INSOMMA STANOTTE TUTTO TRANNE ANDARE A LETTO E TRANNE NEW YORK.
dai vado…
riflessione nella notte:
oggi affacciata al grande balcone della rambla, guardavo l’essenza di Barcellona, scorrermi davanti agli occhi, quell’essenza fatta di pluri:
plurirazziale, pluriculturale, pluricolore..pluri.
affacciata, tipi Sofia Loren, sul balcone di piazza del Gesù, in Filumena Marturano: pensierosa, combattuta.
Io la mia lotta quotidiana con gli stati d’animo, continuo a farla. Pareggiamo sempre. Ho tirato un pò di somme:
- sto a Barcellona da 7 anni
- è stata dura spiccare il volo, ma adesso nella mia “aria” professionale ci sguazzo. è adesso tra i vari cantieri, ne dirigo uno qui, sulla Ramblas. Il mio cliente è rappresentato dal Ajuntament de Barcelona, prestigioso, prestigioso….
- Barcellona è una città splendida, piena di mistero.
- ho tanti amici, una bella casa, una buona salute, e ho perfino smesso di fumare
- viaggio quanto mi basta, per colmare le ansietudini.
però, mi manca qualcosa, quel qualcosa, (che per la famosa legge di murphy,) che anche quando arrivasse, non smetterebbe di farmi sentire così…incompleta….
ma voi vi sentite mai così? e ditecelo…
statevi bene.
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A VOLTE CI SI TROVA….
Vi è mai capitato di dover dirigere, un gruppo di persone che effettueranno un lavoro sul quale, siete assolutamente ignoranti? bhe a me si. Ed è così, che si forma l’esperienza, per ricondurci anche un pò alle letterine del nostro lato-blog. Ovviamente prima di dare ordini al gruppo di tecnici, che installeranno la fibra ottica a Ramblas, devo sapere con una certa chiarezza, almeno cosa sono le fibre ottiche e a che servono. E se nella laurea in architettura, a suo tempo non vi erano riferimenti nel piano di studio, a simili guerre di “telecos”, nell’era della rivoluzione tecnologica, (che a noi trentenni), ci ha preso come il toro, son problemi nostri…in questo caso mie.
Ho cercato di sapere quante più cose possibili su Anixter, LAN, WAN, Sistimax, su quantità necessarie di metri di cavi, tipo di cavi, certificati, leggi, obblighi, ecc… dal baby elettricista che ho contrattato per il cantiere, insieme al quale, domani abbiamo una riunione con quelli delle fibre ottiche.
e poi stanotte, perchè sono le 1.30, mi sono messa a studiare un pò…
se tiene que ser valientes! non mi piace stare a bocca chiusa, nelle riunioni in generale, e non capirci un cavo…figuriamoci poi se la parte che interpreto, è quella di direttore dei lavori!
a voi regalo le nozioni imparate stasera.
DA WIKIPEDIA
“Le fibre ottiche sono filamenti di materiale vetroso, realizzati in modo da poter condurre la luce. Sono normalmente disponibili sotto forma di cavi.
Le fibre ottiche sono classificate come guide d’onda dielettriche. Esse, in altre parole, permettono di convogliare al loro interno un campo elettromagnetico di frequenza sufficientemente alta (in genere in prossimità dell’infrarosso) con perdite estremamente limitate. Vengono comunemente impiegate nelle telecomunicazioni su grandi distanze e nella fornitura di accessi di rete a larga banda (dai 10 MBit/s al Tbit/s usando le più raffinate tecnologie WDM).
WIKIPEDIA
TELECOMUNICAZIONI? E CHE SÒ?
Le telecomunicazioni (spesso indicate, soprattutto in gergo giornalistico, con abbreviazione Tlc) costituiscono il sistema di trasmissione a distanza di informazioni.
Il meccanismo che veicola le informazioni disponibili è solitamente di tipo elettrico, elettromagnetico ed anche ottico. A seconda del veicolo adoperato il mezzo trasmissivo adoperato cambia. Ad esempio per veicolare onde elettriche (telefonia) si utilizzano dei cavi conduttori in rame o materiali conduttori equivalenti, questi collegano (elettricamente) l’apparecchio trasmittente con quello ricevente. Per veicolare onde elettromagnetiche (radio, radiotelefonia, radiotelegrafia, Radiotelevisione) si utilizza l’etere, la comunicazione in questo caso avviene attraverso delle antenne, ma senza alcun collegamento elettrico tra l’apparecchio trasmittente con quello ricevente. Per veicolare segnali luminosi (trasmissione ottica) si utilizzano dei cavi particolari in fibre ottiche).
La capacità trasmissiva disponibile su un mezzo fisico può essere condivisa attraverso uno o più metodi di multiplazione.
I servizi veicolati dalle telecomunicazioni comprendono la telefonia e la telematica.
La radio e la televisione sono tra i maggiori mezzi di comunicazione di massa, ed hanno una forte influenza sulla formazione della pubblica opinione.
Le telecomunicazioni comprendono le tecnologie che vengono utilizzate per la costruzione di reti informatiche.
RETI INFORMATICHE? E CHE SÒ?
Lo scopo principale di una rete di calcolatori è la condivisione di informazioni e risorse (sia hardware che software). In altre parole è un sistema che fornisce servizi relativi al trasferimento di informazioni ad una popolazione di utenti distribuiti geograficamente.
Le reti di calcolatori generano traffico di tipo fortemente impulsivo, a differenza del telefono, e per questo hanno dato origine – e usano tuttora – la tecnologia della commutazione di pacchetto.
COMMUTAZIONE DI PACCHETTO? E CHE È?
Si ha multiplazione deterministica (o commutazione di circuito) quando una fraz
ione fissa della capacità trasmissiva è stabilmente allocata a ciascun canale. Ciascun utilizzatore ha a disposizione un canale trasmissivo dedicato, con la garanzia di poter utilizzare tutta la sua capacità.
PER LA SERIE…QUANTA DEMOCRAZIA ESISTE NEL MONDO…INFORMATICO.”
WIKIPEDIA
ovviamente non era mia intenzione far uscire il carattere della parte di wikipedia, così grande, ma esce lo stesso….vabbè.
Architetto, instancabile viaggiatrice e appassionata di scrittura, scultura e archeologia. Nata a Milano, cresciuta a Napoli, si è formata professionalmente in quel di Barcellona. Ha già fatto un giro del mondo e sogna il secondo. Attualmente vive e lavora ad Amburgo.
Giordana bella! con questa laurea si chiude un capitolo, quello che adesso mi manca è un po’ di sano egoismo (vediamo se riesco a recuperarlo!). per il finde en bcn, spero di venire presto, sto solo aspettando una di quelle fantastiche offertine della vueling.
il viaggio in australia…che dire? una vocina mi dice che sarebbe ora di vedere quello che nn ho visto. bss.
p.s. soffocare l’inquietudine è un po’ difficile, se nn impossibile, ma un buon massaggiatore (di quelli veri intendo) ti può riconciliare momentaneamente con il mondo.
Grazie per l’abbraccio, cara. Ce n’è sempre un gran bisogno! Complimenti per la tua capacità di tenere ogni cosa sotto controllo. Probabilmente non ti riconosci in questa frase, perchè non ami parole come freddezza e razionalità, ma sono secondo me alcune caratteristiche che dimostri di avere portando avanti tutte le tue attività.
Cambiamo argomento…
Hai per caso dato un’occhiata al blog di Simone sul lavoro in Italia? Purtroppo quello che dice è tutto vero!
…manca sempre qualcosa
Si Giordana! Quasi ogni giorno capita anche a me di necessitare di cambiamenti, di novità di persone e di sentire che mi manca quel qualcosa…..Ciò mi porta a riempire ogni minuto, mantenere ogni contatto, desiderare continui cambiamenti, di vita e di professione.
Forse siamo noi Architetti fatti così…. La mia inquietudine mi ha portato la settimana scorsa a pensare che sono talmente pieno di idee e di voglia di esprimerle e viverle da necessitare di almeno DUE GIORNI AL GIORNO da vivere. DUE GIORNI AL GIORNO……ma poi non basterà comunque, e perciò….anche oggi….in questo caldo novembre….sento quel continuo bisogno di cambiamento….
Giovanni
Ciao Giordana, tutto OK?
Da quello che leggo ogni giorno mi chiedo quale sostanza
stupefacente tu assuma…(almeno passala algi amici, no?).
protesta?
…non capisco perchè in quella pseudoclassifica che sembra essere l’ordine in
cui sul portale compaiono i link dei siti in base all’ultimo post, tu
ultimamente sei sempre in fondo (e stamattina eri scomparsa) anche se sei stata
l’ultima in ordine di tempo a scrivere.
Dobbiamo protestare con questi di prof. arch.?
mah?
Un Napoletano pallone d’oro e tu non dici nulla????
che invidia!
Ciao Giordana, è la prima volta che leggo il tuo blog, e ti invidio come non mai. Il mio sogno è sempre stato di fare l’architetto in Spagna, e quando ho visto Barcellona me ne sono innamorata.
Vorrei tanto trasferirmi, ma sono andata a convivere da due anni e lui non vuole trasferirsi; e poi c’è il problema più grosso…I SOLDI! Questi non bastano mai e con lo schifo di mondo del lavoro che c’è qui in Italia non riesco neppure a mettere via molto. Il bello è che se spendessi tutto in cavolate, ma mi va via tutto in bollette, spesa, ecc.
Scusa lo sfogo. Comunque COMPLIMENTONI!
x nicole
nicole, querida, non tira aria. per le cose belle.
spero che il fine settimana mi porti, un pò di entusiasmi, mal spesi, nel pensare baggianate….
un abbraccio a tutti i miei lettori storici come te.
suggerimento
ciao ….ti giro il suggerimento che mi hanno dato …ossia la lettura di un libro…il titolo sembra interessante …
Architettura e felicità
Autore Botton Alain de
Editore Guanda
…..
Sapete cosa diceva la signora Savoye a proposito della villa di Le Corbusier
Piove nell’atrio, piove sulla rampa, e il muro del garage è zuppo. E come se non bastasse, piove nel mio bagno, che quando piove si allaga, poichè l’acqua entra attraverso il lucernario
Risposta di Le Corbusier
Dovrebbe mettere un libro sul tavolo nell’atrio del pian terreno e chiedere ai suoi ospiti di scriverci i loro nomi e i loro indirizzi. Vedrà quanti begli autografi raccoglierà
Alain de Botton Architettura e felicità
io vado a comprarlo domani!!!
oggi sciopero bus e non posso andare!
ciaoo
Ecco alcuni versi di Pessoa:
«…una ricerca che, postulando il mondo immaginario come sola verità, ricorda un po’ a tutti la nostra drammatica condizione di uomini contemporanei, costretti alla simulazione e all’artificio, uniche e disperate risposte all’impossibile rispecchiamento tra noi e il mondo»
“Sono sempre stato un sognatore ironico, infedele alle promesse segrete. Ho sempre assaporato, come altro e straniero, la sconfitta dei miei vaneggiamenti, assistendo casualmente a ciò che credevo di essere. Non ho mai prestato fede alle mie convinzioni. Ho riempito le mie mani di sabbia, l’ho chiamata oro, e ho aperto le mani facendola scorrere via. La frase era stata l’unica verità. Una volta detta la frase, tutto era fatto, il resto era la sabbia che era sempre stata.”
( da “Il libro dell’Inquietudine” )
“Nulla mi lega a nulla.
Voglio cinquanta cose allo stesso tempo.
Bramo con un’angoscia di fame di carne
quel che non so cosa sia-
definitivamente l’indefinito.
dormo irrequieto e vivo in un irrequieto sognare
Di chi dormeirrequieto, mezzo sognando.”
(da Lisbon Revisited – Poesie di Álvaro de Campos)
“Stanca essere, sentire fa male, pensare disrugge.
Estranea a noi e fuori,
frana l’ora e tutto in essa frana.
Inutilmente l’anima piange.
A cosa serve? E cosa deve servire?
Abbozzo pallido e lieve
del sole invernale che ride sul mio letto…
Vago sussurro breve.
Delle piccole voci con cui il mattino si desta,
della futile promessa del giorno,
morta sul nascere, nella speranza assurda e remota
nella quale l’anima confida.”
(da Poesie Inedite)
“Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso volere d’essere niente.
A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo”
Io stessa pur cercando di percorrere i binari di un vivere “comune”, tranquillo e rassicurante, troppo spesso mi sento deragliare in terreni di profonda introspezione, di domande senza risposta alla ricerca di un senso superiore da dare alla mia esistenza… ed allora il binario diventa una prigione, gli schemi sociali manette e tutto e tutti mi sembrano ostili e vuoti, l’impulso alla fuga si trasforma in un logorio mentale che non mi porta a niente se non a distruggere tutto quello che ho costruito fino ad un ieri che pare ancestrale…
Non so quello che voglio,da un lato ho paura di non essere adatta ad una vita “normale” ma dall’altro il bisogno di amore e di affetto mi portano a scegliere persone e situazioni che me la possono garantire… fino a quando mi rendo conto che l’amore e l’affetto più profondo e appagante sta nascosto nelle parole di un caro libro che mi accompagna nei momenti (tanti per la verità) di vitale solitudine…
Il risultato è questa mia confusione totale, questo mia costante altalena di modi di essere, di pensare e di volere che non mi aiuta a capire che cosa voglio veramente da me, dalla vita, dalle persone che mi circondano.. la gravidanza mi aveva obbligata a scegliere, l’amore per un figlio in arrivo mi aveva imposto di mettere da parte le mie tensioni esistenziali per costruire un futuro non più “solo mio”, ma forse, e mi si ferma il cuore solo a pensarlo, non doveva andare così…
no… non sei sola…
ti abbraccio forte
Barbara