…………..comunque secondo me, una che mette tante foto col suo volto, nel suo proprio blog…è una che non è normale…o ha dei problemi…

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7 risposte a

  1. michele scrive:

    che cambio de estilo… sbarazzina
    ti posso invitare a cena il 25 ott.

  2. giordana scrive:

    x stefano
    approvo la tua richiesta di discutere e commentare le novità (ti censuro se parli di cose di altro genere) e prima di commentare un articolo sulla biennale di venezia, vorrei qualche spunto da parte di chi ci è stato.
    maristella e marco, voi che siete stati lì ci fate sapere quali sono state le novità, di questa biennale?

  3. silvia scrive:

    giordana..
    ciaoooo…sei molto carina con questo nuovo taglio!…..molti dicono che le donne con i capelli corti danno segno di essere più forti, più sicure di sè!…..NON SO COME TI SENTI TU, MA POTREBBE ESSERE COSì?
    CIAO
    a presto
    Silvia

  4. vicè scrive:

    demasiado guapa
    ciaoooo………devo dire che con nuovo taglio di capelli sei molto carina… come dicevo quando ero a barcellona demasaido guapa……
    Ma come resistono los chicos de barcelona alla tua bellezza…. adeu guapa….

  5. nick scrive:

    Biennale
    Dopo aver percorso per due volte ogni singola installazione dell’Arsenale e quelle dei vari padiglioni nazionali ho avuto la sensazione che ciò che manca è proprio…l’architettura!
    Si comincia con un lunghissimo corridoio dedicato alle trasformazioni urbane di alcune megalopoli messe l’una accanto all’altra, di continuo, Barcellona, Mumbai, Caracas, Los Angeles…dopo un po’ sembrano tutte talmente uguali da distrarti e passare oltre. Ricordo centinaia di proiettori che mandano immagini, cifre sulla mobilità, sulla popolazione, sulle favelas rendendo tutto un unico immenso pastone che se non prendi nota alla fine non sai più se hai visto il masterplan di tokio o quello di Buenos aires che forse il porto non ce l’ha.
    E di questa sfilza di immagini fa parte la presunta città in divenire Torino-Milano che stanno per raggiungersi e anche Genova, forse messa lì per rendere omaggio al bellissimo (vero) progetto del waterfront di Piano (immancabile).
    E la considerazione, un po’ amara per la verità, che non potendo più sradicare le favelas e dare abitazioni decenti ai loro abitanti, le città del terzo (?) mondo si attrezzano per portare lì qualche utile servizio, come una palestra, un pronto soccorso, visti qui come riduttori di emarginazione, delinquenza e degrado sociale.
    Usciti da questa dimensione apocalittica e un po’ alla blade runner del mondo presente e futuro (non ho colto segni di speranza), si passa per incanto alle città ideali (e veramente solo ideali) di pietra in una sequenza così assurda da far perdere ogni riferimento spazio temporale.
    Naturalmente esagero e probabilmente sarebbe bastato dire che il tutto è semplicemente folle: dal futuro prossimo venturo molto cupo al ritorno al passato più becero: qui infatti sono esposti i progetti per la ricostruzione dell’area di Punta Perotti a Bari e di altre aree dismesse del Sud Italia.
    Questo è il regno delle costruzioni di pietra, delle facciate ottocentesche, del ritorno dell’architettura fascista, medievale, delle cupole e degli archi spingenti, dei disegni a china, delle ricostruzioni delle antiche città greche: rispetto alla sezione precedente un delirio!
    O forse quanto auspicato dagli stessi urbanisti per risolvere i problemi delle città contemporanee? Non l’ho capito. Fatto sta che il concorso per Punta Perotti è di per se già morto rispetto alle intenzioni sulla riqualificazione dell’area di cui si dibatte in città.
    Lasciata questa anomalia e attraversata la mostra (un po’ risicata) sulle stazioni della metro di Napoli che forse meritava maggiore approfondimento, visto che li’ almeno un po’ di architettura c’era (Perrault, Eisenman, Podrecca ecc.) si arriva al Padiglione Italia curato da Purini con la sua città ideale di VeMa (acronimo di Verona Mantova, fantasiosa denominazione del luogo dove dovrebbe sorgere).
    Qui molti studi emergenti propongono edifici per temi (residenze, ospedali, teatri) che in se’ non sarebbero neanche male (non tutti) ma che nel piano generale non sembrano prefigurare una città esattamente a misura d’uomo, quanto piuttosto metafisica, leggermente angosciante, per nulla gioiosa.
    Alcuni episodi però sono molto belli, come l’Ospedale di Antonella Mari o il parco di OBR (se non ricordo male).
    Il resto magari alla prossima puntata, ora pausa pranzo, oggi PARMIGIANA (senza uova)!!!

  6. barbara scrive:

    chi non muore…
    quando si cambia taglio di capelli così radicalmente ci sono grandi cose in ballo…!!
    quanto tempo giordana… è molto che non mi faccio sentire ma non ho più la possibilità di accedere ad internet così facilmente come prima (sono moooolto controllata e “cronometrata”…) ti “leggo” quasi tutti i giorni ma non trovo mai il tempo di scriverti qualche cosa di decente (anche se gli argomenti di discussione “lanciati” sono tanti e… per tutti i gusti: dalla parmigiana all’australia, dal “panta rei” a gehry…) tra poco ti arriverà una letterona riassuntiva e forse.. riceverai anche una visita!! A novembre torno a Valladolid e mi piacerebbe recuperare l’invito per la famosa notte a barcellona con te!! la vita nel frattempo va… con un po’ di dubbi, con tante aspirazioni, con mille desideri contrastanti e sopratutto, con un sacco di impegni su e giù per la toscana che mi fanno correre senza pensare… a quello che è successo… un sogno, lontano, senza riferimenti spazio-temporali… ti racconterò!!
    un beso
    b_izia

    a proposito: la prima foto è da mostra fotografica!!! Bravo il fotografo e perfetto il soggetto!!

  7. Ester scrive:

    ciao
    Bellissima…! Non ricordo di averti mai visto con i capelli così corti se non in qualche foto da bambine. Ricordi il caschetto?
    Bacini Ester

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