Nobilissima Roma, ho

Nobilissima Roma,

ho deciso vengo a trovarti.

I motivi per farlo si sono improvvisamente ampliati e quello che più mi sorprende è il modo in cui tutto ciò è accaduto. Dovrei fare tesoro di quello che qualcuno disse tempo fa “ la vita è quello che ti va succedendo, mentre tu ti impegni nel fare altri piani.”

Le tue memorie fatte luce nei tuoi caldi lampioni mi accarezzarano l’anima anche stavolta?

Il mio udito sentirà lontano il rullo di tamburi che scalda i cuori di mille soldati dai sandali di cuoio allacciati fino al ginocchio?

Le tue sacre pietre mi faranno ascoltare il fruscio del carboncino su carta di Pietro da Cortona?

Lo zigzagare tra una birra e l’altra a campo dei fiori, placherà le mie capacità volitive?

Tra un Ave Maria in chiesa, abiti bianchi e confetti, qualcuno pronuncerà il si, nella tua magia di città eterna.

Roma terra immensa e infinita.

Terra di guerra e pace

Terra di voci e di croci

Terra di morte.

Terra di sorte

Terra di vita

Mille arie glassate.

Mille cieli pigri.

Mille acque fresche.

Mille soli ardenti .

Mille lune rosse

.Mille e mille anni.

Mille storie.

Tra cui la mia.

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Una risposta a Nobilissima Roma, ho

  1. leire scrive:

    que bien Lisboa, Javier!
    ciao Giordana è tanto che non ti scrivo, avrei voluto raccontarti la mia storia, ma oramai anche per te tutto è passato. Se non l’hai ancora visto, vorrei che tu vedessi il film Piedras di Salazar. Almodovariano, è la storia di cinque donne fissate per le scarpe. Non è che sia particolarmente interssante o meglio originale, ma quando lo vidi per la prima volta rimasi impressionata dal personaggio di Leire interpretato da Nawja Nimri. Vorrei lasciarti il suo monologo finale, spero che ti piaccia, ti si addice in questo momento, come si addiceva a me qualche mese fa…i sogni a volte sono una scusa per vivere…
    “Lisboa es rara, es una ciudad en la que tengo recuerdos de cosas que no he vivido, pero eso me hace ir despacito, más tranquila, con dos dedos, torpe pero acertando las letras que quiero dar, estoy tranquila por fin; al menos no siento que me muero por dentro, eso es bueno, no?.

    Y tengo ganas, pequeñas, pero ganas de empezar otra vez y olvidar que esta y cualquier ciudad esta a veces tan triste como yo y notar que estoy cambiando, aunque solo sea un poco, bueno, si es mucho mejor.

    ¿Has visto que egoístas nos volvemos cuando estamos solos?…¿tú crees que nos enamoramos solo para no estar solos?.Yo creo que me he enamorando de un chico, bueno de su cogote, me encanta el cogote de un conductor de tranvía que no conozco.

    Espero que lo que tengas ahora sea lo que siempre soñaste tener, ¿dónde irán los sueños cuando no los conseguimos?, porque a algún sitio tienen que ir, aunque creo que al final los sueños no son más que una excusa, pero una excusa muy gorda; son la excusa para vivir.

    Por eso a veces se convierten también en la mirada nostálgica de lo que nunca fuimos; ¡qué putada!,Javier. Asumir que nunca serás lo que siempre deseaste, ni esperarlo siquiera, ¡joder!. Deseo, deseo, deseo.

    Quiero con todas mis fuerzas ser feliz y con eso hacer también un poquito felices a los que me rodean, eso es lo que siempre quise.

    ¡Ay que bien, que bien Lisboa!, Javier.”

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