n e piu’ vite

e’ successo ieri mattina. dopo l’ora di piscina stavo andando in ufficio. potevano essere le 8.40, il telefono fa toc toc toc e arriva un sms dei miei: babbo cell. “buongiorno! oggi marmellata di susine prese a casaini (n.d.b. podere di un’amica di famiglia). buona giornata. ci sentiamo stasera. un bacio”.

le parole marmellata di susine hanno scoperchiato un vaso di pandora, che era socchiusa forse dal mio rientro dalla scozia. forse per la prima volta ho capito cosa intendeva proust quando parlava delle madeleines (si scrivera’ cosi’?). mi sono vista dall’alto, uno zoom che inquadra eton road, londra, europa…e riprecipita giu’, italia, toscana, monteaperti. mi sono vista a fare la marmellata di susine anche io, a vivere l’agosto rilassato e sornione in italia, con la mente obnubilata dal caldo che forse in campagna, dove abitavo, e’ attutito. mi sono rivista lo scorso anno, di questi tempi prendevo la bicicletta la mattina alle sette e pedalavo, pedalavo per un’ora e mezzo. e riempivo il marsupio di more, fresche e gocciolose di rugiada. londra era un pensiero che si stava insinuando leggero leggero, come il fumo che penetra sotto la porta. ma c’era di gia’ e riempiva i pensieri nelle salite in bici.

un anno fa ero a giannutri con A. avevamo dormito sul molo ed eravamo incrostati di sale, sudaticci e puzzolenti come due aringhe pescate da tre giorni ma felici. il giorno dopo sarebbe stato ferragosto, il giorno dopo ancora c’era il palio.

ieri da siena il babbo mi dice che il drago ha il cavallo buono, quello che l’anno scorso vinse nell’oca. fossi a siena andrei in giro orgogliosa per le strade assolate, con i palazzi di mattone rossi accesi dalla luce, abbagliata dal riflesso del sole sul travertino. andrei in giro orgogliosa con il mio fazzoletto giallo, verde e rosa antico, perche’ quando si ha il cavallo buono il cuore batte forte. piu’ forte. perche’ si spera piu’ che in altri casi di vedere la bandiera della propria contrada appesa alle finestre del palazzo pubblico, la sera del 16, che sventola solitaria su una piazza del campo piena di gente e illuminata a giorno, con il tufo ancora caldo.

il palio quest’anno lo vedro’ forse da un internet point, dato che e’ sabato e non sono in ufficio.

e poi… e poi vedo me stessa qui, felice della vita che mi sono ritagliata e regalata, della liberta’ e dell’indipendenza che, mattoncino dopo mattoncino mi sono costruita. a godermi questa vacanza a cavallo dei trent’anni, che sto vivendo con il cuore leggero di chi sa che poi torna da chi l’ha aspettata; e che allora ci saranno tanti e tanti progetti da accarezzare, creare, coccolare. so che tutto questo mi manchera’, magari chissa’ potra’ capitare di raccontare un domani ai nostri bambini di quando la mamma e’ andata a londra per tanto tempo e il babbo l’ha aspettata. ma per adesso vivo questo presente che fino a un anno fa aveva contorni fumosi e faceva paura. mi vedo passeggiare per oxford street, piegare verso regent’s street e vedere comparire il big ben. sono a londra. dio mio ci sono davvero. vivo qui non sono in vacanza.

e allora penso alle vite che sto vivendo, almeno tre…l’eleonora di londra di adesso, quella di siena del passato prossimo, quella di firenze nell’ovile caldo e troppo stretto di casa dei miei.

il post finisce qui senza una fine vera…sono solo pensieri presi e messi qui.

al prossimo giro, foto della scozia

sciaooooooo!!!!!!

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