data stellare 18.12.2006

Ok ci siamo… conto alla rovescia! Le ferie di Natale sono imminenti. Quest’anno, formula “scuole medie”: dal 20 Dicembre al 8 Gennaio… mi ricorderò come si legge e si scrive alla fine di popo di periodo di fancazzismo?

Di che parliamo oggi? Ahhhh, oggi voglio proprio cogliere la palla al balzo (tranquilli… via quelle mani dal basso ventre… è un modo di dire… e questo scarpone chiodato è solo una COINCIDENZA). Mi scrive una di voi (non steppi purtroppo… la tua “esperienza” non mi è arrivata lacrime) con quella che sembra essere una vera e propria chicca…

Vediamo un po di ripercorrere assieme…

Autocandidatura: spediamo il CV al CIALTRONE di turno.

Risposta: venga a trovarci per valutare eventuale stage.

Mmmmh… “eventuale” stage. Li adoro quando fanno gli schizzinosi! Sembra quasi che ci fanno un favore! Ok, la cosa mi eccita, andiamo e vediamo cosa vien fuori!

Buongiorno

“Buongiorno”

Beh?!

“Mi parli di lei”

Minchia… un asciugamani di autogrill ha una maggiore cura delle presentazioni… vabbè. Mi chiamo ICS e ho molto da offrire a questa topaia, tipo lavorare seriamente e…

“Lei ha letto l’ultimo libro di AntonGiulio Gazzosicollimoncelli?”

No, ma non mi interrompa: dicevo che lavoro seriamente e spacco in due il capello. I miei difetti? Tendo a idolatrare il capo, sono un inguaribile leccaculo e ho un bisogno disperato di lavorare (appena al di sotto della soglia dell’udibile)

“Sì, ma lei ha visto l’ultimo film di Fabrizio Maria Pagnottelli?”

No, ma ho un libro con un sacco di figure a casa… dove ero rimasto? Ah, sì, a inguaribile leccaculo… dunque…

Questa è una tecnica molto usata ai tempi d’oro dell’università che oggi giorno presenta diverse applicazioni ancora valide: la pappardella. Ricordate quando andavamo a dare un esame secondo lo schema “campo minato“? Ma sì: se mi fa una domanda qualsiasi sono fottuto. Ma se mi lascia parlare, lo spezzo! Quindi iniziavamo a parlare (anche e soprattutto senza “GO“), saltando le domande, non lasciandoci interrompere dal prof. e scavalcando ogni ostacolo. Magari una breve pausa (se conoscevamo la risposta alla domanda di turno), per poi tornare DECISI verso l’argomento, l’UNICO, che conoscevamo. Se il prof. aveva sufficiente forza, eravamo fottuti. Se era il solito minchione di turno, l’esame era sfangato.

Ecco, questa tecnica è estramente valida contro i datori di lavoro (o responsabili del personale) con manie di grandezza. Parlo con una certa esperienza alle spalle, visto che avevo un professore così all’uni. Conoscevo piuttosto bene un suo assistente (ah, cameratismo nato durante l’attesa per l’esame di Fisica Tecnica… meglio persino delle amicizie in trincea!) che mi aveva avvisato (leggete con attenzione: il principio è valevole anche per QUESTI tipi di datori di lavoro): “Lui fa così: la “mette su alta”. Ti lascia parlare, interrompendoti random, con domande su libri, film, teatro assolutamente non pertinenti. La possibilità che la “vittima” conosca l’oggetto dell’interruzione è minima. Spesso zero, visto che la domanda si fonda su un soggetto inesistente. Ma è la sua tecnica: ti dimostra disinteresse e ti rigira contro la cosa facendoti sentire ignorate. Il succo? Se non dici nulla di interessante, è colpa tua che non studi a sufficienza. Senti invece me che bagnaglio culturale che ho. IO SOLO POSSO DARTI LA LUCE! SOTTOMETTITI!”. Il senso è molto semplice: tu non sai nulla. Io tutto. Io posso darti quello che ti manca. Ti prenderò sotto la mia ala protettiva… il professore così ottiene attenzione e sudditanza. Il cialtrone, invece, ottiene lo schiavo. Le persone “impressionabili” sono spesso vittime di questa tecnica: avvertono la soggezione psicologica, comprano il tappeto e si sentono inferiori, inadeguati, sconfitti. Incapaci di opporre ogni resistenza, così, diventano malleabili e influenzabili. E come abbiamo già detto: non competitivi. Ottimi droni borg. Per me che ho sempre avuto un caratterino pepato, una sottomissione del genere era impensabile. Così semplicemente usai lo schema pappardella: ignorare le sue domande. Ostentare quella leggerezza che li disarma.

Uno scontro tra cervelli, insomma:

“Lei è ignorante. Lei non legge. Lei non sa. Solo io posso salvarla e proteg…”

Sì, vabbè, sticazzi. Famme finì del parlà. Te stavo a dì che…

“No, non ci siamo capiti. IO HO LA LUCE DELLA CONOSCENZA, SOTTOMETT…”

Che te urli? Zitto, che sto a parlà! Ascorta ‘gni tanto! ‘Nzomma, dice fa diceeeeeee…

E via! Il professorone è disarmato! Va anche detto che per spararla giù così, dovete avere anche un certo bagaglio culturale alle spalle. Dovete accettare l’idea che lui possa saperne di più, ma che cmq voi siete consapevoli che sapete e sapete anche tanto. Siete disposti a imparare, ma NON a sottomettervi. Automigliorarsi è fondamentale! La cultura generale è importantissima! Ma essendo architetti, immagino che non ci sia bisogno di sottolinearlo oltre sorriso

Chiarito che lui è un imbecille e voi resistete ai suoi assalti pseudo-culturali, sciogliete la seduta con un nulla di fatto. Lui non vi prenderà MAI, perchè non siete schiavizzabili e voi non vi fareste mai assumere (se per uno stage non retribuito si può parlare di “assunzione”) da un Kretino di questo calibro.

Ma dopo pochi giorni… l’impensabile…

Una mail.

A dire il vero, non è una mail qualsiasi. E’ l’opera di un genio. O un deficiente… dipende dai punti di vista.

Sembra una normalissima newsletter. Una di quelle mail a catena, che viene spedita a tutti i contatti della rubrica. Ma dalle proprietà della mail, curiosamente, siamo gli unici destinatari

Una mail con un contenuto talmente brillante da camminare sul sottile filo che separa il genio dall’imbecille.

Gentili amici

cominciamo bene… CARI amici o GENTILI signori… che so ‘ste forme ibride? E’ come FOCOSA inquilina o SPETTABILE amante!!!

Come ogni anno, diamo il via alla nostra campagna di reclutamento

Fiiiico! Non pensavo si facesse ancora in tempo per il fantacalcio!

Cerchiamo tra di VVVVVVOI nuovi stagisti da inserire nel nostro organico

Ora… ma “inserire nell’organico”… non vi sa di “sporco”? Sembra una cosa zozza! Un po come il lavoro “interinale”… eh sai, non posso bere, ho un’infiammazione interinale… ecco: no sai… devo fare quell’esame medico… mi inserisco uno stagista nell’organico

Qualcuno che ami il lavoro, che ritenga di avere le carte in regola per entrare nel nostro mondo

A parte il fatto che io nel vostro mondo vi ci vorrei chiudere e parcheggiare vicino ai pilastri del garage dei furgoni carichi di C4… ma vi sembra una cosa logica? E’ come se un boia disoccupato mettesse un annuncio “cercasi condannati per boia. Solo referenziatissimi, residenti braccio della morte o dintorni, no perditempo!”… certo, conosco un paio di imbecilli che risponderebbero… ma questa è un’altra storia… e cmq ci guadagneremmo TUTTI!

Qualcuno che voglia vedere da vicino questo meraviglioso mondo

Dio mio… quanto li vorrei vedere da vicino… nel meraviglioso mondo della gabbia di un QUALSIASI FELINO DI 250 KG, NUTRITO PER 2 SETTIMANE A YOGURT!

Qualcuno che ritenga giusto essere pagato per il proprio lavoro

Eh beh, certo! Mica possono essere perfetti questi candidati! Qualche difettuccio lo dovranno pur avere!

Il candidato ideale ha tra i 25 e i 29 anni

Curioso… io ne ho 30

Anche alla prima esperienza. Solo con tanta voglia di partecipare alle nostra attività e vedere da vicino come funziona uno studio professionale. Non spediteci CV, ne riceviamo ogni giorno a centinaia

Oh certo… vi capisco! Anche io non ne posso più di tutti questi sms di Sharon Stone…

E la nostra esperienza ci ha insegnato che anche il lavoratore col tantissima esperienza scritta sul CV si scioglie dinanzi alla prima difficoltà a studio

MA E’ OVVIO, CRETINO! Se continui a assumere il tuoi nipoti/figli/cognati che di architettura sanno quanto un americano di energia alternativa, vuol dire che solo che sei incapace di riconoscere le persone e non sai giudicare quello che valgono! Non è discorso di NOI che non sappiamo lavorare, sei TU che cerchi persone con MENO QUALIFICHE POSSIBILI, per poterle PAGARE IL MENO POSSIBILE, aspettandoti però che risolvano i problemi come gli ingegneri dell’enterprise (oh, è scoppiato il nucleo di curvatura… L’astronave si polverizzerà in 3 ore. In 2 ore sistemo tutto… ma prima un pisolino eh?!)

Scriveteci numerosi, vi aspettiamo!

Insomma… il senso è:

TUUUUUUUUUUU, povero sciocco!

Hai rifiutato le nostre magnanime offerte! Hai detto no ai nostri splendidi ceppi! Ti sei rifiutato di accettare il nostro grandioso giogo! Hai opposto resistenza alle nostre meravigliose catene! E ora? AH! Noi cerchiamo qualcuno come TE MA CHE NON SEI TE! PERCHE’ NOI ABBIAMO UN POSTO QUI A STUDIO, MA NON PER TE CHE TE NE SEI ANDATO SBATTENDO LA PORTA! Certo, noi, signori dal nobile animo, saremmo ANCHE DISPOSTI a riprenderti all’ovile, ma solo se ti SOTTOMETTERAI!

Perchè anche solo “rispondere” alla mail, è come accettare la propria colpa e riconoscere di aver peccato di arroganza…

Ora… se il posto in questione fosse un contratto a tempo determinato o a tempo indeterminato… o anche un contratto a progetto (di quelli veri… con i contributi… non una buffonata a partita IVA!), ancora ancora ci sarebbe da sentirsi male. Da riflettere seriamente sul nostro comportamento.

MA VISTO CHE SI TRATTA DI UNO STAGE…

Cosa dobbiamo fare? Cuocere di invidia? Bruciare di rancore?
Naaaa… la risposta (te ne riconosco la maternità, Elisa) è molto semplice… si clicca su “rispondi” e si digita

Gentile Studio,

ho ricevuto posta indesiderata dal vostro account. Vi prego di rimuovermi dalla vostra mail list.

Cordiali saluti

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