2013

Più di 7 milioni di italiani sanno che le festività natalizie si concludo dopo il passaggio della Befana. Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio una simpatica nonnina (forse la coniuge di Babbo Natale) deposita doni e dolciumi nelle calze appese sui bordi dei caminetti o nelle ceste di vimini che hanno lasciato sotto il Tannenbaum. Verranno riempite di nuovo, come nella Vigilia del Natale. Al di là dei presunti legami affettivi con le foreste lapponi, è quasi certo che la vecchina venga da molto lontano e dicono che il suo mezzo di locomozione sia una scopa volante. Ai più cattivi la Befana “regala” un bel pezzo di carbone, ma oggigiorno sembra essere meno severa. I danni collaterali di questo carbone sono in genere qualche carie in più, per i bimbi più golosi.

Alcuni strani “movimenti” coinvolgono anche il Presepe. I Magi si portano di fronte la stalla di Betlemme. Sono venuti dal lontano Oriente, guidati dal bagliore di uno strano astro. Per tutta la notte hanno schivato greggi di pecore e altri ammassi di bestiame.

Non è ancora tempo di rimettere tutto negli scatoloni. Quelli soliti, gli stessi di sempre. Quelli che hanno un odore strano, un “aroma” di muffa. Quando li squoti “prima dell’uso” senti un rumore di festoni e  di palline che tentano di cozzare le une contro le altre. State buone, palline! C’è ancora un’ultima abbuffata. Le ultime chiacchiere dopo la Messa. Il tempo per un lungo sospiro prima di affrontare le avversità di un anno difficilissimo.

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