il buon esempio

Ormai lo dovreste sapere. Grazie ad Internet mi tengo continuamente aggiornato sulle italiche vicende. Ad esempio, l’altro giorno, sono venuto a sapere di un fatto increscioso. Pare che il notissimo architetto “rosso” Massimiliano Fuksas abbia avuto un alterco con il Capo della protezione Civile, Guido Bertolaso, in un ristorante di non so dove. Allora nasce il problema di dove andare a cercare la verità. Sarà che per le fonti di Destra Fuksas sia un provocatore? Sarà che per le fonti di Sinistra Fuksas sia la vittima di una provocazione? Un bel cruccio. Vabbè ma allora che si fa adesso? E adesso concentriamoci su altre cose, va là, come ad esempio l’eroe di Matosinhos, meglio conosciuto come Álvaro Siza Vieira. L’altro giorno ho potuto assistere ad una sua conferenza nell’auditorium della Facoltà di Architettura (l’Auditorium Fernando Távora). La cosa mi ha fatto fantasticare. Ma ci pensate: fare una conferenza dentro un auditorium che tu stesso hai progettato!!! E non so quanti anni fa!!! Sublime. Lasciatemi sognare ancora un altro po’…ecco, finito. Mi recai in Facoltà con l’idea di assistere ad una certa agitazione per i corridoi. Ed invece molte persone erano ancora in giro (nonostante la conferenza fosse già iniziata da circa un quarto d’ora), passeggiando tranquillamente o discutendo dei loro progetti nelle aule (le porte sono in parte vetrate). Non è più come una volta, pensai fra me, una volta ti entrava un Siza qua dentro e diventava tutto un macello. La conferenza era stata promossa da una rivista portoghese che si occupa di aspetti tecnici, ingegneristici e oserei dire “cantieristici” dell’architettura. L’ultimo numero era (ed è) dedicato al famoso progetto della Fundação Iberê Camargo (Porto Alegre, Brasile). Quello delle rampe. Beh, a mio giudizio è un progetto meraviglioso. Mi ricordo che anni fa, appena sbarcato sul suolo portuense in qualità di Erasmus, ebbi la fortuna di beccare un’esposizione dedicata al buon Álvaro allestita all’interno di alcune sale del centro storico (messe a disposizione da un’importante istituto bancario). La bellezza di quell’esposizione furono soprattutto i plastici (alcuni in scala 1:20) mentre, in una saletta buia, era in proiezione un dvd dove l’uomo di Matosinhos ci parlava di alcune opere. Mi ricordo di Siza che tentava di spiegare i principi che davano la forma al progetto della Fundação, puntando con la bacchetta alcune parti del bellissimo plastico in legno. Non mi convinceva. Ma, come sempre si dice, il tempo è galantuomo. Eh? Che ne dici Fuksas?

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