{"id":77,"date":"2007-04-30T00:00:00","date_gmt":"2007-04-30T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.professionearchitetto.it\/simonenozzi\/2007\/04\/30\/data-stellare-30042007\/"},"modified":"2007-04-30T00:00:00","modified_gmt":"2007-04-30T00:00:00","slug":"data-stellare-30042007","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.professionearchitetto.it\/simonenozzi\/2007\/04\/30\/data-stellare-30042007\/","title":{"rendered":"data stellare 30.04.2007"},"content":{"rendered":"<p> <strong>Niente ponte per me oggi<\/strong>. <font color=\"#ff0000\">Quindi Anna non \u00e8 da sola!<\/font> Le scadenze sono vicine, i progetti da consegnare e la lotta \u00e8 diventata <em>senza quartiere<\/em>&#8230; <em>senza quartiere<\/em>. <font color=\"#333399\">Ci sono dei modi di dire che incuriosiscono<\/font>. Bisogna avere una certa elasticit\u00e0 per usarli. Altrimenti si rischiano casi come quello che mi capit\u00f2 qualche anno fa<\/p>\n<p> <font color=\"#ff0000\">&#8220;Certo che stiamo insieme parecchio noi due ultimamente. Ne stiamo facendo un&#8217;arte!&#8221;<\/font><br \/> <font color=\"#000080\">&#8220;Che vuol dire?&#8221;<\/font><br \/> <font color=\"#ff0000\">&#8220;Dunque&#8230; sai quando si fa sempre una cosa? Che ne so, tipo andare sempre allo stesso pub! Qualcunque cosa succeda, si va a quel pub. Qualsiasi cosa si faccia, si va a quel pub. Ecco, quello pu\u00f2 essere inteso come farne un&#8217;arte&#8221;<\/font><br \/> <font color=\"#000080\">&#8220;Ah beh, se consideri stare con me, alla stregua di andare in un pub&#8221;<\/font><\/p>\n<p> <font color=\"#ff0000\">S\u00ec, e tutti gli uomini sono Socrate&#8230;<\/font> Ma andiamo avanti, non possiamo solo essere circondati da <font color=\"#008000\">persone con l&#8217;apertura mentale di un chihuahua autistico<\/font>.<br \/> Io per esempio, di imbecilli, ne avevo parecchi attorno. <strong>Specie all&#8217;epoca della tesi<\/strong>. Visto che questi giorni, di vostre segnalazioni, me ne arrivano pochissime, <font color=\"#800080\">ho voglia di raccontarvi un po dell&#8217;odissea della mia tesi<\/font>. Un capitolo <strong>TIPICO<\/strong> della mia vita, di quelli che ti ripeti &#8220;<font color=\"#008080\">un giorno ne rider\u00f2<\/font>&#8220;. E poi succede. Ne ridi. Forte. <font color=\"#808000\">Talmente forte che le infermiere ti devono legare al letto e il dottore deve raddoppiare la dose di Tavor<\/font>. <br \/> La tesi dovrebbe essere il momento di <strong>massima sintesi<\/strong>, il momento in cui dimostriamo <font color=\"#008080\">COSA abbiamo imparato<\/font> e <font color=\"#3366ff\">COME abbiamo sperperato il denaro dei nostri augusti genitori<\/font>.<br \/> Io sono arrivato alla tesi in condizioni <strong>DISASTROSE<\/strong>. Dopo un trascorso &#8220;<em>interessante<\/em>&#8221; a ingegneria (tutt&#8217;oggi vado sostenendo &#8220;<font color=\"#ff0000\">mi \u00e8 servito per capire meglio la matematica<\/font>&#8220;, ma poi, vista la malaparata, <font color=\"#800080\">lo psicanalista torna a domandarmi del mio primo giorno di scuola<\/font>), avevo accumulato un pochino di ritardo, per cui, andai a chiedere la tesi in condizioni vergognose. Mi presentai allo sportello della segreteria domandando: &#8220;<font color=\"#ff0000\">Ma a quanti esami dalla fine, posso chiedere la tesi?<\/font>&#8221; e l&#8217;impiegato rispose &#8220;<font color=\"#000080\">Non c&#8217;\u00e8 un limite. 3, 4, 5&#8230; dipende dal buonsenso. Certo, non a 10 esami!<\/font>&#8220;.<br \/> <strong>La chiesi a 11 esami dalla fine<\/strong>. Dopo una notte passata a studiare il piano in ogni dettaglio (<font color=\"#008080\">l&#8217;operazione Overlord era stata pianificata con meno attenzione<\/font>), e accertatomi che il modulo non chiedesse <strong>MAI ESPLICITAMENTE<\/strong> il numero degli esami, andai dal professore che avevo puntato (un Magheggione, per chi ricorda le classificazioni di qualche tempo fa), sicuro che fosse il MIO UOMO. Alla domanda &#8220;<font color=\"#000080\">Quanti esami ti mancano alla fine<\/font>&#8220;, lo guardai dritto negli occhi e mentii spudoratamente &#8220;<font color=\"#ff0000\">5<\/font>&#8220;. <font color=\"#0000ff\">Inutile dire che mi dovetti fare un culo come un secchio per portare a casa 11 esami in un anno<\/font>, ma ce la feci (<font color=\"#ff6600\">mi erano rimasti i pi\u00f9 piccoli, avendo finito gli scientifici e le progettazioni a tempo debito, da bimbo coscenzioso<\/font>). Mi avvalsi delle tecniche pi\u00f9 sopraffine per passare quegli esami:<font color=\"#808000\"> studiare<\/font>, <font color=\"#008000\">supplicare<\/font>, <font color=\"#008080\">far presente che ero studente lavoratore<\/font>. Arrivai al punto di dichiarare con <font color=\"#993366\">una risata da generale Napoleonico alle porte di Vienna<\/font>, al momento di mettermi seduto &#8220;<strong>questo \u00e8 il mio ultimo esame<\/strong>&#8221; per ben 7 volte su 11. <font color=\"#008080\">Nel frattempo la mia mente volava nel mondo della tesi, immaginando, volando, creando, disegnando. L&#8217;oggetto del desiderio? I mercati generali di via ostiense<\/font>. <font color=\"#993300\">Affetto<\/font>, come direbbe il mio vicino Andrea da Bolzano, <font color=\"#993300\">dal morbo del riuso<\/font> (non mi piace progettare ex novo: mi piace prendere ci\u00f2 che \u00e8 distrutto e riutilizzarlo, convertirlo. Ecco perch\u00e8 <font color=\"#008000\">il mio piano di studi aveva un piede nella progettazione e uno nel restauro<\/font>. <font color=\"#ff6600\">Col risultato<\/font>, <font color=\"#ff00ff\">direbbe mio padre<\/font>, <font color=\"#993300\">di non aver capito una mazza dell&#8217;uno E dell&#8217;altro<\/font>. Ma voi non siete mio padre&#8230; <strong>vero?<\/strong> <font color=\"#003366\">Vi prego, rispondete di &#8220;s\u00ec&#8221; senza aggiungere altro&#8230; grazie<\/font>), affetto da questo morbo, dicevo, avevo contattato un caro amico che con la macchina fotografica faceva il bello e il cattivo tempo e avevo deciso di entrare nei mercati per fotografare il luogo del delitto. <font color=\"#ff0000\">Ovviamente gli sbarramenti burocratici erano immensi, ma non mi scoraggiai<\/font>. Con la <font color=\"#ff6600\">preparazione fisica di un ninja<\/font>, con le <font color=\"#808000\">movenze delicate di un gatto<\/font> e la <font color=\"#008000\">predisposizione al reato di arsenio lupin<\/font>, penetrai nel complesso, col pi\u00f9 sofisticato degli stratagemmi: <font color=\"#3366ff\">dal portone principale, durante la pausa caff\u00e8 dei vigili al gabbiotto<\/font> (<strong>che notoriamente dura un paio d&#8217;ore<\/strong>). Un volta dentro, approfittando dell&#8217;incuria generale, iniziammo a girare fotografando QUALUNQUE cosa. Ci arrampicammo, scavalcammo, passammo attraverso cancelli chiusi da lente catene. E ci trovammo&#8230; a <strong>hollywood<\/strong>! C&#8217;era in corso l&#8217;installazione di una scenografia. Non capimmo, ma pensammo:<br \/> <font color=\"#ff0000\">1. sar\u00e0 la solita fiction da 4 soldi, tipo: carabbbigneri, pulotti o qualca altra zozzata nostrana<\/font><br \/> <font color=\"#333399\">2. con la macchina fotografica, l&#8217;aria scocciata delle checche isteriche e un po di pezzi di carta tra le mani, ci confonderemo facilmente con i lavoratori locali.<\/font><br \/> E cos\u00ec fu. Chi ha fatto un tesi di questo genere, mi capisce, capisce che vuol dire entrare in quelle strutture abbandonate, vedere gli infissi semiaperti, il raggio di luce che illumina il pavimento polveroso, sentire l&#8217;eco dei propri passi in quel tempo che voi avete appena riscoperto. Cos\u00ec mi lasciai rapire dal rumore degli scatti della macchina fotografica e dal posto meraviglioso. <strong>Al momento di uscire, guardai il portale che da su via ostiense e dissi al mio amico<\/strong> &#8220;<font color=\"#0000ff\">facciamo due foto all&#8217;ingresso anche dall&#8217;interno<\/font>&#8220;. Una da lontano. Mezza distanza. Da sotto. Al momento di questo ultimo scatto, un vigile esce dal gabbiotto (distante pochi passi) ci avvicina con la caratteristica gentilezza romana <br \/> <font color=\"#ff0000\">&#8220;DICA&#8221;<\/font><br \/> <font color=\"#000080\">&#8220;S\u00ec?&#8221;<\/font><br \/> <font color=\"#ff0000\">&#8220;Non si pu\u00f2 stare qui&#8221;<\/font><br \/> <em>Lancio uno sguardo a Andrea a dire: ci penso io<\/em><br \/> <font color=\"#000080\">&#8220;Ah sa, volevo fare qualche foto&#8221;<\/font><br \/> <font color=\"#ff0000\">&#8220;E perch\u00e8?&#8221;<\/font><br \/> <font color=\"#000080\">&#8220;Sa, per una tesi di laurea&#8221;<\/font><br \/> <font color=\"#ff0000\">&#8220;Eh ma bisogna chiedere i permessi&#8221;<\/font><br \/> <font color=\"#000080\">&#8220;Ah, sul serio?&#8221;<\/font><br \/> <font color=\"#ff0000\">&#8220;Eh s\u00ec eh!&#8221;<\/font><br \/> <font color=\"#000080\">&#8220;Ah, ok. La ringrazio. Allora Andrea andiamo, che non possiamo rimanere&#8221;<\/font><br \/> E uscimmo. <br \/> <strong>Avevamo fatto 72 foto.<\/strong><br \/> Il bottino fu generoso. <font color=\"#800080\">Meno il conto del fotografo per lo sviluppo<\/font>. Ma le 72 pose erano eccellenti.<br \/> Percompletare il quadro mi occorreva una pianta del posto. <font color=\"#ff6600\">Il concorso si era svolto da pochissimo, cos\u00ec fu facile accedere a un<br \/>\ncd con i dati del complesso.<\/font> Piante in pdf, che grazie a illustrator, furono convertire con facilit\u00e0 imbarazzante in dxf. Et voil\u00e0: <font color=\"#800080\">avevo il rilievo a CAD dell&#8217;ante operam<\/font>.<br \/> Siamo a buon punto.<br \/> <strong><font color=\"#ff0000\">Ora tocca solo far presente al professore che sono un suo laureando.<\/font><\/strong><br \/> <font color=\"#ff00ff\">Chiudo per oggi ragazzuoli: il lavoro mi chiama. Ma non temete: questo delirante racconto torner\u00e0. Oh, se torner\u00e0!<\/font> MHUWAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH (<em>respiro<\/em>) MHUWAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH (<em>puoi chiamare al ristorante e avvertire che arrivo un po pi\u00f9 tardi? Grazie<\/em>) MHUWAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Niente ponte per me oggi. Quindi Anna non \u00e8 da sola! 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