Che cos’e’ il

Che cos’e’ il blog?

Buongiorno a tutti, normalmente non saluto nemmeno, prima lo facevo poi ho smesso no so neanche il perché, ma oggi mi sento educata…J piu del solito…

Premessa su cosa è forse un blog: è necessaria, per me non per voi, perché prima di esplodere e cambiare blog e aprirne uno anonimo, voglio farmi una ragione e spiegare a me stessa che è un inutile pudore quello che ho verso certi argomenti che non tocco mai…

Blog viene da weblog, e log significa giornale di bordo. I blog magari non sono definibili come diari personali. Alcuni lo sono, altri lo sono “anche” altri non lo sono per niente. Che saranno mai i blog? Forse scritture visionarie nelle quali la vita di ogni blogger attraversando la politica, la filosofia, l’arte, l’architettura e altro ancora, zigzaga con la quotidianità abituale? Si mi piace così… però non voglio dare una definizione, non sono in grado, il blog tocca tutto, come una persona…

Una persona va al cinema, legge libri, cucina, lavora e diciamolo s’innamora…..grazie a Dio….

Quando mi avete dato stò blog, mi avete detto scrivi… scrivi ciò che vuoi.

Il resoconto del famoso viaggio a Berlino non l’ho mai scritto o meglio pubblicato, perché avevo paura che la presenza virtuale di chi mi accompagnò, facendo il biglietto tre giorni prima, potesse intaccare, il mio racconto pieno di entusiasmi verso una magnifica città. Avevo paura che il significato che volevo trasmettere, cambiasse perché ci si poteva distrarre con i riferimenti (sporadici tra l’altro) ad Alex, riferimenti che non potevo evitare. Oggi son passate 2 stagioni quasi da quel viaggio e Alex non fa parte più della mia vita già da un pezzo….(grazie a Dio J)

Ma perché scrivo tutto questo?mi perdo da sola mentre scrivo..menomale che mi sono appena data la licenza free di blogger….

Lo stare a casa mi deprime, non capisco che faccio qui invece di stare in cantiere. Bhe una cosa la faccio, che poi è quella per la quale non vado a lavorare, rifletto…penso… su tutto.

Vi voglio raccontare il mio fine settimana a Milano, da dove sono tornata l’altro ieri:

mesi fa avevo conosciuto in chat, un ragazzo di Milano, Carlo, una chat internazionale, lui mi aveva contattata perché aveva visto la mia scheda e vedendo che vivevo a Barcellona, voleva delle dritte per un eventuale viaggio che gli stava frullando per la testa….

Da lì inizia una timida amicizia, fino a quando lui e Paolo decidono di venire a trovarmi. Apro la porta alle 4.15 del pomeriggio ,il 10 marzo scorso e mi ritrovo davanti due colonne di 1,90 ognuna.

Era giovedì, tutto il finesettimana fu speciale, ristoranti, localini, discoteche e soprattutto ragazze, ai due fanciulloni gli presentai una miriade di girls… quando andarono via mi scrissero delle dediche strappalacrime, sul libricino di cui parlai in una delle prime pagine di blog, un libricino dove tutti quelli che mi vengono a trovare lasciano una dedica….

La promessa era quella di andare alla festa di compleanno di Carlo, ad aprile a Milano. Non me lo feci ripetere, eravamo stati benissimo, c’eravamo divertiti un sacco e poi m colpì una frase di Paolo

“ guarda che anche Milano è bella, è solo diversa da Barcellona” accettai la sfida di quel minitour, tra bar, aperitivi, vetrine sofisticate, guglie, e……feci il biglietto.

Avrei dormito in casa della famiglia del Mulino bianco, io li chiamo così, perché è cosi che sono.

Mia cugina si è sposata giovane con un santo che la sopporta, (Norma te quiero!!!) e sono andati a vivere a Milano 18 anni fa, hanno 2 figli stupendi (11 e 13 anni) e sono molto uniti tutti e quattro, il loro motto è tutti per uno e uno per tutti.

Arrivo all’aeroporto di Bergamo, e il festeggiato tra il ritiro di torte e focacce a destra e a manca, ha trovato il tempo di venirmi a prendere. Anzi mi ha anche portato nell’outlet di Alviero Martini, mèta di cui avevamo parlato nel planning del finesettimana…

Poi arrivo a casa della famigliola mulino Bianco, mancavo da Milano da 15 anni e nel frattempo hanno cambiato casa, pappagalli da tutte le parti, veri e finti, piante dappertutto, insomma come giustamente dice mia zia…l’eden.Voglio sorvolare sulla cucina strepitosa di mia cugina altrimenti non la finirei più ,ovviamente d’impronta partenopea….La sera la festa: bellissima, un buffet cattedratico regnava nella bellissima casa di Carlo, nel centro di una Milano piovigginosa,( e che te lo dico affà) ma fresca, vivace. Gli invitati, personaggi di tutti i tipi e di tutte le parti d’Italia, il sud lo rappresentavo io…che poi vivo a Barcellona..fa nniente

Il pomeriggio della domenica, l’ho trascorso degnamente bruciando le calorie dei cannelloni mangiati a pranzo…quanto abbiamo camminato…tutto aperto, bar negozi e gente per le strade, via Montenapoleone e via della Spiga, degne del Loro nome nel mondo. Mi fermavo davanti a stè vetrine maledicendo i catalani, (è lungo da spiegare il perché però ci si può arrivare) e assaporando le fantasiose soluzioni degli arredi interni.

Da feltrinelli ho accontentato i capriccetti della mia carta di credito:

libri:

-la notte dei blogger (e che ve lo dico affà)

-I pilastri della terra (già letto anni fa ma me lo prestarono)

-La Chiesa, Istraele e le religioni del mondo di Joseph Ratzinger,

-Giovanna la pazza, un libro che gia ho, però in spagnolo, autobiografia di una delle più misteriose figure femminili della storia, una donna coraggiosa e sfortunata, che non accettò mai di sottomettersi al potere maschile. Il film è stupendo , il libro anche.

– Architettura oggi di Philip Jodidio (menomale che non è jodido, perché in spagnolo significa fottuto), atlante sempliciotto delle ultime novità….

– un libro di Robert Doisneau, il mio fotografo preferito.

È una vita che ti aspetto di Fabio Volo, assolutamente da comprare soprattutto se avete 30 anni come me…..

Film:

Qualcuno volò sul nido del cuculo, uno dei miei film preferiti, lo volevo in italiano, visto ancora una volta ieri sera, grande Jack Nicholson, 5 premi Oscar non sono poi dati per caso.

Pinocchio, un Comencini che mi fa piacere rivedere ogni tanto….

Cd

Un Ramazzotti ancora non amaro…Un cuore con le ali.

Immancabile ..evviva i pazzi…che hanno capito cos’è l’amore, quando i bambini fanno hhooooo…

Dopo lo shopping siamo andati a cena, pizzeria d’impronta campana (quan c’ vo..c’vo), mozzarella di bufala e scusate se è poco… a cena commentando il libro di Ratzinger, carlo ha cominciato a parlarmi di quando era chierichetto, questa la dovete sentire….

Nella settimana santa il parroco andava a benedire le case e aveva chiaramente bisogno di un chierichetto, mi descriveva l’immagine di Don Mario che guidava la lambretta, sotto il cielo azzurro della più bella Toscana e lui dietro con il “secchio dell’acqua santa”…..

Ma la cosa buffa era il campionato. Don Mario aveva organizzato un vero campionato dei chierichetti. Una messa durante la settimana valeva due punti, una messa la domenica ne valeva tre.

Poi i matrimoni valevano quattro punti e i funerali a i quali nessuno voleva andare, valevano ben cinque punti. Già me lo vedo Carletto, che si ubriaca d’incenso in sagrestia e che si alza da terra mezzo metro quando tira la corda per far suonare le campane….

Gattopardo cafè

Dopo questa allegra cenetta, dove io mi scomponevo senza ritegno ascoltando i suoi racconti, giusto per restare in tema siamo andati al Gattopardo cafè, un locale di cui è proprietario un noto calciatore, creato all’interno di una chiesa sconsacrata. Spettacolooooo!!!! Gli interni erano tutti stuccati alla veneziana, con bordature dorate, le poltroncine rivestite di stoffa leopardata….

. dove una volta c’era l’abside adesso avevano ubicato il bancone del bar, e sull’altare regnava il DJ!!! C’era musica dal vivo quando siamo entrati, e mi è sembrato di assaporare in pieno la sensazione di essere in Italia, il cantante, moreno, gel nei capelli, camicia fuori dai jeans, deve essere un tipo famoso perché poi ha anche promozionato il suo imminente disco…., intonava canzoni di Gianni Togni, Pupo, il delirio su vespa Special dei Luna Pop e accendini accessi su Albachiara del mitico Vasco. Tutti cantavano e a mani alzate accompagnavano il ritmo…. Insomma l’Italia quella che mi manca tanto, era tutta lì, felice di divertirsi senza tanto alcol, come succede qui e….senza fumo!!!

Poi finalmente è arrivato il lunedì 25, festa della liberazione, ultimo giorno di vacanza per me…. E direttamente da Roma, senza soste, spingendo come un matto sull’acceleratore, veniva verso di me chi mi ha rubato un pò il cuore ultimamente….un pò troppo non mentiamo….

Momento fatidico “scendi sto qua sotto”, tachicardia… batticuore, palpitazioni varie…. E i miei cugini a prendermi in giro….

Scendo, e subito occhi negli occhi, abbraccio desiderato 15 gg……

Non ho mai creduto alle storie a distanza, riescono ben poche volte e inevitabilmente c’è chi deve cedere un pezzo della propria vita all’altro…e per farlo deve valerne la pena, e per valerne la pena ci si deve conoscere un bel pò e se si è lontani, questo è veramente difficile.

Non dimenticherò mai il pomeriggio passato alle colonne di san Lorenzo, con il cielo azzurro su Milano e il sole che ci bagnava i volti…. E nemmeno la fresca, interminabile, stupenda notte, nella quale cercavamo invano una spiegazione al perché siamo lontani….

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3 risposte a Che cos’e’ il

  1. dani scrive:

    Gli italiani sono diversi degli spagnoli perche l´italiano è “felice di divertirsi senza tanto alcol, come succede qui [in Spagna] e….senza fumo!!!” [GQ dixit]

  2. dani scrive:

    Un webblog es la apariencia que toma un Diario en la era la WWW. Ahora bien qué es un diario.

    Intento de definición:

    TESIS SOBRE EL DIARIO

    I. El diario es la escritura de sí sobre sí mismo.
    II. Un diario es la escritura de cada día.
    III. Un diario es la marca de la obsesión por la escritura.
    IV. El diario es un género donde se puede escribir cualquier cosa: mezcla heterogénea de relatos, recuerdos, descripciones de lugares y personas, aforismos, ejercicios de estilo, microensayos, polémicas, notas de lectura, viajes, destellos intelectuales, conversaciones, transcripción de sueños, etc.
    V. El diario es la escritura del que no escribe.
    VI. El diario es una forma de autoconocimiento.
    VII. Todo diario es una WORK IN PROGRESS que dura lo que dura la vida de quien lo escribe.

    No dejes de escribir G., aunque entiendo que puedas tener reparos en seguir siendo leída. de cualquier forma continúa y no dejes nada por decir de lo que tengas necesidad.

    Un saludo G.

  3. Carlo scrive:

    Ciao angelo, ma quanto sei carina!!
    Ho letto e riletto il resoconto del weekend trascorso insieme a Milano e ogni volta mi sembra ancora più bello….grazie ancora di essere venuta al mio compleanno!
    Un grande abbraccio e un bacio
    Carlo

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