit\u00e0 della vita. Essa infatti ha bisogno del godimento estetico per trarre respiro, tendendo all\u2019infinito. Non \u00e8 vero che la qualit\u00e0 la cerca solo il professionista intenzionato a massimizzare il plus-valore che ne ricava. Essa l\u2019obiettivo di ogni uomo consapevole dei suoi sensi. <\/span> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"> <span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"color: black\"><\/span><span style=\"color: black\"><\/span><strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">La citt<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\">\u00e0<\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"><\/span><font size=\"3\"> <\/font><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">La citt\u00e0 appaga la necessit\u00e0 di stare insieme, ma a patto del compromesso. Richiede organizzazione, quindi una realizzazione della razionalit\u00e0 umana, o un prolungamento pi\u00f9 complesso dell\u2019istinto. E\u2019 o no l\u2019uomo animale sociale? Mi piace l\u2019aggettivo urbano, l\u2019eleganza che esso evoca. La cura dello spazio pubblico segno di civilt\u00e0. <\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"><\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Civilt\u00e0 organizzazione delle coscienze, stabilire, mettersi d\u2019accordo, facciamo cos\u00ec, coscienza e valorizzazione della sfera collettiva, consapevolezza dell\u2019uomo di poter trarre il maggior vantaggio nel tempo, da una soluzione comune.<\/span><font size=\"3\"><font> <span><\/span><\/font><\/font><strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"> <\/span><\/strong> <\/p>\n<p> <strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">L&#8217; anima <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">L\u2019anima di certe persone \u00e8 fatta di muffa e uova di ragno. E tinta nera e sporca di carbone. Striscica e strascica, borbottando gorgogliando. Ho particolare interesse per le anime nere, per il nero di quelle anime: provo pena, ma anche curiosit\u00e0. Di queste anime vorrei stare a vedere fin dove arriva il loro abisso e la loro pattumiera, spingermi fino al focolaio della loro nevrosi come nel peggiore e rischioso campo di guerra o nella pi\u00f9 terrificante casa dell\u2019orrore. Solo per poi poterlo raccontare ad un bar, di fronte a degli amici.<\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"> <\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"><\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"> <\/span><strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Il silenzio <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Il silenzio ha significati molteplici. Ha un ruolo ben preciso, evocativo, direzionale e le cose non dette sono importanti quanto quelle dette. Anche un discorso, o un testo, sono una costruzione architettonica, un meccanismo integrato di vuoti e pieni. I pieni segnano la chiarezza, manifestano, affermano. I vuoti permettono all\u2019immaginazione di vagare, sono varchi potenziali in cui entrare.<\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"> <\/span> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"> <strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Ritratto di un uomo che ho incontrato <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Viaggiava ad un\u2019altra velocit\u00e0. Gli eventi su di lui avevano un effetto lento, apparentemente. Ascoltava in silenzio e al termine del discorso taceva ancora. Ma quella reazione, nel suo silenzio e nella sua apparente calma, era immensamente potente<\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><\/span> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"> <strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Cultura e moneta <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">La cultura come la moneta. Se non si scambia non serve a niente. Imbalsamare una cultura, significa cancellarla: essa ha una caratteristica dinamica e vitale. Cambia sempre. Siamo tutti immersi in uno spettacolo di danza, in cui la coreografia non \u00e8 fissa n\u00e8 identificabile con una sola immagine in un solo momento. Niente protegge la propria cultura dal proprio naturale mutare <\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><\/span> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"> <strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Populismo <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Il populismo lontano dal popolo, poich\u00e9 ne stimola, appagandola, solo la parte periferica, sensibile ed emotiva. Tratta il popolo come un furbo tratta uno meno furbo di lui. Riesce persino a convincerlo di alcuni bisogni che non ha. E riuscito per esempio a convincerlo della giustezza di una guerra. O della necessit\u00e0, qui in Brasile, di dover tenere una pistola in casa per essere sicuri. Gli ha fatto credere che fosse un bisogno. Il populismo \u00e8 solo furbo. Per pizzicarlo bisogna imparare a capire i furbi. La riflessione, l\u2019educazione, la cultura sono le principali nemiche del populismo. <\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><\/span> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"> <strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Appuntamento <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">La felicit\u00e0 data anche dalla consapevolezza di avere un appuntamento importante nel breve periodo. <\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><\/span> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"> <strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Ritratto di una donna che ho incontrato<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"> era una donna con la testa oltre le nuvole. Credeva di essere Jassica Rabbit, si dilungava a proposito del suo erotismo, da quello sviluppava interessanti concetti filosofici. Che noia..Forse era proprio quella tendenza a voler razionalizzare tutto che tradiva la sua ingenuit\u00e0.<\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><\/span> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"> <strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Integrarsi <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Integrarsi in un luogo \u00e8 in un certo senso perdere le proprie certezze per acquisirne altre, o valorizzarne alcune selezionando le pi\u00f9 valide. <\/span> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"> <span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><\/span> <strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Ritratto di una donna che ho incontrato <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">questa ragazza che chiamer\u00f2 ragazza di bahia<span> <\/span>era bella alta e pettoruta. E ovviamente povera. Chiss\u00e0 quanti turisti avevano gi\u00e0 rivelato a R.B. la sua bellezza. Come se lei non lo sapesse. Tutto inutile. RB gi sapeva di essere bella e quella bellezza era la sua sopravvivenza, il suo lasciapassare. Si poteva permettere di ridere dei complimenti che le facevano: ormai ne era immune. I suoi aspiranti dovevano inventarsi altro, lei aveva avuto gi\u00e0 tutti i tipi di gioielli, tutti i tipi di complimenti, e, caso non comune, in tutte le lingue..<\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"> <\/span> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"> <span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Ma continuava a procurarsene insaziabilmente con una disinvoltura bahiana e istintiva, con la stessa fame del povero. Cosa volesse, e cosa pensasse veramente nessuno di loro, in cappello e Hawaianas, lo sapeva..<\/span><font size=\"3\"> <\/font> <\/p>\n<p> <font size=\"3\"><font><span><\/span><\/font><\/font> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"> <strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">La conversazione <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Una cosa avevamo in comune ed era la nostra sud-it\u00e0, o latinit\u00e0, o non saprei come chiamarla, non saprei nemmeno se esiste davvero questo concetto. So solo che era una cosa che ben caratterizzava chi era dei posti caldi. Era quel modo di parlare movendo le mani, di ridere a bocca aperta battendole, di comunicare a raggio breve nel tempo e nello spazio, di dare importanza a sensazioni momentanee, quasi superficiali, ma importanti perch\u00e9 condivise. Quel gusto intimo e amichevole per la conversazione che durava ore e che non portava da nessuna parte. <\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><\/span> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"> <strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Schiavit\u00f9 <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Fino al 1851, 4.507.940 africani (fonte: museo afro-brasileiro da Bahia) furono trasportati in Brasile per il lavoro da schiavi. La maggior parte di loro proveniva dal golfo del Benin: Nigeria, Benin, Togo, Ghana, Camerun, Congo e Angola ,il principale scalo della tratta dopo il XVII secolo. La schiavit\u00f9 \u00e8 durata a Salvador fino alla fine del secolo scorso. Pochissimo tempo \u00e8 trascorso da allora. E in parte gli effetti di questa pagina nera della storia dell\u2019uomo si vedono ancora adesso. La schiavit\u00f9 in questo paese \u00e8 durata quattrocento anni. Probabilmente la legittimazione sociale, non solo legale, di questo fenomeno fu alla base della sua persistenza. Si conveniva socialmente che la schiavit\u00f9 fosse giusta. Gli schiavi (per la maggior parte africani e afrodiscendenti), nonostante le battaglie e le rivolte, per lungo tempo accettarono fatalisticamente il loro destino, all\u2019interno di una giustificazione sociale. Loro non sapevano, non conoscevano i loro diritti di uomini. Prima di tutto erano schiavi di ci\u00f2 che ignoravano. La schiavit\u00f9 \u00e8 una condizione ben pi\u00f9 vicina al nostro quotidiano di quanto immaginiamo. Quante sono le cose che ignoriamo? Di quante cose, quindi, siamo noi inconsapevoli schiavi? <\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><\/span> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"> <strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Distanze e tempo <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Un chilometro o mille quasi non fanno differenza. E Google Earth ci fa vedere che il mondo davvero piccolo e finito: si pu\u00f2 far rimbalzare come una palla, quasi umiliando le dimensioni! Le distanze e le dimensioni valgono solo nella misura in cui si disposti a contemplarle con lentezza. Cos il tempo.<\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"> <\/span> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"> <span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"><\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"><\/span> <strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Carib\u00e8<\/span><\/strong><span><\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">L\u2019ornamento la riappropriazione di un gesto contro le leggi di mercato, perch\u00e9 ha bisogno di tempo, quindi di denaro, non banalizzabile, n\u00e8 massificabile. In quanto artigianale non \u00e8 riproducibile in serie. Facilmente esso pu\u00f2 non piacere a tutti. Ha un valore semantico proprio e unico nell&#8217;universo.<\/span><font size=\"3\"><font> <span><\/span><\/font><\/font><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">L\u2019artista Carib\u00e8 rappresenta gli Orix\u00e0s del Candombl\u00e9 (la religione afrodiscendente delle favelas di questa parte del Brasile), interpretando l\u2019ornamento dei loro vestiti in maniera sintetica, fluida ma vigorosa. Con rapidit\u00e0 esibisce i motivi floreali di Ossaniyn, le collane pesanti di Xango, il copricapo di Oxaguiam, i grandi listoni decorati che, sovrapponendosi in modo degradante, ricreano la figura Bab Abagda.<\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"> <\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Carib\u00e8 effettua una vera e propria rappresentazione sintetica, ma potente, di ogni Orixa, conferendo un impulso vivissimo e moderno alla tradizione iperfigurativa del Candombl\u00e9 .<\/span><font size=\"3\"> <\/font> <\/p>\n<p> <font size=\"3\"><font><span><\/span><\/font><\/font><span><\/span> <strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><\/span><\/strong><span><\/span><strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><\/span><\/strong><span><\/span><strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><\/span><\/strong><span><\/span><strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Narcisismo<\/span><\/strong><font size=\"3\"><font> <span><\/span><\/font><\/font><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Disse uno che incontrai: il narcisismo un oceano in un piccolo angolino del pianeta del mio essere. Me ne tengo lontano: se mi capita di entrarci mi ci perdo. Me la scrivo, gli dissi.<\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"><\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"> <\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"><\/span><strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">L&#8217; amore<\/span><\/strong><font size=\"3\"><font> <span><\/span><\/font><\/font><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">E&#8217; un piano di bisogno da cui non possibile affrancarci. No, meglio, \u00e8 una tensione verso ci\u00f2 che si vorrebbe essere o si sarebbe voluti essere, o magari no, la necessit\u00e0 di condividere con un altro l\u2019idea della prop<br \/>\nria identit\u00e0. Il potere dell\u2019amore probabilmente in questa necessit\u00e0. <\/span><span><\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Il naufrago Tom Hanks di Cast Away ricorre ad uno stratagemma disperato pur di risolvere questo bisogno. Il suo compagno \u00e8 un essere che non \u00e8 pi\u00f9 un pallone di plastica con una faccia disegnata sopra, ma \u00e8 il suo solo interlocutore esistenziale. Col termine amore semplifichiamo un concetto complesso, che in realt\u00e0 \u00e8 l\u2019incrocio nevralgico e sfilacciato di pi\u00f9 concetti che in esso confluiscono.<\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: red;font-family: arial\"> <\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"><span> <\/span><\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"><span><\/span><\/span><strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">La povert\u00e0<\/span><\/strong><font size=\"3\"><font> A<\/font><\/font><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"> Salvador ho visto, per la prima volta in vita mia, la povert\u00e0. Ho visto cosa sono veramente i ricchi e i poveri, due realt\u00e0 identificabili solamente in virt\u00f9 della loro divisione: pi\u00f9 sono separati pi esistono. Ho conosciuto l\u2019atteggiamento degli uni rispetto agli altri. Le paure di entrambi, diverse, ma intense. Gli umori. Perfino la musica che ascoltano gli uni e gli altri. C\u2019\u00e8 qualcosa nei poveri che influenza i ricchi. Ma lentamente, perch\u00e9 questi ultimi hanno paura e non si lasciano sempre andare. Pensate a quanto tempo c\u2019ha messo il Rock per diventare bianco. C\u2019\u00e8 voluto Elvis dopo decenni. L\u2019incomunicabilit\u00e0 \u00e8 grande. Ma qualcosa cova e i poveri riescono sempre a cambiare le cose. Esempio: il venditore di collanine di Pra\u00e7a da S\u00e9 non ha paura, anzi, \u00e8 disinvolto, vivo per necessit\u00e0: sveglio e vitale. L\u2019americana in bikini in vacanza studio, ricca, ha paura quasi di tutto. Non improvvisa, non parla con gli estranei, non cerca di integrarsi, non esce dal suo gruppo.<\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: red;font-family: arial\"> <\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 7.5pt;color: red;font-family: arial\"><\/span> <strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Musica <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">La seconda lingua del Brasile \u00e8 la musica! Cos\u00ec recita uno slogan pubblicitario. E\u2019 vero: i generi sono molteplici e si contaminano. Certi artisti geniali, arrivano a malapena alle nostre latitudini.<\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"> <\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Lo stesso portoghese viene portato a livelli lirici che purtroppo non permettono adattamenti in italiano. E il caso per esempio di Chico Boarque, o di Caetano Veloso, soltanto per fare due esempi in un panorama illimitato. Artisti che nella loro carriera si sono re-inventati in continuazione, producendo opere di qualit\u00e0 infinitamente migliore di molta musica commerciale internazionale. Una grande parte del patrimonio culturale di questo paese \u00e8 proprio quello che stato prodotto dalle energie creative musicali. Tanto che ormai, la cosiddetta MPB, Musica Popolare Brasiliana, che mette insieme i ritmi una volta poveri di Samba, Bossa Nova, Forr\u00f2, Ax\u00e9, non ha proprio niente di popolare: piuttosto ormai musica colta.<\/span><font size=\"3\"><font> <span><\/span><\/font><\/font> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"> <span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">I veri ritmi popolari, sono l\u2019arocha, il funky (rivisitazione dell\u2019omonimo inglese), lo stile della banda calypso. Tormentoni nauseanti di questa musica vengono fuori dai mega-altoparlanti delle invasoes (favelas) della citt\u00e0, dei mercatini all\u2019aperto, delle spiagge. Ma come successe per la Samba, anche questi generi stanno partendo dal basso, dal popolo, dai poveri. Qualcuno se ne accorger\u00e0, sviluppandoli, raffinandoli. Prima o poi, aggiungeranno un capitolo nuovo alla cerchia colta della MPB.<\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: red;font-family: arial\"> <\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"> <\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"> <\/span><strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Ritratto di un boemio che ho incontrato<\/span><\/strong><font size=\"3\"><font> <span><\/span><\/font><\/font><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">non sembrava certo ricco, ma la sua immagine esprimeva la pi\u00f9 alta e la pi\u00f9 acuta delle dignit\u00e0. Era un boemio reale, trasmetteva l\u2019impressione di vivere con interezza la sua vita, una vita modello, invidiabile. Lui aveva toccato la polvere eppure aveva abbracciato l\u2019oro. Aveva conosciuto infinite gradazioni emotive e ne riusciva adesso a distinguere le sfumature e descriverle. Riusciva a raccontarle. Parlava coi poveri, ma avrebbe potuto insegnare le buone maniere persino al re di Inghilterra. Sembrava che la sua esperienza tra gli uomini lo avesse modellato, scalfendoli ogni piccolo difetto, portandolo ad essere ci\u00f2 che era.<\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: #99cc00;font-family: arial\"> <\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"> <\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"><\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"> <\/span><strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Ritratto di una donna che ho incontrato<\/span><\/strong><font size=\"3\"><font> <span><\/span><\/font><\/font> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"> <span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Lei era esperta. Aveva una certa et\u00e0 quindi era esperta e sveglia. La sua maestria nel valutare un uomo non consentiva a quest\u2019ultimo nessun altra strategia che non fosse essere se stesso. Un uomo di fronte a lei era quello che era. Lei lo lasciava semplicemente fare..<strong> <\/strong><\/span> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\">\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\">\n<p> <span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><\/span> <strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Candombl\u00e9<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"><\/span><em><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">They are coming to teach us good manners, but not wont succeed, because we are gods<\/span><\/em><font size=\"3\"><font><span> <\/span><span><\/span><\/font><\/font><em><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">&#8216;Vengono per insegnarci le buone creanze ma non lo potranno fare perch\u00e9 noi siamo dei&#8217;.<\/span><\/em><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"> <\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Principe di Salina,<\/span><font size=\"3\"><font> <span><\/span><\/font><\/font><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Il Gattopardo<\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"> <\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Come tutte le grandi culture ossessionate dalla loro decadenza, anche il Candombl\u00e9 \u00e8 segnato da un forte senso di superiorit\u00e0. Mi ricorda certi atteggiamenti di orgoglio dello splendido popolo siciliano, denso di cultura e tradizioni secolari, ma sempre \u201cannesso\u201d, mai parte veramente rappresentativa nessun patinato stereotipo occidentale.<\/span><font size=\"3\"><font> <span><\/span><\/font><\/font><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Un popolo che sente minacciata la propria identit\u00e0, ricorre all\u2019orgoglio. Come un fidanzato che sta per essere lasciato. Vi ricorre per paura, poich\u00e9 \u00e8 consapevole del pericolo della sua scomparsa. <\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"><\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">MI DEVI CHIAMARE VESCOVO DEL CANDOMBLE!!!, pretendeva uno dei pi\u00f9 facinorosi che incontrai. Era un capo-popolo, elemento di<br \/>\n colore del gruppo. Aveva un ciuffo di capelli, eretto in modo tale che fosse il pi\u00f9 in alto possibile. La sua altezzosit\u00e0 era teatrale e in vari momenti si mostrava ridicola. Quel gruppo era il suo pubblico, quel posto il suo palcoscenico.<\/span><font size=\"3\"><font> <span><\/span><\/font><\/font><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"> <\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"><\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"> <\/span><strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Estero.<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"> <\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Il Brasile vede l\u2019estero, come un pezzo unico, una cosa sola. Non importa se Europa, USA, Asia: estero, straniero, gringo. Dire viene dall\u2019estero sinonimo di garanzia. Lo trovi scritto anche sui prodotti come le scritte \u201csenza zucchero\u201d, o \u201ccertificato dai dentisti\u201d. Trovi &#8220;Prodotto importato dall&#8217;estero&#8221;..<\/span><font size=\"3\"><font> <span><\/span><\/font><\/font> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"> <span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Inoltre il caff\u00e8 migliore va all\u2019estero. Le banane migliori, pure. I calciatori anche. Le grandi multinazionali qui presenti sono estere. Insomma, insieme al paradiso, l\u2019inferno, la televisione, Dio, la bandiera e la Petrolbras, l\u2019estero \u00e8 un altro dei luoghi comuni dell\u2019immaginario di questo popolo, un icona della cultura POP brasiliana. <\/span> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"> <span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><\/span> <strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Povert\u00e0 e denaro <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"><\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">La povert\u00e0 non ha solo a che vedere col denaro. <\/span><span><\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">L\u2019educazione molto pi\u00f9 importante. Attraverso le buone maniere e la riflessione sulle cose che l\u2019istruzione induce, un individuo riesce ad avere maggiore coscienza di s\u00e9 e farsi rispettare di pi\u00f9. Le barriere di integrazione tra le due classi sono soprattutto inerenti all\u2019educazione.<\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"> <\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"> <\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><\/span> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"> <strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Ritratto di un uomo che ho incontrato <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Lui era basso di istinti, andante curvo, parente degli animali pi\u00f9 selvaggi fuggiti dalla foresta amazzonica, senza grazia nei movimenti. Stadio evolutivo molto arretrato, imbarazzato nella societ\u00e0 di cui ignorava le regole e imbarazzante per la societ\u00e0 stessa. Lui faceva il protettore di prostitute, e le trattava queste ultime con fare da homo arcaicus. Calvo, corpulento e represso. Non era mai stato un bel essere, forse, nemmeno da piccolo. Ci doveva essere un motivo per cui la sua anima era cos fuligginosa.<strong> <\/strong><\/span> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\">\n<p> <span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><\/span> <strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Parole<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"> <\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Le parole per definire gli oggetti sono solo convenzioni applicate a elementi che consideriamo statici. In realt\u00e0 ogni elemento \u00e8 legato all\u2019altro e ne \u00e8 integrato. Ogni elemento \u00e8 integrato al suo contesto. Lo \u00e8 nello spazio e nel tempo. Sono questi legami spazio-temporali ad aver bisogno di parole, questi non luoghi del lessico e dell&#8217;immaginario.<\/span><font size=\"3\"><font> <span><\/span><\/font><\/font><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Spesso infatti non le hanno nemmeno, non esistono, essendo significati, gradazioni, quasi impercettibili. <\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><\/span> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"> <span style=\"color: black;font-family: arial\"><\/span><font size=\"3\"><\/font> <\/p>\n<p> <strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Ritratto di un uomo che ho incontrato <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Aveva sempre poche parole, era silenzioso, ma efficace nei gesti. Si potrebbe dire un minimalista del comportamento. Prese la cacha\u00e7a, fece un cocktail, era buono. Era stato bravo. Poi sedette in un angolo, ma non so come, riusciva a essere perfettamente presente. La cacha\u00e7a era stata buona. Pur non avendo nessuna caratteristica particolare, quell\u2019uomo mi incuriosiva. Non ballava, non rideva a voce alta. Parlava garbatamente. Alla fine \u00e8 andato via, ha stretto a tutti la mano, ed \u00e8 uscito. Il meno il pi\u00f9. Senza fronzoli. <\/span> <\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"><\/span><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\"> <\/span><strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Parole di un uomo che ho incontrato<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"> <\/span> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"> <span style=\"font-size: 7.5pt;color: black;font-family: arial\">Ero molto punk, da adolescente, poi sono cambiato. Ma non troppo: voglio solo dimostrare che si pu\u00f2 essere punk, anche con le buone maniere. Pensai \u00e8 vero. Antonio De Curtis, ad esempio era un perfetto punk dalle buone maniere. Un signore anarchico, insomma.<\/span><font size=\"3\"> <\/font> <\/p>\n<p> <span><font size=\"3\"> <\/font><\/span><strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: red;font-family: arial\">Questi sono alcuni appunti presi durante il mio soggiorno di sette mesi a Salvador, stato di Bahia, Brasile. Sono sotto forma di pensieri aperti che si aprono e si chiudono in sospeso, non insegnano a vivere, ad aumentare la produttivit\u00e0 di un\u2019azienda, o a capire il mondo. Sono solo pensieri costruiti con forma definita e aerodinamica, come pesciolini guizzanti che passano per un momento.<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 7.5pt;font-family: verdana\"> <\/span> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"> <strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: red;font-family: arial\">Insomma, nello spirito del blog.<\/span><\/strong><font size=\"3\"> <\/font> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"> <strong><span style=\"font-size: 7.5pt;color: red;font-family: arial\">Avrei voluto aggiornare quest\u2019ultimo di continuo, ma non ne ho avuto il tempo, visto che, tengo a precisare, di mestiere non faccio lo scrittore. Approfitto delle vacanze di Natale, quindi, per tirarli fuori dal mio blocchetto. Li libero lasciandoli nuotare nell\u2019universo virtuale, spedendoli nell\u2019Oceano Pacifico dei concetti e delle relazioni tra idee. Se li avete cercati o se li avete visti accidentalemente passare e siete rimasti a guardarli, perfino se avete deciso di seguirli per un po\u2019(ma lo avete gi fatto arrivando fin qui), ve ne sar\u00f2 grato. Auguri a tutti quelli che mi leggono e mi esortano ad aggiornare questo blog. <\/span><\/strong> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Appunti di un soggiorno a Salvador La lingua Dopo un mese, nonostante fossi dotato di uno <a href=\"https:\/\/blog.professionearchitetto.it\/pescipensieri\/2006\/01\/02\/appunti-di-un-soggiorno\/\">[continua]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-18","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.7 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Appunti di un soggiorno - PesciPensieri<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/blog.professionearchitetto.it\/pescipensieri\/2006\/01\/02\/appunti-di-un-soggiorno\/\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"pescipensieri\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"19 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/blog.professionearchitetto.it\/pescipensieri\/2006\/01\/02\/appunti-di-un-soggiorno\/\",\"url\":\"https:\/\/blog.professionearchitetto.it\/pescipensieri\/2006\/01\/02\/appunti-di-un-soggiorno\/\",\"name\":\"Appunti di un soggiorno - 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