{"id":130,"date":"2006-11-23T00:00:00","date_gmt":"2006-11-23T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.professionearchitetto.it\/simonenozzi\/2006\/11\/23\/data-stellare-23112006\/"},"modified":"2006-11-23T00:00:00","modified_gmt":"2006-11-23T00:00:00","slug":"data-stellare-23112006","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.professionearchitetto.it\/simonenozzi\/2006\/11\/23\/data-stellare-23112006\/","title":{"rendered":"data stellare 23.11.2006"},"content":{"rendered":"<p>Stamattina volevo iniziare scrivendo una sorta di mini-serie, per raccontare in chiave ironica-comica-drammatica, le disavventure che spesso si incontrano quando abbiamo la fortuna di avere un cliente e un appartamento da ristrutturare&#8230;<\/p>\n<p>Ma prima vorrei dire due parole (rendendomi cos\u00ec ancora pi\u00f9 logorroico). Non sar\u00e0 carino, non sar\u00e0 elegante, non avr\u00e0 stile. Ma ormai mi hanno stancato. Mi hanno veramente stancato.<\/p>\n<\/p>\n<p>Mi nonna, buonanina che aveva vissuto la guerra, quando vedeva noi bambini fare capricci perch\u00e8 non volevamo mangiare &#8220;questo&#8221; piuttosto che &#8220;quello&#8221;, diceva sempre &#8220;<font color=\"red\">A voi, ci vorrebbe una botta di <\/font><font color=\"red\">miseria!<\/font>&#8220;<\/p>\n<p>E allora&#8230;<\/p>\n<\/p>\n<p>A tutti i professionisti, le societ\u00e0, le aziende scorretti<\/p>\n<p>A tutti voi che &#8220;producete&#8221; lavoro ma avete la coscienza sporca di decine e decine di contratti mai fatti, di giovani spremuti per i vostri scopi, per le bugie raccontate, per i diritti violati&#8230;<\/p>\n<p>A tutti voi che non avete mai conosciuto la fame, il bisogno di pagare l&#8217;affitto, le bollette, la spesa, perch\u00e8 mamma e pap\u00e0 erano ricchi e non voi bravi&#8230;<\/p>\n<p>A tutti voi che i soldi non li avete MAI guadagnati per capacit\u00e0, forza, merito, ma perch\u00e8 ricchi di famiglia, perch\u00e8 sposati o imparentati a qualcuno che li aveva, perch\u00e8 vi siete costruiti la vostra micragnosa fortuna sulla pelle degli altri, non pagandoli, pagandoli male e cacciandoli quando vi chiedevano quanto gli spettava di DIRITTO, e siete consapevoli delle vostre assolute incapacit\u00e0 manageriali, della vostra disgustosa mediocrit\u00e0 che vi pone al di sotto del peggior venditore di fumo<\/p>\n<p>A tutti voi, novelli sfruttatori, che ci raccontate balle circa la vostra voglia di investire nei giovani e che mantenete in vostro disgustoso impero facendo poggiare le sue basi sulla fatica altrui, l\u00ec dove voi non avete mai sprecato una goccia di sudore e poi avete anche il coraggio di definirvi &#8220;democratici&#8221; e di &#8220;sinistra&#8221;, solo perch\u00e8 riciclate la carta o una volta l&#8217;anno arruolate un universitario (pagandolo SEMPRE e CMQ una miseria)<\/p>\n<\/p>\n<p>a tutti voi, io auguro una BOTTA DI MISERIA. Di miseria vera.<\/p>\n<\/p>\n<p>Ok, ora mi sento meglio. Scusate lo sfogo amaro&#8230;<\/p>\n<p>Veniamo a noi&#8230;<\/p>\n<p>Ma perch\u00e8 bastonare solo i <strong>datori di lavoro<\/strong>? Santo cielo, non siamo mica dei bruti!<br \/>Parliamo dei <strong>clienti<\/strong>&#8230;<br \/>Ovviamente, va detto che i &#8220;<font color=\"blue\">buoni<\/font>&#8221; e i &#8220;<font color=\"red\">cattivi<\/font>&#8221; li abbiamo sia da una parte che dall&#8217;altra. Ci sono <strong>datori di lavoro corretti<\/strong>, che combattono con lavoratori un &#8220;tantino&#8221; scorretti, e viceversa. <br \/><strong>Cos\u00ec per i clienti<\/strong>! Ci sono quelli che ti dicono <font color=\"red\">&#8220;Vai! Credo in te&#8221;<\/font> (probabilmente estinti) e quelli che, dipendesse da loro, dovresti lasciargli il timbro a casa, cos\u00ec si fanno le cose come gli pare, perch\u00e8 tu non conti nulla, perch\u00e8 loro hanno un feeling particolare col costruttore\/proprietario dell&#8217;impresa edile etc etc&#8230;<br \/>Io ho un po di esperienza nel campo: ho lavorato da quando mi sono iscritto all&#8217;uni, per lo studio di mio padre (e sul lavoro con i parenti, parleremo adeguatamente in seguito) e per altri (architetti, geometri, ingegneri, imprese edili). Ho gi\u00e0 affrontato il tema &#8220;cantiere&#8221; e me li sono trovati davanti i &#8220;clienti&#8221;: figure mitologiche, mezzi uomini e mezzi piagnistei.<br \/><font color=\"green\">Il cliente, specie a inizio carriera, \u00e8 il pap\u00e0 di un amico o di un&#8217;amica, un parente o un collega di un parente.<br \/><\/font>Alla presentazione \u00e8 tutto uno strette di mano, pacche sulle spalle, inviti a cena (<font color=\"brown\">come se io la mia famiglia la mantenessi con gli inviti a cena&#8230; o Dio, certo: se mi presentassi con tutta la trib\u00f9 a seguito, almeno il pasto lo avremmo svoltato!<\/font>). <font color=\"magenta\">I primi pensieri sono da impresario di Broadway<\/font>: vetri colorati alle porte con le piombature, infissi legno-alluminio, invertire zona giorno e zona notte, ampliare il soggiorno, espropriare una stanza al vicino, costruire un ponte di barche per oltrepassare il reno ma solo per spaventare i Germani, consolidare le nuove conquiste in Gallia, mettere in senato dei nostri uomini. Stordito da tanta passione per l&#8217;edilizia, tu, novello Apollodoro di Damasco, fai presente che senza planimetria non si va da nessuna parte. Risatina compiaciuta del cliente che ti presenta <font color=\"red\">una vecchia carta catastale col timbro &#8220;regio catasto&#8221;<\/font> (probabilmente di incommensurabile valore storico). Fai presente che potrebbero essere cambiate lievemente le cose e forse \u00e8 meglio se rilevi nuovamente l&#8217;immobile.<\/p>\n<p><strong>IL RILIEVO<\/strong><br \/>Dio ragazzi, che meraviglia. <font color=\"green\">Il primo impatto VERO col cliente lo si ha qui<\/font>. Prima di tutto una lotta forsennata per partecipare! Il giorno del rilievo si presentano <strong>TUTTI<\/strong>: cliente col vestito &#8220;buono&#8221;, consorte con collana di perle, nonna ultra-centenaria che non usciva di casa dalla grande guerra e ricorda distintamente quando in Italia c&#8217;erano i tedeschi (i lanzichenecchi, non i nazisti), cane, figlio scazzato che stava battendo ogni record con la PS2 ed \u00e8 stato sdradicato dai genitori dal suo gioco (<font color=\"red\">normalmente \u00e8 la madre che lo costringe: spera che standovi vicino, il pargolo rimanga folgorato dall&#8217;architettura, decida di intraprendere la carriera e dia una mano alla mamma la prossima volta che a questa verr\u00e0 in mente di spostare i divani. Darle una mano, nel senso di convalidare con la &#8220;scienza&#8221; le sue assurde teorie compositive e di arredamento, limitandosi a sollevare il divano, spostare il divano e poggiare il divano<\/font>). Tutti RIGOROSAMENTE con il metro (qualcuno con quello di carta di Ikea). Piuttosto meravigliato (fa sempre impressione, a un professionista, lavorare con un pubblico talmente numeroso), prendi la tua borsetta da cui estrai l&#8217;inseparabile <strong>metro-laser<\/strong> (&#8220;Ohhhhhh&#8221; di ammirazione dei presenti, che ti fanno un po rimpiangere il non aver mai sensito quella mini-ovazione <strong>da nudo<\/strong>). I pi\u00f9 evoluti hanno il portatile o il palmare, ma \u00e8 molto difficile lavorare su questi strumenti, specie la prima mezz&#8217;ora, quando il display \u00e8 tutto appannato perch\u00e8 gli astanti ci alitano sopra (<font color=\"green\">E LASCIATEMI SPAZIO!!!<\/font>).<br \/>Ora, non so voi ma io, normalmente, le misure me le ripeto a voce alta. Non per teatralit\u00e0, ma per ricordarle il tempo sufficiente di scriverle o riportarle sul portatile. <font color=\"blue\">E&#8217; incredibile cosa &#8220;diventano&#8221; 1 metro e 20, nel tempo che trascorre tra la rilevazione e l&#8217;estrazione di carta e penna!<\/font><br \/>Ma per il cliente \u00e8 come assistere alla realizzazione di un abito su misura. Tu stai l\u00ec&#8230; tranquillo. Misuri. Leggi a alta voce:<br \/>&#8220;2 metri e 58&#8221; <font color=\"blue\">Vociare sommesso. Ti guardi attorno un po come il professore che ha sentito un commento durante una lezione<\/font> <br \/>&#8220;1 metro e 39&#8221; <font color=\"red\">Commenti del pubblico. Avrai deluso le loro aspettative? Una misura a ribasso&#8230; ma no, \u00e8 solo per la suspance!<br \/><\/font>&#8220;3 metri e 74&#8221;<font color=\"green\"> Rumori in sala, quale gridolino eccitato. Sorridi compiuaciuto. Sei un piena Ouverture!<br \/><\/font>&#8220;4 metri&#8221; <font color=\"orange\">Applausi a scena aperta. Un nuovo meraviglioso successo che troverete in edicola in dvd in comode uscite settimanali.<br \/><\/font>Ovviamente la seduta di lavoro prosegue, con domande di ogni tipo (assolutamente non pertinenti e spesso assurde): &#8220;<font color=\"magenta\">Ma qui mi ci entra l&#8217;armadio archit\u00e9?<\/font>&#8221; (ovviamente senza comunicare alcuna misura), &#8220;<font color=\"limegreen\">Questa di che colore la facciamo archit\u00e9?<\/font>&#8221; (cosa? La porta? La parete? La cucina? La nonna che avete poggiato all&#8217;ingresso appena entrati?) &#8220;<font color=\"red\">Ma ha visto che panorama archit\u00e9?<\/font>&#8221; (Ma questo in cui ci troviamo, non \u00e8 lo sgabuzzino cieco?) &#8220;<font color=\"brown\">Ma che questo \u00e8 il bagno archit\u00e9?<\/font>&#8221; (Mi dica onestamente: quando \u00e8 l&#8217;ultima volta che ha<br \/>\n visto una camera da pranzo col bidet?) etc etc.<br \/>Una volta terminato il rilievo, avete davanti gli occhi la planimetria finita. <strong>PER AMOR DI DIO NON ANNUNCIATELO A VOCE ALTA!<\/strong> Ho commesso questo errore una volta&#8230; \u00e8 stato come guardare la Gioconda al Louvre! Gomiti piantati nei fianco, tre teste davanti la faccia, gente che passa avanti con nonchalance.<br \/>La fissi per qualche minuto, cercando di intuire il passaggio delle travi e la disposizione dei pilastri. Dove potrebbe trovarsi la colonna degli scarichi? E perch\u00e8 questo corridoio fa questo giro strano? Gi\u00e0 forte di 30 minuti di esperienza, queste riflessioni le fai nella tua mente, al fine di evitare l&#8217;ennesima conferenza stampa, e punti deciso verso la camera da letto. Sei quasi sicuro che l\u00ec ci sia <strong>un pilastro<\/strong>. <font color=\"red\">Ora, come si fa a rilevare la presenza di un pilastro in una parete?<\/font> Certo, se non \u00e8 in rilievo&#8230; chi l&#8217;ha domandato? Si \u00e8 infiltrato qualche cliente tra i lettori? <font color=\"blue\">Si &#8220;bussa&#8221;. Se suona &#8220;pieno&#8221;, \u00e8 un pilastro. Se suona vuoto, \u00e8 un semplice tramezzo.<\/font> Vi avvicinate alla parete. La guardate bene, anche controluce, per capire se la presenza del maligno \u00e8 individuabile da piccole crepe (<strong>differente dilatazione termica degli elementi<\/strong>), o magari da un tramezzo posticcio. Io a questo punto, in genere, mi diverto. Noterete con la coda dell&#8217;occhio che tutti seguono i vostri movimenti, in modo perfetto. Un po come quei mimi di strada, capirci&#8230; Inizi a battere la parete. E&#8217; una miscela particolare, quella richiesta: <font color=\"magenta\">tatto per la solidit\u00e0 del manufatto e orecchio per il rumore del colpo sul muro.<\/font> Questo mix \u00e8 fondamentale per individuare <strong>un pilastro<\/strong>. Una volta che avete iniziato (e ovviamente interrotto, fatta ripetere la domanda, spiegato cosa state facendo e ripreso), <strong>TUTTI<\/strong> si mettono l\u00ec con voi a bussare sulla parete. Bestemmiate, rinunciate e stabilite che quel pilastro lo troverete in pianta o in cantiere.<br \/><strong>La seduta \u00e8 conclusa.<\/strong> Fate la conferenza stampa di rito, rispondete a tutte le domande e poi riferite l&#8217;iter: vi serviranno circa 7 giorni per un primo progetto di massima. Una volta &#8220;chiacchierato&#8221; sul progetto di massima, si stender\u00e0 quello definitivo. A quel punto avrete tutti gli elementi per il computo metrico e potrete far &#8220;partire&#8221; i preventivi. Venite guardato come <font color=\"blue\">il salvatore!<\/font> Vi vengono promessi, in un crescendo, bottiglie di vino, fiori, frutta fresca, un agnello, giovani vergini, un giorno festivo tutto vostro, sacrifici umani.<br \/><strong>A QUESTO PUNTO<\/strong>, un architetto intelligente, parla del <font color=\"red\">proprio compenso<\/font>, facendo presente che dovrebbe avere un piccolo anticipo almeno per le spese iniziali&#8230; <font color=\"blue\">ma io non rientro nella categoria<\/font>, e faccio passare in cavalleria pensando &#8220;mi far\u00f2 pagare al prossimo incontro!&#8221;, ora pensiamo al progetto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stamattina volevo iniziare scrivendo una sorta di mini-serie, per raccontare in chiave ironica-comica-drammatica, le disavv <a href=\"https:\/\/blog.professionearchitetto.it\/simonenozzi\/2006\/11\/23\/data-stellare-23112006\/\">[continua]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-130","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.7 - 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