{"id":12,"date":"2009-10-19T00:00:00","date_gmt":"2009-10-19T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.professionearchitetto.it\/sottolatorre\/2009\/10\/19\/nuota-che-ti-passa\/"},"modified":"2009-10-19T00:00:00","modified_gmt":"2009-10-19T00:00:00","slug":"nuota-che-ti-passa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.professionearchitetto.it\/sottolatorre\/2009\/10\/19\/nuota-che-ti-passa\/","title":{"rendered":"nuota che ti passa&#8230;"},"content":{"rendered":"<p> a scanso di equivoci, <em>esisto ancora<\/em>. gli ultimi mesi sono stati abbastanza impegnativi dal punto di vista del lavoro. un cantiere che mi ha tolto tre anni di vita dovrebbe essere praticamente finito, salvo alcuni <em>snagging items<\/em>, alcune cose da sistemare. la ricerca degli snagging items per la verit\u00e0 sembra diventato il passatempo prediletto del cliente, anzi delle <em>clientesse<\/em>, perch\u00e8 di questo si tratta: un lavoro che, tra le altre cose, ha riguardato la realizzazione di una nuova playgroup all&#8217;interno di una parrocchia. in realt\u00e0 questo doveva essere una sorta di <em>appendice<\/em> a lavori pi\u00f9 importanti, che grazie a dio sono finiti senza strascichi. in questo caso siamo invece, \u00e8 proprio il caso di dirlo, in balia delle responsabili del playgroup, amabili signorine (di et\u00e0 variabile tra i 20 e i 70) ispirate da un solo credo, ad eccezione di quello religioso s&#8217;intende: gli architetti devono essere in grado di <em>prevedere il futuro<\/em>. perch\u00e8 \u00e8 per questo che li abbiamo assoldati e pagati. non mi attardo in particolari incresciosi, preciso solo che questo pool di cervelli mi ha fatto ripetutamente <span style=\"color: #008000\">rimpiangere i soci<\/span>. il mio boss, il <span style=\"color: #0000ff\">gozzo pi\u00f9 sgargiulo d&#8217;inghilterra<\/span>, quando si accorge che la mia pazienza ne ha per poco (il che capita <em>piuttosto spesso,<\/em> dato che il padreterno non mi ha dotata di grosse riserve di pazienza) sorride e pronuncia la mia frase preferita: <em><span style=\"color: #800080\">leave it with me<\/span><\/em>. lascia fare a me, con il sorriso sornione di chi sa che sta per divertirsi. e sta per divertirsi <em>sul serio<\/em>, perch\u00e8 ha ormai raggiunto la maturit\u00e0 (professionale) di chi sa che pu\u00f2 osare dire e fare (quasi) tutto. <em>politely<\/em>, s&#8217;intende, in modo tale che alle signorine in questione rimanga il dubbio se costui le sta prendendo per il culo o no. il che, dite quel che volete, \u00e8 una <em>forma di arte<\/em>. e per un lavoro che finisce (prima o poi) ce ne sono altri che iniziano o vanno in appalto. il lavoro della magione nel buckinghmshire sta andando avanti, con i ritmi sincopati della <em>planning lady<\/em>, come la chiama daniel, ovvero la signora deputata al rilascio del planning permission. la quale deve essere la versione urbanistico-edilizia della signorina rottermeier, dato che ha rigirato i nostri disegni come un calzino, per poi invitarci a ridisegnare i camini. quello che non manca mai di stupirmi ogni volta \u00e8 il &#8220;filo diretto&#8221; tra architetto e tecnico degli uffici &#8211; la planning lady non \u00e8 altro che l&#8217;equivalente del responsabile che lavora all&#8217;ufficio tecnico di qualsiasi comune italiano. se telefoni e la persona non c&#8217;\u00e8, lasci il messaggio e la persona <em>veramente<\/em> richiama quando torna in ufficio; se scrivi le mail all&#8217;indirizzo che ti \u00e8 stato fornito, la persona <em>veramente<\/em> risponde alle mail, e con cognizione di causa, avendo cio\u00e8 il disegno sotto gli occhi. alcune cose sono state decise nel corso di quella che potrebbe essere definita la versione telefonica di una partita a poker: daniel non voleva scoprire troppe carte perch\u00e8 il &#8220;carico&#8221; avrebbe voluto giocarselo in futuro; dove per carico si intendono alcune soluzioni che ci avrebbero fatto guadagnare punti, da barattare disinvoltamente con altre soluzioni meno &#8220;ortodosse&#8221;. ad ogni modo qui l&#8217;approccio \u00e8 notevolmente diverso, e la stretta collaborazione tra le due diverse parti della barricata \u00e8 una realt\u00e0 totalmente sconosciuta in italia. un altro lavoro che si svilupper\u00e0 con tempi geologici riguarda la realizzazione di un museo nella cripta di una delle chiese pi\u00f9 antiche della city. per la verit\u00e0 gli auspici del reverendo, ed anche i nostri, sono che il progetto si autoalimenti fino a coinvolgere tutto il complesso della chiesa e degli spazio annessi; che nella loro fruizione turistica sono, attualmente, quella che dalle mie parti si definisce una &#8220;<em>colica<\/em>&#8220;, cio\u00e8 un qualcosa di <em>quasi<\/em> <em>fisicamente<\/em> penoso.<\/p>\n<p>circa un mese fa ci sono state le reviews, ovvero le &#8220;revisioni&#8221; annuali: dei veri e propri happening nel corso dei quali il dipendente si trova faccia a faccia con i proprio datori di lavoro, pi\u00f9 la practice manager della societ\u00e0 (la quale ha richiesto, esaudita, la mia amicizia su facebook&#8230;.e la cosa mi <em>sgomenta<\/em> un attimino), pi\u00f9 un visitor partner da uno degli altri due studi spersi nel lontano ovest del regno. siamo stati tutti coccolati per benino, e a quanto pare il carico di responsabilit\u00e0 nel prossimo anno \u00e8 destinato ad aumentare; cosa lusinghiera e auspicata :-).se non avessi un attimino allungato l&#8217;orizzonte temporale della mia permanenza quassu&#8217;, tra un paio di mesi sarebbe stata l&#8217;ora di togliere le tende. e ancora non posso credere che davvero siano passati quasi due anni. rivedo la mia vita quassu&#8217; come i paesaggi che sfrecciano veloci intravisti da un finestrino di un treno, un fantasmagorico spettacolo di un proiettore per diapositive impazzito. <span style=\"color: #339966\">il 2010 rimarro&#8217; quassu&#8217;<\/span>. solo per un altro anno, il tempo di spremere fino in fondo, e ancora, questo caleidoscopio che chiamano londra. sono grata a questa citt\u00e0 per quello che mi ha dato e mi sta dando, per il senso di indipendenza, per le amicizie che sono nate e che talora, pur nella distanza spaziale e temporale, si sono rafforzate; per gli stimoli continui e i nuovi interessi che ho modo di coltivare. e in ultima analisi, per quello che, attraverso londra, sto conoscendo di me. la crisi c&#8217;\u00e8 ancora nell&#8217;aria, e viviamo tutti (almeno i segaioli come la sottoscritta) con un sottile senso di paura e instabilit\u00e0; che credo sia comunque generalizzato a livello globale. c&#8217;\u00e8 chi dice che la crisi sta passando, chi sostiene che questa \u00e8 solo una specie di tregua e il peggio deve ancora venire. va da s\u00e9 che poi ognuno il proprio disagio e la propria frustrazione li sfoga come meglio lo aggrada. personalmente sono convinta che il londinese medio li riversi all&#8217;alba nella <em>corsia numero 7<\/em> &#8211; la cosiddetta<em> fast lane<\/em> &#8211; della piscina dello swiss cottage leisure center. qui la sottoscritta si imbatte quotidianamente negli esemplari pi\u00f9 aggressivi della storia dell&#8217;umanit\u00e0, che muniti di occhialini neri a specchio, pinne e ipod sommergibile, devolvono i loro sforzi belluini nell&#8217;ingarellarsi l&#8217;un l&#8217;altro, superando il prossimo anche da sott&#8217;acqua, meglio ancora se scalciando e inveendo. e siccome sono tendenzialmente competitiva anche alle sette meno un quarto del mattino, ne emergo un&#8217;ora dopo <em>distrutta<\/em>, ma carica per affrontare le quotidiane sfide&#8230;compreso lo spettro della crisi.<\/p>\n<p>e anche per oggi&#8230; da fitzjonh&#8217;s avenue \u00e8 tutto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a scanso di equivoci, esisto ancora . gli ultimi mesi sono stati abbastanza impegnativi dal punto di vista del lavoro. un canti <a 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