data stellare 26.11.2006

A quanto pare il mio intervento ha fatto breccia…
Lasciate che vi racconti una cosa “mia”: al di là delle evidenti manifestazioni di follia infantile (a 4 anni andavo sostenendo che avrei fatto l’architetto della Lego… tutte le rotelle a posto non le avevo evidentemente), mio padre fin da piccolissimo mi ha detto “tu farai l’ingegnere”. Lui tutt’oggi nega, ma io ho ricordi nitidissimi.
“Io farò il calciatore!”
“No, tu farai l’ingegnere!”
“Io farò l’architetto della lego!”
“No, tu farai l’ingegnere!”
“Io farò il professore di lettere!”
“No, tu farai l’ingegnere!”
A forza di lavaggi del cervello (a 90° e senza ammorbidente oltretutto) finito il liceo mi sono iscritto a ingegneria. Mio padre avrebbe dovuto intuire immediatamente che razza di casino aveva combinato, visto che a mezzanotte della sera prima dell’ultimo giorno di consegna dei documenti di iscrizione, ancora non avevo scelto QUALE ingegneria… e non per indecisione, bensì per mancanza assoluta di voglia.
Mi sono fatto i miei bravi 3 anni, ciondolando qui e lì, dando qualche esame ogni tanto giusto per non farmi rompere le palle.
Dopo 3 anni mio padre sbotta
“Non ce la faccio + a vederti così! Se vuoi cambiare facoltà, fallo! Se vuoi andare a lavorare, fallo! Ma fai qualcosa!”
Per me fu come sentirmi dire dal secondino “Ragazzo, c’è stata l’amnistia. Sei libero!”. Iniziai un programma piuttosto feroce di selezione. Andai a seguire lezioni a economia e commercio, lettere, lingue. Alla fine mi trovai dalle parti di Valle Giulia. E scelsi.
Ovviamente il DNA doveva avermi detto qualcosa in quel momento, avendo avuto un padre, uno zio, un nonno architetti e svariati altri parenti prima che la facoltà di architettura venisse creata qui in italia…
Ho iniziato subito a lavorare come disegnatore CAD, dal primo minuto. Lo usavo piuttosto bene, perchè fino a quel momento mi ero divertito a progettare arene per Quake (famoso sparatutto) con un programma molto simile a autocad…
Insomma: la vita si era dannata per mandarmi dei segnali.
Li ho solo interpretati con un leggero ritardo…
Quale è la morale di questa storia? Che ognuno di noi ha una storia da raccontare. L’università, dico sempre, se non la ami, non la fai, non la finisci.
Se abbiamo finito architettura, abbiamo sputato sangue sull’esame di abilitazione (cosa che sto facendo anche oggi… O Dio mio… è martedì… mi sento male al solo pensiero…), è perchè noi questo mestiere lo amavamo.
Dove sbagliamo? Perchè non troviamo lavoro? Perchè ci lasciamo mettere così i piedi in testa?
Ci odiano? Sono tutte carogne? Sono cattivi? Siamo troppo buoni?
Il problema è sempre lo stesso: se qualcuno fa qualcosa è anche perchè qualcun’altro glielo lascia fare.
Noi abbiamo permesso che CHIUNQUE ci camminasse sopra. Quando l’idea di “sbottare” era tanta, c’era sempre qualcuno che ci diceva “Ma che ti metti a fare? Ma in fin dei conti ti serve per l’esperienza! E poi questo signore non è così male, ti ha anche fatto il regalo a natale…” Se poi ci saltava in testa di rivolgerci al sindacato “Ma sei impazzito! Guarda che ti rimane tipo fedina penale! E poi i sindacalisti sono tutti ladri! Sono i primi a mangiarci”
La volete sapere una cosa? ANDIAMO A FARGLI IL MAZZO! Questa gente è composta da piagnucoloni imbecilli, capaci di fare i grossi con i piccoli e i vermi con i grossi! I nostri DIRITTI li abbiamo e dobbiamo imparare a farli valere!
Vi racconto di un’amica… aveva fatto un lavoro. L’accordo era: ritenuta d’acconto, lavoro finito entro un mese, entro la fine del secondo ti pago. Ok. Lavoro consegnato, ricevuta della ritenuta consegnata. Passa il primo mese, passa il secondo, passa il terzo. La mia amica non era una tipa tutta infighettata con mamma e papà che pagano (tipo quella specie di bestia che hanno intervistato tempo fa a “Anno Zero”: quanti anni hai? 30. Che fai nella vita? Niente. Come niente, lavorerai.. studierai…? No, no: niente, è che non ho ancora deciso. E mamma e papà ti hanno mandato a Rimini in vacanza. Sì… ecco: qui va uccisa la bimba di 30 anni e deportati i genitori), questa mia amica è una ragazza che paga l’affitto e si sfascia dalla mattina alla sera per la sua indipendenza. Il tipo non si faceva trovare al telefono, era sempre impegnato, sempre pieno fino alle orecchie e non faceva mai avere sue notizie. La mia amica era disperata e mi chiede aiuto. Ho un’idea: mettiamo in mezzo il sindacato. Chiediamo aiuto, ci aiutano a scrivere una mail. Nessuna minaccia, nessuna offesa… roba del tipo: “sono sicura che è impegnato, e mi dispiace disturbarla, ma poichè non ho ancora ricevuto il compenso pattuito per il mio lavoro, vorrei ricordarle che questo rimane di mia proprietà e pertanto vi diffido a farne qualsiasi uso, altrimenti sarò costretta a ricorrere ai sindacati per far valere i miei diritti di autore e lavoratore“.
Dita incrociate. Spediamo il tutto alle 19.00. Il bastardo effettua l’accredito alla mia amica a MEZZANOTTE.
Una vertenza sindacale NON rimane sulla vostra carriera. Una vertenza sindacale può essere effettuata anche se avete lavorato per 1 solo mese in uno studio, senza avere un solo pezzo di carta che lo attesti. Nei processi di questo tipo, quando è la vostra parola contro quella del datore di lavoro, il giudice tende a favorire il LAVORATORE in quanto persona più debole.
Chi lo sapeva questo? Quanti sanno diversamente? Ragazzi, ho amici e parenti nel sindacato: i diritti che abbiamo (ve lo posso garantire) sono inimaginabili!
Allora, quando è così, si fa una DENUNCIA!
“Ma io non posso permettermi l’avvocato!”
Il sindacato ve ne offre uno gratis! Vi aiuta, vi assiste, vi protegge.
Lo sapete che se siete sotto contratto e andate a fare lo scrutatore al seggio elettorale, il datore di lavoro vi deve pagare i giorni che siete al seggio (oltre ai soldi che prendete dallo stato per il servizio) o in cambio vi può offrire i giorni di “riposo compensativo”?
BASTA CON QUESTI DISGRAZIATI! BASTA CON QUESTI STRAPEZZENTI! Trasciniamoli in tribunale, costringiamoli a darci il dovuto! Questa storia di imparare è una CAZZATA che ci propinano per sfruttarci! Loro pensano di cacciarci e risolvere tutto! E non dimenticate che il 90% di questi personaggi, quando ricevono la telefonata dell’avvocato del sindacato, risolvono al volo, pagando TUTTO E IMMEDIATAMENTE. Quindi la loro politica, nel mandarvi via è “Io ci provo, magari se ne va senza rompere troppo!”.
E chiudo l’intervento con un: è vero che in Italia non c’è alcun rispetto per i laureati? E’ vero che questo posto fa schifo, non valorizzano le vostre doti, non trovate lavoro nemmeno a morire? E’ vero che vi sfruttano, vi usano e vi gettano? Allora la soluzione è: la fuga. Io ho un biglietto d’aereo pronto. Non sto scherzando: mi sono dato una scadenza. Ho 30 anni e lavoro come un mulo. Se non trovo nessuno disposto a farmi lavorare e darmi quello che merito, io emigro. E chi se ne frega se mi dovrò lavare la biancheria da solo e dovrò lasciare mamma, papà e amici. Domandatevelo una volta per sempre: è più difficile imparare una nuova lingua e vedere i propri genitori una volta all’anno o combattere per un posto in un call center e vivere da frustrati per tutta la vita?
E’ un coraggio grande, quello che vi chiedo di prendere a due mani… ma darà i suoi frutti.
I sindacati e l’estero. Sono, per noi, l’unica e l’ultima soluzione.
Vi opprimono? Chiamate uno dei sindacati, quello più vicino alla vos
tra parte politica. Lasciatevi consigliare! E non dimenticate: questa balla del “se lo fai, qui nessuno ti farà più lavorare, perchè io conosco un sacco di gente!” E’ falsa come una moneta da tre euro!
Scappiamo! Diamocela a gambe! Perchè queste sanguisughe vivranno finchè poveri e giovani studenti universitari si lasceranno sfruttare, sull’onda di mamma e papà che continuano a dire “Ti tornerà utile per il futuro!”.
Detto questo… torno a studiare!
Un abbraccio a tutti

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18 risposte a data stellare 26.11.2006

  1. Giusy scrive:

    infinitamente triste e ……incazzata da morire!!!
    Ciao Simone!
    Sei davvero molto simpatico e quello che scrivi, ma soprattutto come lo scrivi mi fa rendere conto che ci sono al mondo persone che provano le stesse cose cose che provo io!
    Dovrei essere contenta (xchè allora non è solo colpa mia! Non sono di coccio o semplicemente una fallita che non vale niente!!), ma contenta non lo sono x niente, se in tanti subiamo le stesse angherie, le stesse ingiustizie e molte sconfitte, allora è davvero difficile (impossibile direi!) fare il nostro lavoro.
    Anche io voglio dire la mia, voglio sfogarmi con qualcuno che mi capisca e chissà che poi non mi senta meglio!
    Ho deciso che sarei diventata un architetto a 10 anni, da quando sono entrata x la prima volta in uno studio e sono rimasta rapida dai disegni sugli ormai antichi rotoli di lucido.
    Qualcosa è scattato in me, fare l’architetto era la mia strada (fossi stata cieca quel giorno!!!).
    La laurea mi è costata tanto…in tutti i sensi, ma c’è l’ho fatta e 4 anni fa ero la persona più felice del mondo! Sapevo già da allora che non sarebbe stato facile ma di certo non immaginavo un panorama così LUGUBRE.
    Un mese dopo la laurea ho iniziato a lavorare in uno studio che si occupava soprattutto di arhitettura di interni…mi piaceva molto, ero piena di buona volontà…12 ore di lavoro al giorno, vigilia di natale, santo stefano…sabato… e domeniche varie…alla modica cifra di…GRATIS! ogni volta che avanzavo qualche misera pretesa (x le spese, facevo un’ora di viaggio la mattina e una la sera…e a pranzo solo un panino) mi veniva detto “SEI QUI X IMPARARE”. Io cercavo di imparare, ma l’architetto mi teneva lontana da tutte le cose più importanti e interessanti, praticamente facevo la disegnatrice…e in compenso ci ha guadagnato la mia linea!!
    Superato l’esame di stato mi sono fatta avanti e ho ottenuto la bellezza di 350 euro al mese (bel passo che ne dite?) ma da quel momento è stato tutto un inferno, mi sentivo ripetere in continuazione “NON POSSO INSEGNARTI QUALCOSA UN GIORNO TU MI RUBERAI IL LAVORO!” E così continuavo a fare la disegnatrice. Dopo un anno esatto (avevo già deciso di andarmene ma lui mi ha preceduta) un bel giorno mi arriva una mail di una collega che lavorava nello studio con me dicendomi di non presentarmi a lavoro il giorno dopo xchè c’era poco da fare e l’architetto mi avrebbe richiamata quando le cose fossero cambiate. Ovviamente sto ancora aspettando!!!
    Ho lavorato poi in un mobilificio, dove mi sono sentita umiliata x ogni giorno che ci ho passato, mi ci vorrebbe una vita intera x raccontare quello che ho passato!!
    Poi ancora in uno studio di ingegneria dove l’ingegnere x non pagarmi, non veniva mai allo studio e si portava i lavori a casa….verrebbe da ridere dite la verita?
    Ad un certo punto decido di tentare la sorte…vado a Milano, raccimolo qualche colloquio nei quali mi sento dire la solita frase “LE FAREMO SAPERE” ma anche “ADESSO BASTA CON QUESTI MERIDIONALI! MILANO NON è LA MECCA DEL LAVORO!” finisco i miei pochi risparmi e purtroppo senza lavoro torno a casa sempre più sconfitta…ma ho davvero bisogno di lavorare e allora ritorno in quel famoso mobilificio…(mi viene da piangere…).
    Raccimolo altri soldi e questa volta vado a Pisa e a Firenze, anche qui fiasco completo…adesso tutti vogliono “NEOLAUREATO CON ESPERIENZA, OTTIMO INGLESE, AUTOCAD, 3DSTUDIO, CINEMA 4D, PHOTOSHOP, XPRESS….MAX 28 ANNI…”e io a 30 allora che faccio? é finita? Sono una fallita?
    Ho provato anche come arredatrice, ho fatto molti colloqui, ma mi sono sentita dire che non avevo esperienza di vendita e che non possono perdere tempo ad insegnarti (ma a far cosa?) e poi che devo disegnare esclusivamente a mano libera…certo che si ma mi incazzo da morire, anni a studiare, ad imparare il pc e tutti i programmi, e questo e quello… e poi non sono uona neanche a vendere mobili? Ragazzi sono depressa, non so più che fare!!! In questi 4 anni ho spedito, portato personalmente, fatto portare 4136(contati e conservati!) curricula, a studi professionali, aziende, mobilifici, grandi ditte come ikea, insomma a tutti e di tutto. La maggior parte non mi rispondeva e chi mi ha risposto o era gratis o dovevo andare in un’altra città x 500 euro!!! E devo dire la verità, io sono calabrese, in tutti i curricula che ho mandato a Milano, Roma, Firenze, Pisa; Cremona….ho imbrogliato scrivendo che ero residente lì da quando mi sono sentita dire ” AH, LEI E’ CALABRESE, SA NON SO SE VALE LA PENA FARLA SALIRE SOLO X UN COLLOQUIO…DEVE CAPIRE CHE INVESTIAMO SU DI LEI…MA HA DOVE STARE?…E NON E’ CHE POI DICE CHE DEVE TORNARE GIU’ PER MOTIVI SUOI PERSONALI..ECC”. Così ogni volta carica di buone speranze giravo l’italia, costretta a partire all’improvviso imventando, mille scuse… e tornando a casa sconfitta!!!
    Adesso credo che mi resti l’alternativa del call center, xchè per fare la commessa non vado bene, la cassiera neanche,….neanche, …..neanche…
    e fare l’architetto non è neanche lontanamente come immaginavo. Lottare x cosa? Per trovarsi a 30 anni e non potersi comperare neanche un paio di scarpe senza chiedere i soldi ai tuoi?
    Sapeste tutti quanto rimpiango di non essermi fermata al diploma, forse adesso sarei felice di fare…qualunque cosa..magari anche la commessa, senza dover sopportare (malamente tra l’altro) la pena di dover fare qualsiesi altra cosa per necessità, sentendomi sconfitta x non aver potuto o fortse saputo fare l’architetto!!!
    E dico SAPUTO xchè prorpio ieri all’ennesimo colloquio andato male (x venditrice di mobili) mi è stato detto:”BLA… BLA…BLA…CHI HA QUALCOSA DA DARE VUOL DIRE CHE VALE, E CHI VALE NON DEVE CERCARE LAVORO A LUNGO XCHE’ TROVA SUBITO LA SUA OCCASIONE…” all’incirca era così, non ricordo bene xchè in quel momento come una stupida ero troppo presa ad impedire che dai miei occhi venisse fuori sotto forma di lacrime tutta l’acqua della diga del vajont!!!! Che cretina vero?
    Ma forse è proprio come dicono loro chi ha delle grandi capacità può camminare da solo, senza chiedere elemosine……peccato x tutti gli altri!!
    Grazie x lo sfogo e scusa a tutti se mi sono dilungata.

  2. Alessandro Ranellucci scrive:

    archiBlog, la rassegna dei blog d’architettura
    Caro Simone,
    il tuo blog è segnalato da http://archiblog.info/

    Un saluto! al.rl.

  3. rosy scrive:

    xGiusy
    Giusy il tuo sfogo mi ha colpito tanto….sei mia coetanea e calabrese come me e quello che hai raccontato sembra la fotocopia delle mie vicende (e di chissà quanti altri giovani come noi)…Ti capisco in pieno…e forse noi che siamo venuti dal sud, senza togliere niente a nessuno, ci sentiamo più sconfitti ancora…perchè per trovarci in questa miseria abbiamo mollato le nostre famiglie e la nostra vita…Ti dò un consiglio di cuore davvero, come se fossi una mia cara amica…lascia perdere i call centers, sei una persona che ha il diritto di mettere in pratica quello che sa, trova il coraggio di andare via dall’Italia, perchè credimi che ci sono altre realtà in cui le possibilità sono tantissime. Sono sicura che hai la coscienza che nella tua terra è dura lavorare e credimi, oggi come oggi per noi che comunque non possiamo stare a casa nostra vivere a Milano o in un’altra capitale europea non cambia molto. Ti prego trova questo coraggio, so che non è facile…io l’ho trovato e a Gennaio mi trasferisco a Londra…provaci anche tu..all’inizio avrai qualche difficoltà, ma se ho ben capito, sei molto determinata…e vedrai che all’estero riuscirai a realizzarti. Se hai bisogno di informazioni, consigli, anche solo per kiakkierare scrivimi…tra qualke giorno dovrei iniziare anche io il Blog su PA…mettiti in contatto!Un abbraccio

  4. Pier Andrea scrive:

    one way ticket to..
    Ciao Simone, giusto un piccolo appunto sul fatto di lavorare all’estero; io ci vivo da tre anni e sono pieno di soddisfazioni ma so che l’esperienza fatta all’estero difficilmente te la puoi rivendere in Italia.
    Questo non solo perche’ molti studi italiani preferiscono un neo-qualcosa piuttosto che un Architetto qualificato (seppur con esperienza internazionale) e neanche per dire che “indietro non si torna” ma solo per far capire che anni di lavoro ben pagato con persone che riconoscono il tuo talento ed investono su di te, possibilmente su progetti interessanti, poco ti invogliano a tornare nell’arena dello stivale a combattere per un tozzo di pane.
    Un lavoro interessante come il nostro, fatto con tutti i crismi e con le soddisfazioni che merita e’ una cosa difficile cui rinunciare.
    Tutto questo giusto per dare alla tua visione un’utlima pennellata, se me lo permetti.
    In bocca al lupo per l’esame, comunque, non posso dire che cambi la vita ma e’ una cosa che va fatta.

  5. Pietro scrive:

    Stessa situazione della tua amica
    Ciao simone,
    stò vivendo in prima persona una situazione simile, dopo due anni di lavoro in un importante studio, sotto pagato per le ore e il tempo dedicato ho trovato uno studio un pò piu serio dove almeno mi fanno firmare un pezzo di carta che attesta la mia presenza. Da quel momento qui è come non esistessi più e per i soldi che mi devono l’amministratore mi è venuto a dire oggi che deve parlare con il grande capo. Dopo aver dedicato due anni allo studio rinunciando a sabati e domeniche, rinunciando a impegni, hobby e quantaltro ti trattano veramente come una pezza da piedi. Non meritano veramente niente.

  6. babi scrive:

    Ciao Simone, anch’io mi riconosco nell’esempio della tua amica. Ho fatto un lavoro per un arch. che mi ha fatto una piazzatastratosferica via mail, per poi scomparire e non pagarmi.
    Oggi ho fatto un collpquio in un’azienda e, siccome non ho fatto l’esame di stato, mi hanno chiesto quando intendevo farlo perchè in futuro si parlerà di collaborazione e non più di interinale. Vuoi sapere per quale cifra dovrei aprire la p. iva?! X 700,00 schifosi euro al mese. CHE CORAGGIO!!! Secondo loro con che cosa dovrei mantenermi?
    In bocca al lupo per l’esame, magari alla prossima data mi iscrivo anch’io.

  7. lele scrive:

    ciao!
    ciao, appena avrò tempo ti scriverò più a lungo…inutile dire che mi ritrovo alla lettera in quello che racconti con invidiabile verve. volevo solo farti un mega in bocca al lupo per domani…sono anche io sulla stessa barca…(vogliamo farci una foto insieme??)addirittura sono in trasferta, con vista sullo stretto!! e al ritorno dalla trasferta, un nuovo lavoro finalmente, e speriamo che a sto giro le cose vadano in modo dignitoso.in bocca al lupo di nuovo :-).Eleo

  8. Viviana scrive:

    per tutti
    Ciao Simone ed in bocca al Lupo per l’esame, su che ce la farai!
    Questa mail è per rimgraziare le ragazze che mi hanno nominata e pensata e per dire che anche io sono del sud, pugliese, che a 17 anni ho lasciato tutto per trasferirmi a Napoli per studiare, che a 30 ho lasciato Napoli (e piango tutti i gg dentro di me) per venire a Modena, città Terra Promessa, e di che? E che sono disoccupata da 8 mesi, e che pago lo stesso Inarcassa e 600 euro di affitto, che il conto in banca arriva a zero, che se non ho la p.iva non ho speranza neanche di presentarmi a un colloqio…ecc!
    Ho scritto anche ai programmi televisivi perchè qualcuno deve far sapere al mondo intero come veniamo trattati (e forse ci vado, mi ha contatatta uno ben noto)…
    Dobbiamo fare qualcosa! scriviamo un libro, fondiamo uno studio, suggerite!!!!Dove siete???Qualcuno a Modena o dintorni?Scrivetemi ad archivivi@libero.it
    Saluti
    Viviana

  9. Daniele scrive:

    …il lavoro
    …ciao Simone, innanzitutto un grande in bocca al lupo anche da parte mia per il tuo esame di stato.
    Da qualche giorno leggo alcuni passi del tuo blog e lo trovo molto simpatico e divertente;trovo molto chiara e cruda la descrizione che fai delle tue prime esperienze di lavoro come giovane architetto e devo dire che mi sembra di averle scritte io….senza niente togliere all’autore!!!
    Mi sono laureato nel 2001 e ho lavorato per sei anni presso societa’ d’ingegneria e architettura e adesso ho aperto il mio studio.
    L’andazzo eraproprio quello da te descritto(SOCI IN AFFARI DA UNA PARTE E CADDISTI DALL’ALTRA!!!!!)…..per questo ed altro ho preferito rischiare tutto e dire un secco:NO BASTA NON MI SFRUTTERETE MAI PIU’!!!
    Adesso lotto per la soppravvivenza giorno per giorno ma vivo in maniera piu’ serena dignitosa e con piu’ soddisfazioni!!!!
    L’altro giorno sono stato ad una mostra esposta al MAn di Nuoro dal titolo “Boundaries-confini”; la prima opera all’ingresso della mostra e’ di un giovane artista italiano e non puo’ passare inosservata……
    Un’insegna luminosa dallo sfondo nero lunga 10m con una scritta fosforescente al neon riproducente la seguente frase:”A SALARIO DI MERDA LAVORO DI MERDA”;penso che questa frase debba diventare il motto di quanti giovani come noi vogliano riscattarsi dopo anni di duri sacrifici all’universita’!!!
    Ancora in bocca al lupo
    Daniele

  10. claudio75 scrive:

    Facile scappare
    Innanzitutto complimenti per il blog e per come scrivi. Devo dire che quando ho letto “IL RILIEVO” dell’appartamento mi sono ucciso dalle risate.
    Io faccio parte di quel popolo che si chiama delle finte partite IVA. Si lavora in uno studio, con orari da dipendente ma vieni obbligato ad aprire la partita IVA pur non avendo un volume d’affari tale da rendere quest’operazione economicamente conveniente. Il nostro mestiere in Italia come dici tu è molto duro, tra clienti che fuggono senza pagare, gli studi che ti sfruttano e l’impossibilità ad accedere a qualsiasi lavoro se non hai le giuste conoscenze.
    Però credo che scappare sia un po’ da codardi. Secondo me il nostro Paese ha bisogno di persone oneste e lavoratrici che possano dare una svolta. Io ci credo fermamente e credo che stia a noi giovani architetti cercare di cambiare anche la direzione della nostra professione. Basterebbe per esempio rifiutare quando in uno studio ti offrono una cifra miserevole per stare lì 24 ore al giorno, pretendere di essere pagati come architetti e non, come capita a me, meno di una donna delle pulizie.
    Con la scusa dello stage fregano tutti i giovani neolaureati a lavorare gratis. Bisogna ribellarsi a questo sistema. Non avere esperienza per un neolaureato è sicuramente un handicap ma ciò non toglie che debba essere pagato DECENTEMENTE.
    Io ho una famiglia e una bimba piccola e ti assicuro che andare avanti e arrivare alla fine del mese è veramente duro. Però non mollo.
    Vado avanti, con la speranza che un giorno la nostra professione e la nostra professionalità siano finalmente considerate più giustamente.

  11. mito scrive:

    e fatevi pagare caro!!
    Caro CLAUDIO75
    Dici tante cose giuste e condivisibili, praticamente tutto, tranne la tua affermazione che scappare dall’Italia sia da codardi.
    Dici anche che e’ facile, e io non credo e per molti e’ anche impossibile. Come probabilmente nel tuo caso, con famiglia e figli.
    Poi non ho ben capito quando dici basterebbe rifiutare una paga non adeguata, che tu pero’ accetti, o no?
    Capisco a volta la necessita’ comanda… ma finche’ tu accetti io non potro’ permettermi di rifiutare . E’ il mercato che fa il prezzo.
    Comunque, buon lavoro alle persone di buona volonta’.

  12. rosy scrive:

    per claudio 75
    Vorrei dire a claudio75 che andare via non è da codardi, è semplicemente una scelta diversa dalla sua.
    Io sto per andare via e non solo non mi sento per niente codarda, anche perchè per ricominciare da zero e cercare di esprimere la propria professionalità in un paese che non è il tuo ci vuole una bella dose di coraggio e di determinazione, anzi, sento di aver fatto la scelta migliore per me e soprattutto che molti giovani dovrebbero avere il coraggio di fare.
    Non discuto chi resta in Italia a lavorare negli studi, ma come ben sai riesci a fare poco se non inizi a lavorare da solo. Ma chi prende questa decisione certamente sa di avere un minimo di base per iniziare. Ecco è questo il punto cruciale. Pur avendo già una mia esperienza io come tanti altri giovani architetti non avrei le basi per iniziare a lavorare da sola (vedi studio di papà, amico, zio etc…), nè economicamente nè a livello di contatti, che sono poi la cosa fondamentale per questa professione. Non so quale sia la tua situazione ma se hai un affitto da pagare ogni mese in una città che non è la tua e i clienti ti pagano quando decidono loro, se non hai possibilità di avere aiuto dalla tua famiglia, o semplicemente non lo ritieni corretto, se non puoi lavorare a casa tua perchè la gente fà da se e preferisce kiamare un geometra, se poi sei anche una donna e vorresti un attimino avere una famiglia senza aspettare i 40 anni nè doverti fare mantenere da un padre o da un marito, ebbene mi sembra un pochino dura fare una vita dignitosa oggi in Italia come architetto..Senza contare che siamo obiettivamente in troppi per l’offerta di lavoro che c’è e che non tutti sono caratterialmente portati alla libera professione, e non per questo meritano di essere sfruttati indegnamente. Per non parlare poi del fatto che alcune specializzazioni sono estremamente svalutate in Italia, e ti devi accontentare di fare altro, quando invece vorresti fare il lavoro per cui hai studiato….
    Che poi ci siano persone che accettano come te e continuano a lottare ben venga, tutto il mio rispetto. Ma non accetto di essere chiamata codarda perchè vado a fare il mio mestiere, per il quale ho già fatto abbastanza sacrifici, in un paese dove vengo riconosciuta per quello che valgo e non per come mi chiamo o per le conoscenze che ho. Io i miei sacrifici per fare l’architetto li ho già fatti e li ho fatti fare alla mia famiglia, lasciando la mia casa 12 anni fa e sacrificando tutti i miei anni migliori prima sullo studio e poi negli studi, a totale disposizione degli architetti xcui ho lavorato. Adesso non mi posso permettere di fare ulteriori sacrifici. Se tu te lo puoi permettere e te la senti di farlo va benissimo. Speriamo che siate in tanti a poterlo fare per cambiare la situazione del nostro paese.
    Ma chi va via non scappa, solo decide di lottare, con altri problemi e altre difficoltà, in un’altra direzione, magari più adatta alla propria realizzazione e ai propri desideri.
    E per questo non può essere chiamato codardo.

  13. claudio75 scrive:

    fatevi pagare il giusto… io non accetto!
    Ciao Mito.
    Il giusto, bisogna farsi pagare il giusto. Io non so quant’è, ed è facolta di ognuno di valutare, ma so sicuramente a quanto non corrisponde. Quando durante un colloquio di qualche anno fa mi offrirono 600 Euro al mese per lavorare dalle 9 alle 19 e se “c’era qualche consegna si fa anche la notte”, io alzai i tacchi e me andai.
    Certo, finché ci sarà qualcuno che accetta di farsi maltrattare sicuramente ci sarà anche qualcuno che maltratta. Queste persone hanno bisogno di noi, gli serviamo come il pane, perché semplicemente non hanno il tempo, o la conoscenza di alcuni argomenti, né idea di come usare un pc per esempio.
    Allora fatevi pagare per cio’ che valete e mandate a quel paese chi vi impone uno stage a costo zero.

    Se poi tu Mito accetti… mi cade il mito!

  14. Giuseppe scrive:

    giovane Architetto incazzato
    CIAO. 6 UN GRANDE!!!!!!LA PENSIAMO ALLO STESSO MODO!ME NE SONO ANDATO DA + STUDI TECNICI, PERCHE’ SONO UN TIPO A CUI NON PIACE METTERSI A 90° DOPO I GRAN SACRIFICI UNIVERSITARI CHE HA FATTO!
    QUINDI A CHI MI VUOLE, MI PAGA! CON STIPULA DEL CONTRATTO! RISCHIO DI NON TROVARE LAVORO? ME NE FOTTO, MA NO CHE DEVO FARE IL SOMARO AGLI ALTRI!!!
    CORDIALI SALUTI.
    GIUSEPPE

  15. mito scrive:

    accettare… con la scure!
    Caro CLAUDIO
    Non solo non ho accettato, me ne sono pure andato dall’Italia.
    Lavoro in UK da pochi mesi con paga giusta e tutte le carte in regola.
    Come dice bene Rosy, siamo decisamente troppi (architetti) per un paese che ha costruito l’impossibile, e male, 40 anni fa e ora e’ per meta’ da riqualificare ma non c’ha manco i soldi per farlo.
    Spiegaglielo tu, a quelli che il numero chiuso lo vedevano come una suprema offesa alla loro dignita’, che forse aveva un senso limitare il numero degli architetti.

    Saluti al popolo degli architetti.

  16. steppi scrive:

    hola hermano!!
    Ciaaaooo!!!!Ma ke bello ritrovarti nel nostro sito preferito!!!
    Ho letto ancora poche righe di sfuggita dei tuoi post…e vedo ke sono molto interessanti..
    per adesso posso dirti ke anch’io “forse” sto preparando il biglietto x l’estero!!;)
    In bocca al lupo per l’esame..e tienici aggiornati!!
    Besitos

  17. steppi scrive:

    hola hermano!!
    Ciaaaooo!!!!Ma ke bello ritrovarti nel nostro sito preferito!!!
    Ho letto ancora poche righe di sfuggita dei tuoi post…e vedo ke sono molto interessanti..
    per adesso posso dirti ke anch’io “forse” sto preparando il biglietto x l’estero!!;)
    In bocca al lupo per l’esame..e tienici aggiornati!!
    Besitos

  18. giordana scrive:

    benvenuto
    benvenuto, vedo che il blog ha un successone, me ne dispiace. significa che la situazione è veramente nera in italia.
    anyway…….
    in bocca al lupo.

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