mai una soddisfazione

Dall’Italia arrivano notizie inquietanti. Per la terza volta consecutiva, il popolo dell’ex Bel Paese non ha avuto l’opportunità di poter eleggere il proprio Presidente del Consiglio. Eppure la Costituzione parla chiarissimo: i cittadini sono tenuti (per diritto e per dovere) a scegliere un rappresentante che avrà il compito di lavorare per il progresso e il benessere della Nazione.
I nuovi grandi eroi dei nostri tempi – penso ai desaparecidos del «Se Non Ora Quando», ma non solo… – sono rimasti del tutto indifferenti alla cosa. Anzi. Qualcuno di loro ha tentato di guadagnarsi un vantaggio da questa serie prolungata di anomalie, pretendendo che gli fossero consegnate le chiavi del Governo senza troppe storie. Secondo una strana e poco democratica logica, il voto dei 2/3 degli italiani “aventi diritto” – che avevano sfiduciato questo “qualcuno” nel corso delle ultime elezioni (democratiche) – non meriterebbe nessuna considerazione.
Pare che anche la stessa incolumità fisica e morale di alcuni parlamentari sia stata messa a dura prova, grazie alle lamentele di una minoranza che non si sentiva troppo ascoltata. Si è pensato che una manciata di insulti e un paio di gomitate ben assestate fossero molto più efficaci di una ragione difesa verbalmente.

E aumenteranno le tasse. Perché in Italia si pensa che coloro che dispongono di soldi debbano pagare l’intera crisi economica (e) mondiale.
Anche nel lontano Portogallo il Governo Locale non è altro che l’esecutore delle volontà della UE, ma tra gli italiani rimane comunque l’idea che, dal punto di vista democratico, ci siano più vantaggi qui che in Italia.

L’Architettura ne risente. Gli Ordini Professionali suggerisocno degli utilissimi corsi di formazione. Perché la formazione, certificata, sarà imprenscindibile per poter esercitare “La Professione”.
Sono arrivati nel momento sbagliato.
Con la crisi che c’è e che ci sarà (grazie alle nuove tasse) e la mai risolta questione del rapporto di lavoro “continuativo” mascherato da collaborazione sporadica tramite partita iva,…io mi chiedo: ma chi avrà il tempo, lo spirito giusto e le disponibilità economiche per potersi formare?
Al momento, dunque, NON sembrano esserci buone nuove. Si naviga a vista, come si dice sempre quando ci si saluta tra vecchi amici, nonostante i sacrifici e le rinunce fatte dei nostri genitori in un tempo ormai molto molto molto lontano. Un tempo dove si sceglieva a malincuore di lavorare in banca, invece che di fare l’artista. E questo, solo per permettere ai propri figli, un giorno, di poter fare gli artisti.

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