{"id":33,"date":"2008-07-14T00:00:00","date_gmt":"2008-07-14T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.professionearchitetto.it\/sottolatorre\/2008\/07\/14\/caaaaaaldo\/"},"modified":"2008-07-14T00:00:00","modified_gmt":"2008-07-14T00:00:00","slug":"caaaaaaldo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.professionearchitetto.it\/sottolatorre\/2008\/07\/14\/caaaaaaldo\/","title":{"rendered":"caaaaaaldo"},"content":{"rendered":"<p>sono tornata a casa una settimana, perch\u00e8 l&#8217;ultimo elemento della dinastia dei pini (ma l&#8217;ultimo per davvero eh!), la diletta sorella, si \u00e8 brillantemente laureata. in impeccabile italian style abbiamo saputo la data esatta pochissimi giorni prima, il che mi ha permesso di regalarmi il lusso, a maggio, di prenotarmi un&#8217;intera settimana di tuscan sun. che a onor del vero c&#8217;\u00e8 stato, pure troppo. non ero pi\u00f9 abituata al caldo vischioso di firenze, che ti paralizza le meningi prima ancora che il corpo. dopo aver dormito si e no 5 ore a notte a causa del caldo, generalmente riacquistavo l&#8217;uso della parola e la facolt\u00e0 di coerente pensiero attorno a mezzogiorno, giusto in tempo per la signora fletcher. le facolt\u00e0 cerebrali e sensoriali attutite mi hanno consentito di vivere, come dire, meno di petto la vexata quaestio del lodo alfano, delle intercettazioni, dell&#8217;iniziativa boomerang di grillo, guzzanti eccetera. \u00e8 stata una dimensione molto intima, anche perch\u00e8 erano anni che non passvo una settimana di fila in casa, nella mia camerina con la carta da parati consumata, le mie foto di quando ero grassottella, la contrada del drago in ogni angolo delle pareti, la foto del primo compleanno di una bimba imbronciata, biondissima e di celeste vestita. ho ritrovato odori, suoni, ritmi, procedure, assurdit\u00e0. \u00e8 stato come riindossare le vecchie ciabatte, che a volte tornano male, o sono scomode, di certo non ci cammineresti tutta la vita. ho aperto l&#8217;armadio centrale, quello con l&#8217;anta grossa. qui sono da sempre custoditi i pi\u00f9 reconditi segreti, o meglio ancora le cose pi\u00f9 importanti, stratificate nel corso di almeno 20 anni. la collezione dei profumini (pi\u00f9 di 100!), il libretto, l&#8217;argilla in polvere per la maschera all&#8217;argilla, bollettini pagati negli anni novanta, pupazzini&#8230;queste erano le cose importanti per me fino a poco dopo la laurea, prima di lasciare stabilmente questa camera forse per sempre. cose che fino a poco tempo fa (anche solo fino alla scorsa estate) non avrei mai buttato&#8230;e che in questi giorni sono stata tentata di volare nel cestino. tanto cambiano le prospettive, forse con la distanza, forse con i 30anni. forse con una rinnovata o acquisita consapevolezza che quello di cui ho bisogno per sentirmi io alla fine sono solo io, il mio cervello e poco altro. escludendo ovviamente gli affetti, ma stiamo parlando di altro. forse \u00e8 questo che mi fa sentire me stessa, mai sola o sperduta, in un minuscolo monoloculo di kilburn, da dove vedo passare e fermarsi le overground. ed \u00e8 questo che mi fa sentire, in mezzo alla folla e al casino, un essere pensante e volente; o in mezzo alla solitudine non sempre, ma spesso, una paperella di plastica che non affonda mai e che alla fine si ritrova sempre a capino ins\u00f9. non mi mancava firenze, che ho vissuto con la spensieratezza dell&#8217;universitaria che per l&#8217;estate ha finito gli esami e se ne riparla a settembre; non mi mancavano le polemiche inutili che sento per strada, i concittadini che invece di parlare berciano, non mi mancava il caldo che mi ha trasformato le gambe in due zampogne e le lenti a contatto in due fette di lardo di colonnata. mi mancava, ma non lo sapevo, la vita &#8220;serena&#8221; di tanti anni fa, dove le preoccupazioni avevano un altro sapore e un altro impatto su di me&#8230;non erano, come dire, strutturali, esistenziali. generalmente passavano a esame superato. a proposito di preoccupazioni strutturali: sono circondata, come \u00e8 comprensibile, di coetanei che si sposano e soprattutto si riproducono. la notizia che non mi ha fatto dormire la seconda notte di permanenza (a parte il caldo il rumore e le zanzare) \u00e8 stata la nascita del bambino di un&#8217;amica, libera professionista solo di nome e non di fatto, odontoiatra. appresa la lieta novella della gravidanza, il principale dell&#8217;amica, a sua volte sedicente amico, le aveva assicurato che, in virt\u00f9 dell&#8217;amicizia che li legava, le avrebbe mantenuto il posto. naturalmente non le si erano manco rotte le acque che era gi\u00e0 stata &#8220;allontanata&#8221;. da febbraio \u00e8 la mamma felice di un matteo (per fortuna il marito lavora) ma disoccupata. lo so che non vi racconto novit\u00e0, che al posto di odontoiatra poteva esserci scritto commercialista, avvocato, ingegnere, architetto&#8230;tutti sulla stessa barca, che sta affondando nemmeno tanto lentamente, il cui timone \u00e8 in mano a un gruppo di delinquenti a cui interessa fondamentalmente mettere al sicuro il deretano proprio e quello di amici e parenti. per parte mia&#8230;l&#8217;avete visto &#8220;mediterraneo&#8221;? forse avevo 13 anni quando usc\u00ec, ma una frase mi colp\u00ec, all&#8217;inizio. quando il tenente descrive i propri uomini: avevano tutti quell&#8217;et\u00e0 in cui non sai ancora se metter su famiglia o perderti per il mondo. <br \/>bene. da via aretina, firenze, per oggi \u00e8 tutto. prossima puntata da loveridge road.<br \/>vi abbraccio<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>under the tuscan sun <a 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