mi trovo a casa

mi trovo a casa di Elena, stiamo per uscire e andare ad una festa, qui, nel famigerato barrio de Gracia. Non mi ricordo neanche più l’ultima volta che ho messo un paio di scarpe col tacco, e un rossetto, con sostanza, bordeaux. Niente a che vedere con me, però bueno a ver si disfarzarse sirve o que…

Dicono che gli inquilini dell’appartamento dove si fa la festa, son muy enrollados, y que siempre se liga un monton. ma si che sarà mai, quello che mi è successo oggi….benedetti cari finesettimana sola in casa, avvolta nella tristezza.

Come dice Battiato, dovremmo emanciparci dalle passioni.

Questo farebbe si che, tanti momenti tristi sparirebbero, e poi imparate, gente, i sogni rubati nelle estati che finiscono, durano al massimo fino all’autunno. Per quanto mi riguarda faccio un pò di confusione con le mie stagioni personali, ma va bene lo stesso, ne accorcio alcune e prolungo altre

Quella di stasera è una sera barcellonese, di quelle che mi mancavano da un bel pò; dove la gente mi chiederà da dove vengo e qualche catalano mi dirà che parlo perfettamente lo spagnolo, qualcuno mi verserà del vino ed entrerò di sfuggita in foto di sconosciuti, e riderò…tornerò col taxi, accarezzando con gli occhi quella che è la mia città, quella che stavo per tradire…hmmm…

mi riprendo la mia vita, i miei pensieri, i miei sorrisi. e sai che?

L’amicizia, che bella invenzione.

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3 risposte a mi trovo a casa

  1. anche un po' amico scrive:

    la città e i bambini
    leggendo il dibattito e i commenti di questi giorni, ho pensato di rivolgere questo messaggio a cecilia e non solo.
    una delle impressioni che ho riportato dal mio breve soggiorno a barcellona è legato alla possibile qualità della vita per i piccoli barcellonesi.
    Ho ancora vive le immagini raccolte durante la visita al caixa forum di isozaki con francesca, dove nella hall giocavano bambini di tutte le età su un enorme tappeto, disegnando, costruendo, divertendosi, e poi un laboratorio di disegno e ancora l’auditorium pieno di bambini, mamme e papà che assistevano a qualche saggio di danza o qualcosa del genere, e ancora la mediateca e la caffetteria.
    Per non parlare della spiaggia e del lungomare, perfettamente attrezzato per i grandi, ma soprattutto per i piccoli (non dico quanto lo sia per gli architetti).
    da tutto ciò mi piacerebbe ricavare che ogni tipo di struttura sociale riservi una particolare attenzione al’argomento che hai proposto.
    Se a questo si unisce la considerazione di Giordana, e cioè che si tpuò trovare di sicuro (lavoro), sembra che questa città sia una delle poche a misura d’uomo, in tutte le sue età…
    2+2=?
    in bocca al lupo

  2. Martina scrive:

    progetto leonardo
    Ciao Giordana!
    E’ la prima volta che leggo il tuo blog e devo dire che ne sono rimasta affascinata!io mi sono appena laureata e vorrei partecipare al progetto Leonardo presso uno studio a barcellona…vorrei fare domanda presso lo studio di ferrater ma volevo chiederti se avevi qualche altro valido studio da suggerirmi.
    grazie
    martina

  3. elena scrive:

    x giordi
    querida giordi !! vamos a bailar!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    esta noche es para las treintañeras mas guapas de toda barcelona !!!!!!!

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