spiegazioni

È vero, dopo tanti anni di fatiche non riconosciute/appagate, uno che deve fare in Italia? Si spara o espatria. Oppure con l’arma che aveva intenzione di usare per spararsi va all’assalto di qualche farmacia.
Che dire, questo è uno stato di fatto che riconosco e che mi sembra super-cristallino, evidente. Sinceramente quelli che non sopporto sono gli abbaiatori “a priori”. L’Italia è in difficoltà. Ha una cultura dell’esaltazione del demerito e gli eccessi della critica raggiungono lo stato di un’isteria patologica. E non è una cosa che si sradica dall’oggi al domani. Tra l’altro è di moda non lasciare neanche il tempo che certe scelte abbiano un minimo di attuazione come è ampiamente dimostrato quando qualsivoglia governo tenta di fare una riforma del sistema giuridico, sanitario o scolastico. In Italia muovi una foglia e via di proteste e manifestazioni deliberatamente violente. Brunetta cerca di far risparmiare qualche soldo allo Stato mettendo pressione a un paio di fannulloni e in Italia gli danno dello stupido. Sembra che sappiamo reagire solo quando siamo realmente punti nell’orgoglio. Ma solo pochissime volte, perché nella maggior parte dei casi ci accontentiamo del baratto di insulti. Questa situazione è stata voluta e creata dagli italiani e non da un popolo di marziani, di estranei. Questo non significa che ognuno di noi deve sentirsi un o IL colpevole. Bisogna accettare questo stato di fatto e il più presto possibile e dobbiamo renderci conto che è finito il tempo dello spaesamento, del “ci sono rimasto un po’ cosi”. Prendere atto, ma adesso reagire, fare qualcosa di fisico, di concreto. Anche minimo, microscopico, purché sia un passo successivo a quello della critica piazzata là e basta.
Vabbè vabbè. Mi rendo conto che ho infarcito il tutto con troppa filosofia del tipo: 4 Luglio “Americano”. Ma proprio non vi era piaciuta la mia PILLOLA? Io ve la ripropongo

Delle volte uno vuole fare colpo sulle persone. Sai com’è, una cena…, persone che non conosci…, cominci a fare due chiacchiere con una tipa…
Quando ti chiedono cosa fai nella vita, per un attimo ti rinvigorisci. L’Architetto! ..azzo, che parola seria, grave, pesata e pesante!
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<> Ma de che, ma quali “cose”, produrre quando…ma io mi dico: ah, è così? Produco? Creo? Quando succede avvisatemi . Sapete cosa ho disegnato 2 giorni fa? (Intendo: il giorno che era 2 giorni fa)? Porte. Solo porte. Ho disegnato porte per 8 ore su tre piante che verranno stampate in scala 1:100.
Dal nulla comparivano porte

PS

Giorni fa scrissi un post. Per farla breve, qualcuno si offese. Vennero qua ed invece di dire qualcosa di interessante, anzi invece di dire “qualcosa”, lasciarono insulti e poi se ne andarono. Mi difesi, sempre all’interno di questo spazio, ma loro non contenti ritornarono. Poi qualcuno dei lettori ci mise del proprio andando a lasciare commenti di un certo “stile”. Stile che a me piaceva, ma comunque, per dare un’abbassata di tono generale, ho dovuto mio malgrado eliminare il tutto (o quasi).
Un tipo aveva lasciato un commento su una tipa che sta in Dubai, una ragazza del blog “al lato”. Questa vicina si è risentita e io ho cancellato il messaggio che la chiamava in causa. Ho cancellato anche il suo perché di fatto non aveva nessun nesso con i discorsi che si stavano facendo e tra l’altro lasciava un commento a riguardo di questo blog che non mi era piaciuto.
E voi direte: allora lasci solo i messaggi che ti elogiano! E quali sarebbero scusate? No, io non lascio solo i messaggi che mi “elogiano”, …è che io non vado negli altri blog a giudicare i commenti che lascia la gente stabilendo se sono o non sono utili. Altri lo fanno, io questo non l’ho mai fatto. Piuttosto faccio di tutto affinché gli altri non lo facciano qui da me, così come gli altri fanno di tutto affinché non si facciano da loro le cose che non sono di loro gradimento.
Alcune persone sono state davvero ostinate nell’offendermi e credo proprio che continueranno ad esserlo. Siccome queste persone non sono capaci di darsi una calmata, devo usare qualche metodo coercitivo per difendermi e l’unico che si ha a disposizione è questo: la cancellazione del messaggio. A poco valgono le critiche come quelle di Giordana, che di per sé ha pure ragione, perché qualcuno (e sia ben chiaro che non parlo di lei) dovrebbe imparare a starsene zitto, a non invadere gli spazi altrui con le proprie psicosi da internamento.
Non so tenere un blog? Può essere, intanto la situazione è questa e non per colpa mia. Se qualcuno pensa invece che la colpa sia anche mia, allora vorrà dire che avrò sbagliato due volte. Capita. Per lo meno non ho insultato.

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4 risposte a spiegazioni

  1. giordana scrive:

    semplicemente
    NON SAI TENERE UN BLOG.
    abbasso la censura!

  2. gino scrive:

    eccomi qui di nuovo
    appena lasciato un appunto sul blog dei tuoi amici londinesi. buonagiornata

  3. Marco scrive:


    …ho visto cose su questo blog che voi umani non potreste immaginarvi….la forza ed il coraggio dei nostri commoventi connazionali all’estero (cit), ormai temprati dalla rigida disciplina calvinista del Nord Europa e da una dieta a base di fish and chips, nel difendersi dalle terribili accuse che tu Ed li hai lanciato contro, i fans commoventi dei nostri commoventi connazionali all’estero difendere in maniera commovente gli stessi commoventi connazionali…E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo…come lacrime nella pioggia.

    …il blog è il tuo…quindi puoi fare ciò che vuoi dei messaggi che ricevi…neesun probelma per me…

  4. Daniela scrive:

    commento sul post del post del post..
    Caro Ed,
    posto che ognuno è libero di fare le proprie scelte e guai a chi le tocca (almeno così pare qui fra questi blog…:)) condivido in parte ciò che dici. E’ vero. Quando ci si mette al sicuro in una bella fascia di protezione è facile abbaiare. Ma, credo tu lo sappia, è complicato, duro e triste stare qui a lottare contro quei mulini a vento fatti da lobbies, nepotismi e sfruttamenti di vario tipo (situazioni che trovi nel 90% degli studi qui in Italia). E quindi si espatria non solo per scelta ma anche e soprattutto per mancanza di opportunità. E ci si incazza anche un pò…E si va in posti, ovviamente, migliori e più dignitosi. E fra questi figura, o perlomeno figurava, Londra. O Barcellona. O, ad oggi, Dubai. Scelte sicure, faticose sicuramente, ma che comunque ti danno qualche garanzia in più rispetto all’Italia.
    La domanda che ti faccio io è: dopo tanti anni di fatica, sudore su libri e disegni, di impegno e convinzione e tanta tanta passione, quanti deciderebbero di arare questo terreno brullo e quasi del tutto infertile e quanti invece vorrebbero piantare il loro semino per cercare di far crescere una pianta solida e rigogliosa?
    Cmq..a tutti coloro che amano la professione e che vogliono fare una scelta un filo più coraggiosa consiglio il sito dell’ASF http://www.asfit.org/it/index.php….
    Um abraço.
    Daniela.

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