data stellare 13.12.2006

Eccoci anche stamattina gente! Siamo pronti, siamo caldi e sono le 9 passate. Ci sono tutti i presupposti per iniziare anche stamattina a parlar male di un po di figure professionali dalla dubbia professionalità.

L’architetto, nella sua lunga carriera, è costretto a conoscere persone dalla dubbia morale e per motivi personali e per motivi lavorativi.

Oggi cerchiamo di ricostruire uno scenario, neanche troppo ipotetico.

Stamattina il programma è semplice: visita in cantiere per conto del nostro sfruttator… ehm… datore di lavoro, poi corsa veloce all’agenzia per l’appuntamento col tipo della nota società di vendita di immobili (che mi sembra anche giunto il momento di farsi casa!!!). Dopo rientrerò a studio (e chiamiamolo così, va!), in fin dei conti sono 3 mesi che non sgarro di un minuto: 2 ore di permesso mi sono dovute (anche se non ho un contratto da cui “desumere” le due ore di permesso, contratti a progetto/stage della mia beneamata ceppa…).

Trascurando su come un povero disgraziato possa pensare a una casa senza un mutuo (tranquilli, poi parleremo anche di questi disgraziati che lavorano nelle banche e stabiliscono se avete abbastanza miliardi di dollari per prestarvi mille euro… sanguisughe schifose!), ci si reca a studio (pfui).

Buongiorno capo!

“Buongiorno un cazzo”

Di buonumore come al solito, eh?

“Ahhh, lasciami perdere! Stamattina ho mille casini”

E stai sempre incasinato, ma mica muori mai di ulcera, schifoso schiavista

“Come?”
Niente, pensavo a alta voce

“Allora, senti: fammi un piacere. Ho fatto un ordine per del materiale d’ufficio. Ma quei deficienti sicuramente non avranno segnato delle luci da tavolo. Vammele a comprare”

Calma. Non facciamo prima a controllare l’ordine e chiamare? Non rischiamo di averne 8 anzichè 4? Ma soprattutto: siamo proprio sicuri che siano loro i deficienti?

“Sì sì, vai all’ikea e comprale”

Miss Rossella, e gosa fare se ingondrare nordisti?

“Ah, e sbrigati, mi raccomando. Prendi la tua macchina!”

E la benzina?

“Beh, la benzina è un carburante. Si tratta di una miscela di idrocarburi aventi differenti formule chimiche e…”

…ma chi la paga?

Beh, la macchina è la tua! La paghi tu!

Sì, ma il giro lo faccio per te, principe dei pulciari. Vabbè, non si può cavare sangue da una rapa, figuriamoci soldi da uno strapezzente. Vado. Non ti scordare che oggi pomeriggio torno tardi, perchè ho quell’appuntamento!

Riprendiamo la nostra sciarpa e il nostro cappotto (e il nostro portatile, visto che stiamo ancora lavorando su una tavola di legno su due cavalletti… e non perchè emuliamo Leonardo, ma perchè il CIALTRONE si è scordato per il 4 mese di fila di ordinare la scrivania e il pc…) e andiamo a fare “shopping”. Ora, mentre il nostro eroe, incastrato in un traffico indegno, è perfettamente conscio che la Santissima Vergine piangerà molto per le cose che state dicendo del suo benedetto figliuolo, proviamo a ripassare alcuni dati fondamentali. Questi CIALTRONI senza alcuna professionalità sono normalmente dei “magheggioni”, diplomati a fatica, ma che cmq si fregiano del titolo di dottore (consueto reato per abuso di titolo). Non hanno la fortuna dell’INTELLETTUALE CONVINTO di avere soldi a palate, ma vivacchiano rubacchiando soldi dalle nostre buste paga (rigorosamente in nero), promettendoci un contratto non appena il periodo nero sarà finito. Si raccomandano, nel caso in cui qualcuno dovesse domandare, di rispondere che voi non siete dipendenti, bensì AMICI CHE DANNO UNA MANO (anche se noi l’unica mano che vorremmo dargli è quella a cadere da un burrone… DIO quanto vorrei che anche uno solo di loro leggesse queste righe… ma gli schifosi non si riconoscerebbero! Anzi, probabilmente riderebbero pensando a quando sono onesti LORO). Nella loro assoluta incompetenza e mancanza di professionalità (riuscirebbero a ostentare serietà lavorativa solo se liquefatti e utilizzati come toppe per asfalto… ma solo per i primi 15 minuti) sono capaci di frasi incredibili e iniziative assurde quali prima accordarvi le ferie, quindi chiedervi di posticiparle di una settimana o saltarle direttamente (magari il giorno stesso che avete prenotato), invitarvi a una festa di natale aziendale per poi chiamarvi e annullare l’invito (scoprendo che la festa si è tenuta cmq) etc etc…

Ma torniamo al nostro eroe. Ha comprato la lampade. Tornato in quella ignobile fogna che costituisce l’ufficio del demente, non trovate lo schifoso, ma solo una pila di biglietti e un messaggio

“Sono dovuto uscire”

Non è per me. E’ del suo cervello: l’ha indirizzato al resto del corpo

“Potresti aiutarmi con questi cartelli pubblicitari per la vendita dei box? Grazie!”

Certo che ti posso aiutare… ecco fatto! La carta, nella campana della carta. Serve altro? Questo è il bello: essere assunti come architetti e trovarsi a fare QUALSIASI ALTRA COSA. Ci degradano al ruolo di assistenti personali, magari spacciandoci anche la cosa per una concessione dall’alto della loro magnanimità.

Mettiamo (ricordando con nostalgia i tempi degli antichi romani, in cui i santi, anzichè venerarli li bruciavano) TUUUUUUUUTTI ‘sti volantini e procediamo. Ormai è ora di pranzo. Tra poco hai l’appuntamento col tipo dell’agenzia, bisogna correre.

La figura in cui ci imbattiamo adesso è stata probabilmente creata contestualmente a Caino. Certamente discendente da Bruto, ha studiato assieme a Giuda con cui condivide diversi geni: il VENDITORE. Al contrario di quei POCHISSIMI essere umani SERI che fanno questo mestiere, la maggior parte dei “rifilatori di buchi” è facilmente identificabile.

Lampadati fino a sembrare croccanti, vestono firmatissimo, hanno lo scooterone, i denti rifatti e sono ingelatinati al punto giusto (che sarebbe un paio di miglia marine oltre il “disgusto”). Caldi e seducenti come sellini di tricicli abbandonati in discarica da 10 anni, questi ripugnanti esseri umani vantano conoscenza tecniche che non possiedono. Hanno studiato 3 anni (al massimo) da geometra e poi hanno abbandonato per darsi alla nobile arte del fancazzismo, scoprendo un amore sconfinato per il lavoro, al momento in cui gli esattori di Don Ciccio o’ spaccaginocchi hanno iniziato a bussargli alla porta per quei “debitucci” di gioco. Sentirli parlare (senza video) è fantastico. Se chiudete gli occhi vi sembrerà di vedere una villa palladiana (ma pur sempre con la voce de “er monnezza”, visto il livello culturale).

“Sì certo, l’immobile merita qualche piccolo ritocco” (ammiccamento complice)

Ma veramente manca una delle pareti perimetrali

“Ahahahah. Ma no, quello è il bovindo!”

Eh?

“Sa, va moltissimo quest’anno il bovindo

Ma stiamo parlando del bowindow? Va di moda quest’anno? O mio dio, COME DIAVOLO SONO FINITO NEL 19° SECOLO?

“Guardi che soggiorno”

Diavolo mi aiuti! Almeno un “acqua” , “fuochino“, “fuoco“! Non lo trovo!

“E qui ci può aprire una finestra!”

Ma sta scherzando? Aprire una finestra è un abuso!

“Abuso! Che parole grosse… e po
i non si preoccupi! Conosco i vicini, non faranno problemi” (nuovo ammiccamento)

Dovrebbe far qualcosa per quel tic all’occhio, sa? E se anche fosse, quello è il tramezzo che separa soggiorno e bagno… E poi, mi scusi. Non aveva detto “soppalcato”?

“Ecco il soppalco!”

Controsoffitto, vorrà dire…

“Ecco il soppalco!”

Ma che soppalco e soppalco! Cazzo, è alto un metro e 30!!!

“Ecco il soppalco!”
Uhhh! Che bello il soppalco…

“Lo sapevo le sarebbe piaciuto. Et voilà! Il bagno alla francese!”

Di francese cosa ha? Sniiiif… Direi l’odore di formaggio… ma è normale?

“Oh sa, è chiusa da tanto”

…dalla caduta dell’impero austroungarico?

“Ma è stata appena ristrutturata”
Mi rendo conto che 200 anni sono nulla in confronto all’eternità, ma non le sembra di esagerare?

“E questa è la cucina abitabile”

Abitabile da chi? Grande Puffo?

“Lei non ci crederà…”

mi stupisca

“…neanche io pensavo…”

questo non mi meraviglia

“…non fosse possibile, ma è così! Le tubature sono nuovissime: piombo!”

complimenti ci è riuscito: mi ha stupito… ma sa che il piombo (usato nei tubi di carico) porta alla sterilità? Lo hanno scoperto gli antichi romani… per un periodo ci foderarono gli acquedotti… poi alla natalità zero si sono posti dei dubbi. Sua madre non poneva porsene qualcuno quella sera, eh? Quanto costa ‘st’affare?

“SOLO 360.000!”

Per 38 metri quadrati? Ok, giù la maschera! Sono un architetto!

Silenzio. Il sorriso si è spento. La morte negli occhi. Avevo quell’espressione quando vidi Caniggia anticipare Zenga in Italia – Argentina ai mondiali del ’90.

Rivediamo casa, adesso. Ci sta? Allora… la casa è completamente da ristrutturare

“Beh io non me ne intendo…”

Gli infissi da sostituire

“Il bovindo…”

Me lo stoppo. Lei vuole veramente aprire una finestra in facciata? Il fatto che sia un edificio vincolato? E la concessione?

“Ma con due ragazzi polacchi…”

I suoi gusti sessuali non mi riguardano… il soggiorno non ha finestre. E’ uno sgabuzzino

“Lei dice?”

Che sei un cretino? Dico, dico… Il bagno cade a pezzi

“Una mano di vernice”

Sulle tue retine… il controsoffitto non è neanche praticabile…

“Soppalco…”

Lei potrebbe soppalcarsi il teschio. E’ un peccato tutto quello spazio inutilizzato… insomma, ‘sta monnezza costa?
“360.000?”

Se lo può tenere. E ringrazi che non denuncio il padrone di casa. Questo è un seminterrato quasi sicuramente senza abilitabilità.

OHHHHHHHHHHH… CHE SODDISFAZIONE… purtroppo non sempre accade e non sempre ne abbiamo la prontezza di riflessi (io mi sto allenando, con risultati decisamente apprezzabili), ma la giornata non è finita. Dobbiamo tornare in ufficio. Con la giugulare che pompa adrenalina torniamo a studio, dove il cialtrone deve essere passato. Giusto il tempo per un altro biglietto

Ma dove cazzo eri finito? Non puoi sparire così! Io ti pago per stare in ufficio! Hai seguito la donna delle pulizie? Guarda che devi chiudere tu stasera! E poi… Anche questo mese, quei cretini del miei commercialisti/consulenti del lavoro, sono spariti. Niente contratto. Ma che ne diresti di una bella collaborazione a partita iva?”

Fischietti allegro. La serata è frizzante. La sciarpa svolazza disordinata nel vento. Pensi a domani con fiducia, con entusiasmo… in fin dei conti si sa: il fuoco cancella tutte le tracce!

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

4 risposte a data stellare 13.12.2006

  1. ilaria scrive:

    Odierò l’architettura
    Ciao simone
    Oggi ho preso la decisione più importante della mia vita credo(diciamo anche che x me l’ha presa qualcun’altro…la vita stessa magari!!!!) mi arrendo!
    Sono laureata oramai da 4 anni ma sono davvero riuscita a fare poco o niente, dopo aver lavorato x un anno, dopo la laurea, in uno studio, tutte le porte mi si sono chiuse.
    Così fino a ieri, mentre continuavo imperterrita a inviare curricula in tutta italia, ho fatto cose che con l’architettura centrano poco. Nessuno ha risposto ai miei curricula e chi lo ha fatto mi fissava dei colloqui per snobbarmi o di volta in volta umiliarmi…”SEI LAUREATA DA DUE ANNI MA NON HAI ESPERIENZA SIGNIFICATIVA COME MAI? – SEI LAUREATA DA TRE ANNI MA NON SAI QUESTO O QUELLO COME MAI?” e anche quando ho mandato curricula dove cercavano persone con poca esperienza ho ricevuto come risposta un silenzio assoluto!!!
    Così giorno dopo giorno, curriculum dopo curriculum (praticamente inviati a tutti, studi di architettura, società varie, mobilifici…) sono trascorsi 4 anni ed io ormai mi sento fuori, finita, sconfitta.
    A molti degli annunci di lavoro non posso neanche più rispondere, so usare autocad e archicad (che ho imparato lavorando per un anno in quello studio) ma sono praticamente preistorica, oramai se non sai 3D Max o Maya, se non sei un mago del rendering e dell’animazione, se non sei di madrelingua inglese, francese, tedesca, non vali niente e io da questo punto di vista non valgo niente.
    Ho cercato di imparare 3D Max, ma ci vuole tempo e credo che solo lavorando si ha la possibilità di approfondire certi argomenti o problematiche, ma questa possibiltà nessuno me l’ha data…
    Non mi chiamano per fare i colloqui, ma se mai succedesse mi straccerebbero!!! Non ho esperienza e non so fare niente di tutto quello che chiedono.
    Seguo il tuo blog e ho sentito spesso parlare di andare a Londra…come potrei io?
    Non ho un book di lavori cosa gli farei vedere?
    …………………
    Ho trascorso degli anni davvero terribili, in giro per l’italia, partivo piena di speranze e tornavo a casa sempre sconfitta, con mia mamma sempre pronta a consolarmi ma con gli occhi ogni volta sempre più rassegnati!
    Ne ho fatto una malattia (il mio carattere eccessivamente sensibile, mi fa vivere male)
    gli antidepressivi e le crisi di panico mi hanno accompagnato e a volte continuano a farlo, per tutto questo percorso, ora sono davvero stanca! Sono stanca di vedere la mia vita che si consuma a 30 anni, in aspettative, sono stanca di sentirmi dentro, oggi giorno spenta, demotivata.
    La vita è una sola e non è giusto che un lavoro ti riduca così! Io sono sicura di averci provato, ma non se x colpa mia o del destino se esiste, non ci sono riuscita e ora mi arrendo.
    Già odio la parola ARCHITETTO, quando mi sento chaimare così ( da amici e fidanzato) mi sento presa x il culo( scusa il termine), non credo che regalando altro tempo a questo sogno le cose potrebbero cambiare, io saprei sempre meno e LORO vorrebbero sempre di più.
    Allora ci metto una pietra sopra (anche se non è facile) e cerco di farmi una vita, con meno aspettative forse ma che possa essere vissuta!!!
    L’unico rammarico che ho è che il mio grande amore per l’architettura diventerà un odio smodato, perchè quando ami qualcosa o qualcuno se non sei ricambiato il più delle volte quell’amore, non si trasforma in indifferenza (che già sarebbe grave) ma in vero e proprio odio, così io ODIERO’ L’ARCHITETTURA!!!
    Scusa x lo sfogo Simone, ti auguro un IN CULO ALLA BALENA per il tuo colloquio!!!

  2. patrizia scrive:

    privacy???
    la privacy dei vari signori P., G., F.,M. e compagnia?
    scusate ma non stiamo parlando mica di segreti di stato! Gli studi che vivono sul lavoro gratuito degli stager li conosciamo bene. Ed è questo tipo di omertà che ci rende schiavi (letteralmente) di questo sistema! certe cose bisognerebbe dirle pubblicamente… o no? fare i nomi e i cognomi! magari qualcuno ci penserebbe due volte prima di commissionargli un progetto, ad uno sfruttatore del lavoro nero. capisco che forse questa non è la sede adeguata…
    meglio un ispettorato del lavoro?

  3. erica scrive:

    NON CI RESTA CHE PIANGERE
    Devo essere sincera, sei riuscito a dare una descrizione chiara e reale…Sono un architetto anch’io e sto dalla tua stessa parte, sfruttata a 500 euro al mese tutto il giorno per non fare naenche l’architetto bensì la segretaria vera e propria: fotocopie, imbustare, andare in banca, scrivere lettere e quando faccio presente che questo non è il lavoro per il quale ho studiato e non solo ho conseguito la laurea ma mi sono anche abilitata, di tutta risposta mi sento dire:” beh ma LEI (ci tengo a sottolineare che il mio capo-ingegnere mi da del lei) adesso diciamo si occupa DELL’UFFICIO poi più avanti…in fondo qualcosa di inerente l’ha fatto…”vorrei precisare che ho corretto due piani di sicurezza e ho fatto il progettino di un piccolo impianto fognario, un adeguamento, questo in tre mesi che sono qui, e segue ” poi più avanti avrà anche una DIA da fare, dopo che ovviamente la manderò da un mio amico architetto a imparare come si fa…” come se ciò fosse di una difficoltà estrema, detto poi come se si trattasse del progetto di un grattacielo.
    Ma la cosa che leggendo la tua lettera di oggi mi ha colpito di più quando parli del tutto fare e dell’essere considerato assistente…quello per me sarebbe già un passo avanti, visto che nn vengo neanche chiamata segretaria, che già mi darebbe un pò fastidio bensi: LA RAGAZZA. Dopo 6 anni passati all’università e aver conseguito l’abilitazione vengo chiamata LA RAGAZZA…forse tutto sommato dovrei reputarmi fortunata a differenza di altre mail che ho letto ma ti assicuro che è deprimente soprattutto se l’alternativa è stare a casa, e anche se miserissimo è una stupendio…certo è triste!!!Ma nn mi arrendo e leggere le tue lettere mi fa morir dal ridere.
    Complimenti, finalmente qualcuno che ha avuto il coraggio di denunciare la situazione, e poi è troppo vero quando dici che se GLI SCHIAVISTI leggessero quello che scrivi nn si identificherebbero visto che poi ti vengono a dire che quasi quasi devi ringraziarli se ti fanno fare un lavoro di merda pagato da schifo.
    Buona giornata
    erica

  4. Pier Andrea scrive:

    sull’ultimo post (13 dic)
    questo e’ davvero buono.
    Sto ridendo da dieciminuti buoni ma non me ne frega perche’ rido in Italiano e in studio non mi capiscono.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *