data stellare 14.12.2006

La prima regola del blog club, è che si DEVE parlare del blog club

La seconda regola del blog club, è che si DEVE parlare del blog club

La terza regola del blog club è che se questa è la prima volta che leggete il blog club, dovete POSTARE.

Scusate ma era da stamattina che mi ronzava nelle orecchie ‘sta cretinata…

ieri sera mi è “toccato” il concerto di Natale. A mio padre è arrivato il solito invito da una nota società per una roba da super-ricchi. Inizialmente ho pensato di non andarci, ma poi ho pensato

a. è gratis

b. è come se, da cacciatore, andassi a un safari

Ok, armiamoci di taaaanta pazienza e andiamo…

Per una sera ero lì in mezzo, a tutti i datori di lavoro. Gomito a gomito col notaio che paga la sua segretaria in nero. Davanti all’architetto con uno studio di 15 persone entrando e contando e SOLO una per l’ufficio di collocamento e PURE PART TIME. Dietro all’avvocato che per il fisco lavora da solo e invece ha 2 praticanti in nero, 4 stagisti e un’anziana signora che gli tiene le contabilità (e che lui si ricorda di pagare una volta ogni DUE mesi e manco cifra tonda!).

Ero affascinato: tutto bellissimo… guardandoli così, tutti imbellettati, vestiti di tutto punto, con le loro risatine di circostante, i sorrisi forzati, i saluti di rito… Nella mia mente, mi immaginavo i sottotitoli quando si incontravano… una robetta del genere, per capirci:

“Avvocato carissimo, CCCOMMMEEE VVVVAAA?”

Dio mio no… ‘sto rompicojoni… vabbè, famo a levasselo dalle palle

“Architettttttttto! Come andiamo? E’ la sua signora?”

No cretino, la mia amante. Ti pare che vengo con la bionda in faccia a te che non te sai tené un cecio in bocca?

“Allora? Anche quest’anno concerto, eh?”

Pure te a ‘sta palla? Oltretutto in questa fottuta ghiacciaia!

“Ma ovvio! E’ un’occasione splendida per rivederci!”

Per rivedere la tua faccia da imbecille… fanculo, a quest’ora potevo essere a casa, in mutande, a vedermi con la mia scheda clonata poggibonsi – vibo marittima, col birrino ghiacciato e il riscaldamento a mille

“Allora ci sediamo vicini?”

Io me la rischio. Mica posso sembrare quello che nun ce lo vole vicino! E poi mi deve fare quel favorino…

“Guardi, volentierissimo. Ma ho la suocera dall’altra parte. Ma ci vediamo all’uscita!”

Cazzo ti serve?

…e poi uscendo…

“Corri, corri!”
“Amore piano che ho i tacchi”

“Me li stoppo i tacchi”
“Ma chi è quel signore che ti chiama?”
“Non mi chiama nessuno, muovi il culo”

etc etc…

A vederli così, il primo pensiero è stato: ma quanto evadono?

Il concerto è stato molto bello, ma come tutte le iniziative che si svolgono prima di cena, è stato terminato con una certa brutalità (fuga a gambe levate, con i coristi che ancora dovevano chiudere l’ultima nota).

Mio padre, per tirarci su di morale dalle recenti sconfitte lavorative, ci ha invitato a cena. Arriviamo a Trastevere. Ecco un parcheggio! No… è per disabili. Ma eccone un altro! Fortunati stasera… E’ un po strettino, scendete che così parcheggio meglio.

Ci si avvicina una macchina che mi fa un cenno. Ho pensato “Male che vada, chiedo 50 euro e ho svoltato la spesa della settimana” e invece no

Macchinone sportivo. Lui, tipico sorcio ripulito, impomatato, rozzo, coatto. Lei sullo stile, con una parlata che risultava una via di mezzo tra la Marini della Guzzanti e Lisa Simpson.

“Che entrà lì?” (ve la ripropongo, perchè in realtà era: Ma che state pe’ entrà là?)

No. E’ per disabili. Stiamo facendo manovra per entrare dall’altra parte.

Controllano rapidamente la palina “Ah, grazie”

E PARCHEGGIANO IN QUELLO PER DISABILI. Forse un eco della coscienza, esitano a uscire dalla macchina. Magari per prendere una cosa in macchina. Magari perchè si vergognano a farsi vedere PERFETTAMENTE SANI E FUNZIONANTI, parcheggiati al posto di una persona che ha realmente bisogno. Sta di fatto che noi ci allontaniamo e loro escono solo quando siamo un puntino all’orizzonte. Non ho potuto fare a meno di pensare a quello che lui avrà detto a lei, abbracciandola forte, dopo essere usciti dalla macchina

ZOPPICA AMO’!

Ma veniamo alla cosa veramente importante di oggi. C’è una persona che ha postato, che ha comprato un tappeto… vi ricordate? Loro vi vendono un tappeto: quello della poca fiducia in voi. Vi convincono che siete deboli, fragili, disillusi, sconfitti. Perchè un giovane debole, fragile, disilluso e sconfitto è un giovane che può essere sfruttato, preso in giro.

Ilaria, non comprare il loro tappeto.

So come ti senti, ma non buttarti giù. Dai fondo agli ultimi risparmi e prenditi una piccola vacanza, prova a cercare un lavoretto completamente diverso tanto per distrarti un po. Stacca la spina. Ora come ora, devi rigenerarti. Le esperienze che raccontiamo in queste pagine, che tanti tuoi compagni mi confidano per posta, dovrebbero portarci a odiare questo mondo. Ma non lo facciamo. Perchè sappiamo bene che non è l’architettura che ci tratta “male”. E’ chi la fa. Sono gli architetti, gli ingegneri, gli avvocati, i professionisti. Sono quelli che in piazza si battono il petto per i giovani e poi ne prendono 4 a stage non retribuiti. Sono quelli che evadono le tasse (perchè non pagandoci i contributi, EVADONO) e quindi RUBANO.

Forse non avranno mai la punizione che meritano. Forse non capiranno mai che disgustosa forma di oppressione esercitano. Chi ha visto il film “i nuovi mostri“? E’ un film che dovremmo vedere TUTTI. Ve lo consiglio caldamente ragazzi! …quando Alberto Sordi accompagna la madre nell’ospizio. E poi ha il coraggio di urlare verso la suora “Trattatela come una regina“. Io questo auguro a questa gente. Di essere abbandonati dal loro stesso sangue, cresciuto con i principi che loro stessi hanno usato e impartito.

Ma la cosa più importante, per noi, è non sperare nella giustizia. Non possiamo abbandonarci alla rabbia, pregando e supplicando che qualcuno li punisca. Dobbiamo centrare il problema su di noi. Siamo noi che possiamo toglierci le soddisfazioni, come ha fatto Pier Andrea (ce lo racconta nel sul blog, linkato in alto): dicendo quello che pensiamo. E continuando a migliorarci, a lavorare su noi stessi, evolvendoci e diventando ogni giorno più forti. Ilaria, non mollare. O quantomeno non odiare l’architettura. Non fare quello che stanno loro stessi cercando di farti fare: ritirarti dal mercato. Lasciare a LORO il controllo, autoescludendoti. E’ solo con la preparazione, l’aggiornamento e la rabbia che possiamo metterli in difficoltà: muovendo le acque di un torbido mercato che loro stessi hanno creato, creando competizione. Loro temono la competizione. Lo dimostra l’esame di stato che hanno creato a concepito loro stessi con questa formula: tuoi concorrenti che ti giudicano e stabiliscono se puoi esercitare la professione, sottraendo a loro i clienti. Che interesse hanno a promuoverti? E quanto interesse hanno a bocciarti?

Non ti arrendere. Allenta la presa. Riprendi 3D Studio e continua a lavorarci per TUO amore. Ma non ti arrendere.

Siamo tutti con tefiore

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8 risposte a data stellare 14.12.2006

  1. mito scrive:

    coraggio Ilaria
    coraggio Ilaria,
    Ci sono tanti modi per avere una vita felice e appagante : fare l’architetto in Italia e’ connesso a pochissimi di questi.
    Cosi’ pare almeno.
    Se fossi in te non chiuderei la porta comunque…
    In bocca al lupo per il tuo futuro.

  2. babi scrive:

    forza Ilaria!
    Ciao Ilaria! Ho letto quello che hai scritto. Non ti lasciare andare così. Ti capisco, sono nella tua stessa situazione. Colloqui su colloqui e nessuna risposta positiva, anche a me prendono momenti come il tuo e siccome non ho un soldo, invece di partire (come vorrei fare), mi faccio un bel pianto e ricomincio. Questa è la teoria di mia nonna: fatti un bel pianto, così ti sfoghi e poi riprendi più agguerrita di prima! Ogni tanto funziona, altre volte un po’ meno. NON ARRENDERTI!!!!

  3. Pier Andrea scrive:

    Ilaria
    Secondo me come 3d visualizer (renderista) guadagneresti di piu’.
    In Francia e a Londra per ogni render che fai ti pagano orribilioni di sesterzi e puoi lavorare come freelance comodamente da casa senza strani personaggi come capo.
    Pensaci. Impara Maya o quello che e’ ed in tre mesi (e si puo fare) ti puoi proporre.
    Cha cosa ci stai a fare al mondo senno’?!
    Sveglia cara.
    Quello che passi tu lo abbiamo passato in tanti eppure siamo ancora qua.

  4. Ilaria scrive:

    Grazie a TUTTI!!!!
    Grazie di cuore a tutti x gli ottimi consigli che mi avete dato.
    Farò come mi hai consigliato Simone…e poi studierò ancora x me x migliorarmi indipendentemente da cosa vogliono gli altri!
    Mi avete e dico proprio a tutti rincuorata, grazie davvero di cuore, spero possiamte darmia ncora ottimi consigli!
    Ragazzi se volessi provare a mandare curriculum a londra o in francia cosa devo fare? I curiculum devo essere in lingua inglese o francese? Grazie anche di cuore a Pier Andrea
    Baci tutti

    NB Simone non ci abbandonare mai con il tuo blog per me è una luce in questo buio…momentaneo!!!!

  5. Pier Andrea scrive:

    Ilaria (e due)
    per il cv etc. dai una occhiata a: http://britishomelette.blogspot.com/

    c’e’ un post dal titolo “Metrospectve CV”
    ti puo’ essere utile.

  6. Francesca scrive:

    X Ilaria
    Mi aggiungo anch’io al coro degli altri. Coraggio Ilaria non lasciare che l’abbiano vinta, perchè è proprio questo che vogliono. Noi siamo giovani, aggiornati, padroni degli strumenti informatici e con tanto entusiasmo, quindi facciamo paura! L’unica strategia è quindi quella di distruggerci moralmente per indurci alla paralisi.
    Lascia da parte per un po’ l’ansia della ricerca di lavoro e dedicati a qualcosa che ti piace e ti fa star bene. Impara bene ad usare un software di modellazione e poi quando sarai più sicura di te lanciati di nuovo sul mercato, vedrai che avrai la tua opportunità. Se l’architettura per te è un vero grande amore vedrai che prima o poi saprà ripagarti!
    Un bacio
    Francesca

  7. Giusy scrive:

    Londra
    Ciao a tutti
    innanzitutto bravo somone il tuo blog è davvero molto divertente e soprattutto utile!
    Poi vorrei fare (e scusami se uso il tuo blog) un invito, anche io ho pensato di provare ad andare a Londra, ma primo non parlo l’inglese se non a livello scolastico e poi devo prima raccimolare qualche soldino (ovviamente facendo cose che con l’architettura non centrano) così penso di posticipare il tutto per quest’estate, magari iniziando con una vacanza studio o qualcosa del genere, qualche lavoretto non so, per conoscere meglio il posto perchè non ci sono mai stata. Allora mi chiedevo, soprattutto perchè a dire il vero la cosa mi fa molta paura, se qualche mia collega aveva un progetto simile e avesse voglia di condividerlo a vicenda, per supportarci e magari non scoraggiarci! Se qualcuno è interessato me lo faccia sapere.
    ciao ciao

  8. Cesca scrive:

    groooooooooooosso!!!!
    Simo, ce l’hai durissimo (il righello del discount con cui disegni le casette piccoline in canadà! A proposito, è ancora un pò sporco di sangue hai visto? ….. ah…. non dovevo dirlo? Come hanno ritrovato il corpo del cialtrone? Ero sicura di averlo fatto sparire… Come sarebbe che il bidone dell’organico non è adatto? Mica potevo buttarlo in quello della carta!)!
    Ciao a tutti! Mi sento un pò un’intrusa, io non sono un architetto (aaaaaah!!!), ma seguo questo blog tutti i giorni. Un pò perchè conosco il Signor Male (Simone, n.d.r.), e ricevo da lui ogni giorno il seguente invito: “L’hai letto il mio blog? L’hai letto il mio blog? L’hai letto il mio blog? E ora? E adesso? E ora?”. Ma soprattutto perchè, pur non essendo un architetto (aaaaaah!!!), condivido con voi gli stessi problemi, ansie, frustrazioni, depressioni, demotivazioni, imputazioni per omicidio, ecc causate dallo scintillante mondo del lavoro.
    Anche io lavoro in un settore cosiddetto “creativo” (che ormai sembra di dire una parolaccia: in che settore lavori? guarda è un settore creativo, si tratta…basta! non voglio ascoltare oltre! Lavati la bocca e impara l’educazione prima di parlare con me!), e anche io ho subito fin’ora solo trattamenti indegni. Anche io ho al mio attivo una laurea a pieni voti (ma non in architettura… aaaaaah!!!) e un master. Anche io mille e una volta avrei voluto urlare e sputtanare ai quattro venti tutti i cialtroni, come li chiama Simo (ma anche aguzzini è un buon sinonimo), che mi hanno sfruttata, sottopagata con assegni post-datati, umiliata, presa in giro, fatta sentire una nullità e chi più ne ha ecc. Anch’io ho voglia di fare , di imparare, di continuare ad amare ciò per cui ho studiato e i cialtroni hanno portato anche me a un punto di esasperazione tale da cominciare a odiare il mio lavoro. Personalmente io ho deciso da poco più di una settimana di prendermi una pausa da quello che credevo essere un settore particolarmente pieno di cacche (ma mi sembra che le cacche siano un pò ovunque, e per quanto si cammini guardandosi i piedi, non si sa come si torna sempre a casa con la puzza di merda). L’ho fatto proprio perchè non voglio che il mio odio diventi definitivo (Ilaria, forse hai bisogno di un periodo di lontananza per tornare a sentire la mancanza di ciò che ami e riprenderti l’energia che ti hanno succhiato via insieme al sangue). Inoltre vivo da sola, e l’affitto e le bollette non si pagano con “lo spirito di sacrificio, l’entusiasmo, la pazienza e l’assoluto non attaccamento al denaro” (me l’hanno detto veramente in più di un’occasione! Che donna vile che sono…).
    Porca paletta! Quanto ho scritto! Devo smettere, o Simo mi ritorcerà contro gli insulti che di solito rivolgo io a lui. E tutto per dirvi che mi sento vicinissima a tutti voi giovani architetti (aaaaaah!), e che è veramente bello e importante che, insieme a Simone, stiate facendo sentire la vostra voce. Continuate a farlo!
    Ricordate: le cacche sono subdole, si travestono, si nascondono tra le foglie e in mezzo ai fiori, e il loro unico obiettivo è attacarvi la loro puzza! Bruciatele con il lanciafiamme!
    Un abbraccio pieno di condivisione a tutti!
    Simo continua così, ce l’hai durissimo (il matitone con cui colori le casette piccoline ecc. ecc.)!

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