FRANCESCO GATTI

ARCHITETTURA

ORIGAMI ARCHITECTURE

CAR MUSEUM

il progetto vincitore del concorso nell´area di Jiangning, esattamente nella high-tech zone, a Nanjing in China e´di FRANCESCO GATTI.

Era l´ ottobre del 2007, durante i primi mesi del mio viaggio RTW. In Cina, sia a Pechino che a Shanghai e ad Hong Kong, ero stata ospitata da varie persone e mi ero ben inserita in un circuito di feste, uscitine e visite.

Avevo conosciuto Francesco ad una festa a Shanghai, allínterno dei locali della camera di commercio italiana o qualcosa del genere.

Una festa piena di Italiani, di prosecco, di Chianti e di ragazze cinesi ipertruccate, scollate e tacchettate al massimo. Peró…pensai, ma tu guarda le cinesi…

Parlammo un bel pó quella serata, ma poco di lavoro e di architettura, furono chiacchiere italianamente condite e ben innaffiate.

Peró rimanemmo d´accordo che avrei incluso anche la sua intervista nel mio libro ArchitecTour, al quale sto lavorando attualmente con ritmi incessanti. Poi grazie alle mail di massa e al facebook, siamo quasi sempre stati a conoscenza dei rispettivi movimenti e dei progetti…

Al congresso di Torino sfogliando i numeri dell´Arca, un sorriso mi illuminó il viso al leggere di Francesco e dei suoi progetti folli, organici , genetici…

Credo che differentemente dalle archistar, dove le critiche sono plausibili e forse anche giuste, e di cui giá sono noti sia stili che filosofie, nei progetti di architetti emergenti, come in questo caso, dato che Francesco e´ abbastanza giovane, pubblico direttamente la sua spiegazione inerente al museo dell´áutomobile , per non minimizzare qualcosa o decifrare in maniera errata, la volonta del suo progetto.

Museo per automobili a Nanchino

“Car Experience” é il progetto per un edificio incentrato sull’automobile; l’automobile come oggetto del desiderio, mondo da esplorare, tecnologia da studiare oggetto da esporre e mezzo grazie al quale navigare attraverso l’edificio.

Qui il mondo dell’automobile e della macchina si interseca con il mondo dell’umano dell’organico creando una nuova tettonica con sistemi diversi da quelli usuali formati da spazi piani, squadrati e a misura d’uomo. Qui tutto è a misura di automobile, qui la macchina è il sistema di riferimento.Non ci saranno più piani e scale, muri e ascensori ma rampe, che sinuose salgono gradualmente creando uno spazio fluido, dove i flussi di auto si possano muovere liberamente e raggiungere i vari livelli dell’edificio.

Nella grande scala lo spazio ricorderà tettonicamente quello stradale, avendo una struttura simile a unautodotto o a un parcheggio, ma nella piccola scala sarà complesso, ergonomico e sofisticato come quello degli interni di un’autovettura.

La struttura principale dell’edificio sarà una rampa a spirale divisa da una vetrata in una parte interna e una esterna.

Nella parte interna, riservata ai pedoni la pendenza sarà dolce e graduale, in quella esterna dove la pendenza sarà più brusca ed estrema ci sarà la circolazione delle automobili.

La tipologia dell’edificio si sviluppa in un percorso sequenziale, simile alla struttura di un film, dove la protagonista indiscussa é, l’automobile. Il visitatore, come lo spettatore di un film è costretto frame dopo frame a seguire il percorso spaziale e narrativo imposto dall’architettura del museo.

Il visitatore entrerà nel museo con la propria automobile iniziando il percorso espositivo come in un safari, salendo la spirale esterna in uno spazio stradale “ estremo”, formato da salite e discese che creeranno una superficie ondulata per esporre le automobili in diverse angolazioni e poterle osservare alternativamente dal basso e dall’alto.

Questo movimento alternato con funzione ludico-funzionale creerà un conseguente movimento nella facciata dell’edificio, che si presenterà come un foglio di cartone ripiegato e pieghettato più volte, dove ogni piega sarà la scusa per esporre, in un’inclinazione adeguata le automobili agganciate al pavimento inclinato.

Il percorso espositivo del visitatore automunito partirà quindi dal piano terra per salire attraverso la rampa a spirale fino al soffitto dell’edificio.

Qui potrà parcheggiare la macchina ed entrare all’interno del museo per scendere a piedi nel percorso espositivo sulla spirale con inclinazione più dolce e tornare al pian terreno. Dal pian terreno grazie ad un ascensore potrà tornare sul soffitto a prendere la macchina o in caso possieda macchina con autista potrà andare direttamente via dal parcheggio temporaneo all’uscita del pian terreno.

In questo modo il percorso espositivo sarà diviso in due tipi di esperienze:

1) La prima sarà un’esperienza a salire, all’interno della propria automobile.

La salita si svilupperà in un percorso cronologico che parte dalle auto più moderne in basso perarrivare alle auto d’epoca sul livello più alto.

In questo percorso si partirà da un livello di rappresentanza dove il soffitto sarà alto 9 metri per arrivare gradualmente in alto alla fine della spirale dove il soffitto sarà di soli 4,5 metri di altezza. In questo percorso la rampa carrabile sarà discontinua creando, con brusche salite e discese, ilcontinuo cambiamento del punto di vista dell’osservatore e l’inclinazione delle autovetture esposte,generando un’esperienza diversificata e ricca di stimoli visivi e percettivi.

2) La seconda sarà un’esperienza a scendere a piedi.

La discesa al contrario dell’esperienza precedente partirà cronologicamente dall’esposizione delle autod’epoca fino ad arrivare alle auto più moderne al pian terreno.

La rampa a spirale a scendere avrà un’inclinazione che si alterna dolcemente da 0 a 7%, quindi sarà unpavimento inclinato in maniera impercettibile che come uno scivolo porterà il visitatore fino al pianterreno con il minimo sforzo. In questo modo si fará godere a pieno la passeggiata per non distrarre laconcentrazione del visitatore con gradini, ascensori e altri ostacoli nel movimento, in modo che lo sguardo possa essere sempre libero nella percezione fluida dell’esposizione. La superficie della rampa sarà costellata di “ scatole” di vetro che emergeranno dal pavimento e dalsoffitto raggiungendo diverse altezze a seconda delle funzioni che racchiudono. Ogni prisma di vetroracchiuderà una funzione diversa.

L’intensità di questi volumi sarà alternativamente minore o maggiore a seconda se lo spazio sarà adibito a funzioni in open space, o a funzioni che richiedano maggiore privacy come uffici, sale riunioni, sale per conferenze, laboratori, bagni e cucine.

La facciata dell’edificio sarà completamente permeabile alla vista e svelerà immediatamente il gioco dei piani e la fluidità della spirale interna ed esterna.

L’edificio si presenterà come un espositore di automobili a scala urbana, con le sue pieghe accattivanti cariche di scintillanti autovetture.

Questo progetto si propone di diventare un punto di riferimento internazionale nel mondo dell’automobile e un landma
rk inconfondibile nel territorio di Nanchino, immediatamente riconoscibile da chiunquepercorra le strade circostanti ma anche visibile dal cielo e perché no anche dal satellite da dove sempre maggiori internauti esplorano le bellezze del globo.

Francesco Gatti

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2 risposte a FRANCESCO GATTI

  1. CLAUDIO scrive:

    AMBURGO E L’ARCHITETTO
    QUANTO E’ BELLA AMBURGO E QUANTO INTERESSANTE PER VIVERE DA ARCHITETTO LI’

  2. francesca scrive:

    3GATTI
    INTERESSANTE PROGETTO, congratulazioni.

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