{"id":53,"date":"2008-01-16T00:00:00","date_gmt":"2008-01-16T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.professionearchitetto.it\/sottolatorre\/2008\/01\/16\/l'ultima-fatica\/"},"modified":"2008-01-16T00:00:00","modified_gmt":"2008-01-16T00:00:00","slug":"lultima-fatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.professionearchitetto.it\/sottolatorre\/2008\/01\/16\/lultima-fatica\/","title":{"rendered":"l&#8217;ultima fatica"},"content":{"rendered":"<p><font size=\"2\"><span style=\"font-family: helvetica\"><font color=\"#ff0000\"><strong>ma buongiorno cittini!!!<\/strong><\/font> ebbene s\u00ec, prima o poi doveva succedere, sono stata risucchiata dalla tentacolare metropoli. il lavoro procede a ritmi piacevolmente sostenuti, cos\u00ec come la vita di casa (spesalavatricestiraturapulizie) e il perfezionamento di alcune questioni squisitamente burocratiche, che scandiscono i miei fine settimana. oramai io e i lloyds siamo, come dicono nemmeno troppo lontano da londra, &#8220;<em>culo e camicia<\/em>&#8220;.<span> <\/span>a tre settimane dall&#8217;apertura del conto in banca mi sono stati recapitati <em>due libretti degli assegni<\/em>, una <em>debit card<\/em>, <em>un&#8217;altra carta di credito<\/em> per mandare i soldi a casa (in qualit\u00e0 di emigrante, naturalmente; e, per non sapere n\u00e8 leggere n\u00e8 scrivere, un bel pieghevole in <font color=\"#99cc00\">polacco<\/font> che illustrava le virt\u00f9 della carta), tre lettere <em>di benvenuto<\/em>, un paio di <em>missive<\/em> che spiegano in modo esaustivo come utilizzare l&#8217;home banking, e siccome a distanza di due settimane l&#8217;home banking ancora non l&#8217;avevo usata, un&#8217;ulteriore lettera il cui tenore grosso modo era: &#8220;<em>pensavamo di essere stati chiari, ma siccome l&#8217;home banking continui a non usarla, ti si rispiega daccapo<\/em>&#8220;.<\/span><span style=\"font-family: helvetica\">a un mese e mezzo dall&#8217;arrivo, tante sono le cose che mi fanno in un certo qual modo <em>sentire a casa<\/em>, e che mi fanno risuonare nella testa il vecchio adagio &#8220;<font color=\"#3366ff\">tutto il mondo \u00e8 paese<\/font>&#8220;. <font color=\"#3366ff\"><em>questo<\/em><\/font> era quello che basically pensavo ieri mentre, nel cuore della city, profondevo ogni sforzo nell&#8217;effettuare un rilievo almeno <em>sensato<\/em> di un cimitero trasformato in giardino&#8230;b\u00e8, non era esattamente <font color=\"#3366ff\"><em>solo<\/em><\/font> questo che pensavo, per la verit\u00e0; e a dirla proprio tutta, \u00e8 capitato che esprimessi verbalmente, con l&#8217;accompagno di espressioni fiorite, <em>il mio pi\u00f9 intimo sentire<\/em>. ma come \u00e8 che mi avevano sguinzagliato con il metrino nel cuore pulsante del mondo finanziario? alle undici del mattino, mentre assaporavo sprofondando nella sedia le gioie di un luned\u00ec <em>low energy<\/em> sorseggiando t\u00e8 al finocchio, mi si palesa davanti daniel, il canadese dinoccolato che continua a cantare <em>jingle bells dal 3 dicembre<\/em>. &#8220;<em><font color=\"#333399\">alenora<\/font><\/em>&#8221; mi fa, &#8220;<em><font color=\"#333399\">dato che il tempo si \u00e8 rimesso, pensavamo che potresti andare a fare il rilievo di cui avevamo parlato. che dici, ti va? spetta che ti d\u00f2 tutto il necessario<\/font><\/em>&#8220;. sparisce e ricompare canticchiando, recando trionfante <font color=\"#008000\">armi e munizioni:<\/font> rotella metrica e metrino floscio di metallo, risalente, cos\u00ec a occhio, al <em>cretaceo<\/em>. &#8220;<em><font color=\"#333399\">la camera l&#8217;ha presa alex, ma compra pure una camera usa e getta, le vendono anche da boots<\/font><\/em>&#8220;. io gli propongo di usare il cellulare.<span> <\/span>alza un sopracciglio e sorride. poi gli faccio &#8220;<em><font color=\"#008000\">ma non \u00e8 che abbiamo un misuratore laser? voglio dire, magari essendo da sola \u00e8 utile<\/font><\/em>&#8220;. se gli avessi chiesto &#8220;<em>ma non e&#8217;che abbiamo un<\/em> <em><font color=\"#008000\">prototipatore satellitare integrato a scansione quantica differenziale<\/font><\/em>?&#8221; l&#8217;effetto non sarebbe stato troppo diverso. l&#8217;eleonora del subconscio risale la trachea, prende la parola e chiede &#8220;<em><font color=\"#008000\">why<\/font><\/em>?&#8221; &#8211; &#8220;<em><font color=\"#333399\">b\u00e8, non l&#8217;abbiamo mai comprato<\/font><\/em>&#8220;. intontita dalla logica ferrea rimango a guardarlo con un sorrisino opaco mentre si dondola sulle piante dei piedi. la cosa che mi ha lasciato perplessa \u00e8 che, nonostante la dotazione &#8220;<em>sportiva<\/em>&#8220;, si rileva e si disegna in millimetri. a mezzogiorno sono <em>on site<\/em>. obbiettivo: trovare Juanita, che detiene le chiavi del giardino, e che dovrebbe trovarsi in chiesa. cerco invano qualcuno dall&#8217;aspetto iberico, finch\u00e8 una tipa che potrebbe essere la <em>sorella gemella di Judi Dench<\/em> mi domanda se ho bisogno di aiuto. e&#8217; Junita, naturalmente. sorvoliamo sulle tre ore trascorse a rilveare il giardino, tra la verzura lussureggiante, quintali di foglie in putrefazione, bocchettoni degli uffici che sparava aria calda a 350 nodi, e naturalmente il vento. e siccome tutto il mondo \u00e8 paese, impiegati in pausa pranzo e curiosi, si fermavano e chiedevano il <em>perch\u00e8<\/em> e il <em>percome<\/em> si sentiva la necessit\u00e0 di misurare il giardino, e perche&#8217; proprio ora e chi finanziava il lavoro. e io l\u00ec da sola con il mio metrino sega, a rotolarmi come un maialino di cinta nella melma, <em>dando fondo a tutta la mia pazienza<\/em> (poca) e <em><font color=\"#800000\">all&#8217;italico ingegno<\/font><\/em> (arte di arrangiarsi) per veder di tirarne fuori qualcosa. e siccome non tutti i mali vengono per nuocere, la chiesa confina con uno starbucks microscopico, a cui sono approdata, lorda come il maiale di cui sopra, alle tre e un quarto a fare pranzo con i biscottini al ginger. il risultato del rilievo \u00e8 sostanzialmente un <font color=\"#800080\"><em>picasso in et\u00e0 prescolare, periodo sbirulino, pesantemente dedito all&#8217;alcool e affetto da una forma grave di cubismo<\/em><\/font>. e oggi alle sei e mezzo ho alzato bandiera bianca<span> e <\/span>ho detto a daniel &#8220;<font color=\"#008000\"><em>ascolta cosino, mi dispiace ma di questo rilievo non funziona una mazza<\/em><\/font>&#8220;. ha accennato una fuga di bach, ha alzato il sopracciglio e ha detto &#8220;<font color=\"#333399\"><em>b\u00e8 in effetti non \u00e8 il massimo andare a fare i rilievi da sola. ma non i preoccupare, servono degli schizzi, poi se il progetto piace mandiamo qualcuno a fare il rilievo per bene<\/em><\/font>&#8220;. sounds good, ho pensato e sono scappata a casa. sentendomi un po&#8217; idiota, ma cos\u00ec in generale. <\/span><span style=\"font-family: helvetica\"> <\/span> <\/font> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"> <span style=\"font-family: helvetica\"><font size=\"2\">ovv\u00eca cittini, mi avvio a letto. statemi bene&#8230;e da loveridge road, per stasera \u00e8 tutto. <\/font><\/span> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>tutto il mondo e&#8217; paese&#8230;anzi una city <a href=\"https:\/\/blog.professionearchitetto.it\/sottolatorre\/2008\/01\/16\/lultima-fatica\/\">[continua]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-53","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.7 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>l&#039;ultima fatica - Sotto le Torri - Una Senese a Londra<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, 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