Sensualità   Le culture

Sensualità

Le culture popolari prive ormai della relazione che le lega alla terra e alle consuetudini quotidiane dei popoli diventano CD plastificati o quadretti da salotto da incorniciare al ritorno dalla vacanza etnica di turno.La Tarantella non ha più un legame con il sudore, e il lavoro nei campi. Il Flamenco, neppure. La Capoeira lo ha conservato in parte (il sudore, la polvere e la carne sono quelli delle favelas, dove la vita è un eterno ritorno e la miseria si alterna alla felicità ad un ritmo frenetico). E la Venezia di ora ha una atmosfera un po’ più post-moderna (milioni di turisti al giorno con orologiazzo d’oro, telefonino con suoneria di Fabri Fibra e borse di Gucci) di quella raffigurata nel finto Canaletto che ti vendono a Piazza San Marco.

Rimane solamente la sensualità che ancora si può spremere da quelle che, da “culture”, si sono trasformate in accattivanti prodotti commerciali scartabili come un lettore MP3. Da un lato questo è ok, perché si riesce a conservare la memoria di riti, o l’aspetto di architetture, o di certe forme urbane che altrimenti andrebbero a finire in musei popolati solo da nerd, da DVD e monografie. Ma nel considerarle ancora “culture” si rischia di perdere di vista il senso dell’INSIEME del nostro mondo globale, che appunto deve darsi una CULTURA GLOBALE e di identificarsi in una SOCIETA’ GLOBALE.

Tuttavia sono proprio il turismo, la Tarantella plastificata ad uso e consumo (vieni, vedi e (te ne) vai), e il consumo stesso che ci avvertono di una necessità ben precisa: la SENSUALITA’.

I bisogni da cui ci siamo emancipati ci hanno reso sicuri, ma annoiati. Ci ritroviamo a cercare sensualità ed emozioni, facendo accurata selezione di offerte possibili, presso agenzie di varia natura che le propongono, ma senza coinvolgimenti a vita. L’offerta del “turismo culturale” non è che una di queste agenzie.

Qualunque cercatore di Zeitgeist dovrebbe tenere presente questo: la sensualità muove il mondo.

Nn è la chiesa, nè le ideologie, nè le utopie. Sono i sensi. Sono i Pet Shop Boys nel video di Go West, che non si capisce se prendono in giro l’ideologia o la fine di essa. Dicendolo, comunque, con la musica.

La forma, la funzione e la struttura del mondo si vanno definendo nel quadro comune di questa nuova legittima necessità.

La tolleranza verso la quale, è stata (e sarà) la forza della cultura occidentale.

PesciPensieri

Per il video dei Pet Shop Boys vai al sito: http://grouper.com/GlobalMedia/MediaDetails.aspx?id=981059

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