{"id":103,"date":"2008-04-01T00:00:00","date_gmt":"2008-04-01T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.professionearchitetto.it\/recibosverdes\/2008\/04\/01\/Non-\u00e8-uno-scherzo\/"},"modified":"2008-04-01T00:00:00","modified_gmt":"2008-04-01T00:00:00","slug":"non-e-uno-scherzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.professionearchitetto.it\/recibosverdes\/2008\/04\/01\/non-e-uno-scherzo\/","title":{"rendered":"Non \u00e8 uno scherzo"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: x-small\"><span><\/span><\/span><\/p>\n<p>01 Aprile 2008<\/p>\n<p><em>Os melhores do Mundo. Inteiro<\/em> (e non sono scherzi)<\/p>\n<\/p>\n<p>Ho sviluppato questa teoria, comprovata anche da un altro italiano che vive qui e da un mio amico spagnolo che ha vissuto qui per circa 7 anni. Ah! Teoria verificata anche da un\u2019altra italiana, mia amica, anche lei residente a Porto. Scusate, ma \u00e8 importante dirvi che ho trovato sulla terra altre tre persone che la pensano come me. E come la penso? O meglio: a che cosa sto pensando? Penso ad un grandissimo senso di inferiorit\u00e0, grandissimo, profondissimo, che poi alla fine produce una sorta di reazione psicotica\u2026cio\u00e8, voglio dire che, per combattere questo complesso di inferiorit\u00e0, i portoghesi tendono ad esaltare alcuni loro aspetti peculiari che sembrano rivalutare la grandezza della \u201cportoghesit\u00e0\u201d. Con molti controsensi, ovviamente.<\/p>\n<p>Adesso mi spiego meglio. E mi spiegher\u00f2 per campi tematici.<\/p>\n<\/p>\n<p><strong>Per chi si intende di calcio\u2026 <\/strong><\/p>\n<p><em>Ricardo Carvalho<\/em>, l\u2019ottimo difensore del Chelsea, \u00e8, secondo questo principio, il miglior difensore centrale del mondo. <em>Do Mundo<\/em>. Adesso,\u2026si sa benissimo che chi, nel corso della propria vita, voglia apprendere la difficile arte del difensore centrale, deve opportunamente passare in rivista l\u2019ultimo mondiale, dove il Professor Cannavaro Fabio ha dato lezioni di eccellenza. La Bocconi della difesa centrale? Fabio Cannavaro. Pallone d\u2019oro o senza. <em>Carvalho Ricardo<\/em>, l\u2019ottimo difensore del Chelsea, le partite che Cannavaro ha fatto al mondiale non riesce a farle. Proprio non ci riesce, <em>n\u00e3o d\u00e0, n\u00e3o chega<\/em>. E se non ci \u00e8 riuscito adesso, a quasi 30 anni (quasi), ma col cavolo che ci riesce a 33, a 32, a 34 e passa\u2026pu\u00f2 essere il secondo <em>do Mundo<\/em> ma la distanza rimane sempre come la differenza di quota tra la Val Padana e la punta dell\u2019Everest. \u00c8 risaputa, inoltre, la vitaccia che il capitano azzurro fa a Madrid a causa della ben nota scarsezza della difesa del Real, gia ulteriormente peggiorata grazie all\u2019arrivo di <em>Pepe<\/em>, <em>brasileiro<\/em> naturalizzato portoghese. Ma per loro, ovviamente, non si discute: <em>Pepe<\/em> e <em>Carvalho<\/em> i numeri 1 e 1 <em>do Mundo<\/em>! (Avete letto bene: numeri uno e uno). Ma \u00e8 da Manchester che vengono le migliori notizie per i lusitani: l\u2019allenatore del Manchester, Sir Alex Ferguson, ci propone la pi\u00f9 patetica distorsione della realt\u00e0. Un\u2019equazione del tipo: Maradona sta a Napoli come <em>Cristiano Ronaldo<\/em> sta a Manchester non gli stava bene e cos\u00ec il Sir ci propone direttamente <em>Cristiano Ronaldo<\/em> sta a Maradona. Punto. Allora, anche se io non sono un Sir (o forse proprio perch\u00e9 non sono un Sir) posso dire: Gattuso il dopo <em>Rui Costa<\/em>. Dal punto di vista del tocco di palla, ovvio. Il problema \u00e8 che le opinioni si possono rispettare, o almeno si pu\u00f2 tentare di mettercela tutta per rispettarle, anche le pi\u00f9 impossibili, ma questo non vuol dire che non ci siano dei limiti! La distanza tra l\u2019opinione e la provocazione, una volta superati certi naturali limiti di accettabilit\u00e0 (individuali e collettivi, sociali\u2026) pu\u00f2 essere cortissima.<\/p>\n<\/p>\n<p><strong>Per chi ama la storia, e le tre caravelle\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Da questo campo viene, per me, una delle cose pi\u00f9 \u201cingiudicabili\u201d. Non so dare un giudizio. Parto da due postille. Anzitutto \u00e8 risaputo che i portoghesi, anche se un po\u2019 scherzosamente (anzi soprattutto scherzosamente), hanno una piccola rivalit\u00e0 con gli spagnoli. Pi\u00f9 che con loro ce l\u2019hanno con la Spagna, \u201cl\u2019Economia\u201d Spagna, il modo di come questa \u201cMacchina\u201d culturale, economica, politica, ecc. influenzi la propria economia, il possesso delle proprie terre (in concomitanza che i vecchi e pi\u00f9 ricchi pensionati inglesi che vengono nelle bellissime regioni dell\u2019<em>Algarve<\/em> e dell\u2019<em>Alentejo<\/em> dove si comprano delle bellissime tenute agricole), la conformazione dei propri interessi (del tipo: dopo quello portoghese, esiste solo il calcio spagnolo, nella sua totalit\u00e0, e poi il Manchester e il Chelsea, dove giocano dei portoghesi) e via discorrendo. Sono le persone di una certa et\u00e0 che mostrano pi\u00f9 antipatia nei confronti degli spagnoli, visti un po\u2019 come dei prepotenti; i giovani, invece, grazie alla globalizzazione e alla maggiore possibilit\u00e0 che abbiamo \u201cnoi\u201d di viaggiare e di conoscere luoghi e persone dei luoghi (per non parlare delle molte persone che vengono invece da noi dagli altri \u201cluoghi\u201d) imparano o hanno imparato a uscire da questi piccoli schemi preconfezionati. Una cosa sono le persone, altre sono i sistemi economici. Anche se pu\u00f2 sempre capitare (e capita, secondo me) che i secondi influenzino i primi. La seconda postilla \u00e8 di natura storica: prima che fossero scoperte le rovine, si dava per storicamente accertato, o molto storicamente plausibile, che Troia fosse solo una fantasia omerica. Poi invece si sono scoperte le rovine e la storia \u00e8 stata riscritta. Ebbene, in Portogallo invece la storia si pu\u00f2 riscrivere anche senza prove. \u00c8 bastato che gli spagnoli avessero un dubbio sulle origini italiane di Cristoforo Colombo. Anzi, per spiegarmi meglio, \u00e8 bastato che la Macchina storiografica spagnola avesse due certezze (quella della <strong>non<\/strong> italianit\u00e0 di Cristoforo Colombo e quella della sua sicurissima origine spagnola, \u201csicurissima\u201d pur senza prove), per tramutare quello che fino adesso non ancora \u00e8 stato possibile confutare (e cio\u00e8 Cristoforo Colombo, nato a Genova, Italia, fra agosto e ottobre del 1451) in una sciocchezza, una favola, una stupida diatriba che vede protagonisti l\u2019orgoglio nazionale italiano e quello spagnolo. Cio\u00e8 dico che \u00e8 bastato che gli spagnoli dicessero che, secondo loro, Cristoforo Colombo era spagnolo, pur senza riuscire a provarlo, e cio\u00e8 pur senza riuscire a confutare il dato storico (nonostante le abbiano provate tutte), che per i portoghesi Colombo gi\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 italiano. Come dire: un giorno gli spagnoli diranno che riusciranno a provare che i portoghesi meritano di essere dei loro sudditi e a Lisbona qualcuno comincer\u00e0 a farci un pensierino. Credendo poi di essere saggiamente al di sopra delle parti, il principale esponente della pesantissima cinematografia portoghese, il 99enne <em>Manoel de Oliveira<\/em>, ha pensato di fare un film in cui propone al pubblico questa provocazione: e se Colombo era portoghese? Ok, e se <em>Vasco de Gama<\/em> era di Gallipoli? <em>Me fa\u00e7am o favor\u2026<\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><\/p>\n<p><strong>Per chi studia o \u00e8 interessato a scienze politiche e affini\u2026<\/strong><\/p>\n<p><em>Jos\u00e9 Saramago<\/em>, Nobel per la letteratura non ricordo pi\u00f9 quando, grandissimo scrittore (secondo me) e, probabilmente, una delle 5 pi\u00f9 grandi figure letterarie portoghesi (ok, \u00e8 una mia stima), se ne esce un giorno dicendo che secondo lui il Portogallo dovrebbe far parte, e sottolineo il \u201cfar parte\u201d, della Spagna, come se fosse una sua nuova regione, creando cos\u00ec, e \u201cfinalmente\u201d (aggiungo io), l\u2019Iberia\u2026una confederazione di staterelli che vivo<br \/>\nno all\u2019unisono in virt\u00f9 di una origine culturale comune. La cosa, secondo il <em>Saramago<\/em> pensiero, dovrebbe portare dei grandi benefici economici ai lusitani. E fin qui tutti d\u2019accordo. I portoghesi sono stati pienamente d\u2019accordo su questo punto. La cosa assurda \u00e8 invece, e sempre secondo me, proporre il modello spagnolo come simbolo ideale di confederazione di popoli diversi, di supposte origini culturali comuni. La Spagna? Ma chi si sente spagnolo, tra gli spagnoli di Spagna? Forse solo i vecchi amanti di Franco, forse solo i madridisti. Ma avete chiesto a quelli della Galizia, delle Asturie, della Catalogna che cosa preferiscono tra il far parte della Spagna o l\u2019essere degli stati indipendenti, con le proprie leggi e la propria economia? Avete chiesto se sono soddisfatti di far parte della Spagna? E ho nominato solo 4 \u201cregioni\u201d perch\u00e9 altrimenti per fare l\u2019elenco sarebbe stato troppo umiliante nei confronti della teoria del \u201cmodello spagnolo\u201d.<\/p>\n<\/p>\n<p><strong>Finalmente,\u2026per chi ama l\u2019architettura\u2026<\/strong><\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 bella \u00e8 avvenuta durante quel mesetto che ho fatto da <em>Alvarinho<\/em>. Il figlio di <em>Siza<\/em>, ricordate? Una sera passa da noi un architetto che insegna negli USA. Non ricordo dove, ma siccome \u00e8 un portoghese, fate conto che deve essere obbligatoriamente una delle migliori facolt\u00e0 degli USA. Si porta dietro la scolaresca, in gita per qualche giorno in Portogallo. Ad certo punto, dopo un breve saggio sui progetti del <em>Siza<\/em> minore, nasce la discussione. Il professore comincia a parlare della scuola di Porto. Si parla della Scuola di Porto ma qui a Porto hanno l\u2019umilt\u00e0 implicita di considerarla La Scuola Portoghese. Il professore sembra essere un po\u2019 esaltato, comincia a decantare le virt\u00f9 lusitane parlando di come gli architetti portoghesi abbiano successo un po\u2019 ovunque nel globo, <em>no globo<\/em>, grazie all\u2019eccellenza della loro preparazione, alla cura del dettaglio ecc. arrivando a dire che anche senza <em>Siza<\/em> e <em>Souto de Moura<\/em> la cultura architettonica portoghese avrebbe avuto comunque i livelli di successo che stava avendo. Disastro! Non l\u2019avesse mai detto. &lt;&lt; che? cosa? ma cosa dici! senza <em>Siza<\/em> non ci sarebbe mai stato niente! Ma no! Non \u00e8 vero! &gt;&gt; Grande teatro\u2026Non era una litigata ma i toni erano alti, due galli che cercavano di surclassarsi con il tono di voce. Ora, mi chiedo quante pagine riviste come casabella abbiano dedicato a <em>Siza<\/em>. E quante ai suoi discendenti. Ma quante pagine avrebbero avuto questi discendenti senza le pagine siziane? Con la paura di essere smentito, mi auto-rispondo: secondo me pochissime. Molto meno di adesso. Accetto smentite, anche vigorose. In fondo sono qui per questo. Anche per apprendere.<\/p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>osservazioni assurde <a href=\"https:\/\/blog.professionearchitetto.it\/recibosverdes\/2008\/04\/01\/non-e-uno-scherzo\/\">[continua]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-103","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.7 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Non \u00e8 uno scherzo - Recibos Verdes (Ricevute Verdi)<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/blog.professionearchitetto.it\/recibosverdes\/2008\/04\/01\/non-e-uno-scherzo\/\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"ed\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"7 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/blog.professionearchitetto.it\/recibosverdes\/2008\/04\/01\/non-e-uno-scherzo\/\",\"url\":\"https:\/\/blog.professionearchitetto.it\/recibosverdes\/2008\/04\/01\/non-e-uno-scherzo\/\",\"name\":\"Non \u00e8 uno scherzo - 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