FROM KATA BEACH

FROM KATA BEACH TO KUTA BEACH, via BANGKOK

La Thailandia in questo mio viaggio è un paese che non ha goduto molto della mia considerazione. Sotto consiglio di chi ama viaggiare e la conosce bene, me ne sono andata al sud, nell’Isola di Phuket, sole, mare pulito, immersioni.

Phuket è un isola che ha una forma simile alla Sardegna, a nord-est c’è Phuket town, centro finanziario e commerciale dell’isola. Nell’insenatura a sud si trova la frazione di Chalong, il principale porto da dove partono le barche dei centri diving. Ancora più a sud, si trova la zona più vergine con una lussureggiante vegetazione e un panorama mozzafiato, se si procede verso la parte occidentale, si attraversa la zona del sunset view point fino ad arrivare alla splendida spiaggia di Nai Harn. Risalendo l’isola sempre nella parte occidentale, si susseguono i quartieri più famosi di Phuket, Kata vivace e colorato cuore pulsante, pieno di resort, turisti arrossati e negozietti di souvenir, Karon con gli stessi requisiti e in particolare con un bel mercato, dove si può trovare di tutto a prezzi stracciati. Intorno alla grande insenatura ad ovest si è creato il famoso quartiere di Patong. Patong è famoso per le thai girls e per i thai girlsboys. Prostitute e travestiti sono i dei dell’Olimpo in questa zona, dove sono famosi gli spettacoli, in cui le ragazze scrivono i nomi dei clienti, con una penna adagiata sulla vagina, oppure sfilano dal loro sesso lamette gillet o catene di palline di ping pong…

In fin dei conti è storia vecchia, sono sempre gli stessi spettacoli da anni e anni..cambiano però gli spettatori, con gli occhi spalancati e la bocca aperta….

Forse per pigrizia, non sono mai andata, nei 18 gg trascorsi a Phuket, in questo quartiere, mi è bastato vederlo in un autobus, al ritorno di una escursione. Brulichio di persone, tavoli all’aperto finemente decorati, elefantini e fiori dappertutto, posso dire che la commercializzazione sessuale la respiri anche attraverso un finestrino, quando è frequentissimo vedere le ragazzine tailandesi che si buttano letteralmente, su uomini occidentali dai capelli bianchi….

D’altra parte invece ho trascorso molto tempo a Kata Beach e su Nai Harn Beach, ho goduto a pieno delle acque cristalline, turchesi e molto calde, della bella Thailandia. L’ultima sera a Kata sono andata a farmi 3 ore in uno splendido SPA: THE SENSE SPA- subito all’entrata ti fanno accomodare sul sofà ricoperto di sete intrecciate e ti offrono un thè verde. Mentre sorseggiavo sfogliavo l’elegantissimo listino, anch’esso ricoperto di seta chiara. Dopo aver scelto i trattamenti:

  • – thai herbal steam
  • – honey & yogurt scrub
  • – floral milk bath
  • – swedish massage

dovevo scegliere le essenze con cui me li avrebbero fatti.

Mi hanno porto un elegante vassoio rettangolare di legno con la base in bambù intrecciato, e su di esso 5 piccole ampolle di ceramica, decorate ognuna con un fiore di diverso colore. Erano gli oli per i massaggi, io ho scelto il lemon grass, che da qualche anno, dopo aver comprato in un negozio sulla fifty avenue a New York, uno scrub e un sapone liquido, mi fa impazzire. Poi mi hanno portato un altro vassoietto rotondo dove componevano un fiore, sei piccoli recipienti di ceramica a forma di goccia, dai colori pastello differenti, erano le creme granulose per lo scrub, ho scelto miele e yogurt, per avvolgermi in un profumo dolce e allo stesso tempo idratare bene la pelle.

la sauna era fortissima, ma molto profumata, se non sbaglio l’aroma era all’eucalipto.

Con i pori del corpo ben aperti dal calore umido, mi sono adagiata sul lettino, ricoperto da un pareo di seta bordeaux e beige, con motivi tailandesi, dove mi avrebbero avvolto in una nuvola zuccherosa con il peeling che avevo scelto.La decorazione della room, dove si effettuavano i trattamenti era pregiatissima, drappeggi velati rosso bordeaux ornavano il soffitto, in diagonale, appoggiandosi su appositi sostegni in legno intarsiato. Un tapiz coloratissimo fatto a mano decorava una parete stuccata color rosa antico. Ovunque candele e fiori a rendere l’atmosfera ancor più magica.

Dopo lo scrub, ho fatto il bagno in una vasca di pietra di forma irregolare. E stata riempita d’acqua calda. Nella fase finale prima di entrarci io, la ragazza thai, ha versato dei flaconi di latte e ha ricoperto la vasca con tantissimi petali di rose rosse.

La musica era rilassatissima, e la mente poteva stare esattamente dov’era, non c’era bisogno di sognare ancora…già ero in un sogno…

L’unica piccola fuga dalla realtà andava verso Stephan…

Devo dire che ho fatto massaggi in Asia, dappertutto, in Cina, In Vietnam, in Cambogia, In Indonesia, ma come li fanno le tailandesi è un’altra cosa.

Le ragazze tailandesi che fanno massaggi, sorridono e traggono piacere dal piacere che ti stanno dando.

Tratto dalla bozza del futuro libro:

“…lentamente scorrevano le mani verso il basso per tornare su con più energia, la pressione esercitata dalle dita sui punti importanti del corpo mi facevano sussultare, il palmo della mano ben aperto accarezzava la pelle e all’improvviso a tratti intensificava il suo sforzo…sovente mi sembrava che quelle mani su di me, seguissero in perfetta sintonia le note della delicata musica che avvolgeva la stanza… sorprendendomi, le estremità superiori delle dita della ragazza si trasformavano in un divertente gioco rotatorio sul mio corpo, la sveltezza del cospargere l’olio, lasciava gradualmente posto alle carezze intense che facevano gioire i miei muscoli..”

in thailandia ho avuto incontri ravvicinati con molti animali, chiamiamoli incontri turisticici pe foto ricordo, elefanti, iguana (sul braccio) così come un’ aquila reale.

Le zuppe al pollo nel latte di cocco, sono buonissime ma effettivamente sempre perennemente piccanti. Puoi anche dire al cameriere che non vuoi il piccante ma lui lo dimenticherà dopo tre secondi.

Le avventure in montagna facendo rafting e andando sul 4×4 sono stare realmente divertenti.

E così e arrivato il giorno in cui ho detto Good bye Phuket, ma tornerò lo prometto. Fosse anche solo per fare delle passeggiate al tramonto in dolce compagnia e fare immersioni alle Similand!

In macchina verso l’aereoporto Samita la ragazza di Nadir, proprietario della pensione in cui alloggiavo, ha messo un dvd (mai visto il dvd in un auto J)) del concerto di The Corrs, mi sono innamorata all’istante di queste ragazze che cantano accompagnate dall’arpa, dai violini e dai tamburi e cantano l’amore e i sogni. Arrivate all’aereoporto, Samita, ha sfilato il cd dallo stereo e me lo ha regalato…ennesimo gesto dolce da parte di questi tailandesi sorridenti e generosi.

Quello di Phuket credo sia l’unico aeroporto al mondo dove, appena varchi la soglia della porta d’entrata, ti fanno passare tutti i tuoi averi sotto lo scannere chi ti trovo davanti a me?

Un ragazzo che lavorava per l’aereoporto e stava per entrare con 5 casse di dunut al cioccolato, (anche gli impiegati devono scannerizzare tutto) l’odore dolce delle ciambelline mi si e infilato piano piano nelle narici fino a scendere nello stomaco…dall’alto del cielo thai leggevo attentamente la costa e potevo distinguere i quartieri perfettamente….bye bye Phuket…

GOOD MORNING BANGKOK

In realtà avevo prenotato l’hotel Ambassador, perché un hotel 3 stelle a 19 euro, ci poteva stare in una città grande come BKK. Avrei avuto quella sicurezza che danno solo i grandi alberghi . Poi avrebbe dovuto dormirci Daniel un amico conosciuto in cambogia. Ma avevo fatto male i calcoli e 1-900 bath non corrispondevano a 19 euriiii, bensì a 38! Ma l’acquisto on line già era stato fatto… anyway

L’aereoporto di Bkk, è veramente singolare: Suvarnabhumi. E sviluppato su corpi longitudinali, che assomig
liano alle unghie curvilinee di un rapace.. che uniti tra loro danno origine ad un’ area inutilizzata, ma decorata in modo bizzarro. Tra i trulli pugliesi che vi sono, svolazzano finti gabbiani ancorati a suolo con sottili sostegni metallici. Da non credere…

Finalmente a Bangkok, ho respirato vera aria di Natale, come quella che si respira a casa. L’hotel aveva uno splendido albero fatto con tanti girasoli al posto delle comuni palline.

Lek dopo 2 ore dal mio arrivo, stava già in camera mia, a raccontarmi la sua love story con Luca e del loro viaggio di un anno attraverso l’Asia.

Dopo un po’ siamo uscite alla scoperta di questa grande metropoli. Anche qui i sorrisi dei tailandesi sono coinvolgenti e danno calore. Dopo aver scartato alcune ipotesi di cena,le ho detto che andavo pazza per il satè. Il satè asiatico consiste negli spiedini di carne, in genere beef e pollo, aromatizzati, che si accompagnano con una salsa piccante fatta a base di noccioline. L’avevo mangiato in Malesia e pensavo fosse solo un piatto tipico malè, ma mi sbagliavo…

All’aperto, sul marciapiede, su un tavolino di metallo, abbiamo cenato, tranquillamente, con i luccichii di Natale tutto intorno.

Inutile dire che Bangkok è il paradiso dello shopping, c’è di tutto, molte cose sono veramente belle e costano poco. Dopo cena Lek mi ha accompagnata a fare un massaggio in un posto che lei conosce bene. 7 euro per una gustosa ora di massaggio con olii profumati.

Il giorno dopo mi apprestavo a vivere intensamente la mia unica giornata intera a BKK.

La mattina la colazione a buffett è stata una vera indimenticabile esperienza. C’era tutto il mondo. Arabi avvolti nei loro chiari turbanti, giapponesi con la loro simpatica masticazione rumorosa, australiani dall’inconfondibile accento, tedeschi arrossati e smanicati, donne indiane con i loro abiti coloratissimi, osservavo e cercavo di capire se si sentivano come me…felici di dividere un momento quotidiano e in quel caso, al profumo di brioche e latte e caffè, e ho distribuito saluti ovunque…

D’obbligo la visita al palazzo reale, con il suo tempio dedicato al Budda smeraldo e le sfarzose decorazioni. La sua costruzione iniziò dopo l’ascesa al trono del re Rama I, nel 1782- Personaggi strani, mascheroni, elefanti, protettori del budda, costruiti con tanti ori, mosaici a specchi e ceramiche policrome in abbondanza. Le pitture parietali che circondano il monastero reale, risalgono al regno del Re Rama I, sono strepitose, rappresentano scene tratte dal Ramakien, sono scene di vita comune, incontri e preghiere. I colori prevalentemente freddi, trattati delicatamente, danno origine ad un forte plasticismo. Dopo esserci fatte la nostra dose di traffico, siamo andate allo shopping mall, più grande della città, e io mi sono fatta il mio regalino di natale, firmato sisheido…. E ho comprato delle splendide tele per il mio bel tavolo a Barcellona e una sciarpa di seta, immaginandomi a maggio stretta a qualcuno nelle strade di Hamburgo, dove di sicuro a inizio primavera, soffia ancora un leggero vento….

Per la cena , ho portato Lek, in un ristorante arabo, lei non c’era mai stata. Squisiti i falafel, il sawarma e il riso pieno di zafferano e cannella.

La notte dopo tanto calore e tanta amicizia ricevuta da Lek, e dal sentimento realmente compiaciuto che le leggevo negli occhi, sono andata a letto tranquilla e felice.

All’aereoporto ho scritto le cartoline di auguri natalizie, cartoline con il mare turchese di Nai Harn beach…aspettatele!!! E mi ha raggiunta Lek, con un gran pacchetto di m&m, che sa che mi piacciono da morire. Ho viaggiato mangiandone una bustina al giorno, almeno nel mese di dicembre…. Ragà voi avete struffoli e cassata siciliana, io mi rifaccio la pancia con cioccolatini colorati….

BALI

SORPRESA!!! Sono arrivata all’ultimo secondo dell’ultimo minuto dell’ultima chiamata all’imbarco per Singapore dove avevo poi l’altro volo per Bali. Con l’affanno ho raggiunto la hostess, che mi dice the flight is full, and then you are in first class!

La prima classe non l’avevo mai provata e ….solo per sbaglio potevo avere questo onore!

Prima del decollo, con infinita reverenza ti sevono lo champagne….le poltrone hanno a lato il telecomando digitale che ti permette di inclinare il tuo posto fino a farlo diventare un letto…il lunch è servito con bicchieri di cristallo e posate d’argento, e il burro che ti servono con il pane caldo, ha la forma di un fiore! Le stoviglie sono tutte di un sofisticato design e le pietanze, ovviamente buone.

A Singapore 4 ore sono passate lavorando al mio libro e chiacchierando con un francese che vive la sua vita, alternando un mese in Kazakistan, lavorando per una compagnia petrolifera e un mese a Phuket per rilassarsi. Certo che se ne conosce di gente strana….

Il tassista da Denpasar a Legian ha tardato pochissimo, correva come un pazzo e abbiamo ascoltato musica indonesiana….

Sono arrivata nel cottage verso l’1 di notte. Francesca era svegli che mi aspettava. Finalmente ci siamo abbracciate.

Bali?fantastica ma i racconti di questa splendida isola, sono per la prossima volta. Siamo arrivate a Kuta, e la spiaggia piena di palme , tavole da surf e persone, e un vero sogno…

Solo dico che oggi l’esperienza del surf…sulla spiaggia di Kuta è stata straordinaria.

E così from Kata beach to Kuta beach……..

E quest’è.

Vi abbraccio.

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Una risposta a FROM KATA BEACH

  1. clara scrive:

    vorrei essere lì con te
    Carissima vorrei essere lì con te per tanti motivi ma più di tutti perchè vorrei saltare questo Natale e tu sai perchè e poi per i trattamenti che hai fatto che certamente mi gioverebbero tantissimo. Bellisimo il tuo viaggio sei una donna coraggiosa e ti ammiro tantissimo e detto da una donna e quanto dire!!!

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